{"id":80604,"date":"2020-12-08T01:08:35","date_gmt":"2020-12-08T00:08:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=80604"},"modified":"2020-12-08T06:00:47","modified_gmt":"2020-12-08T05:00:47","slug":"scuola-non-punite-gli-studenti-fragili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/12\/08\/scuola-non-punite-gli-studenti-fragili\/","title":{"rendered":"Scuola, non punite gli studenti fragili"},"content":{"rendered":"<p>Il ritorno in aula, ma anche un plauso alla Dad. Nonostante tutto la didattica a distanza non \u00e8 da buttar via: ha consentito, grazie all&#8217;impegno di tutti (docenti, studenti e genitori) pur con tutti i suoi limiti la continuit\u00e0 nell&#8217;apprendimento. L&#8217;articolo su La Repubblica di Guido Trombetti , ex rettore della Federico II e professore Professore emerito di Analisi matematica all&#8217;ateneo federiciano, \u00e8 un&#8217;analisi lucida\u00a0 sul momento della scuola<em>, <\/em><\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;ultimo Dpcm &#8211; si legge\u00a0 contiene una notizia davvero bella. Fissa finalmente la data di ritorno in aula per le scuole di ogni ordine e grado. A gennaio si torna dunque all&#8217;insegnamento in presenza. Con tutte quelle positivit\u00e0 che genera la vita in classe come luogo principe per i ragazzi di intreccio di rapporti umani. Di stimolo alla crescita individuale. Di risoluzione dei primi conflitti non gestibili dalle famiglie. Di nascita dei primi piccoli o grandi amori.<\/p>\n<h2><strong>DAD NON DA GETTARE NEL CESTINO<\/strong><\/h2>\n<p>La didattica a distanza, con tutti i suoi limiti gi\u00e0 ampiamente discussi, non va per\u00f2 gettata nel cestino della carta straccia quasi fosse stato pi\u00f9 che altro un fastidio. Essa ha consentito comunque, grazie all&#8217;impegno dei docenti, dei ragazzi e delle famiglie, di trovare un&#8217;ancora di salvezza del processo di apprendimento disciplinare, lo ripeto, pur con tutti i suoi limiti. Credo che della esperienza di didattica digitale e della crescita di competenze digitali che ha prodotto, occorrerebbe far tesoro trasformandola in un utile strumento di integrazione dell&#8217;insegnamento in presenza. Utile sia per colmare lacune in particolari aree di apprendimento sia per intervenire in situazioni di disagio nelle quali necessita una assistenza individuale assidua.<\/p>\n<div id=\"adv-Bottom\">\n<h2 data-google-query-id=\"CLT78OmEve0CFZGFewodajMHQw\"><strong>PROTEGGERE GLI ALUNNI FRAGILI<\/strong><\/h2>\n<div data-google-query-id=\"CLT78OmEve0CFZGFewodajMHQw\"><\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Bottom\" data-google-query-id=\"CLT78OmEve0CFZGFewodajMHQw\">Detto questo mi preme sottolineare un altro aspetto legato al ritorno in classe. Studi condotti in vari paesi europei confermano un fatto, per altro ovvio. Nella fase di lockdown i ragazzi pi\u00f9 fragili dal punto di vista della preparazione scolastica e delle condizioni socio-economiche familiari hanno riportato il maggior danno. Quelli che andavano peggio a scuola sono quelli che hanno studiato di meno, preferendo magari i giochini elettronici alla dad. Cos\u00ec come quelli che avevano meno possibilit\u00e0 di spazio in casa e di disponibilit\u00e0 di strumenti informatici di supporto sono quelli che hanno reso di meno accumulando ritardi nelle varie discipline.<\/div>\n<\/div>\n<p>Ed io penso allora ai ragazzi delle nostre periferie o dei quartieri pi\u00f9 degradati. Di Scampia o dei quartieri spagnoli. Compressi magari nello spazio di un basso dove ci si muove a fatica. Tra rumori di fondo e scarsit\u00e0 di computer. Certamente per questi ragazzi, nonostante la dad, \u00e8 cresciuto, forse di molto, il tasso di difficolt\u00e0 nell&#8217;apprendimento. E ci\u00f2 rischia di generare come conseguenza una ulteriore crescita del fenomeno della dispersione scolastica, piaga gi\u00e0 grave dalle nostre parti.<\/p>\n<h2><strong>RECUPERARE GLI STUDENTI IN DIFFICOLTA&#8217;<\/strong><\/h2>\n<p>E allora nel momento del ritorno in classe occorre, seguendo anche il pensiero di <strong>Mariapia Veladiano<\/strong>, fare una attenta riflessione. Si sente da pi\u00f9 parti un inno al recupero del tempo perduto. Che \u00e8 certamente un problema. Nell&#8217;apprendimento senza quantit\u00e0 non sboccia la qualit\u00e0. Per\u00f2 non voglia mai iddio scattino propositi di superlavoro per recuperare il ritardo nelle singole discipline. Ottenendo il risultato di far odiare la scuola. Certamente ai pi\u00f9 deboli. Ma non solo ad essi. Di far rimpiangere la didattica a distanza. In particolare a quelli in maggiore difficolt\u00e0. Quelli che provengono dalle situazioni di contesto pi\u00f9 difficili. Il tempo perduto (e le nozioni perdute) vanno s\u00ec recuperati. .<\/p>\n<h2><strong>IL RITORNO IN CLASSE UN MOMENTO DI PIACERE<\/strong><\/h2>\n<p>Ebbene io detestavo il professore di lettere che considerava la domenica di festa quasi una colpa. E quindi meritevole di punizione. E gi\u00f9 decine di frasi da tradurre e capitoli interi di storia da imparare. Con il risultato di porti di fronte ad una scelta: rovinarti il sabato e la domenica. Oppure il luned\u00ec prendere la Pedamentina, la lunghissima scalinata che squarcia il corpo di Napoli, ed arrivare a piazza Montesanto.<br \/>\nDove ti trovavi combattuto tra il senso di colpa per un filone in atto e la bont\u00e0 di uno sfilatino con la ricotta di fuscello addentato con la fame dei quindici anni.<br \/>\nMa io sono sicuro che i nostri insegnanti tutto ci\u00f2 lo sanno bene. E che faranno in modo da rendere il ritorno in classe un momento di piacere, atteso per un anno o quasi, come merita di essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ritorno in aula, ma anche un plauso alla Dad. Nonostante tutto la didattica a distanza non \u00e8 da buttar via: ha consentito, grazie all&#8217;impegno di tutti (docenti, studenti e genitori) pur con tutti i suoi limiti la continuit\u00e0 nell&#8217;apprendimento. 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