{"id":83522,"date":"2021-02-06T16:30:53","date_gmt":"2021-02-06T15:30:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=83522"},"modified":"2021-02-06T15:41:37","modified_gmt":"2021-02-06T14:41:37","slug":"draghi-le-dico-cosa-serve-e-non-serve-alla-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/02\/06\/draghi-le-dico-cosa-serve-e-non-serve-alla-scuola\/","title":{"rendered":"Draghi, le dico cosa serve (e non serve) alla scuola"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fabio Luppino<\/strong>, dell&#8217;Huffington Post, nel suo blog d\u00e0 consigli sulla scuola <a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/02\/03\/giancarlo-magalli-e-lex-compagno-mario-draghi-a-scuola-era-intelligente-e-simpatico\/\">al premier incaricato <\/a><strong>Mario Draghi. <\/strong>La scuola \u00e8 uno dei temi su cui \u00e8 caduto il secondo governo Conte. E&#8217; occorrer\u00e0 molta attenzione su come muoversi<\/p>\n<p>Servono &#8211; secondo Luppino &#8211; gesti concreti, mirati, decisi, <a href=\"http:\/\/www.governo.it\/\">e la prego Draghi<\/a> di non accostare mai il termine riforma alla scuola, l\u2019abbinamento negli ultimi venti anni ha portato solo disastri.<\/p>\n<h2><strong>DRAGHI E L&#8217;ESAME DI MATURITA&#8217;<\/strong><\/h2>\n<p>&#8220;La prima decisione da prendere &#8211; si legge &#8211; riguarda gli esami di maturit\u00e0. Senza la crisi di governo dovevamo gi\u00e0 avere la scelta delle materie. E a questo si rimedia facilmente. Pi\u00f9 complicato, ma necessario, stabilire come si potr\u00e0 sostenere l\u2019esame. Se con la formula dello scorso anno, se con almeno la prova scritta di italiano o addirittura come sempre. Ma con tutte le problematiche della didattica mista e le sue conseguenze (tenga conto che alcune forze politiche pensano che le prove scritte di esame siano tre.). Naturalmente attendono lumi anche i ragazzi delle scuole medie sul loro esame;<\/p>\n<h2><strong>I CONCORSI PER I PRECARI<\/strong><\/h2>\n<p>Tra ottobre e novembre sono stati avviati i concorsi per i precari con pi\u00f9 di tre anni di servizio (a cui si sono opposti all\u2019inizio il Pd, Leu e i sindacati, in nome del merito, naturalmente). Poi la pandemia ha imposto l\u2019interruzione, ma quasi l\u203280% ha sostenuto la prova. Andrebbe completata la procedura quanto prima con l\u2019obiettivo di mettere in cattedra i vincitori di concorso a partire dal prossimo anno scolastico (non ci sono solo i ristoranti da aprire per cena, per dire);<\/p>\n<h2><strong>LE ARRETRATEZZE DEL PASSATO<\/strong><\/h2>\n<p>La pandemia ha colpito la scuola con arretratezze accumulate da decenni su cui nessun governo, o quasi, ha mai messo mano. Sarebbe interessante se il suo governo verificasse la messa a norma secondo la legge 626 di tutti gli edifici scolastici. Sarebbe una rivoluzione. L\u2019unico ad occuparsi di questo problema \u00e8 stato il ministro <strong>Giuseppe Fioroni.<\/strong> Migliaia di edifici hanno anche pi\u00f9 di un secolo. Altri sono stati costruiti malamente. La sicurezza prima di tutto non riguarda solo mascherine, igienizzanti e distanziamento. Anzi, le posso assicurare che tutto questo nelle scuole c\u2019\u00e8, che centinaia di milioni sono stati investiti e spesi per fronteggiare la pandemia e il ritorno in presenza. Sul resto, no, ma da quell\u2019emergenza pregressa dobbiamo uscire al pi\u00f9 presto;<\/p>\n<h2><strong>L&#8217;AFFOLLAMENTO DELLE CLASSI<\/strong><\/h2>\n<p>&#8220;La difficolt\u00e0 del ritorno in presenza \u00e8 stata, tra le altre cose, determinata anche dall\u2019eccessivo affollamento delle classi italiane. La norma &#8211; \u00e8 l&#8217;invito rivolto a Draghi &#8211;\u00a0 del \u201cnon meno di 27 alunni\u201d alle superiori \u00e8 stata voluta da <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> (ma forse se lo \u00e8 dimenticato), oggi uno dei suoi principali sostenitori. Qualsiasi discorso sulla scuola del futuro non pu\u00f2 che passare dalla cancellazione di questa norma, con cui si sono trovati a fare i conti ancora oggi i presidi al momento della chiusura delle iscrizioni.<\/p>\n<p>Da quel numero non possono transigere, pur volendolo. La praticabilit\u00e0 delle lezioni, anche della stessa didattica a distanza, resta fortemente compromessa con un numero cos\u00ec alto di studenti. Le segnalo che in molte situazioni gli alunni per classe sono anche 30 o 35. Sono queste le classi pollaio. Eliminarle avrebbe dei costi perch\u00e9 necessiterebbe di strutture adeguate, incrementerebbe il numero dei professori (ma ormai siamo usciti dalla logica dello zero virgola nel rapporto deficit\/pil e tutti si sperticano nel dire che la scuola sia centrale). Faccia lei ;<\/p>\n<h2><strong>IL CONTRIBUTO VOLONTARIO MA OBBLIGATORIO<\/strong><\/h2>\n<p>Le faccio presente che da decenni i genitori pagano un contributo chiamato volontario, ma diventato obbligatorio. Sono i fondi pronto cassa a disposizione delle scuole, quelli con i quali comprano il necessario (ma non solo), dalla carta igienica a seguire.<\/p>\n<p>Naturalmente nelle zone pi\u00f9 ricche i dirigenti scolastici chiedono di pi\u00f9 e le famiglie pagano, per cui quelle scuole continuano ad accrescere la propria offerta formativa. Nelle zone pi\u00f9 difficili del paese, e ce ne sono tante, la maggior parte delle famiglie quel contributo non lo pu\u00f2 pagare o non lo vuole pagare (la forbice parte dalle piccole cose).<\/p>\n<p>Questi contributi variano da un minimo di 60 euro ad un massimo anche di 150 euro l\u2019anno per famiglia. E la maggiore o minore disponibilit\u00e0 sta decretando da tempo maggiori o minori opportunit\u00e0 nella scuola pubblica, il che non corrisponde proprio al dettato costituzionale. La centralit\u00e0 della scuola pubblica richiederebbe l\u2019abolizione di questo contributo e dare a tutti pari opportunit\u00e0 di partenza, almeno (la dispersione scolastica \u00e8 il dato pi\u00f9 macroscopico di ogni statistica sulla scuola);<\/p>\n<h2><strong>DRAGHI E L&#8217;OBBLIGATORIO INSEGNAMENTO DELLE LINGUE<\/strong><\/h2>\n<p>Tra le cose che \u201cci chiede l\u2019Europa\u201d, secondo il vituperato adagio, c\u2019\u00e8 l\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019insegnamento delle due lingue usate a Bruxelles, inglese e francese. Da pi\u00f9 di un decennio questa direttiva viene disattesa, anzi si \u00e8 proceduto nella direzione opposta, nella riduzione di ore per le lingue straniere, quando gli studenti del continente, dall\u2019Albania alla Lituania parlano correntemente anche tre lingue. I nostri, no.<\/p>\n<p>Le potrei enumerare caro Draghi altri dieci punti, ma mi fermo. Una cosa per\u00f2 voglio aggiungere. La scuola italiana\u00a0 ha accettato le sfide della modernit\u00e0, della complessit\u00e0, dell\u2019analisi psicologica non solo maternale dei ragazzi, differenziandone le modalit\u00e0 di insegnamento, procedendo a distinguere tra Bes Dsa.<\/p>\n<p>E distinguendoli dai disabili propriamente detti. Ha saputo individuare problematiche un tempo negate, dalla scuola e dalla famiglie. Come per altri versi, non siamo pi\u00f9 a gesso e cancellino, ma esistono da tempo le Lim. Ma ci dimentichiamo di molte altre cose.<\/p>\n<p>Le rammento anche che la discussione sulla scuola in Italia \u00e8 spesso in ostaggio di demagogia e di un elitarismo didascalico. La prima \u00e8 dei politici che hanno sempre in testa idee meravigliose e scelgono aggettivi per dare senso a riforme vuote (\u00e8 sempre accaduto).<\/p>\n<p>Il secondo riguarda i pontificatori in attesa dell\u2019applauso in studio. Nelle ultime settimane il tono sale negli innumerevoli talk show quando arriva il grido. \u201cBasta con la scuola dei banchi a rotelle\u201d , frase offensiva per chi la scuola ha tentato di tenerla in piedi in questi mesi drammatici. Presidi, professori e studenti. Quanto alla ministra <strong>Azzolina <\/strong>\u00a0ha certamente sbagliato a presentarsi in uno studio televisivo sorridente su un banco a rotelle. Fissando la sua immagine e la sua azione di questi mesi a quel frame. Ai politici servirebbe conoscere la legge dell\u2019utilit\u00e0 marginale per meglio regolarsi mediaticamente).<\/p>\n<h2><strong>BIANCHI E L&#8217;ARDUO COMPITO SULLA SCUOLA<\/strong><\/h2>\n<p>In molti accreditano <strong>Patrizio Bianchi<\/strong> come prossimo ministro alla Pubblica Istruzione. Stimatissima persona, ha presieduto la task force sulla scuola insediata in viale Trastevere dalla ministra uscente. Ha redatto un documento di 150 pagine pieno di analisi e di obiettivi. Cose belle e ragionevoli, strategie, cose note ma raggruppate, un libro dei sogni. Alla scuola delle prossime ore, quella di cui si dovr\u00e0 occupare il suo governo appena riuscir\u00e0 a nascere, questo rapporto servir\u00e0 a poco. Bianchi ha fatto l\u2019assessore all\u2019Istruzione in Emilia Romagna. Gioco facile per chiunque visto che la scuola di quella regione \u00e8 eccellenza nel mondo da sempre.<\/p>\n<p>E\u2019 esimio professore universitario con studi alla London School of Economics, che fanno sempre bene. Trover\u00e0 una burocrazia abbarbicata alla sua capacit\u00e0 di interdizione.<\/p>\n<p>Dovr\u00e0 fronteggiare i sindacati, ma sicuramente non dovr\u00e0 scontare l\u2019alto tasso di misoginia subito dalla Azzolina, anche tra i colleghi del Consiglio dei ministri. Nomini anche Bianchi, professor Draghi, ma per capire un po\u2019 meglio di cosa sia fatto il contesto scolastico italiano. La invito a vedersi, quando ha tempo, alcuni reportage sulla scuola del giornalista <strong>Domenico Iannaccone<\/strong>. Anche quella \u00e8 Italia, anche quella \u00e8 la scuola italiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabio Luppino, dell&#8217;Huffington Post, nel suo blog d\u00e0 consigli sulla scuola al premier incaricato Mario Draghi. La scuola \u00e8 uno dei temi su cui \u00e8 caduto il secondo governo Conte. 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