{"id":67233,"date":"2020-02-22T21:00:19","date_gmt":"2020-02-22T20:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/?p=67233"},"modified":"2020-02-22T21:01:23","modified_gmt":"2020-02-22T20:01:23","slug":"mariangela-vaglio-cari-genitori-ai-compiti-a-casa-si-sopravvive-basta-organizzarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/02\/22\/mariangela-vaglio-cari-genitori-ai-compiti-a-casa-si-sopravvive-basta-organizzarsi\/","title":{"rendered":"Mariangela Vaglio, cari genitori ai compiti a casa si sopravvive. Basta organizzarsi"},"content":{"rendered":"<p>Mariangela Vaglio, cari genitori ai compiti a casa si sopravvive. Basta organizzarsi<\/p>\n<p>di Mariangela Vaglio<\/p>\n<p>Tratto dal mondo di Galatea<\/p>\n<p>Visto che l\u2019argomento compiti a casa suscita vespai di polemiche, e pare che noi insegnanti siamo insensibili al grido di dolore dei genitori, ecco a loro uso e consumo un piccolo elenco di consigli per affrontare i compiti a casa aiutando i figli a farli e non sostituendosi a loro.<\/p>\n<p>Vostro figlio \u00e8 intelligente. Piantatela di trattarlo come se fosse ancora un lattante con il pannolino. Se il compito \u00e8 stato assegnato dall\u2019insegnante, vuol dire che \u00e8 pensato per un ragazzino di intelligenza normale della stessa et\u00e0 del vostro. Se \u00e8 preso da un libro di testo, vuol dire che \u00e8 stato scritto da un team di esperti che si occupano di editoria scolastica da decenni. Se \u00e8 un compito pensato dall\u2019insegnante, vuol dire che \u00e8 stato pensato da un tizio che conosce la classe di vostro figlio, vostro figlio e sa cosa ha spiegato in classe. Quindi \u00e8 altamente probabile che il ragazzino lo sappia e lo possa fare senza aiuto. Fidatevi<\/p>\n<p>\u00abNon ho capito l\u2019esercizio, non ci riesco!.\u00bb Prima di correre in aiuto al povero bimbo vessato da insegnanti crudeli fate qualche domanda pi\u00f9 precisa. Lo so, sono le otto di sera, voi siete stressati e il bimbo vi guarda con occhioni da cucciolo come Bambi guardava la mamma prima di vederla morire. Lo fanno sempre. Anche con noi in classe. E sanno benissimo che funziona. Sono abituati che con questa tecnica un adulto pietoso si sente in dovere di fare l\u2019esercizio al posto loro. No. Prima di tutto, circoscrivere il problema con alcune domande: \u00abCosa non hai capito?\u00bb Se risponde, come capita nel 90% dei casi, \u00abNiente!\u00bb campanello di allarme che suona nella testa. Quasi sempre non ha letto la consegna o l\u2019ha letta di corsa e di malavoglia. Rileggetela con lui e domandando cosa esattamente non ha capito, chiedendogli di spiegare la consegna con parole sue. Se non sa il significato di una o due parole si guarda sul vocabolario. Nella stragrande maggioranza dei casi, magicamente questo risolve tutto. Quando il ragazzino capisce che non ve la fa, si rassegna a fare l\u2019esercizio. Se invece attacca con: \u00abCi ho provato, ma non ci riesco!\u00bb con un gran sorriso dite: \u00abOk, fammi vedere come hai provato e vediamo assieme qual \u00e8 il problema.\u00bb Anche qua, nel 90% dei casi scoprirete che non ha mai nemmeno provato a risolvere la cosa, certo che l\u2019avreste fatto voi.<\/p>\n<h3>Mariangela Vaglio, ci abbiamo provato tutti<\/h3>\n<p>\u00abCi ha dato gli esercizi su cose che non ha spiegato!\u00bb Improbabile. Anche qua gran sorriso e domandare: \u00abMa hai degli appunti presi in classe? degli schemi? \u00bb Se comincia a bofonchiare, probabilmente la spiegazione da qualche parte c\u2019\u00e8, ma \u00e8 stata ingoiata da qual mare nero che \u00e8 lo zaino, o giace scribacchiata su foglietti volanti persi chiss\u00e0 dove. Se invece l\u2019argomento \u00e8 spiegato sul libro, anche qua prima di fare gli esercizi gli si dice di leggere bene le pagine del libro e ripeterle usando parole sue. Nel 90% dei casi, magicamente, questo risolve i problemi. Non \u00e8 che l\u2019insegnante non spiega, \u00e8 che il ragazzino cerca di fare i compiti senza aver prima studiato o ripassato quanto era stato detto in classe. Ci abbiamo provato tutti, da ragazzini.<\/p>\n<p>\u00abNon ho i compiti\/ ero assente\/non l\u2019ho scritto sul diario\/non ho capito cosa si deve fare!\u00bb E subito i genitori si lanciano nella chat di classe su Whatsapp per tormentare tutti gli altri genitori ed avere consegne. No. Caspita, segnarsi i compiti \u00e8 una cosa che deve fare il ragazzino. Se \u00e8 stato assente, \u00e8 lui e non voi che dovete arrabattarvi per scoprire cosa c\u2019\u00e8 da fare. Quindi lui chiama il compagno e si fa dare i compiti, gli appunti, le fotocopie. Non voi. Se era assente, telefona ad un compagno. Se era a scuola e non li ha segnati, si arrangia a recuperarli da solo. Se non ha capito cosa deve fare, si ricade nel caso sopra: si chiede di preciso qual \u00e8 il problema, non si rompono le scatole a tutti gli altri genitori per tutto il pomeriggio.<\/p>\n<h3>Mariangela Vaglio, il riscontro con l&#8217;insegnante<\/h3>\n<p>\u00abNon so fare l\u2019esercizio.\u00bb Se nonostante tutto il ragazzino non ce la fa comunque a farlo da solo, bene, l\u2019esercizio non si fa. Il ragazzino la mattina seguente andr\u00e0 immediatamente dall\u2019insegnante appena entra in classe e gli dir\u00e0 che non ha proprio capito come andava fatto. Gli insegnanti servono a questo ed \u00e8 importante per loro avere questi riscontri, perch\u00e9 aiuta anche a calibrare in futuro gli esercizi da dare al ragazzino o all\u2019intera classe. Quindi se non capisce, chiede. Deve abituarsi ad affrontare questa situazione, perch\u00e9 \u00e8 chiedendo spiegazioni che si impara. E deve farlo lui, non voi. Non scrivete sul libretto all\u2019insegnante giustificazioni. Se per caso l\u2019insegnante dovesse dare una nota, allora e solo allora scrivete due righe sul libretto spiegando che aveva provato a risolvere l\u2019esercizio e non era riuscito. Ma prima verificate che il ragazzo sia andato subito dall\u2019insegnante a spiegare che non aveva fatto l\u2019esercizio, e non abbia cercato invece di fare il furbo stando zitto, perch\u00e9 nel qual caso la nota \u00e8 pi\u00f9 che giustificata.<\/p>\n<p>Se poi vi rendete conto che proprio il ragazzino non ce la fa, non riesce a capire le consegne pi\u00f9 semplici, non segna i compiti sul diario, \u00e8 disorganizzato, i compiti sono una vera e propria agonia e non ha nessuna autonomia nel farli da solo ma abbisogna della vostra costante presenza per risolverli, eh allora c\u2019\u00e8 davvero qualcosa che non va. Ma non nella quantit\u00e0 di compiti. Potrebbe essere un disagio del bambino. Parlatene con gli insegnanti e considerate a quel punto di concerto con loro di rivolgervi ad uno specialista. Ma, credetemi, sono casi rari. Quasi sempre le grandi difficolt\u00e0 dei ragazzini si risolvono immediatamente appena si rendono conto che non possono delegare a voi le cose e devono fare da soli. Imparano ad organizzarsi e a studiare. Diventano grandi. Il che vuol dire che voi siete un po\u2019 meno necessari, e questo pu\u00f2 far male, perch\u00e9 finch\u00e9 dipendono da noi noi ci sentiamo utili e giovani. Ma anche questo \u00e8 essere genitori: stare un po\u2019 male perch\u00e9 loro stiano meglio.<\/p>\n<p><strong><u>ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/16\/bassano-sei-tu-a-salerno-il-video-di-una-prof-diventa-virale-il-web-insorge-intervenga-il-miur\/\">\u201cBassano sei tu?\u201d. A Salerno il video di una prof diventa virale. 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