{"id":76092,"date":"2020-04-19T18:46:07","date_gmt":"2020-04-19T16:46:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=76092"},"modified":"2020-04-19T18:46:07","modified_gmt":"2020-04-19T16:46:07","slug":"galimberti-pensavamo-di-controllare-tutto-anche-il-futuro-il-virus-fa-emergere-la-nostra-precarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/04\/19\/galimberti-pensavamo-di-controllare-tutto-anche-il-futuro-il-virus-fa-emergere-la-nostra-precarieta\/","title":{"rendered":"Galimberti: &#8220;Pensavamo di controllare tutto, anche il futuro. Il Virus fa emergere la nostra precariet\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Galimberti: &#8220;Pensavamo di controllare tutto, anche il futuro. Il Virus fa emergere la nostra precariet\u00e0&#8221;<\/p>\n<p>Cosa rappresenta il futuro per l&#8217;uomo al tempo del Coronavirus. Se lo \u00e8 chiesto il sociologo Umberto Galimberti, in un intervento su Gq. Una riflessione che Galimberti, alla vigilia del suo 78esimo compleanno che cadr\u00e0 il prossimo 2 maggio, ha scritto all&#8217;insegna del cambiamento. Un cambiamento imposto e che ci appare insopportabile. <em>&#8220;Anche se l\u2019umanit\u00e0 ha superato di molto peggio. Succede perch\u00e9\u00a0ci troviamo nella condizione in cui tutta la nostra modernit\u00e0, la tutela tecnologica, la globalizzazione, il mercato, insomma tutto ci\u00f2 di cui andiamo vantandoci, ci\u00f2 che in sintesi chiamiamo progresso,\u00a0si trova improvvisamente a che fare con la semplicit\u00e0 dell\u2019esistenza umana. Siamo di fronte all\u2019inaspettato: pensavamo di controllare tutto e invece\u00a0non controlliamo nulla nell\u2019istante in cui la biologia esprime leggermente la sua rivolta. Dico leggermente, perch\u00e9 questo\u00a0\u00e8 solo uno dei primi eventi biologici che denunceranno, da qui in avanti, gli eccessi della nostra globalizzazione&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Galimberti sottolinea, quindi, la nostra incredulit\u00e0 di fronte all&#8217;incapacit\u00e0 di erigere difese. Al non essere completamente padroni del nostro destino. All&#8217;emergere d&#8217;improvviso di tutte le ancestrali paure che l&#8217;uomo contemporaneo, soprattutto occidentale, pensava di aver cancellato. Ma \u00e8 soprattutto nel rapporto con il futuro, improvvisamente indecifrabile, che si registra il vero e proprio buco dell&#8217;inconscio.<\/p>\n<p><em>&#8220;Il Cristianesimo ha diffuso in Occidente un ottimismo che ci ha insegnato a pensare in questi termini: il passato \u00e8 male, il presente \u00e8 redenzione e il futuro \u00e8 salvezza. Questa modalit\u00e0 di considerare il tempo \u00e8 stata acquisita dalla scienza, che a sua volta dice che il passato \u00e8 ignoranza, il presente \u00e8 ricerca e il futuro \u00e8 progresso&#8230;.. Non \u00e8 cos\u00ec. Il futuro non \u00e8 il tempo della salvezza, non \u00e8 attesa, non \u00e8 speranza. Il futuro \u00e8 un tempo come tutti gli altri. Non ci sar\u00e0 una provvidenza che ci viene incontro e risolve i problemi nella nostra inerzia. Speriamo, auguriamoci, auspichiamo: sono tutti verbi della passivit\u00e0. Stiamo fermi e il futuro provveder\u00e0: non \u00e8 cos\u00ec. Quindi cosa dobbiamo fare? Non c\u2019\u00e8 niente da fare, c\u2019\u00e8 da subire. Accettiamo che siamo precari: ce lo siamo dimenticati? Rendiamoci conto che non abbiamo pi\u00f9 le parole per nominare la morte perch\u00e9 l\u2019abbiamo dimenticata&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Una riflessione profondissima, quindi, sull&#8217;essenza totale dell&#8217;uomo contemporaneo. Che tende a rispondere a una domanda comunissima in questi tempi sospesi. Tempi in cui l&#8217;idea di vita eterna, che accompagnava pensieri e letture di molti, sembra essersi d&#8217;improvviso sgonfiata. In un mondo in cui ci si interrogava su come gestire un tempo privo di malattie e percorso dalla ricerca della giovinezza eterna. Ecco arrivare il fattore imponderabile. In cui ci accorgiamo che non tutto era stato previsto. Forse perch\u00e9, in fondo, non volevamo scoprirlo. Forse, come sottolinea Galimberti \u00e8 giunto il momento di scoprire, <em>prima di tutto, chi siamo noi. <\/em><\/p>\n<p><em>&#8221; Avevamo affidato la nostra identit\u00e0 al ruolo lavorativo. La sospensione dalla funzionalit\u00e0 ci costringe con noi stessi: degli sconosciuti, se non abbiamo mai fatto una riflessione sulla vita, sul senso di cosa andiamo cercando. Siccome non lo facciamo, poi ci troviamo nel vuoto, nello spaesamento&#8230;. Non basta distrarsi nella vita, bisogna anche interiorizzare e guardare se stessi. Finora siamo scappati lontano, come se noi fossimo il nostro peggior nemico. I nostri week end non erano l\u2019occasione per volgere lo sguardo a noi, ai nostri figli. Erano fughe in autostrada. Perch\u00e9 conosciamo due modalit\u00e0 dell\u2019esistenza: lavorare e distrarci. Fuori dal quel cerchio, \u00e8 il nulla&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Insomma il futuro diventa, nell&#8217;analisi di Galimberti uno sconosciuto. Eppure pareva che noi potessimo determinarlo, dopo averlo domato. Ma il futuro \u00e8 tornato a essere una fase del tempo, l&#8217;unica sconosciuta. Una fase che ora ci appare dominata dal virtuale. Ma che, osserva Galimberti, deve tornare a esse reale. Basta pensare a quanto questo sia fondamentale nell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;istruzione scolastica.\u00a0 Perch\u00e9 la sfida finale \u00e8 quella di non perdere il rapporto con l&#8217;altro. Con il corpo dell&#8217;altro.<\/p>\n<p><em>&#8220;Un conto \u00e8 dirsi le cose in rete, un conto \u00e8 dirsele di persona. Il problema, da qui in poi, \u00e8 di continuare ad avere una relazione sociale secondo natura, in cui un uomo incontra un uomo, e non l\u2019immagine di un uomo in uno schermo&#8230;.\u00a0Secondo me l\u2019animo umano era pi\u00f9 all\u2019altezza di queste situazioni all\u2019epoca dei nostri nonni, quando la fatica e la penuria e la povert\u00e0 erano le condizioni della solidariet\u00e0. Nelle societ\u00e0 opulente abbiamo sviluppato invece l\u2019egoismo, perch\u00e9 ci era consentito, non avendo pi\u00f9 bisogno del nostro prossimo. Che l\u2019umanit\u00e0 occidentale sia a perdere mi sembra evidente: siamo costretti in casa con le nostre scorte alimentari e il nostro letto caldo, l\u2019unica pena che ci \u00e8 inflitta \u00e8 non poter uscire. Siamo il popolo pi\u00f9 debole della Terra, il pi\u00f9 assistito dalla tecnologia: se manca la luce per dodici ore andiamo nel panico. Mi spingo oltre: il razzismo di noi italiani, al di l\u00e0 di come viene indotto, ha una ragione radicata nell\u2019inconscio. Abbiamo paura degli africani perch\u00e9 capiamo che quei signori capaci di attraversare i deserti, sopravvivere alle carceri e attraversare il mare sono biologicamente superiori a noi. Bios vuole dire vita. Ed \u00e8 la biologia, accettiamolo, che vincer\u00e0&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/02\/27\/attenzione-alla-ricaduta-il-coronavirus-recidiva-su-pazienti-guariti-i-primi-casi\/\">Attenzione alla ricaduta: il Coronavirus e il rischio recidiva<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/02\/27\/angela\/\">Piero Angela: &#8220;Perch\u00e9 bisogna evitare la psicosi collettiva&#8221;<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/10\/elogio-della-lezione-frontale-didattica-e-sentire-che-cio-che-si-conosce-arrivi-agli-alunni\/\">Elogio della lezione frontale: \u201cDidattica \u00e8 sentire che ci\u00f2 che si conosce arrivi agli alunni senza sforzo\u201d<\/a><\/p>\n<p><u>Leggi qui altre notizie su\u00a0<\/u><a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\/\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p><u>Seguici anche sulla nostra pagina social\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Galimberti: &#8220;Pensavamo di controllare tutto, anche il futuro. 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