{"id":65304,"date":"2019-11-21T06:31:26","date_gmt":"2019-11-21T05:31:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=65304"},"modified":"2019-11-20T21:48:44","modified_gmt":"2019-11-20T20:48:44","slug":"poverta-educativa-minorile-la-causa-principale-genitori-disattenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/11\/21\/poverta-educativa-minorile-la-causa-principale-genitori-disattenti\/","title":{"rendered":"Povert\u00e0 educativa minorile, la causa principale? genitori disattenti"},"content":{"rendered":"<p>Povert\u00e0 educativa minorile, la causa principale? genitori disattenti<\/p>\n<p>Per quasi 9 italiani su 10 la diffusione della povert\u00e0 educativa \u00e8 un fenomeno grave e per l&#8217;83% degli intervistati le azioni di contrasto sono importanti per lo sviluppo del Paese. Questi tra i dati significativi emersi dall&#8217;indagine demoscopica realizzata da Demopolis per l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile, in vista della Giornata internazionale dei diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza del 20 novembre.<\/p>\n<p>Per l&#8217;opinione pubblica \u00e8 la disattenzione dei genitori (76%) la principale causa del fenomeno. Due intervistati su tre citano le condizioni di disagio sociale (67%), di svantaggio economico (64%), di conflittualit\u00e0 familiare (62%). Il 59% segnala il degrado dei quartieri di residenza fra le cause della povert\u00e0 educativa. Inoltre, circa uno su due segnala la frequenza scolastica irregolare, gli stimoli inadeguati, le scarse occasioni culturali e del tempo libero, l&#8217;uso eccessivo dei social network. Tutte dimensioni rappresentate anche nei progetti di contrasto realizzati con il Fondo.<\/p>\n<p>&#8220;Abbiamo promosso l&#8217;indagine -ha spiegato Carlo Borgomeo, presidente di Con i Bambini- per confrontarci con i dati rilevati dal nostro Osservatorio e con la domanda che arriva dai territori, e anche con la percezione del fenomeno nell&#8217;opinione pubblica. Il fatto che per la quasi totalit\u00e0 degli intervistati la povert\u00e0 educativa minorile sia un fenomeno grave e che incide direttamente sullo sviluppo del Paese ci fa capire che il livello di preoccupazione sulla dimensione del problema \u00e8 diffuso e sentito. Credere che sia un fenomeno che riguarda solo il Sud (63%) o gli adolescenti (56%) \u00e8 un errore prospettico: la povert\u00e0 educativa, seppur marcata in molte aree meridionali e tra i giovanissimi, riguarda tutto il Paese e intacca il futuro dei ragazzi gi\u00e0 dalla prima infanzia. E&#8217; proprio da qui che dovremmo affrontare il fenomeno&#8221;.<\/p>\n<p>Il 68% degli italiani dichiara di aver sentito parlare di povert\u00e0 educativa minorile, anche se il 25% degli intervistati<br \/>\nammette di non sapere effettivamente di che cosa si tratti. Appena un quarto degli intervistati cita tra i fattori di causa il mancato accesso agli asili nido ed ai servizi per l&#8217;infanzia. Le apprensioni dei cittadini si focalizzano sull&#8217;evoluzione emergenziale del fenomeno, sui casi estremi in cui gli esiti della povert\u00e0 educativa, negli anni dell&#8217;adolescenza, si manifestano in fenomeni di violenza, dipendenze o fallimenti. Del resto, le maggiori preoccupazioni avvertite dagli italiani, con riferimento ai minori, sono fenomeni per lo pi\u00f9 adolescenziali: la dipendenza da smartphone e tablet (66%); bullismo o violenza (61%); la crescente diffusione della droga (56%),<br \/>\nl&#8217;aggressivit\u00e0 nei comportamenti (52%).<\/p>\n<p>&#8220;La povert\u00e0 educativa -ha sostenuto il vice ministro Stefano Buffagni, presidente del Comitato di Indirizzo Strategico del Fondo- \u00e8 strettamente legata a quella economica, come viene percepito anche dal 64% dei cittadini, ma il fenomeno ha una portata pi\u00f9 ampia. Il Fondo per il suo contrasto rappresenta una forte innovazione per il Paese, per dare un futuro a minori e famiglie E&#8217; inaccettabile che un milione e 200mila minori siano costretti a vivere sotto la soglia di povert\u00e0 e che in numero maggiore abbiano negate le opportunit\u00e0 di costruire un domani migliore. Stiamo lavorando come governo per permettere alle famiglie di uscire da questa condizione con interventi concreti sul territorio, rafforzando il ruolo delle comunit\u00e0 educanti. Come Mise anche attraverso il rilancio delle imprese per garantire lavoro e sviluppo&#8221;.<\/p>\n<p>In un contesto in cui le disuguaglianze sociali ed economiche continuano ad aumentare, per il 63% degli italiani intervistati da Demopolis le probabilit\u00e0 di un ragazzo nato da una famiglia a basso reddito di avere successo sono oggi pi\u00f9 basse rispetto a 20 o 30 anni fa. Neanche la scuola basta pi\u00f9 da sola. Del resto, secondo l&#8217;indagine, solo l&#8217;11% degli intervistati concorda sull&#8217;assunto che la scuola sia l&#8217;unica istituzione deputata alla crescita dei ragazzi, mentre emerge una nuova consapevolezza, in seno all&#8217;opinione pubblica, almeno in termini di dichiarazione di principio: la responsabilit\u00e0 della crescita dei minori \u00e8 di tutta la comunit\u00e0 (46%).<\/p>\n<p>&#8220;I dati dell&#8217;indagine di Demopolis -ha commentato Francesco Profumo, presidente di Acri- confermano che tra gli italiani \u00e8 largamente diffusa la consapevolezza che il contrasto alla povert\u00e0 educativa minorile \u00e8 cruciale per lo sviluppo del Paese Questa \u00e8 una delle idee alla base dell&#8217;avvio del Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile, promosso da Fondazioni di origine bancaria, governo e Forum nazionale del Terzo settore, che proprio su<br \/>\nquesto fronte ha stabilito di intervenire. Offrire ai giovani opportunit\u00e0 concrete per formarsi e crescere liberi, coinvolgendo le comunit\u00e0, \u00e8 la chiave su cui puntare per contrastare la povert\u00e0&#8221;. &#8220;Una delle questioni pi\u00f9 gravi \u00e8 la mancanza di pari opportunit\u00e0 nell&#8217;accesso ai servizi -ha sottolineato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore- I numeri sulla povert\u00e0 educativa minorile nel nostro Paese sono allarmanti e in forte crescita.<\/p>\n<p>Nel 2005 era povero il 3,9% dei minori di 18 anni, un decennio dopo la percentuale di bambini e adolescenti in povert\u00e0 \u00e8 triplicata, e attualmente supera il 12% (dati Openpolis- Con i Bambini). Il Terzo settore ha un ruolo di primo piano nel rifondare una cultura educativa che accompagni l&#8217;inserimento delle nuove generazioni nelle comunit\u00e0, offrendo loro un miglioramento delle condizioni di vita ed una prospettiva di futuro&#8221;. L&#8217;approfondimento di indagine ha confermato i limiti effettivi che bambini ed adolescenti scontano in Italia nell&#8217;accesso alle pi\u00f9 compiute esperienze di crescita. L&#8217;unica dimensione di apprendimento non curriculare dichiarata dalla maggioranza degli intervistati (60%) \u00e8 lo sport. Solo met\u00e0 dei ragazzi, negli ultimi 12 mesi, ha partecipato a spettacoli, presso cinema o teatri. Il 58% dichiara che i figli, nell&#8217;ultimo anno, non hanno letto libri. Il 72% non ha potuto fruire del tempo pieno a scuola. Meno di un quinto, infine, ha frequentato l&#8217;asilo nido: un servizio di primaria importanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/10\/elogio-della-lezione-frontale-didattica-e-sentire-che-cio-che-si-conosce-arrivi-agli-alunni\/\">Elogio della lezione frontale: \u201cDidattica \u00e8 sentire che ci\u00f2 che si conosce arrivi agli alunni senza sforzo\u201d<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/07\/26\/gite-scolastiche-il-miur-fissa-dei-limiti-sulle-destinazioni-ecco-cosa-prevede-la-normativa\/\">Gite scolastiche, il Miur fissa dei limiti sulle destinazioni. Ecco cosa prevede la normativa per ogni classe<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/07\/scuola-se-lalunno-si-fa-male-nellistituto-linsegnante-e-obbligato-accompagnarlo-ambulanza\/\">Scuola. 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