{"id":76072,"date":"2020-04-18T15:00:15","date_gmt":"2020-04-18T13:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=76072"},"modified":"2020-04-18T15:00:15","modified_gmt":"2020-04-18T13:00:15","slug":"cara-ministra-cambi-registro-la-dad-non-puo-sostituire-la-scuola-ascolti-le-nostre-proposte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/04\/18\/cara-ministra-cambi-registro-la-dad-non-puo-sostituire-la-scuola-ascolti-le-nostre-proposte\/","title":{"rendered":"Cara Ministra, cambi registro: la DaD non pu\u00f2 sostituire la scuola. Ascolti le nostre proposte!"},"content":{"rendered":"<p>Questo il testo integrale, apparso sul quotidiano LaRepubblica, della lettera di un gruppo di genitori, insegnanti, pediatri, psicologi, operatori della scuola, alla ministra dell&#8217;Istruzione Lucia Azzolina.<\/p>\n<p>Egregia Ministra Lucia Azzolina,<br \/>\nsiamo un gruppo di genitori, con figli di varie et\u00e0, scolare e prescolare, e di insegnanti, di educatori e operatori della scuola, di professionisti che hanno deciso di interpellarLa direttamente.\u00a0La scuola \u00e8 stata la prima a chiudere per il Covid-19. Ferma dal 22 febbraio in Lombardia e in Emilia Romagna e progressivamente nel resto d\u2019Italia, sembra anche destinata a essere l\u2019ultima a riaprire, senza clamore: come se si trattasse di questione marginale di fronte alla necessit\u00e0 di far ripartire il Paese. I bambini, tutti i minorenni, e i loro diritti, sono stati ignorati durante tutta la fase emergenziale dalle istituzioni, e presi in considerazioni solo dopo vibranti proteste e mobilitazioni.\u00a0Mentre il primo ministro Conte comincia a presentare un\u2019ipotesi di riapertura graduale delle attivit\u00e0 lavorative e a parlare di \u201cripartenza\u201d, manca una chiara informazione istituzionale relativa a condizioni, termini e modalit\u00e0 di riapertura delle scuole.\u00a0Noi genitori e insegnanti siamo costretti a fare affidamento a voci che paventano non solo la riapertura della scuola unicamente a partire da settembre, ma addirittura una riapertura esclusivamente o parzialmente a distanza. Una ripartenza con genitori che dovrebbero ancora farsi carico dell\u2019accudimento e\/o dell\u2019istruzione primaria dei propri figli \u00e8 impensabile. Non si pu\u00f2, quindi, sottovalutare il problema e non pensare alle enormi conseguenze che questo avr\u00e0 sui minori e sull\u2019organizzazione delle famiglie. A oggi riteniamo che un mese e mezzo di chiusura della scuola abbia chiaramente dimostrato:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u201cimpreparazione digitale\u201d di docenti e alunni, mancanza di infrastrutture pubbliche adeguate (banda larga, piattaforme didattiche digitali, ecc.) e di connessioni domestiche, nonch\u00e9 disomogenea distribuzione tra la popolazione dei dispositivi necessari;<br \/>\n&#8211;\u00a0inadeguatezza dell\u2019insegnamento a distanza.<\/p>\n<p>Inoltre dobbiamo registrare:<br \/>\n&#8211; che il primo risultato della didattica a distanza \u00e8 confermare e approfondire\u00a0le distanze sociali economiche e culturali, in evidente contraddizione con la Costituzione italiana (l\u2019art. 3 impegna la repubblica a rimuovere le disuguaglianze);<br \/>\n&#8211; che ci sono gravi e incontestabili conseguenze prodotte\u00a0dal venir meno della scuola come luogo materiale di rapporti umani, tra coetanei e tra adulti e ragazzi;<br \/>\n&#8211; che asili nido e scuole dell\u2019infanzia \u2013 che non possono ricadere sotto la voce \u201cdidattica a distanza\u201d e sono tuttavia servizi essenziali \u2013 sono usciti del tutto dalla discussione pubblica.<\/p>\n<p>Nonostante gli ammirevoli sforzi compiuti dalla grande maggioranza delle persone coinvolte \u2013 insegnanti, studenti e genitori \u2013 la didattica a distanza non pu\u00f2 essere considerata altro che una soluzione di pura emergenza, e riteniamo che non sia accettabile prolungarla oltre l\u2019estate, a meno\u00a0 che non ci siano evidenze scientifiche tali da costringere a tenere chiuse tutte le attivit\u00e0 siano esse economiche, sociali, culturali, sportive o scolastiche.<\/p>\n<p>La didattica a distanza non pu\u00f2 sostituire la scuola\u00a0e \u2013 per quanto si possano discutere sfumature e specificit\u00e0 \u2013 questo vale per tutti gli ordini e gradi di istruzione. Per i gradi della scuola dell\u2019obbligo poi, l\u2019unico risultato certo \u00e8 lasciare ancora pi\u00f9 indietro ampie fasce della popolazione. Inoltre la didattica a distanza non \u00e8 idonea in assenza di un sostegno adeguato da parte di un adulto almeno per le fasce di et\u00e0 dei bambini pi\u00f9 piccoli e per i bambini con difficolt\u00e0 di apprendimento. Infine la scuola dell\u2019infanzia e primaria sono istituzioni educative che strutturano un primo fondamentale momento di relazione sociale continuativa e organizzata fra gli esseri umani. A questa esperienza formativa di socializzazione, \u00e8 stata sostituita la solitudine della didattica e dell\u2019apprendimento a distanza: ci\u00f2 significa privare le nuove generazioni di questo insostituibile patrimonio di educazione alla socialit\u00e0 e alla cittadinanza e pu\u00f2 essere tollerata solo come extrema ratio temporanea.<\/p>\n<p>La ripresa da parte dei genitori della propria attivit\u00e0 lavorativa impedir\u00e0 a molti di essi la cura e l\u2019assistenza \u2013 anche quella didattica, indispensabile per le prime classi elementari \u2013 ai propri figli minori. In questa prospettiva sorge per le famiglie la preoccupazione di dover far fronte a un vero e proprio abbandono dei figli per gran parte della giornata, tenuto anche conto che moltissime famiglie non potranno pi\u00f9 fare affidamento sulla presenza e sull\u2019aiuto dei nonni (fascia di popolazione maggiormente esposta a rischio Covid) e che il costo di una babysitter per tutto il corso della giornata sarebbe per molti insostenibile, nonostante i voucher promessi.<\/p>\n<p>L\u2019estate sar\u00e0 la prima prova: di fronte alla ripresa delle attivit\u00e0 lavorative auspicata da tutti, c\u2019\u00e8 la concreta possibilit\u00e0 che manchino attivit\u00e0 di supporto alle famiglie come i centri estivi. Anche su questo registriamo per il momento la totale assenza di informazioni e indicazioni. In caso di figli molto piccoli, per chi fosse ancora costretto allo smartworking, neppure la presenza di una babysitter assicurerebbe in ogni caso efficiente ripresa. Inevitabilmente molti genitori \u2013 soprattutto madri di bambini non ancora autosufficienti, nei bisogni primari o anche solo nella didattica \u2013 saranno indotti a rinunciare al proprio lavoro, o ad accantonarlo, proprio per non far venir meno l\u2019assistenza ai propri figli.<\/p>\n<p>Guardando ai nostri vicini europei, il diritto all\u2019istruzione compare come una priorit\u00e0 dei governi, all\u2019interno di una visione articolata e complessiva per la gestione dell\u2019emergenza, che si sforza di tenere insieme le esigenze di sicurezza sanitaria, di contenimento del contagio, di salute psico-fisica della popolazione, di ripresa delle attivit\u00e0 economiche, scolastiche e sociali. Il contrario di quello a cui stiamo assistendo in Italia, alla luce della comunicazione istituzionale e dall\u2019agenda politica sbandierata. In Danimarca, l\u2019idea del governo \u00e8 che per riprendere una vita normale, chiedendo ai genitori di tornare a lavorare, \u00e8 necessario che i bambini e i ragazzi tornino in classe. Il governo di Copenhagen \u00e8 pronto a innestare la retromarcia nel caso in cui il numero dei contagi, ora basso, dovesse crescere di nuovo. Dal 20 aprile in Norvegia riaprono asili nido e dal 27 aprile le scuole primarie. In Spagna, la settimana scorsa si \u00e8 riunita la commissione che si occupa dell\u2019emergenza e l\u2019indicazione data \u00e8 di provare con aperture scaglionate, diverse da regione a regione a seconda della condizione epidemiologica, a partire da maggio. In Francia il ministro dell\u2019Istruzione Michel Blanquer ha dichiarato che l\u2019apertura delle scuole sar\u00e0 progressiva dall\u201911 maggio seguendo un criterio sociale, aprendo cio\u00e8 le scuole nelle zone socialmente pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>In Germania l\u2019accademia delle scienze nazionale, l\u2019Accademia Leopoldina, ha raccomandato un graduale allentamento delle restrizioni dal 4 maggio. \u00c8 notizia di queste ore che verr\u00e0 data priorit\u00e0 agli studenti che stanno completando il loro ciclo (superiori, medie e anche elementari). Alla luce di tutto questo, riteniamo sia doveroso da parte Sua adoperarsi, al pari dei suoi colleghi europei, per garantire il diritto all\u2019istruzione iniziando da subito a pensare, a progettare e organizzare la ripresa delle attivit\u00e0 scolastiche in presenza (almeno a settembre e anche prima dell\u2019estate, per i pi\u00f9 piccoli).<\/p>\n<p>\u00c8 necessario che fornisca un\u2019informazione tempestiva, chiara e costantemente aggiornata circa il lavoro di programmazione che il governo sta svolgendo sul tema e circa le modalit\u00e0 che dovranno essere assunte per la riapertura di tutte le scuole \u2013 dai nidi alle secondarie \u2013, in sicurezza: pensiamo a test sierologici per bambini e ragazzi, a turni ridotti e differiti, all\u2019eliminazione dei momenti di assembramento, a supplenze extra per sostituire il personale pi\u00f9 a rischio, all\u2019ottimizzazione nell\u2019uso dello spazio nelle aule in rapporto al numero di studenti, alla regolarizzazione dei docenti precari, all\u2019assunzione di pi\u00f9 personale, alla sanificazione degli ambienti, alla conversione a uso scolastico di edifici inutilizzati e di scuole precedentemente chiuse, alla riapertura delle scuole differenziata su base regionale, in relazione alle diverse situazioni sociali ed epidemiologiche.<\/p>\n<p>Sono misure che richiedono un enorme lavoro di organizzazione \u2013 che deve tenere conto di una catena di problemi che va dall\u2019uscita di casa e dall\u2019entrata a scuola, fino alla gestione dell\u2019uscita e del rientro a casa intrecciandosi con altre attivit\u00e0 e servizi, a cominciare dal trasporto pubblico. Devono perci\u00f2 essere pensate, programmate e finanziate gi\u00e0 da ora. Se il governo continuer\u00e0 a rimandare ancora la discussione e la pianificazione sulla scuola, per molti mesi si continuer\u00e0 a privare del diritto all\u2019istruzione intere generazioni di studenti. Riteniamo comunque che la gradualit\u00e0 delle aperture, imposta dalle esigenze sanitarie ma anche da quelle di graduazione delle esigenze dei minori e delle famiglie, consentirebbe di pianificare sin dalle prossime settimane \u2013 al pari o quasi degli altri paesi europei parimenti colpiti \u2013 la riapertura dei servizi educativi almeno alla prima infanzia (l\u2019anno scolastico per asili e scuole dell\u2019infanzia non si chiude il 10 giugno, ma alla fine del mese, protraendosi in certi casi anche in luglio) e (almeno delle prime classi) delle scuole primarie. Per i pi\u00f9 piccoli, anche un breve passaggio in aula sarebbe importante.<\/p>\n<p>Sentiamo quindi il bisogno di protestare perch\u00e9, invece di considerare la scuola come una delle priorit\u00e0, in una visione organica complessiva dell\u2019emergenza sanitaria in atto, e di attivarsi concretamente per la sua riapertura in sicurezza, cos\u00ec come succede in altri paesi europei e non solo, si continua a ribadire il perdurare dello stato di fatto circa la chiusura della scuola senza offrire ai cittadini informazioni e prospettive chiare. \u00c8 compito della politica garantire il diritto alla salute nel saggio bilanciamento di tutti gli altri diritti dei cittadini, fra i quali quello all\u2019istruzione, per primo, non pu\u00f2, e non deve, essere totalmente (e neppure parzialmente) sacrificato.<\/p>\n<p>\u00c8 per noi inaccettabile che si continui a proporre una visione e soluzioni parziali e settoriali.\u00a0Non \u00e8 possibile considerare come unica soluzione quella della didattica a distanza, senza peraltro considerarne adeguatamente le ricadute sulla vita dei minori e delle loro famiglie, e senza considerare le problematiche organizzative e di gestione che questa genera. Riteniamo tutto ci\u00f2 gravissimo, tanto pi\u00f9 se, guardando agli altri paesi con numeri simili ai nostri in termini di contagi e di decessi, si scopre che per loro la scuola \u00e8, insieme ad altre, una delle priorit\u00e0, tenendo anche conto che sono ormai molti gli studi scientifici che attestano la sproporzione tra i vantaggi di un lockdown prolungato e i danni e i rischi che pu\u00f2 produrre sulla popolazione e in particolare su bambini e adolescenti. In conclusione, ci rivolgiamo a Lei, Ministra Azzolina, affinch\u00e9 si lavori da subito per costruire un piano per la riapertura di asili e scuole che sia adeguato ai bisogni dei bambini e degli adolescenti, che sono tra i soggetti pi\u00f9 fragili in questa emergenza sanitaria, e a sostegno delle famiglie e dei genitori. Chiediamo, inoltre, che il piano di intervento e finanziamento per l\u2019anno scolastico 2020-2021, perdurando il momento dell\u2019emergenza, voglia impedire un danno alla scuola pubblica.<\/p>\n<p>Certi che comprenda questa situazione e la nostra preoccupazione, in attesa di un riscontro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/02\/27\/attenzione-alla-ricaduta-il-coronavirus-recidiva-su-pazienti-guariti-i-primi-casi\/\">Attenzione alla ricaduta: il Coronavirus e il rischio recidiva<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/02\/27\/angela\/\">Piero Angela: &#8220;Perch\u00e9 bisogna evitare la psicosi collettiva&#8221;<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/10\/elogio-della-lezione-frontale-didattica-e-sentire-che-cio-che-si-conosce-arrivi-agli-alunni\/\">Elogio della lezione frontale: \u201cDidattica \u00e8 sentire che ci\u00f2 che si conosce arrivi agli alunni senza sforzo\u201d<\/a><\/p>\n<p><u>Leggi qui altre notizie su\u00a0<\/u><a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\/\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p><u>Seguici anche sulla nostra pagina social\u00a0<\/u><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo il testo integrale, apparso sul quotidiano LaRepubblica, della lettera di un gruppo di genitori, insegnanti, pediatri, psicologi, operatori della scuola, alla ministra dell&#8217;Istruzione Lucia Azzolina. 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