{"id":77958,"date":"2020-07-14T15:54:27","date_gmt":"2020-07-14T13:54:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=77958"},"modified":"2020-07-14T15:54:27","modified_gmt":"2020-07-14T13:54:27","slug":"la-scuola-e-un-inferno-ma-mi-manca-tanto-studenti-e-docente-raccontano-il-lockdown","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/07\/14\/la-scuola-e-un-inferno-ma-mi-manca-tanto-studenti-e-docente-raccontano-il-lockdown\/","title":{"rendered":"&#8220;La scuola \u00e8 un inferno, ma&#8230; mi manca tanto&#8221;. In un libro i racconti del lockdown"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;La scuola \u00e8 un inferno, ma&#8230; mi manca tanto&#8221;. Studenti e docente raccontano il lockdown.<\/p>\n<p>Il racconto del lockdown degli adolescenti, senza filtri. &#8220;Ci baciamo a settembre. Diario sentimentale dal tempo senza scuola&#8221; (Rizzoli) uscito da poche ore nelle librerie racchiude gli scritti di alunni delle medie e delle superiori ai tempi del Covid. A curare i temi &#8211; poco pi\u00f9 di una quarantina &#8211; il professor Marco Erba, insegnante di letteratura italiana e latino nei licei dell\u2019istituto dei salesiani di Milano e autore precedentemente di altri tre libri: &#8220;L\u2019idea di questo libro \u00e8 quella di far parlare in presa diretta finalmente i ragazzi, gli unici che di fatto durante la quarantena non abbiano avuto voce, a differenza di virologi, politici, ministri, professori, presidi, esperti\u2026 Per questo abbiamo chiesto agli studenti, soprattutto del nord Italia, l\u2019area pi\u00f9 colpita dalla pandemia, di esprimere le loro riflessioni&#8221;.<\/p>\n<p>A venire fuori &#8220;leggerezza e verit\u00e0 profonde. Chi legger\u00e0 questo libro raccoglier\u00e0 tanta positivit\u00e0. Questi testi mi hanno fatto riflettere molto come padre, insegnante e educatore: emerge una grande maturit\u00e0 e ironia dei ragazzi. Tante volte si parla di adolescenza solo in termini di devianza. Ma quando ci si pone in ascolto dei giovani si scopre che la stragrande maggioranza sono belle persone che hanno molto da insegnare a noi adulti in termini di percezione della vita all\u2019insegna della freschezza e dell\u2019entusiasmo. In loro c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di lasciare un segno bello nel mondo&#8221;.<\/p>\n<p>Il sentimento pi\u00f9 comune che filtra nelle 208 pagine \u00e8 la nostalgia nei confronti dell\u2019esperienza in aula: &#8220;La scuola \u00e8 un obbligo e certe volte per i ragazzi pu\u00f2 essere un incubo ma fa parte della loro vita. Nel momento in cui \u00e8 venuta meno, gli studenti hanno capito che in realt\u00e0 \u00e8 un luogo molto arricchente&#8221; spiega il professor Erba. Cos\u00ec la scuola finisce per essere agognata persino da chi prima la odiava. Come Marco, alunno di seconda media, che ne &#8220;Il Leone e il Prigioniero&#8221;, dice di sentirsi come quei carcerati, che usciti dalla cella, non riescono pi\u00f9 a tornare alla vita di prima: &#8220;La scuola, quando ci andavo, era un inferno, ma ora \u00e8 ancora peggio: mi manca e non so neanche io come sia possibile. Cara scuola, sei come un leone di carta, spaventoso ma non pericoloso&#8221; scrive.<\/p>\n<p>Per qualcuno per\u00f2 proprio l\u2019isolamento ha aperto una riflessione sul futuro. Enrico che frequenta la prima superiore sognava di fare il magistrato mentre ora si chiede se potrebbe essere &#8220;un buon medico sensibile&#8221;. Nel libro rientrano anche esperienze strettamente personali. &#8220;Per molti la scrittura \u00e8 stato un esercizio di rielaborazione del dolore&#8221; sottolinea il professor Erba. In &#8220;Un film comico&#8221;, Giovanna, ragazza della prima superiore, racconta l\u2019assurdo: aver avuto la notizia della morte del nonno, malato di Covid, mentre rideva per la scena di un film. &#8220;Il nonno ha sempre voluto il meglio per me. Ora desidero renderlo orgoglioso e dimostrargli che non mi abbatter\u00f2 e che far\u00f2 sempre di tutto per essere felice&#8221; dice Giovanna.<\/p>\n<p>&#8220;Ci baciamo a settembre&#8221; \u00e8 un libro che per\u00f2 fa anche (molto) ridere. Come quando Francesco della prima superiore in &#8220;Sinistri rumori di fondo&#8221; racconta le sue disavventure con la didattica a distanza: non riuscendo a spegnere in alcun modo il microfono, i compagni e i professori sentivano la madre che cantava a squarciagola mentre faceva le pulizie. Le lezioni online, per\u00f2, non sono secondo il professor Erba definitivamente da accantonare: &#8220;La \u201cdad\u201d non \u00e8 il diavolo: quella a distanza non sostituisce la didattica ordinaria ma la completa. Include infatti strumenti utili anche in regime di lezioni in presenza. Tutte le piattaforme online che consentono lo scambio di materiale potrebbero essere comodissime anche da settembre, inaugurando una didattica innovativa che non si basi pi\u00f9 sulla lezione frontale ma anche sulla costruzione del sapere da parte dei ragazzi attraverso video e presentazione, ad esempio. Io personalmente grazie alle modalit\u00e0 da remoto sono riuscito ad entrare in contatto coi genitori che di solito avevano grandi difficolt\u00e0 a presentarsi durante i colloqui per motivi professionali. E anche i miei studenti si sono sentiti pi\u00f9 liberi di confidarmi questioni personali&#8221;.<\/p>\n<p>Fonte (quotidiano.net)<\/p>\n<h3>ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/10\/elogio-della-lezione-frontale-didattica-e-sentire-che-cio-che-si-conosce-arrivi-agli-alunni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/10\/elogio-della-lezione-frontale-didattica-e-sentire-che-cio-che-si-conosce-arrivi-agli-alunni\/&amp;source=gmail&amp;ust=1594818104612000&amp;usg=AFQjCNGFucpmEJY63r8Ep4abFd0KsxjNHw\">Elogio della lezione frontale: \u201cDidattica \u00e8 sentire che ci\u00f2 che si conosce arrivi agli alunni senza sforzo\u201d<\/a><\/p>\n<p><u>Leggi qui altre notizie su\u00a0<\/u><a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/www.oggiscuola.com\/&amp;source=gmail&amp;ust=1594818104612000&amp;usg=AFQjCNFqGQbVdWL1ZUf8LvXPTVuBqc2U0g\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p><u>Seguici anche sulla nostra pagina social\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa%3DSEARCH_BOX&amp;source=gmail&amp;ust=1594818104612000&amp;usg=AFQjCNFtR_-z2OeGIQsP9_DwxvnHlC3lkA\">Facebook<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La scuola \u00e8 un inferno, ma&#8230; mi manca tanto&#8221;. 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