{"id":63653,"date":"2019-10-11T10:55:55","date_gmt":"2019-10-11T08:55:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=63653"},"modified":"2019-10-11T13:04:45","modified_gmt":"2019-10-11T11:04:45","slug":"bimbiuccisi-da-un-suv-i-genitori-da-tre-mesi-sopravviviamo-ma-non-e-piu-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/10\/11\/bimbiuccisi-da-un-suv-i-genitori-da-tre-mesi-sopravviviamo-ma-non-e-piu-vivere\/","title":{"rendered":"Bimbi uccisi da un suv, i genitori: &#8220;Da tre mesi sopravviviamo, ma non \u00e8 pi\u00f9 vivere&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Sopravviviamo ma non e&#8217; pi\u00f9 vivere. Andiamo avanti ma ora siamo travolti dai ricordi, le abitudini di casa, i bambini che ci aspettavano al nostro rientro dal lavoro, una telefonata che iniziava con &#8216;papa&#8217;&#8230;&#8217;, le feste in famiglia, le giostre&#8221;. Lo afferma all&#8217;AGI Alessandro D&#8217;Antonio, il padre di Alessio. Tre mesi oggi.<\/p>\n<p>Alessio e Simone D&#8217;Antonio l&#8217;11 luglio scorso sono stati travolti e falciati da un suv mentre stavano sull&#8217;uscio di casa a Vittoria, in provincia di Ragusa. Avevano undici anni: piccoli, cugini, figli di due fratelli Alessandro e Tony che in una famiglia numerosa hanno condiviso passioni e vissuto talmente in simbiosi da essere conosciuti come &#8216;i gemelli&#8217;. E i loro figli vivevano allo stesso modo, amici, &#8216;migliori amici&#8217;, come si dice a questa eta&#8217;, sempre insieme anche nella tragedia. Alessandro ha un milione di cose da raccontare, episodi che tolti dalla quotidianit\u00e0, adesso, rappresentano i vuoti che ne&#8217; lui ne&#8217; il fratello e le loro mogli riescono a riempire.<\/p>\n<p>&#8220;In questo periodo iniziano le feste, ci sono i camion delle giostre, ad Alessio, ai bambini piacevano tanto. Davanti ai miei occhi c&#8217;e&#8217; Alessio che mi aspetta a casa, o a scuola, che mi racconta la sua giornata e che mi chiede della mia. Avevamo una casa sempre piena, tutti uniti. Ora ho un&#8217;altra casa, il cimitero, li&#8217; il telefono non prende, siamo soli io e Alessio. Nella casa dove abitavamo con Alessio non ci sono piu&#8217; tornato; un altro fratello, qualche volta va a prendere qualcosa che ci serve. Ne&#8217; io ne&#8217; Tony ci siamo pi\u00f9 entrati. Troppo dolore&#8221;.<\/p>\n<h3>I ricordi commossi si spezzano con i flashback di quella maledetta notte<\/h3>\n<p>&#8220;Non si pu\u00f2 accettare che due bambini che stavano seduti sul gradino di casa, non sul marciapiede, sul gradino di casa, siano stati ammazzati cosi&#8217;. Ho visto, ho perso tutto, abbiamo perso tutto. Alessio mi aveva appena chiamato, &#8216;papa&#8217; aprimi&#8217; e io gli stavo aprendo la porta, ero sul balcone e poi ho visto tutto. Sono corso giu&#8217;, e poi mia moglie e la mia figlia piu&#8217; piccola che ha visto anche lei e non dimentica. Ma il Signore dov&#8217;era in quel momento, perche&#8217; ha permesso che succedesse?&#8221;<\/p>\n<h3>\u00a0Poi ancora i racconti delle persone che hanno conosciuto i due piccoli, sono proprio queste persone che restituiscono una parte di vita dei due bambini alle loro famiglie<\/h3>\n<p>&#8220;Erano bambini generosi e di cuore. I nostri figli a scuola li chiamavano &#8216;i giganti&#8217; perche&#8217; erano dei bambinoni, piu&#8217; alti rispetto ai loro coetanei. In classe di Alessio c&#8217;era un bimbo disabile e la maestra di sostegno ci racconta che proprio Alessio &#8211; ricorda papa&#8217; Alessandro &#8211; se ne prendeva cura, perche&#8217; per lui non era un bimbo diverso ma solo un bambino come lui e se la prendeva, se qualcuno lo faceva sentire diverso. Poi una signora che sta non molto distante da casa nostra. Ecco, questa anziana porta sempre i fiori ai bambini, al cimitero. La aiutavano a portare le borse della spesa e anche quando lei voleva dare loro una piccola mancia, loro chiedevano solo un bicchiere di acqua fresca&#8221;.<\/p>\n<h3>La sorellina di Alessio e il fratellino di Simone sono seguiti da un&#8217;equipe di psicologi che accompagna anche le loro mamme<\/h3>\n<p>&#8220;E&#8217;tanto difficile, credete. La mia piccola ha due anni, ha un pupazzetto che chiama Minni. E&#8217; da tre mesi che ripete &#8216;Minni boom, gamba rotta&#8217;. Ancora non le abbiamo parlato di suo fratello che lei chiamava Lello, tra non molto le faremo vedere le sue foto ma e&#8217; un percorso lungo e assistito in ogni passo. Anche lei ha visto&#8221;. Tornano alla mente le frasi di Alessio, l&#8217;amore che aveva per la sorellina, ne aveva deciso lui il nome ed ora per Natale le voleva regalare una cucina grande grande perch\u00e9 voleva giocare assieme a lei. Spesso rinunciava ai suoi giochi e mi diceva &#8216;papa&#8217;, ne ho avuti tanti prima che nascesse, ora tocca a lei, non ti preoccupare&#8217; &#8211; dice Alessandro che non dimentica mai il nipote, il fratello, la sua grande famiglia allargata -. Simone e Alessio erano due bambini meravigliosi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Sopravviviamo ma non e&#8217; pi\u00f9 vivere. Andiamo avanti ma ora siamo travolti dai ricordi, le abitudini di casa, i bambini che ci aspettavano al nostro rientro dal lavoro, una telefonata che iniziava con &#8216;papa&#8217;&#8230;&#8217;, le feste in famiglia, le giostre&#8221;. Lo afferma all&#8217;AGI Alessandro D&#8217;Antonio, il padre di Alessio. Tre mesi oggi. 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