{"id":82794,"date":"2021-01-25T09:21:51","date_gmt":"2021-01-25T08:21:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=82794"},"modified":"2021-01-25T09:46:37","modified_gmt":"2021-01-25T08:46:37","slug":"scuola-allarme-dellunesco-milioni-di-ragazzi-rovinati-dalla-dad-tutta-colpa-del-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/01\/25\/scuola-allarme-dellunesco-milioni-di-ragazzi-rovinati-dalla-dad-tutta-colpa-del-covid-19\/","title":{"rendered":"Scuola, allarme dell&#8217;Unesco: milioni di ragazzi rovinati dalla dad! Tutta colpa del Covid-19"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<strong>emergenza Coronavirus<\/strong> ha ridotto drasticamente le ore scolastiche dei ragazzi di tutto il mondo, nello specifico tredici settimane in Italia, sette in Germania, sei in Francia, dodici in Gran Bretagna, diciassette in Irlanda. Per tutto questo tempo i ragazzi nel mondo non sono andati a scuola. Non in presenza almeno. Per colpa della pandemia. Cinque mesi fa, guardando i dati Unesco sulle scuole chiuse per effetto del Covid, il segretario generale dell\u2019Onu Antonio Gutierres parl\u00f2 di \u00abcatastrofe generazionale\u00bb. Non esagerava. A quasi un anno di distanza dall\u2019inizio della diffusione del virus, l\u2019Unesco torna a fare un bilancio di cosa \u00e8 cambiato con l\u2019assenza da scuola nei vari Paesi del mondo, a seconda dei mesi. Come riporta Mattino.it, lo fa con un rapporto titolato \u00abFrom disruption to recovery\u00bb, dal disordine alla ripresa. Diciamo subito che rispetto all\u2019aprile scorso, quando ben un miliardo e seicento milioni di studenti si ritrov\u00f2 di colpo senza lezioni in presenza, rispetto ad allora, insomma, le cose sono migliorate. Oggi sono ottocento milioni gli allievi ancora limitati nel loro diritto allo studio per colpa della pandemia.<\/p>\n<p>Ottocento milioni sono tanti, ma molto meno dell\u2019aprile scorso. In gran parte del mondo le scuole sono state riaperte, in tutto o parzialmente, e solo trentuno Paesi continuano o, come la Germania, ritornano, alla chiusura totale per una recrudescenza del virus. A proposito della Germania: il rapporto Disruption e Recovery dell\u2019Unesco consente di confrontare le scelte e le condizioni attuali dei vari Paesi europei. Salta subito agli occhi che per alcuni chiudere gli istituti scolastici non \u00e8 mai stata un\u2019opzione e continua a non esserlo. In Francia per esempio, lo ha confermato il ministro dell\u2019Istruzione Blanquer , i ragazzi e gli insegnanti si vedranno in presenza ogni giorno, perfino se come sembra, dovesse tornare il lockdown. \u00abE\u2019 una questione di giustizia sociale\u00bb aveva scandito Macron nella primavera scorsa a quando impose la riapertura. Non ha cambiato idea. Non l\u2019hanno cambiata neanche in Norvegia, le scuole primarie e secondarie sono aperte oggi cos\u00ec come lo erano nel maggio 2020. Pure la Spagna ha oggi scuole aperte mentre nella primavera dell\u2019anno scorso erano chiuse. L\u2019<strong>Italia<\/strong> rientra nel gruppo dei <strong>quarantotto<\/strong> in cui gli istituti scolastici sono aperti ma ancora <strong>parzialmente<\/strong>. \u00c8 in compagnia degli Stati Uniti e dell\u2019India.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;emergenza Coronavirus ha ridotto drasticamente le ore scolastiche dei ragazzi di tutto il mondo, nello specifico tredici settimane in Italia, sette in Germania, sei in Francia, dodici in Gran Bretagna, diciassette in Irlanda. Per tutto questo tempo i ragazzi nel mondo non sono andati a scuola. Non in presenza almeno. Per colpa della pandemia. 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