{"id":85016,"date":"2021-02-25T16:30:44","date_gmt":"2021-02-25T15:30:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=85016"},"modified":"2021-02-25T15:28:57","modified_gmt":"2021-02-25T14:28:57","slug":"parola-agli-studenti-ecco-le-10-priorita-su-cui-il-governo-deve-lavorare-per-la-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/02\/25\/parola-agli-studenti-ecco-le-10-priorita-su-cui-il-governo-deve-lavorare-per-la-scuola\/","title":{"rendered":"Parola agli studenti: ecco le 10 priorit\u00e0 su cui il Governo deve lavorare per la scuola"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 ormai da un anno che il dibattito scolastico si concentra sulla gestione della pandemia, sulle criticit\u00e0 e le difficolt\u00e0 da affrontare con la didattica in presenza o a distanza e sui concorsi sospesi o i docenti mancanti.<\/p>\n<p>Naturalmente, anche il nuovo Ministro all\u2019Istruzione Patrizio Bianchi, una volta insediatosi, ha dovuto focalizzarsi sui temi pi\u00f9 urgenti per adottare i provvedimenti necessari a risollevare la situazione nelle scuole italiane.<\/p>\n<p>Nel frattempo <em>Skuola.net<\/em> ha voluto dar voce ai giovani e a quello che loro si aspettano dalla scuola nel futuro, una volta superata la pandemia. Con un recente sondaggio, infatti, \u00e8 stato chiesto a <strong>circa 8 mila studenti di scuole medie e superiori<\/strong> di stilare <strong>l\u2019elenco delle loro<\/strong> <strong>priorit\u00e0<\/strong>. Ne sono emerse <strong>10 coordinate base<\/strong>, punti sui quali gli studenti vorrebbero che il nuovo Governo orientasse il suo operato in ambito scuola.<\/p>\n<p>Ecco elencati di seguito i risultati del sondaggio e cio\u00e8 gli aspetti che stanno pi\u00f9 a cuore agli studenti e alle studentesse italiani.<\/p>\n<ol>\n<li>\n<h4><strong>Maggior orientamento al futuro<\/strong><\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>La questione delle questioni: l&#8217;orientamento. Viviamo in un&#8217;epoca ricca di incertezze. Anche dal punto di vista formativo e lavorativo. I mestieri e le professioni cambiano, alcune spariscono, se ne affacciano di nuove. Indispensabile conoscere prima queste dinamiche, per prepararsi a dovere. Un compito che il sistema didattico non sempre riesce ad assolvere. Il risultato \u00e8 che tanti ragazzi si accorgono di aver sbagliato strada o di non aver avuto il giusto consiglio. Quando, forse, \u00e8 troppo tardi. Ecco, il 17.2% non vorrebbe fare la loro stessa fine.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>\n<h4>Una scuola pi\u00f9 pratica<\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Al punto precedente, in qualche modo, si lega anche la seconda priorit\u00e0 in ottica studenti per dare sul serio uno slancio in avanti al mondo dell&#8217;istruzione. Per il 17% la scuola deve cercare di essere sempre pi\u00f9 pratica. La teoria continuer\u00e0 a servire ma i programmi dovranno essere svecchiati, aggiornati. Parallelamente, si dovrebbero introdurre maggiori momenti &#8216;pratici&#8217;, anche negli indirizzi in cui per ora sono marginali. Oltre a sapere, per i ragazzi, bisogna saper fare.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>\n<h4>Innovare la didattica<\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Perch\u00e9 i ragazzi, dovendo indicare i cardini del proprio &#8216;programma per la scuola&#8217;, alla fine guardano soprattutto alle loro esigenze. Al terzo posto, infatti, mettono anche l&#8217;assoluta urgenza di una didattica pi\u00f9 innovativa, che li faccia familiarizzare con gli stessi metodi e strumenti con cui poi si dovranno confrontare negli studi futuri e nel lavoro. A pensarla cos\u00ec \u00e8 il 15%.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>\n<h4>Scuole pi\u00f9 sicure<\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ai piedi del podio, con il 10% dei consensi, un&#8217;altra annosa questione: la sicurezza del luogo in cui, in tempi normali, i ragazzi passano gran parte delle giornate. Il pensiero va subito allo spinosissimo tema dell&#8217;edilizia scolastica. Tanti gli istituti che ancora oggi non ricevono un&#8217;adeguata manutenzione, mettendo in pericolo chi li frequenta. Ma, in questo momento storico, scuole pi\u00f9 sicure pu\u00f2 anche voler dire ambienti pi\u00f9 &#8216;sani&#8217;, in cui non ci si contagia e non ci si ammala.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>\n<h4>Cattedre pi\u00f9 &#8216;stabili&#8217;<\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>In molti non ce la fanno pi\u00f9 a dover cambiare ogni anno i propri docenti, a causa della rotazione delle cattedre e del precariato che affligge la categoria degli insegnanti da molti anni. Cos\u00ec, il 9,7% si fa alleato dei professori nella loro battaglia, chiedendo al Ministro una soluzione rapida.<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li>\n<h4>In presenza al 100%<\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Uno degli obiettivi dichiarati di Bianchi \u00e8 quello di riportare i ragazzi in classe ogni giorno e tutti assieme. L&#8217;andamento della pandemia, per\u00f2, lascia un po&#8217; scettici sulla sua fattibilit\u00e0, perlomeno in tempi rapidi. Per questo anche i ragazzi hanno un atteggiamento prudente: \u00e8 l&#8217;8,1% a spingere forte su questo tasto. Un numero comunque non basso.<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li>\n<h4>Docenti pi\u00f9 &#8216;tecnologici&#8217;<\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>La necessit\u00e0 di garantire un corpo docente sempre pronto a confrontarsi con generazioni che cambiano e con le nuove sfide che il sistema didattico periodicamente propone \u00e8 uno dei temi pi\u00f9 importanti per la scuola. Anche Mario Draghi, nel suo programma, ha parlato esplicitamente della necessit\u00e0 della formazione continua dei professori. Specie dal punto di vista tecnologico. Gli studenti per\u00f2 la vedono diversamente: \u00e8 il 7.4% che lo vede un passaggio indifferibile.<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li>\n<h4>Diritto allo studio per tutti<\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quello della parit\u00e0 di accesso, per tutti gli studenti, alle stesse opportunit\u00e0 di formazione &#8211; a prescindere dal luogo di residenza o dal contesto sociale di provenienza &#8211; \u00e8 un argomento che forse preoccupa pi\u00f9 gli addetti ai lavori che i ragazzi. Solamente il 5.9% lo avverte come prioritario. E questo \u00e8 un ulteriore problema: i dati sull&#8217;abbandono e sulla dispersione scolastica parlano chiaro.<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li>\n<h4>Riparare i danni prodotti dalla Dad<\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Non possiamo negare che la Didattica a distanza abbia portato con s\u00e9 nuovi problemi, legati sia all&#8217;arretratezza digitale di cui soffrono ancora troppe famiglie sia alla difficolt\u00e0 di andare avanti con i programmi &#8216;da remoto&#8217;. Ma, considerando che solo il 5.7% chiede al neo ministro di concentrarsi sul recupero degli apprendimenti, possiamo dire che nella stragrande maggioranza dei casi la Dad alla fine abbia funzionato<\/p>\n<ol start=\"10\">\n<li>\n<h4>Classi meno affollate<\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quello delle &#8216;classi pollaio&#8217; \u00e8 un dossier aperto sul tavolo di ogni ministro dell&#8217;Istruzione e che torna in auge a ogni inizio d&#8217;anno scolastico. Durante la pandemia, poi, \u00e8 stato ulteriormente accentuato dal fatto di dover attuare il distanziamento nelle aule. Ma gli studenti, pur avendolo ben presente, non lo fanno rientrare tra le cose pi\u00f9 urgenti da risolvere: appena il 4% lo mette in cima alla lista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 ormai da un anno che il dibattito scolastico si concentra sulla gestione della pandemia, sulle criticit\u00e0 e le difficolt\u00e0 da affrontare con la didattica in presenza o a distanza e sui concorsi sospesi o i docenti mancanti. 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