{"id":82368,"date":"2021-01-19T01:16:30","date_gmt":"2021-01-19T00:16:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=82368"},"modified":"2021-01-19T01:16:30","modified_gmt":"2021-01-19T00:16:30","slug":"valutazioni-primaria-il-manifesto-dei-500-chiede-il-ritiro-dellordinanza-che-non-prevede-linsufficienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/01\/19\/valutazioni-primaria-il-manifesto-dei-500-chiede-il-ritiro-dellordinanza-che-non-prevede-linsufficienza\/","title":{"rendered":"Valutazioni primaria: il Manifesto dei 500 chiede il ritiro dell\u2019ordinanza che non prevede l\u2019insufficienza"},"content":{"rendered":"<p>La maggior parte degli interlocutori, sindacali e associazioni professionali,\u00a0 ha apprezzato le nuove disposizioni in materia di valutazione degli alunni nella scuola primaria. A chiedere, per\u00f2, il ritiro dell&#8217;ordinanza con una lettera alla Azzolina \u00e8 stato &#8220;il Manifesto dei 500&#8221;, l&#8217;associazione che raccoglie insegnanti e genitori. Al Manifesto non piace l\u2019idea che ogni istituzione scolastica, nell\u2019esercizio della propria autonomia, possa elaborare il proprio documento di valutazione. In tal modo<em>\u00a0\u201cavremo migliaia di schede di valutazione diverse, con voci diverse, corrispondenti ad obiettivi e contenuti diversi\u201d<\/em>. Ecco la lettera inviata alla Ministra.<\/p>\n<p>Egregia Ministra dell\u2019Istruzione,<br \/>\nDa alcune settimane i docenti delle scuole primarie sono chiamati a lavorare per l\u2019applicazione del nuovo<br \/>\nmodello di valutazione delineato dall\u2019Ordinanza n. 172 del dicembre scorso.<br \/>\nNel momento in cui la situazione dei contagi del Covid-19 resta allarmante e tutti noi siamo impegnati nel<br \/>\nfar fronte alle difficolt\u00e0 quotidiane, ai pericoli, a problemi gravi, addirittura ai morti tra i docenti, ci<br \/>\nchiediamo quale urgenza ci fosse di far uscire un\u2019Ordinanza complicata, che apre la strada a cambiamenti,<br \/>\nnuovi adempimenti burocratici, elaborazioni, interpretazioni, discussioni.<\/p>\n<p>Posti di fronte ad essa, l\u2019abbiamo comunque presa seriamente in esame partendo da una premessa: il sistema<br \/>\ndi valutazione deve inserirsi nei principi della scuola della Repubblica, quelli dell\u2019art. 3 della Costituzione<br \/>\n(uguaglianza sostanziale dei cittadini e loro emancipazione) e quelli dell\u2019art. 33 (libert\u00e0 d\u2019insegnamento).<br \/>\nE\u2019 da questo punto di vista che vogliamo sottoporre a lei e al mondo della scuola quattro riflessioni.<\/p>\n<p><strong>1) Come molti documenti di questi anni<\/strong>, l\u2019Ordinanza \u00e8 ricca di parole quali \u201cinclusione\u201d, \u201cdiritti\u201d,<br \/>\n\u201cvalorizzazioni\u201d. Ma quando si scende al piano concreto di ci\u00f2 che prevede si scopre che \u201cogni<br \/>\nistituzione scolastica, nell\u2019esercizio della propria autonomia, elabora il Documento di Valutazione (\u2026).<br \/>\nAnche nella forma grafica, si possono utilizzare modelli e soluzioni differenti\u201d.<br \/>\nE\u2019 vero che, prima di Lei, la ministra Moratti aveva abolito la scheda nazionale, uguale per tutti, stampata<br \/>\ndallo Stato, segnando cos\u00ec un primo momento di disarticolazione del sistema. Ma nei fatti un unico modello<br \/>\nera rimasto in piedi, cosa che concorreva a salvaguardare l\u2019unit\u00e0 della scuola primaria italiana. Ora quel<br \/>\nprocesso viene portato a termine: avremo quindi migliaia di schede di valutazione diverse, con voci diverse,<br \/>\ncorrispondenti ad obiettivi e contenuti diversi.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 significa portare un nuovo colpo all\u2019unitariet\u00e0 del sistema scolastico italiano.<br \/>\nLa scuola primaria, un tempo \u201celementare\u201d, ha rappresentato un elemento fondamentale nella costruzione<br \/>\ndell\u2019unit\u00e0 del Paese dopo il 1861 e successivamente dopo l\u2019avvento della Repubblica.<br \/>\nLei ha espresso recentemente una posizione contraria all\u2019Autonomia differenziata nella scuola. A suo tempo,<br \/>\nsi era anche espressa negativamente sui test INVALSI. Ci sembra contraddittorio che oggi, da un lato<br \/>\npromuova un altro passo verso la disarticolazione del sistema nazionale, al punto che un qualunque<br \/>\ntrasferimento porrebbe alunni e docenti di fronte a gravi problemi, dall\u2019altro si renda protagonista del fatto<br \/>\nche il solo segmento ancora nazionale di valutazione resti proprio l\u2019INVALSI, cio\u00e8 qualcosa di cui i docenti<br \/>\nnon sono titolari!<\/p>\n<p><strong>2 All\u2019interno di questa disarticolazione,<\/strong> l\u2019Ordinanza prevede un sistema complesso nel quale ogni<br \/>\ndocente dovr\u00e0 valutare una serie di sotto-voci per ogni disciplina, che poi confluiranno in un giudizio<br \/>\ndescrittivo finale. Possiamo gi\u00e0 immaginare come molti genitori, dopo aver guardato la scheda, si<br \/>\nvolgeranno verso i docenti e diranno: \u201cS\u00ec, ma mio figlio come va?\u201d.<br \/>\nCi\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 successo tra la fine degli anni \u201980 e l\u2019inizio degli anni \u201990 ed ha rappresentato il fallimento del<br \/>\nmodello che ora si vuole riproporre. Non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 deleterio dell\u2019offrire alle famiglie &#8211; specie quelle<br \/>\npi\u00f9 svantaggiate &#8211; qualcosa di incomprensibile e complicato. D\u2019altra parte, gli insegnanti si trovano spesso<br \/>\ncoinvolti in discussioni infinite per cercare formulazioni mai pienamente soddisfacenti, che finiscono per<br \/>\nspezzettare il senso globale del rapporto educativo e formativo.<\/p>\n<p><strong>3 L\u2019Ordinanza, nel prevedere per queste sotto-voci quattro<\/strong> livelli di acquisizione delle competenze<br \/>\n(Avanzato, Intermedio, Base, In via di prima d\u2019acquisizione) delinea poi un sistema nel quale<br \/>\nl\u2019insufficienza viene eliminata. Si tratta di un fatto grave per la scuola della Repubblica.<br \/>\nLa valutazione dovrebbe rappresentare infatti, tra le altre cose, un elemento essenziale per definire e<br \/>\ncomunicare se gli alunni abbiano o no raggiunto gli obiettivi e i saperi e a quale livello. Se quindi la scuola<br \/>\nabbia o meno raggiunto il suo scopo (art. 3 della Costituzione). Si pu\u00f2 discutere sulle forme di questa<br \/>\nvalutazione, ma non sulla necessit\u00e0 che l\u2019insegnante e la scuola certifichino in modo sintetico se gli obiettivi<br \/>\n\u201cManifesto dei 500\u201d<br \/>\nsiano stati raggiunti. La valutazione \u00e8 infatti prima di tutto una garanzia per gli alunni, in particolare per i pi\u00f9<br \/>\ndeboli.<\/p>\n<p>Questa garanzia viene rimessa in causa nel momento in cui si impedisce di dire chiaramente che un<br \/>\ndeterminato alunno, in una determinata disciplina, risulta insufficiente. Dietro questo buonismo seducente si<br \/>\napre la porta a due alternative: o si ingannano le famiglie e gli alunni oppure si spingono le scuole ad<br \/>\nabbassare gli obiettivi e i contenuti dell\u2019insegnamento per renderli compatibili con la \u201cprima<br \/>\nacquisizione\u201d, determinando cos\u00ec una ricaduta su tutto il livello della formazione. D\u2019altra parte, eliminando<br \/>\nle insufficienze \u201cex lege\u201d, si tende a negare il diritto alla ripetenza. Certamente, pi\u00f9 gli alunni sono piccoli e<br \/>\npi\u00f9 si deve fare attenzione a non provocare traumi, problemi, inibizioni.<\/p>\n<p>Ma da insegnanti sappiamo che in alcuni casi, seppur molto limitati, la ripetizione di un anno rappresenta non solo un diritto per poter raggiungere gli obiettivi dei curricoli, ma addirittura una forma di salvaguardia del bambino, a volte condivisa o suggerita da psicologi, psicomotricisti, logopedisti, neuropsichiatri.<\/p>\n<p><strong>4 Infine, specie in alcune discipline,<\/strong> il modello di valutazione proposto tende a sganciare l\u2019insegnamento<br \/>\ndalla conoscenza disciplinare per legarlo sempre pi\u00f9 a competenze generiche e trasversali. Si compie<br \/>\ncos\u00ec un altro passo verso un \u201csapere\u201d disarticolato, fatto a spot, a \u201cfinestre\u201d, nel quale il \u201cfare\u201d tende<br \/>\nsempre pi\u00f9 a non essere un metodo per arrivare alla conoscenza attraverso l\u2019attivit\u00e0, all\u2019astrazione attraverso<br \/>\nl\u2019operare, ma il mezzo per addestrare gli allievi a competenze decontestualizzate sia storicamente, sia da una<br \/>\nprogressione didattica, sia dal punto di vista epistemologico.<\/p>\n<p>Il caso della storia \u00e8 emblematico: gli esempi riportati nelle Linee guida puntano a valutare generiche<br \/>\ncapacit\u00e0 di \u201cIndividuare le tracce e usarle come fonti\u201d, \u201cRiconoscere relazioni di successione e di<br \/>\ncontemporaneit\u00e0\u201d, \u201cPorre o rispondere a semplici domande\u201d, ma non la conoscenza degli avvenimenti, dei<br \/>\nquadri di civilt\u00e0, della linea del tempo.<\/p>\n<p>Il fatto che questo sganciamento da un sapere consequenziale venga promosso nella scuola primaria, settore<br \/>\nnel quale la progressione didattica \u00e8 particolarmente importante, \u00e8 ancora pi\u00f9 grave. Ci\u00f2 che si perde in<br \/>\nquesto ordine di scuola difficilmente potr\u00e0 essere recuperato in seguito, come sanno bene i professori dei<br \/>\ngradi successivi. Non solo: diversi esperti e docenti universitari hanno cominciato a mettere in evidenza<br \/>\ni danni che il ritardo nell\u2019insegnamento di alcuni contenuti porta non solo sulle conoscenze e quindi le<br \/>\ncompetenze, ma anche rispetto ai disturbi dell\u2019apprendimento.<\/p>\n<p>Egregia ministra,<\/p>\n<p>il tema della valutazione ha preso negli ultimi anni uno spazio secondo noi sproporzionato, come se la<br \/>\nseriet\u00e0 della scuola dipendesse dalla quantit\u00e0 di \u201cgriglie\u201d e documenti e dalla moltiplicazione di \u201cindicatori\u201d<br \/>\nda presentare alla societ\u00e0 come \u201cprova\u201d del valore del lavoro degli insegnanti.<br \/>\nIl risultato \u00e8 una spinta sempre pi\u00f9 marcata verso un mestiere tecnico, burocratizzato, meccanico, in una<br \/>\nscuola nella quale questa pseudo-scientificit\u00e0 finisce solo per sorreggere lo svuotamento della funzione<br \/>\nprimaria dell\u2019istruzione: mettere \u201ca disposizione dei suoi membri futuri tutto ci\u00f2 che la societ\u00e0 ha compiuto<br \/>\nper se stessa\u201d (John Dewey).<\/p>\n<p>Al contrario, una politica che metta davvero al centro la scuola della Repubblica dovrebbe lasciar liberi i<br \/>\ndocenti di modulare l\u2019insegnamento per quanto riguarda le rilevazioni quotidiane, settimanali, mensili,<br \/>\nchiedendo poi loro di esprimere una sintesi valutativa rispettosa dei principi della Costituzione: uguaglianza<br \/>\nsul territorio nazionale, comprensibilit\u00e0, certificazione semplice del raggiungimento o meno degli<br \/>\nobiettivi uguali per tutti. E\u2019 all\u2019interno di questi principi che si dovrebbe discutere di voti o giudizi o altre<br \/>\nforme valutative, senza moralismi o false seduzioni e senza continui cambiamenti legati ai mutamenti di<br \/>\ngoverno.<\/p>\n<p>Questo dibattito dovrebbe tuttavia secondo noi svolgersi non con la fretta, in un momento grave come quello<br \/>\nche viviamo, ma ascoltando davvero il mondo della scuola, a partire da chi vive la quotidianit\u00e0 del rapporto<br \/>\neducativo e formula le sue riflessioni a partire dall\u2019esperienza concreta.<br \/>\nPer questo le chiediamo di ritirare l\u2019Ordinanza n. 172, in modo che il mondo della scuola possa<br \/>\ndedicare oggi tutte le energie alle vere urgenze, e di aprire poi un vero dialogo con le realt\u00e0 scolastiche.<br \/>\n\u00c9 per discutere di questi problemi che le chiediamo di incontrare una nostra delegazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"td-a-rec td-a-rec-id-content_bottom  td_uid_2_600620e202e1f_rand td_block_template_1\">\n<div id=\"yotuwp-600620e202f27\" class=\"yotu-playlist yotuwp yotu-limit-min yotu-limit-max   yotu-thumb-169  yotu-template-mix\" data-yotu=\"modal\" data-page=\"1\" data-total=\"1\" data-settings=\"eyJ0eXBlIjoidmlkZW9zIiwiaWQiOiI4UE1qT2IzRTZ3ZyIsInBhZ2luYXRpb24iOiJvZmYiLCJwYWdpdHlwZSI6InBhZ2VyIiwiY29sdW1uIjoiMSIsInBlcl9wYWdlIjoiMSIsInRlbXBsYXRlIjoibWl4IiwidGl0bGUiOiJvbiIsImRlc2NyaXB0aW9uIjoib24iLCJ0aHVtYnJhdGlvIjoiMTY5IiwibWV0YSI6Im9mZiIsIm1ldGFfZGF0YSI6Im9mZiIsIm1ldGFfcG9zaXRpb24iOiJhZnRlcl9saW5rIiwiZGF0ZV9mb3JtYXQiOiJ0aW1lYWdvIiwibWV0YV9hbGlnbiI6IiIsInN1YnNjcmliZSI6Im9mZiIsImR1cmF0aW9uIjoib2ZmIiwibWV0YV9pY29uIjoib2ZmIiwibmV4dHRleHQiOiIiLCJwcmV2dGV4dCI6IiIsImxvYWRtb3JldGV4dCI6IiIsInBsYXllciI6eyJtb2RlIjoicG9wdXAiLCJ3aWR0aCI6IjYwMCIsInNjcm9sbGluZyI6IjEwMCIsImF1dG9wbGF5IjowLCJjb250cm9scyI6MSwibW9kZXN0YnJhbmRpbmciOjEsImxvb3AiOjAsImF1dG9uZXh0IjowLCJzaG93aW5mbyI6MCwicmVsIjowLCJwbGF5aW5nIjowLCJwbGF5aW5nX2Rlc2NyaXB0aW9uIjowLCJ0aHVtYm5haWxzIjoxLCJjY19sb2FkX3BvbGljeSI6IjEiLCJjY19sYW5nX3ByZWYiOiIxIiwiaGwiOiIiLCJpdl9sb2FkX3BvbGljeSI6IjEifSwibGFzdF90YWIiOiJjYWNoZSIsInVzZV9hc19tb2RhbCI6Im9mZiIsIm1vZGFsX2lkIjoib2ZmIiwibGFzdF91cGRhdGUiOiIxNTg4Nzk1NDkyIiwic3R5bGluZyI6eyJwYWdlcl9sYXlvdXQiOiJkZWZhdWx0IiwiYnV0dG9uIjoiMSIsImJ1dHRvbl9jb2xvciI6IiIsImJ1dHRvbl9iZ19jb2xvciI6IiIsImJ1dHRvbl9jb2xvcl9ob3ZlciI6IiIsImJ1dHRvbl9iZ19jb2xvcl9ob3ZlciI6IiIsInZpZGVvX3N0eWxlIjoieWludGVyZXN0IiwicGxheWljb25fY29sb3IiOiIiLCJob3Zlcl9pY29uIjoicGxheS0yIiwiZ2FsbGVyeV9iZyI6IiIsInRpdGxlX2NvbG9yIjoiIiwiZGVzY3JpcHRpb25fY29sb3IiOiIiLCJwbGF5aW5nX3RpdGxlX2NvbG9yIjoiIiwiZGVzY3JpcHRpb25fYWxpZ24iOiIiLCJ0aXRsZV9hbGlnbiI6IiIsIm1ldGFfY29sb3IiOiIiLCJmbGlwX2NvbnRlbnRfYmciOiIifSwiZWZmZWN0cyI6eyJ2aWRlb19ib3giOiJ5dGVmLXNoYWRvdy1yYWRpYWwiLCJmbGlwX2VmZmVjdCI6IiJ9LCJnYWxsZXJ5X2lkIjoiNjAwNjIwZTIwMmYyNyJ9\" data-player=\"popup\" data-showdesc=\"on\">\n<div class=\"yotu-videos yotu-mode-mix yotu-mode-grid yotu-preset yotu-preset-yinterest yotu-column-1 yotu-player-mode-popup yotuhover-play-2\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maggior parte degli interlocutori, sindacali e associazioni professionali,\u00a0 ha apprezzato le nuove disposizioni in materia di valutazione degli alunni nella scuola primaria. 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