{"id":63827,"date":"2019-10-15T13:25:47","date_gmt":"2019-10-15T11:25:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=63827"},"modified":"2019-10-15T14:58:48","modified_gmt":"2019-10-15T12:58:48","slug":"valutazione-scolastica-il-docente-deve-considerare-il-profilo-pedagogico-amministrativo-docimologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/10\/15\/valutazione-scolastica-il-docente-deve-considerare-il-profilo-pedagogico-amministrativo-docimologico\/","title":{"rendered":"Valutazione scolastica, il docente deve considerare il profilo pedagogico, amministrativo e docimologico"},"content":{"rendered":"<p>Il concetto di \u201c valutazione degli alunni \u201c ha subito negli anni profondi ampliamenti e trasformazioni di significato, in relazione al contesto in cui \u00e8 usato. Sinteticamente, possiamo oggi considerare la valutazione sotto il profilo pedagogico, il profilo amministrativo e il profilo docimologico.<\/p>\n<h3>Valutazione &#8211; Il profilo pedagogico<\/h3>\n<p>Fino a non molti anni or sono, la valutazione scolastica era essenzialmente considerata come il momento conclusivo di un processo che prevedeva tre fasi distinte: l\u2019insegnamento del docente, l\u2019apprendimento dell\u2019alunno, il giudizio, spesso inappellabile, espresso dal docente sul livello di apprendimento conseguito dall\u2019alunno. Stava esclusivamente alla sensibilit\u00e0 e all\u2019etica professionale del docente discutere con l\u2019alunno le motivazioni del giudizio, mettere in atto azioni di ricupero e sostegno nei confronti degli alunni con difficolt\u00e0 di apprendimento oppure, pi\u00f9 raramente, riflettere sulla validit\u00e0 delle strategie applicate durante l\u2019insegnamento ed, eventualmente, modificarle. Attualmente invece, le scienze dell\u2019educazione concepiscono la valutazione come una operazione diagnostica, nella quale, per ogni alunno, devono essere presi in considerazione:<\/p>\n<h3>1. gli aspetti misurabili del suo apprendimento (competenze, conoscenze)<br \/>\n2. il suo stile cognitivo, cio\u00e8 il modo in cui ciascun individuo apprende<br \/>\n3. le dinamiche emotive, affettive e relazionali che entrano in gioco<\/h3>\n<p>Di conseguenza, la valutazione, oltre al suo ruolo classico di certificazione dell\u2019apprendimento, assume l\u2019ulteriore e fondamentale compito di regolazione dell&#8217;azione didattica e che si esplica nella rilevazione di informazioni concernenti il processo di apprendimento, con lo scopo di fornire una base empirica all&#8217;assunzione delle decisioni didattiche. Infatti, qualsiasi decisione inerente al controllo e alla regolazione di un certo processo necessita di informazioni relative all&#8217;andamento dello stesso. Governare adeguatamente un processo complesso come quello di insegnamento-apprendimento in una situazione collettiva richiede che l&#8217;insegnante abbia cognizione degli esiti prodotti dagli interventi didattici precedenti, in modo da poter calibrare quelli successivi.<\/p>\n<p>La valutazione risulta cos\u00ec strettamente legata alla programmazione, anzi, secondo alcuni autori, la programmazione e la valutazione sono, di fatto, la stessa cosa. Uniti o distinti, entrambi i momenti richiedono comunque competenza, capacit\u00e0, intelligenza pedagogica e creativit\u00e0 da parte dei docenti, perch\u00e9 costituiscono il percorso sul quale preparare in modo logico e razionale le sequenze delle opportunit\u00e0 di apprendimento in modo da realizzare negli alunni i cambiamenti desiderati.<\/p>\n<p>In questo contesto, anche la figura dell\u2019alunno assume un ruolo diverso: da oggetto passivo del giudizio espresso nei suoi confronti da parte di un adulto, a protagonista del processo di valutazione in quanto consapevole degli obiettivi da perseguire, dei risultati conseguiti e da conseguire, delle proprie potenzialit\u00e0 e delle proprie debolezze. Un cambiamento cos\u00ec radicale del concetto di valutazione trova almeno due tipi diversi di motivazioni, ideologiche e scientifiche, che non si escludono tra loro, ma che vicendevolmente si integrano.<\/p>\n<h3>La scuola moderna<\/h3>\n<p>E\u2019 evidente che\u00a0nella scuola moderna, va interamente ripensato il concetto stesso di valutazione: non pi\u00f9 strumento finalizzato alla selezione degli alunni in funzione della quantit\u00e0 di nozioni e abilit\u00e0 apprese, ma strumento finalizzato alla promozione culturale e sociale di tutti. Nel dibattito degli anni &#8217;70 \u00a0ebbero un certo peso anche alcune teorie estremistiche, che proponevano l\u2019abolizione di qualsiasi forma di valutazione o, in alternativa, giudizi unici per tutti gli alunni, indipendentemente dai risultati effettivamente conseguiti nel processo di apprendimento. Quasi contemporaneamente al dibattito sulla valutazione (e sul sistema scolastico nella sua globalit\u00e0) cominciavano a diffondersi nuove teorie psicologiche e sull\u2019organizzazione e sulla gestione dei sistemi produttivi (di cui anche la scuola \u00e8 un esempio).<\/p>\n<p>Le scoperte della scuola psicologica cognitivista sulla struttura e sullo sviluppo del pensiero, sugli stili cognitivi, sulle strategie pi\u00f9 efficaci per il raggiungimento dei traguardi formativi, sulla funzione delle motivazioni nel processo di apprendimento, sembravano adattarsi perfettamente al nuovo significato che la pedagogia, per motivazioni prevalentemente ideologiche e sociali, stava assegnando al concetto di valutazione e perci\u00f2 contribuivano a consolidarlo. Anche le nuove teorie sull\u2019organizzazione e sulla gestione efficaci dei processi produttivi che, sul modello anglosassone, erano ora applicate anche nel settore specifico dell\u2019istruzione, contribuirono all\u2019affermazione del nuovo concetto di valutazione, in questo caso intesa prioritariamente come strumento regolatore dell\u2019intera attivit\u00e0 didattica.<\/p>\n<h3>Valutazione &#8211; Il profilo amministrativo<\/h3>\n<p>Nel nostro paese il conseguimento di titoli di studio riveste quasi sempre un valore legale. Grazie al quale \u00e8 possibile accedere a diritti che altrimenti non sarebbero garantiti (ad esempio: borse di studio, partecipazione a concorsi per posti di lavoro, ecc.). Poich\u00e9 il possesso del titolo di studio deve essere sempre certificato da un documento, ne consegue che la valutazione non \u00e8 solo un problema pedagogico, ma anche amministrativo. Come quello pedagogico, anche questo problema ha prodotto intensi e controversi dibattiti nel panorama scolastico italiano degli ultimi trent\u2019anni. Dando luogo alla produzione di molte e diverse forme di documenti amministrativi finalizzati alla valutazione.<\/p>\n<h3>In sintesi:<\/h3>\n<p>1) Fino al 1977, i documenti di valutazione erano due:<\/p>\n<p>a. la \u201cpagella\u201d, un documento impostato sul voto numerico, cio\u00e8 un sistema di valutazione a carattere quantitativo che, al termine dell\u2019anno scolastico, era consegnato alla famiglia in originale e riportato integralmente all\u2019interno di uno specifico settore del registro di classe<br \/>\nb. il \u201clibretto scolastico\u201d un documento introdotto solamente negli anni sessanta (rosa per le alunne e azzurro per gli alunni) da trattenere agli Atti della scuola, nel quale erano descritte, in forma discorsiva, alcune informazioni generali sulla famiglia, sulle capacit\u00e0 relazionali e intellettuali, ecc.<\/p>\n<h3>2) La legge 517 del 1977 abol\u00ec la pagella e il libretto e introdusse nuovi strumenti di valutazione, caratterizzati dalla forma discorsiva della valutazione:<\/h3>\n<p>a. la scheda di valutazione vera e propria, suddivisa in settori corrispondenti alle discipline, da trattenere agli Atti della scuola e da dare in visione alle famiglie su loro esplicita richiesta,<br \/>\nb. il foglio notizie , cio\u00e8 un estratto sintetico delle singole valutazioni espresse all\u2019interno della scheda, da consegnare alle famiglie. In tutto il periodo in cui rimase in vigore, la scheda fu spesso oggetto di contestazione e quindi corredata da documenti alternativi\/integrativi, frutto di elaborazioni locali e perci\u00f2 diversi da scuola a scuola, che reintroducevano in modo molto dettagliato aspetti quantitativi ritenuti pi\u00f9 oggettivi.<br \/>\n3) Dal 1993, con l\u2019Ordinanza ministeriale 236 e le successive modificazioni, gli strumenti di valutazione sono costituiti da<br \/>\na. un nuovo modello di scheda, composta da due quadri: nel primo devono essere espressi giudizi quadrimestrali di tipo quantitativo (anche se espressi in lettere) sulle singole discipline, nel secondo gli insegnanti devono tracciare, in forma discorsiva, una sintesi quadrimestrale sul processo dinamico di apprendimento,<br \/>\nb. nuovi modelli di registri (il registro di classe anagrafico, l\u2019agenda della programmazione e il giornale bdell\u2019insegnante), anche se ogni scuola pu\u00f2 autonomamente decidere il numero e la forma dei modelli che devono documentare la programmazione, l\u2019attivit\u00e0 didattica e la valutazione.<\/p>\n<h3>Valutazione &#8211; Il profilo docimologico<\/h3>\n<p>Secondo la docimologia, cio\u00e8 la scienza che studia i problemi legati alla valutazione, in qualsiasi processo valutativo, oggettivamente e scientificamente corretto, si devono distinguere tre momenti:<\/p>\n<p>1)\u00a0la verifica, cio\u00e8 un insieme di prove (osservazioni sistematiche, interrogazioni, prove scritte, questionari a risposta aperta o chiusa, ecc.) Una verifica scientificamente corretta deve essere condotta con una pluralit\u00e0 di prove diversificate, per evitare le trappole che ognuna di esse, da sola, pu\u00f2 causare. Ad esempio:<br \/>\na. le osservazioni sistematiche sono legate alla soggettivit\u00e0 dell\u2019osservatore,<br \/>\nb. durante le interrogazioni, la capacit\u00e0 (o non capacit\u00e0) di espressione verbale pu\u00f2 nascondere l\u2019effettiva preparazione dell\u2019alunno e l\u2019atteggiamento del docente pu\u00f2 condizionare notevolmente (in positivo e in negativo) le risposte dell\u2019alunno,<br \/>\nc. nelle prove scritte a carattere discorsivo, la capacit\u00e0 (o non capacit\u00e0) di espressione scritta pu\u00f2 nascondere l\u2019effettiva preparazione dell\u2019alunno e la loro valutazione \u00e8 molto legata alla soggettivit\u00e0 del docente,<br \/>\nd. le prove scritte a risposta chiusa, soprattutto i questionari che offrono la possibilit\u00e0 di scelta tra pi\u00f9 risposte, sono molto soggette alle leggi della casualit\u00e0.<\/p>\n<p>2) la misurazione, cio\u00e8 l\u2019elaborazione quantitativa delle prove di verifica. Una prova di verifica pu\u00f2 essere considerata valida quando, una volta misurata, essa rispecchia un andamento definito come \u201cCampana di Gauss\u201d, cio\u00e8 d\u00e0, grosso modo, i seguenti risultati : 20-25% di risultati eccellenti, 50-60% di risultati medi, 20-25% di risultati non sufficienti. Quando l\u2019insegnante ottiene risultati che si discostano di molto da quelli statisticamente previsti, ci\u00f2 significa che la prova somministrata era, a seconda dei casi, troppo facile o troppo difficile.<br \/>\n3) la valutazione vera e propria, cio\u00e8 l\u2019interpretazione dei dati ottenuti con la misurazione. L\u2019interpretazione dei dati \u00e8 un processo abbastanza complesso che, per essere considerato scientificamente corretto, deve tener conto di diversi parametri di riferimento, di cui tre sono essenziali:<br \/>\na. gli obiettivi previsti dalle disposizioni legislative,<br \/>\nb. gli obiettivi adattati al contesto classe,<br \/>\nc. gli obiettivi previsti per la storia personale dell\u2019alunno<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">LEGGI ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/16\/bassano-sei-tu-a-salerno-il-video-di-una-prof-diventa-virale-il-web-insorge-intervenga-il-miur\/\">&#8220;Bassano sei tu?&#8221;. A Salerno il video di una prof diventa virale. 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