{"id":63500,"date":"2019-10-09T09:57:25","date_gmt":"2019-10-09T07:57:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=63500"},"modified":"2019-10-09T09:57:25","modified_gmt":"2019-10-09T07:57:25","slug":"stipendi-approvati-i-fondi-per-il-miglioramento-dellofferta-formativa-2019-20-sono-la-meta-del-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/10\/09\/stipendi-approvati-i-fondi-per-il-miglioramento-dellofferta-formativa-2019-20-sono-la-meta-del-2011\/","title":{"rendered":"Stipendi, approvati i fondi per il Miglioramento dell\u2019offerta formativa 2019\/20: sono la met\u00e0 del 2011"},"content":{"rendered":"<p>Con la recente sottoscrizione dell\u2019Ipotesi di\u00a0Contratto Collettivo Nazionale Integrativo, sono state definite le risorse del Fondo unico per il \u2018Mof 2019\/20\u2019 da destinare alle oltre 8.200 scuole autonome italiane. In questi giorni, il Ccni \u00e8 al vaglio degli organi di controllo competenti e, una volta che arriver\u00e0 il via libera, quei fondi saranno gestiti attraverso la contrattazione d\u2019Istituto. La somma complessiva delle risorse \u00e8 di 800.860.000 euro, mentre otto anni fa lo stanziamento superava il miliardo e mezzo: quando si andranno a dividere tra centinaia di migliaia di docenti e unit\u00e0 di personale Ata coinvolti in attivit\u00e0 extra suddivise per 42 mila sedi scolastiche, si tradurranno in poche decine o centinaia di euro a lavoratore. E pensare che negli ultimi anni \u00e8 aumentata in modo esponenziale la quantit\u00e0 di prestazioni e competenze professionali richieste al personale docente e Ata.<\/p>\n<p>\u201cConsiderato che al personale arriveranno cifre irrispettose \u2013 spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief \u2013 noi riteniamo che sia giunta l\u2019ora di convogliare i fondi del merito della Buona Scuola direttamente nei compensi. E che si torni almeno ai 700 milioni di euro del primo finanziamento del 2015\/16. Quei soldi vanno collocati in busta paga, perch\u00e9 vi sono diverse attivit\u00e0 che fanno ormai parte stabilmente delle funzioni del personale docente e Ata. Ad oggi, invece, ci ritroviamo con sempre meno fondi per salvaguardare l\u2019offerta formativa e anche con altre indennit\u00e0 sottratte in modo scientifico, come l\u2019annualit\u00e0 del 2013 mai recuperata per il passaggio di \u2018gradone\u2019. Cos\u00ec, i lavoratori della scuola vengono pagati con gli stipendi pi\u00f9 bassi dell\u2019area UE, come confermato in questi giorni dalla stessa Unione europea attraverso\u00a0il rapporto Eurydice\u201d.<\/p>\n<p>Per il Miglioramento dell\u2019offerta formativa 2019\/20 arrivano i soliti \u201cspiccioli\u201d: un fondo praticamente dimezzato rispetto a quello del 2011. Eppure, i fondi del Mof risultano determinanti ai fini dell\u2019attuazione dei progetti scolastici, contenuti nel Pof, oltre che per sovvenzionare una serie di attivit\u00e0 scolastiche che non corrispondono all\u2019attivit\u00e0 didattica ma risultano basilari per raggiungere l\u2019obiettivo della formazione completa dei discenti.<\/p>\n<p><strong>FONDI MOF ALLE SCUOLE:<\/strong><\/p>\n<p><strong>la parabola discendente degli ultimi anni<\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><em>Anno scolastico<\/em><\/td>\n<td><em>Stanziamento (euro)<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2019\/20<\/td>\n<td>800.860.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2018\/19<\/td>\n<td>819.888.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2017\/18<\/td>\n<td>689.210.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016\/17<\/td>\n<td>689.210.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2015\/16<\/td>\n<td>642.760.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2014\/15<\/td>\n<td>642.700.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2012\/13<\/td>\n<td>924.040.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>2010\/11<\/strong><\/td>\n<td><strong>1.500.000.000<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2007\/08<\/td>\n<td>1.309.000.000<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Tabella realizzata dall\u2019Ufficio Studi Anief<\/em><\/p>\n<h3>QUALI ATTIVIT\u00c0 SI FINANZIANO<\/h3>\n<p>La loro ripartizione serve infatti a rendere \u201cvivo\u201d quel Fondo Unico per il miglioramento dell\u2019offerta formativa, istituito dall\u2019articolo 40 del CCNL 2016\/2018, nel quale confluiscono tutte le risorse destinate a sovvenzionare\u00a0il fondo dell\u2019istituzione scolastica\u00a0(lettera a);\u00a0le attivit\u00e0 complementari di educazione fisica\u00a0(lettera b);\u00a0le funzioni strumentali\u00a0all\u2019offerta formativa (lettera c);\u00a0gli incarichi specifici ATA\u00a0(lettera d);\u00a0i progetti nelle aree a forte rischio sociale\u00a0(lettera e);\u00a0le ore eccedenti per le sostituzioni del personale\u00a0(lettera f);\u00a0le attivit\u00e0 di recupero nella scuola secondaria di II grado\u00a0(comma 5 lettera b); le risorse del\u00a0bonus per la valorizzazione del merito dei docenti\u00a0(comma 2 lettera a), aggiunto nell\u2019ultimo biennio a seguito di una modifica di quanto inizialmente stabilito dalla Legge 107\/2015.<\/p>\n<h3>FONDI DIMEZZATI<\/h3>\n<p>Si tratta di attivit\u00e0 centrali per ogni istituzione scolastica, quali possono essere le funzioni assunte annualmente dal personale, le sostituzioni dei colleghi assenti, i corsi di ripetizione e gli sportelli didattici attivati per far recuperare gli alunni in difficolt\u00e0. E per rendersi conto dalla scarsit\u00e0 di risorse messe a disposizione da chi governa oggi la scuola, proprio per finanziare queste attivit\u00e0 e molte altre altrettanto meritevoli di attenzione, basterebbe ricordare che a seguito dei tagli ingiustificati attuati negli ultimi anni,\u00a0rispetto ai fondi del 2011 questi fondi risultano praticamente dimezzati.<\/p>\n<p>I numeri non hanno bisogno di commenti. Il rapporto\u00a0\u201cTeachers\u2019 and School Heads\u2019 Salaries and Allowances in Europe 2017\/18\u201d, esaminando gli stipendi degli insegnanti delle\u00a0scuole pubbliche pre-primarie, primarie e secondarie di\u00a042 Paesi europei, si \u00e8 soffermato sulle\u00a0principali variazioni degli stipendi tabellari\u00a0negli ultimi tre anni ed ha\u00a0confrontato gli stipendi medi effettivi dei docenti con il PIL pro capite e con i\u00a0guadagni medi di altri laureati.\u00a0Dallo studio deriva che l\u2019importo degli stipendi medi lordi\u00a0dei nostri insegnanti \u00e8 pari\u00a0a\u00a028.147,00 euro, somma che ha perso\u00a0oltre mille euro di potere d\u2019acquisto solo negli ultimi sette anni\u00a0e\u00a0ci colloca negli ultimi posti rispetto agli insegnanti delle maggiori economie dell\u2019UE.<\/p>\n<h3>LA MAGLIA NERA NELL\u2019UE<\/h3>\n<p>I Paesi che occupano i primi dieci posti per i compensi annui medi lordi percepiti sono la\u00a0Danimarca con 60.444,00 euro; la Germania con 55.926,00 euro; l\u2019Austria con 48.974,00 euro; i Paesi Bassi con 47.870,00 euro; il Belgio con 44.423,00 euro; la Finlandia con 44.269,00 euro; la Svezia con 40.937,00 euro; il Regno Unito con 37.195,00 euro; la Francia con 33.657,00 euro; il Portogallo con 29.941,00 euro.<\/p>\n<p>A rendere ancora pi\u00f9 amaro il confronto \u00e8 la riflessione sugli\u00a0aumenti degli ultimi quattro anni\u00a0riguardante Paesi non certo pi\u00f9 avanti dell\u2019Italia, dove gli incrementi sono stati superiori al 5% (mentre in Italia abbiamo assistito alla manfrina con cui lo scorso anno, dopo quasi un decennio di blocco, \u00e8 stato accordato\u00a0un deludente 3,48%\u00a0per tutti i dipendenti pubblici): in particolare, stiamo parlando, tra i tanti, della Bulgaria, dell\u2019Estonia, della Lettonia, della Repubblica Ceca, dalla Romania, della Slovacchia e pure dell\u2019Islanda.<\/p>\n<p>Il gap si fa sentire anche per\u00a0le progressioni di carriera. Anche laddove sono non di molto superiori a quelle previste dai passaggi stipendiali del contratto collettivo dell\u2019Italia, comunque l\u2019approdo al compenso massimo (il 50% in pi\u00f9 di quello iniziale) si raggiunge anche dopo soli 25 anni di carriera (accade in Svizzera). Mentre nella vicina Francia, l\u2019incremento massimo \u00e8 del 70% dello stipendio iniziale e si raggiunge dopo 30 anni di servizio. Invece, in Italia l\u2019apice dello stipendio scatta solo dal 35esimo anno in poi.<\/p>\n<p>\u201cLeggendo, infine, la\u00a0Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanze 2019\u00a0\u2013 dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, va rimarcato che non occorre farsi illusioni: almeno fino al 2022, considerando i tagli sicuri e i bassissimi investimenti, \u00e8 molto difficile che l\u2019Italia riuscir\u00e0 a risalire la classifica. Ecco perch\u00e9 occorre assolutamente inserire nello stipendio tabellare tutte le voci oggi previste per la categoria. Lo stesso bonus merito potrebbe essere considerato per questo scopo, attraverso una riformulazione del contratto. A patto, per\u00f2, che si torni ad una consistenza economica adeguata, quindi al 2015, quando si finanzi\u00f2 con 700 milioni di euro: oggi \u2013 conclude Pacifico \u2013 la sua consistenza si \u00e8 ridotta a 130 milioni, un altro pessimo segnale che la dice lunga sulla considerazione dei nostri governanti per chi opera ogni giorno nelle nostre scuole\u201d.<\/p>\n<h3>Finanziamenti per il bonus merito stanziati a seguito dell\u2019approvazione della Legge 107\/2015:<\/h3>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><em>Anno scolastico<\/em><\/td>\n<td><em>Stanziamento (euro)<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2018\/19<\/td>\n<td>130.000.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2017\/18<\/td>\n<td>130.000.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016\/17<\/td>\n<td>200.000.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>2015\/16<\/strong><\/td>\n<td><strong>700.000.000<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Tabella realizzata dall\u2019Ufficio Studi Anief<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la recente sottoscrizione dell\u2019Ipotesi di\u00a0Contratto Collettivo Nazionale Integrativo, sono state definite le risorse del Fondo unico per il \u2018Mof 2019\/20\u2019 da destinare alle oltre 8.200 scuole autonome italiane. 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