{"id":66379,"date":"2020-07-18T06:00:21","date_gmt":"2020-07-18T04:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=66379"},"modified":"2020-07-18T15:24:29","modified_gmt":"2020-07-18T13:24:29","slug":"il-sud-rinascera-grazie-alla-scuola-la-bellissima-lettera-di-una-prof-al-procuratore-gratteri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/07\/18\/il-sud-rinascera-grazie-alla-scuola-la-bellissima-lettera-di-una-prof-al-procuratore-gratteri\/","title":{"rendered":"&#8220;Il Sud rinascer\u00e0 grazie alla Scuola&#8221;, la bellissima lettera di una prof al procuratore Gratteri"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Il Sud rinascer\u00e0 grazie alla Scuola&#8221;, la bellissima lettera di una prof al procuratore Gratteri<\/p>\n<p>Mi chiamo Graziella Tedesco, ho 51 anni e\u00a0 sono una insegnante di scuola primaria. Vivo con il trolley attaccato alle costole dal 1991 ed esattamente da quando, giovane come l\u2019acqua, dovetti imbarcarmi su un treno e scappare al Nord Italia per salvare mia madre da morte certa. Dovemmo andare via perch\u00e9 due illustri medici operanti nelle strutture sanitarie della citt\u00e0 le diagnosticarono una falsa malattia degenerante e dopo averci prosciugato quei quattro risparmi che avevamo in posta, intendevano intervenire chirurgicamente. I viaggi della speranza durarono 4 anni e tutto si risolse con un leggero sedativo, mia madre altro non aveva che una leggera depressione mascherata che somatizza va in un organo del suo corpo. Quando tornammo dal Veneto mio padre che intanto in questi 4 anni di assenza mia e di mia madre si fumo la vita per l\u2019ansia ed il dispiacere, mor\u00ec per un cancro ai polmoni. Mentre lo seppellivo sentivo che io e la mia famiglia avevamo subito una profonda ingiustizia, un torto profondo perch\u00e9 quello di mia madre era un caso di truffa e di malasanit\u00e0. Il tempo che passammo in giro per gli ospedali del Nord Italia per curare una depressione mascherata, uccise mio padre. Eravamo giovani io ed i miei fratelli ed avevamo bisogno ancora della guida paterna. Mi rattristai molto e cominciai a stare un po\u2019 da sola, ovviamente, come ogni storia di degrado culturale che si rispetti, divenni vittima di bullismo, mia madre, che ben conosceva, l\u2019ambiente e la cultura arcaica ed ancestrale, in cui ci muovevamo, mi mise su un treno e mi rimand\u00f2 al Nord stavolta per togliermi dall\u2019ambiente e farmi inserire nel mondo del lavoro. Mi sono impegnata e con sacrificio distinta per preparazione e professionalit\u00e0 e pensai bene dopo 15 anni di tornare a lavorare temporaneamente nella mia citt\u00e0 d\u2019appartenenza.<\/p>\n<p>Mi mossi con lo stesso spirito e la stessa forza ed energia che mi contraddistinguevano al Nord Italia e ottenni sia dal punto di vista professionale che umano delle belle gratificazioni. Il mio per\u00f2 \u00e8 un paese che non dimentica, si dice che i Reggini abbiano la memoria di un elefante e lo stile di vita a volte gretto e meschino lo ritrovai. Ho sempre pensato che il problema grosso della mia citt\u00e0 sia la mancanza di cultura ma non quella accademica ma quella del cuore e dell\u2019educazione. Il problema della mia citt\u00e0 \u00e8 educativo. La sopraffazione del pi\u00f9 debole, in realt\u00e0, nasce da una mancanza di libert\u00e0, chi tende a schiacciare l\u2019altro, non lo fa perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 forte, lo fa perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 schiavo. Un uomo libero non ha bisogno di martorizzare nessuno, un uomo libero non ha bisogno di calpestare per dimostrare che esiste, per dimostrare di essere al mondo. Se, per\u00f2, questo \u00e8 l\u2019atteggiamento che caratterizza molti miei concittadini, vuol dire che alla base, alla radice, qualcosa li ha schiacciati e resi schiavi e gli schiavi spesso reagiscono diventando carnefici a loro volta. Nessuno ha mai educato queste persone alla libert\u00e0 del cuore e della mente, nessuno li ha Riconosciuti come uomini e come donne libere. \u00c8 questo il problema culturale della mia citt\u00e0, quello che sta alla base del malaffare e dell\u2019imbroglio. \u00c8 come una catena che non si spezza mai, \u00e8 questa base non culturale che consente a medici imbroglioni e privi di scrupoli di frodale i pi\u00f9 deboli. Li frodano e li imbrogliano perch\u00e9 non riconoscono all\u2019altro la DIGNITA\u2019 di persona.Questo avviene in tutti i campi ed i settori, la mancanza di Riconoscimento, provoca iniquit\u00e0, da essa scaturisce l\u2019ingiustizia, la quale a sua volta produce sofferenza, dolore e rabbia a molte famiglie ed a molte persone. E\u2019 un circolo vizioso, \u00e8 come un cane che si morde la coda, chi non viene riconosciuto spesso reagisce e se non possie degli strumenti umani e culturali adeguati, si trasforma e da vittima diventa carnefice. Sono rimasta molto colpita dalle parole del Procuratore Nicola Gratteri quando dopo l\u2019ultima operazione anti \u2018ndrangheta ha detto ai media: \u201dNoi abbiamo fatto il nostro dovere adesso sta alla scuola e alle istituzioni, coprire il vuoto che abbiamo creato\u201d. Ora,\u00a0 a mio avviso, alla rivoluzione giudiziaria del Procuratore Gratteri dovrebbe seguire una \u201crivoluzione culturale\u201d ma non nel senso politico del termine, non mi riferisco alle rivoluzioni marxiste, penso alla rivoluzione educativa che dovrebbe investire tutta la nostra terra e forse, tutto il territorio nazionale. La questione dell\u2019Emergenza educativa, a mio avviso, non si risolve adottando questa o quella nuova metodologia d\u2019apprendimento anche perch\u00e9 l\u2019unica competenza che va acquisita e proposta \u00e8 quella del RICONOSCIMENTO di se stessi come uomini e donne indipendentemente dai risultati ottenuti o dalla classe di provenienza. Se a me viene riconosciuta la dignit\u00e0 di persona, io automaticamente la riconosco all\u2019altro e se la riconosco all\u2019altro e sono un medico o un architetto o un avvocato, non gli frodo i soldi e non lo riduco alla disperazione. Il riconoscimento della persona e della sua sacralit\u00e0 diventer\u00e0 dunque come una catena che non si spezzer\u00e0 mai, \u00e8 questa la Rivoluzione che si dovrebbe perseguire. Ora, quando questo tipo di educazione, non passa dalle famiglie, dovrebbe passare dagli enti educativi, quali la scuola, le parrocchie, gli oratori, i centri sportivi. Non mi si venga a dire che tutto ci\u00f2 \u00e8 passato negli anni scorsi, altrimenti non avremmo avuto ANCHE medici asini e truffatori, architetti che fanno crollare i ponti e zoticoni che bullizzano i pi\u00f9 deboli. Io, per\u00f2, in quest\u2019anno di permanenza al Sud, un\u2019aria nuova l\u2019ho respirata nelle scuole dove ho lavorato. Nell\u2019ottobre del 2018, sono stata assegnata a due scuole una cittadina e una di periferia, in entrambe ho visto colleghe lavorare duramente, con competenza e professionalit\u00e0 ed ho visto dirigenze preparate e combattive anche se mi colp\u00ec molto la scuola di periferia.,la Telesio_Montalbetti. Quando entrai nella scuola per prendere servizio, nell\u2019attesa di essere ricevuta dal Capo di Istituto, mi guardai intorno e vidi un ambiente, nuovo, sano, pulito, pieno di arredi tecnologici e musicali, andai in bagno e mi specchiai nel pavimento per quanto era igienizzato, comunque, venni accolta con un sorriso dalla dirigente e mi venne conferito il mandato. In quella scuola compresi a fondo il concetto di RICONOSCIMENTO e anche di integrazione.Vidi scarpe e calzini volare erano quelli dei bambini che se li sfilavano perch\u00e9 non erano abituati a portarli e vidi insegnanti raccogliere con calma i calzini e le scarpe e rinfilarli con dolcezza ai piccoli che se li erano tolti. Vidi gli stessi bambini in piedi sulle sedi e rividi le stesse insegnanti portarli gi\u00f9 con tenerezza e bont\u00e0 di cuore. Con la Dirigente e le colleghe facevamo discutevamo moltissimo nei consigli di classe per cercare una soluzione alle scarpe, ai calzini e sedie.<\/p>\n<p>Dopo discussioni lunghe e piene di contenuto, si usciva da quell\u2019aula sempre con una soluzione vincente. Una strategia che mi colp\u00ec una sera, fu quella di dirottare un bambino dai calzini volanti, verso la squadra di pallone seguita e allenata da un insegnate della scuola. Mi ricordo che dopo tre mesi il piccolo in questione non solo non si tolse pi\u00f9 le scarpe e non si arrampic\u00f2 sulle sedie, ma segu\u00ec con profitto e successo le lezioni proposte dagli insegnanti. Seppi in seguito che uno di questi bambini di diversa etnia giocava nella giovanile di una famosissima squadra di calcio nazionale. Compresi appieno in quella scuola di periferia il concetto invio labile di Riconoscimento della sacralit\u00e0 della persona umana, l\u2019ho visto camminare sulle gambe di una Dirigente che lottava con le unghie e con i denti per garantire a tutti pari opportunit\u00e0, soprattutto agli umili e ai pi\u00f9 deboli. L\u2019ho visto nelle sue lunghe e interminabili ore di lavoro, nei corsi di perfezionamento che proponeva agli insegnanti e nei suoi panini mangiati al volo durante la pausa pranzo. Ora, io non ho un concetto marxista della storia, forse ho un concetto messianico ed escatologico, credo che i cambiamenti partano dal basso e che comportino fatica, sacrifici e rinunce. Non lasciamo soli i bravi dirigenti, i bravi medici, i bravi architetti, i bravi operatori di giustizia, i bravi insegnanti, i bravi padri di famiglia, i bravi imprenditori e le brave persone perch\u00e9 Cristo si manifesta nella Storia dell\u2019uomo non con trombe e con cembali, ma attraverso persone concrete. La scuola, la cultura, l\u2019educazione, le societ\u00e0, hanno bisogno di un concetto cristiano della Storia, perch\u00e9 esso riconosce l\u2019uomo come essere sacro, portatore di principi e valori inalienabili. L\u2019uomo riconosciuto in questi termini \u00e8 colui il quale si muove per realizzare progetti di salvezza e di speranza. Non lasciamo dunque sole, queste persone che tale idea e non idea le la incarnano e la vivono concretamente nelle azioni di tutti i giorni anche saltando il pranzo e mangiando un panino al volo.<\/p>\n<p>Graziella Tedesco<\/p>\n<p>da strettoweb.com<\/p>\n<p><strong>ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/07\/26\/gite-scolastiche-il-miur-fissa-dei-limiti-sulle-destinazioni-ecco-cosa-prevede-la-normativa\/\">Gite scolastiche, il Miur fissa dei limiti sulle destinazioni. Ecco cosa prevede la normativa per ogni classe<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/07\/scuola-se-lalunno-si-fa-male-nellistituto-linsegnante-e-obbligato-accompagnarlo-ambulanza\/\">Scuola. 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