{"id":74358,"date":"2020-04-15T15:13:07","date_gmt":"2020-04-15T13:13:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=74358"},"modified":"2020-04-15T15:13:07","modified_gmt":"2020-04-15T13:13:07","slug":"coronavirus-aule-da-50-mq-ma-non-bastano-per-tornare-in-classe-a-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/04\/15\/coronavirus-aule-da-50-mq-ma-non-bastano-per-tornare-in-classe-a-settembre\/","title":{"rendered":"Coronavirus. Lo studio: in Italia aule da 50 mq, non bastano"},"content":{"rendered":"<p>Aule da 50 mq in media, questo \u00e8 il calcolo che \u00e8 stato predisposto come media delle classi scolastiche italiane. Per ripartire a settembre &#8211; secondo alcune ricerche &#8211; servirebbero almeno venti o trenta metri quadri in pi\u00f9 in ogni classe per far rispettare le giuste distanze. \u00c8 ormai pressoch\u00e9 certo che il rientro a scuola avverr\u00e0 dopo l\u2019estate. Nella migliore delle ipotesi, a settembre, con l\u2019inizio del nuovo anno. Ma non si pu\u00f2 escludere, alla luce del rischio epidemico che comportano le concentrazioni di studenti, che per le scuole la Fase 2 inizi ancora pi\u00f9 in l\u00e0, come pure per le universit\u00e0.<\/p>\n<h2>La difficolt\u00e0<\/h2>\n<p>Sappiamo anche che non sar\u00e0 un rientro \u201cnormale\u201d, almeno fino a quando non ci saranno il vaccino, o almeno le cure, per il virus. In primo luogo, dopo l\u2019estate potrebbero esserci nuovi focolai, che in alcune aree costringeranno a chiusure \u201ca scacchiera\u201d. E se anche ci\u00f2 non avvenisse, il vero problema \u00e8 che gli edifici, l\u2019organizzazione della giornata scolastica e la composizione delle classi nella maggior parte degli istituti italiani non sembrano in grado di garantire il rispetto delle misure precauzionali che la Fase 2 richieder\u00e0. La media si attesta in 50 mq ad aula, troppo pochi per ripartire in sicurezza. Innanzitutto, un distanziamento sociale adeguato a prevenire nuovi contagi, magari da soggetti asintomatici, come spesso sembra siano i giovani che contraggono il virus.<\/p>\n<h2>Il distanziamento impossibile<\/h2>\n<p>Il primo problema di distanziamento sociale riguarda gi\u00e0 l\u2019arrivo a scuola. Nel tragitto da casa, moltissimi studenti affollano i mezzi pubblici; arrivati davanti a scuola, inevitabilmente si creano assembramenti fra i pi\u00f9 grandi e forse ancor pi\u00f9 fra i piccoli, accalcati sui marciapiedi con genitori e nonni. Spesso, poi, l\u2019accesso all\u2019edificio avviene attraverso un\u2019unica entrata. Anche sulle scale e nei corridoi (come pure nelle mense) non sar\u00e0 facile tenere distanziate frotte di ragazzi. Insomma il problema non si ferma solo ai 50 mq che ci sono in media per ogni aula italiana.<\/p>\n<h2>I calcoli<\/h2>\n<p>Il problema \u00e8 ancora pi\u00f9 serio in aula, dove si trascorrono molte ore. In Italia la numerosit\u00e0 media di una classe di scuola primaria \u00e8 di 19 alunni (con l\u20198% sopra 24), alle medie di 21 (con il 14% sopra 24), alle superiori di 22 (con il 17% sopra 24, che diventa il 38% per le prime classi). Le norme in vigore dal 1975 (ma il 60% delle scuole \u00e8 stato costruito prima e con criteri pi\u00f9 angusti) prevedono che la superficie netta per studente prevista per le attivit\u00e0 didattiche vari dai 1,80 mq dalle materne alle medie fino ai 1,96 mq per le superiori. Un semplice calcolo fa capire che la superficie indicata dalla normativa non sar\u00e0 sufficiente a garantire il distanziamento sociale minimo (almeno un metro lineare, ma si parla di due nei bar e ristoranti). Per ottenerlo, tenendo conto che in aula i ragazzi devono muoversi e ci vuole anche spazio per il docente, servirebbero aule di dimensioni di non inferiori a 60mq, probabilmente di pi\u00f9. Ma non \u00e8 questa \u2013 si teme \u2013 la situazione delle scuole italiane dove la media delle aule non supera i 50 mq.<\/p>\n<h2>La ricerca<\/h2>\n<p>Ad esempio, la lettura di una ricerca dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza e del Comune di Roma sulle scuole capitoline suggerisce che le dimensioni delle aule di rado superano i 50mq. Solo a Roma, ma a livello nazionale i numeri sono stimati al ribasso. A livello nazionale i dati sono insufficienti e andranno migliorati se si vorranno prendere decisioni ben fondate sulla Fase 2 della scuola. Per inciso, evocare il vecchio (e falso) problema delle classi pollaio, da sempre definite come quelle classi con un numero di studenti superiore al limite di legge, \u00e8 fuorviante: secondo le stime del nostro \u00abRapporto\u00bb sull\u2019edilizia scolastica, sono meno dello 0,5%. Il problema, oggi, \u00e8 piuttosto lo spazio per allievo, angusto in appena 50 mq.<\/p>\n<h2>Le soluzioni<\/h2>\n<p>Come affrontare il problema? Non si potr\u00e0 fare a meno di alcuni ingredienti,\u00a0 spiega la Fondazione Agnelli. Con un mix diverso da caso a caso: forme di turnazione, per liberare spazi; una riorganizzazione del monte ore e dei quadri orari, in modo da scaglionare gli ingressi e le lezioni. Un\u2019estensione al pomeriggio delle lezioni e dell\u2019impegno dei docenti. La didattica a distanza rester\u00e0 presumibilmente una risorsa necessaria per altri mesi, con magari una parte della classe a turno in aula e l\u2019altra a casa collegata online. Tutto sar\u00e0 ancora pi\u00f9 difficile per gli alunni di infanzia e primaria. Su alcuni di questi temi, essenziali per i mesi a venire, \u00e8 opportunamente intervenuta la ministra Azzolina, che ha proposto di ridurre il numero di allievi per classe: nelle prossime settimane si tratter\u00e0 di capire come.<\/p>\n<h2>Il decreto<\/h2>\n<p>Supponendo che questi problemi vengano risolti, c\u2019\u00e8 un\u2019altra ragione per cui la ripresa a settembre (o dopo) non sar\u00e0 normale. Il decreto approvato 15 giorni fa prevede infatti di dedicare le prime settimane a un recupero a tappe forzate di quanto non \u00e8 stato possibile fare quest\u2019anno, con particolare attenzione a chi \u00e8 rimasto indietro. Per farlo, servirebbe per\u00f2 avere tutti i docenti in aula dal primo giorno. Ma da anni ci\u00f2 non avviene e nel prossimo andr\u00e0 ancora peggio: il termine per le nomine in ruolo \u00e8 stato infatti posticipato al 15 settembre e si prevede un numero record di supplenti, anche pi\u00f9 di 200mila.<\/p>\n<h2>I concorsi<\/h2>\n<p>Perch\u00e9 non congelare la mobilit\u00e0, facendo in modo che gli attuali insegnanti completino e consolidino nella stessa scuola il percorso avviato, anche attraverso la didattica a distanza, in quest\u2019anno tormentato ed eccezionale? Il diritto degli studenti alla continuit\u00e0 didattica, a non avere lacune gravi negli apprendimenti e \u2013 per quelli pi\u00f9 fragili \u2013 a non rimanere irrimediabilmente indietro mi sembra prioritario.<\/p>\n<p><strong>ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/02\/27\/attenzione-alla-ricaduta-il-coronavirus-recidiva-su-pazienti-guariti-i-primi-casi\/\">Attenzione alla ricaduta: il Coronavirus e il rischio recidiva<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/02\/27\/angela\/\">Piero Angela: \u201cPerch\u00e9 bisogna evitare la psicosi collettiva\u201d<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/02\/28\/coronavirus-miur-incerto-su-concorsi-sospensione-della-didattica-e-validita-anno-scolastico\/\">Coronavirus. 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