{"id":78835,"date":"2020-07-30T15:34:45","date_gmt":"2020-07-30T13:34:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=78835"},"modified":"2020-07-30T15:34:45","modified_gmt":"2020-07-30T13:34:45","slug":"scuola-con-il-covid-a-rischio-lapprendimento-dei-piu-piccoli-occorrono-nuovi-metodi-dinsegnamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/07\/30\/scuola-con-il-covid-a-rischio-lapprendimento-dei-piu-piccoli-occorrono-nuovi-metodi-dinsegnamento\/","title":{"rendered":"Scuola, con il Covid a rischio l\u2019apprendimento dei pi\u00f9 piccoli. Occorrono nuovi metodi d\u2019insegnamento"},"content":{"rendered":"<p>Come hanno vissuto i bambini il periodo di lockdown? E come dovr\u00e0 essere ripensata la scuola dell\u2019infanzia e primaria da settembre, quando per migliaia di alunni suoner\u00e0 di nuovo la campanella? A queste e altre domande ha cercato di dare risposte la ricerca scientifica \u201cEmozioni in quarantena\u201d condotta da Stefania Morsanuto, professoressa di Psicologia speciale all\u2019Universit\u00e0 Niccol\u00f2 Cusano, e pubblicata sulla rivista internazionale <a href=\"https:\/\/www.qtimes.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.qtimes.it\/&amp;source=gmail&amp;ust=1596190271220000&amp;usg=AFQjCNEdtYQdmXHZbHdppJyHY_LZ1rwQ-A\">QTimes \u2013 Journal of Education, Technology and Social Studies<\/a>. Grazie al supporto dell\u2019Heracle Lab dell\u2019ateneo telematico, presieduto da Francesco Peluso Cassese, sono state mostrate delle immagini ai bimbi, fra i tre e i sei anni, che riproducevano sfere di vita quotidiana e si \u00e8 scoperto come il periodo di quarantena sia stato molto sofferto: non sono riusciti a comprendere i motivi di allontanamento dalla scuola e dalle amicizie, fondamentali per i loro processi di sviluppo e crescita.<\/p>\n<p>All\u2019improvviso sono stati privati della propria vita e dei percorsi di apprendimento che ora, per non rischiare di farli rimanere indietro, saranno da ripensare. Secondo lo studio della professoressa Morsanuto, a collassare \u00e8 stata la base del tradizionale percorso educativo e cognitivo: lontani dai banchi di scuola e dalle amicizie, \u00e8 stata negata loro la parte della socializzazione, ricca di stimoli esterni e di confronto per lo sviluppo delle proprie capacit\u00e0.\u00a0 Inoltre \u00e8 venuto meno l\u2019aspetto del linguaggio. Secondo la docente, infatti, nei mesi di clausura domestica i bimbi \u201cnon hanno potuto affinare parole e modi di comunicare perch\u00e9, a differenza dei coetanei, i genitori capiscono anche quando, per esempio, la pronuncia delle parole \u00e8 errata. Un meccanismo che impedisce loro di autocorreggersi\u201d.<\/p>\n<p>A mancare \u00e8 stata poi la corporeit\u00e0: chiusi in casa, senza contatti con stimoli esterni, hanno dovuto rinunciare alla parte fisica, indispensabile per il loro sviluppo e per la conquista della propria autonomia. \u201cL\u2019apprendimento \u2013 afferma Morsanuto \u2013 si completa attraverso il corpo, le relazioni con gli altri e l\u2019ambiente circostante. Tutto questo \u00e8 stato negato loro. Con il ritorno fra i banchi gli insegnanti avranno un ruolo decisivo e dovranno mostrare grande sensibilit\u00e0\u201d, \u00e8 il pensiero della psicologa. Il suo suggerimento \u00e8 di ricorrere a tecniche didattiche che riportino al centro l\u2019educazione formativa, l\u2019alfabetizzazione emotiva e le risorse resilienti nei bambini attraverso diversi strumenti come i giochi di ruolo o i silent book, libri che attraverso le immagini li stimolano a costruire storie\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre, i risultati di \u201cEmozioni in quarantena\u201d dell\u2019Unicusano hanno mostrato come i piccoli, nonostante fossero in grado di riconoscere sentimenti primari quali gioia, dolore o rabbia, non abbiano saputo poi dar loro un significato. \u201cIn sostanza \u2013 chiarisce la professoressa Morsanuto \u2013 capivano che la mamma era triste o preoccupata durante il lockdown, ma senza saperne il perch\u00e9. Di fronte all\u2019immagine di genitori preoccupati davanti alla TV per il Covid-19 \u2013 continua la docente universitaria \u2013 \u00e8 emerso che a volte i bambini riconoscevano il simbolo del coronavirus ma non capivano la preoccupazione dei familiari, altre volte i piccoli pazienti erano in grado di riconoscere l\u2019espressione preoccupata di mamma e pap\u00e0 ma non identificavano il simbolo trasmesso dalla televisione.\u201d<\/p>\n<p>Situazione ben diversa per chi ha vissuto da vicino il dramma della pandemia con la perdita, per esempio, di un familiare o l\u2019isolamento di un parente positivo al Covid. In questi casi i bambini hanno avuto reazioni forti dimostrando non solo le conoscenze relative al virus, ma anche spiccate capacit\u00e0 cognitive.<\/p>\n<p>Leggi qui altre notizie su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/www.oggiscuola.com\/&amp;source=gmail&amp;ust=1596190724150000&amp;usg=AFQjCNEH_D9d3SyJR8vUiAPsAWgmom7XKg\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p>Seguici anche sulla nostra pagina social\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa%3DSEARCH_BOX&amp;source=gmail&amp;ust=1596190724150000&amp;usg=AFQjCNF5KeZoORad0ln85PaK5URVhfNn6Q\">Facebook<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come hanno vissuto i bambini il periodo di lockdown? 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