{"id":84337,"date":"2021-02-17T12:30:33","date_gmt":"2021-02-17T11:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=84337"},"modified":"2021-02-17T03:22:29","modified_gmt":"2021-02-17T02:22:29","slug":"le-donne-nella-storia-della-scuola-laura-bassi-e-anna-morandi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/02\/17\/le-donne-nella-storia-della-scuola-laura-bassi-e-anna-morandi\/","title":{"rendered":"Le donne nella storia della scuola: Laura Bassi e Anna Morandi"},"content":{"rendered":"<p>Se nel secolo XVIII ai figli maschi dei ricchi borghesi e nobili era concesso lo studio, non era lo stesso per le ragazze che, invece potevano avere un\u2019istruzione limitata: leggere, scrivere, cucire e recitare il rosario.<\/p>\n<p>Inserite generalmente in collegi femminili, se non accettavano di sposarsi potevano restare negli stessi \u2018scegliendo\u2019 di farsi monache.<\/p>\n<h2>Non si consentiva loro lo studio per questi motivi:<\/h2>\n<p>Si riteneva che la donna acculturata avrebbe potuto interferire negli affari di famiglia causando problemi al proprio patrimonio. Inoltre non sarebbe stata pi\u00f9 \u2018ubbidiente\u2019 e gli uomini \u2018padroni\u2019 avrebbero dovuto sopportare mille domande, cosa a loro non gradita. Ma qualcosa per fortuna cambi\u00f2 nella seconda met\u00e0 del settecento. Si aprirono le porte alle donne che contribuirono alla crescita culturale della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Tra le tante figure femminili di questa epoca alle quali dobbiamo rendere omaggio c\u2019\u00e8:<\/p>\n<h2>Laura Maria Caterina Bassi Veratti \u2013 (Bologna 1711-1778).<\/h2>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-84338\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/lau.jpg?resize=225%2C225&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/lau.jpg?w=225&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/lau.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p>Laurea in filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Pisa nel 1732.<br \/>\nFiglia di Giuseppe dottore in legge. La Bassi impara grammatica, latino, francese e aritmetica, filosofia naturale. Nel 1732 viene nominata socia onoraria dell&#8217;Accademia delle scienze, nello stesso anno discute la sua tesi e successivamente si laurea in filosofia naturale.<\/p>\n<p>Grazie al suo sostenitore, il cardinale Lambertini, ottiene il mandato per l\u2019insegnamento di filosofia con uno stipendio di 500 lire. Nel 1738 sposa il medico Giuseppe Veratti.<\/p>\n<p>Dal loro matrimonio nascono otto figli. Eustachio Manfredi, famoso matematico bolognese, disse di lei: \u201cmeraviglia del suo sesso e decoro della patria\u201d. Condivise con il marito la passione per la filosofia naturale di Newton. Anche Voltaire ne fu colpito, tanto da decidere di scriverle: \u201cNon c\u2019\u00e8 una Bassi a Londra, e sarei molto pi\u00f9 felice di essere aggiunto alla tua Accademia di Bologna che a quella degli inglesi, anche se ha prodotto un Newton\u201c.<\/p>\n<h2>Anna Morandi Manzolini, (Bologna 1714-1774).<\/h2>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-84339\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/anna.jpg?resize=300%2C150&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/anna.jpg?resize=300%2C150&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/anna.jpg?resize=1024%2C512&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/anna.jpg?resize=768%2C384&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/anna.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Laurea in filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Pisa nel 1732.<\/p>\n<p>Dottoressa in anatomia. Collaboratrice del marito Giovanni Manzolini, ma pi\u00f9 brava del consorte in materia di \u2018ceroplasta\u2019. Dopo la morte del marito ottiene lo stipendio concesso dall\u2019ateneo bolognese, ma nonostante ci\u00f2 continua a tenere corsi privati nella sua abitazione. La sua fama \u00e8 resa nota per aver creato una collezione di cere anatomiche, in parte anche con l\u2019aiuto del marito.<\/p>\n<p>Queste opere sono conservate presso il Museo di palazzo Poggi. Tale collezione \u00e8 dedicata a: apparato anatomico dell\u2019occhio, orecchio, naso, lingua, laringe e faringe, braccio, mano, gamba, piede, organi sessuali e scheletro.<\/p>\n<p>Il segretario dell\u2019Accademia delle scienze di Bologna, Francesco Maria Zanotti, descrive cos\u00ec la Morandi: \u201cDonna bella e piena d\u2019ingegno tratta infatti con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione, per poterli riprodurre e consegnare ai posteri.<\/p>\n<p>Allest\u00ec quindi la propria casa con parti del corpo umano, eseguite con arte mirabile e disposte nel modo pi\u00f9 elegante; e le spiega utilizzando un linguaggio semplice, nativo e puro, in cui nulla resta oscuro, ma con tanta chiarezza come se ne trova in uno studioso di anatomia\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/02\/11\/le-donne-nella-storia-della-scuola-bettisia-gozzadini-e-costanza-calenda\/\"><strong>LEGGI LA PRIMA PUNTATA: Bettisia Gozzadini e Costanza Calenda<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se nel secolo XVIII ai figli maschi dei ricchi borghesi e nobili era concesso lo studio, non era lo stesso per le ragazze che, invece potevano avere un\u2019istruzione limitata: leggere, scrivere, cucire e recitare il rosario. 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