{"id":63161,"date":"2019-10-01T12:45:44","date_gmt":"2019-10-01T10:45:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=63161"},"modified":"2019-10-01T12:45:44","modified_gmt":"2019-10-01T10:45:44","slug":"il-grembiule-non-e-disciplina-uguaglianza-larticolo-di-gianni-rodari-del-1968","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/10\/01\/il-grembiule-non-e-disciplina-uguaglianza-larticolo-di-gianni-rodari-del-1968\/","title":{"rendered":"&#8220;Il grembiule non \u00e8 disciplina e uguaglianza&#8221;: l&#8217;articolo di Gianni Rodari del 1968"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Il grembiule non \u00e8 disciplina e uguaglianza&#8221; &#8211; di Gianni Rodari, 1968<\/p>\n<p>\u201cHo seguito su un grande giornale una piccola polemica. Questa parola deriva dal greco \u201cpolemos\u201d, che voleva dire \u201ccombattimento\u201d. Ma per fortuna le polemiche giornalisti che si fanno senza bombe atomiche, con la penna o con la macchina per scrivere. Dunque un noto professore di pedagogia (che sarebbe la scienza dell\u2019educazione) si diceva contrario all\u2019obbligo per gli scolari di indossare il grembiulino, col collettino col fiocchettino: la tradizionale uniforme dentro al quale i bambini dovrebbero sentirsi tutti uguali di fronte al maestro, ma che contrasta con la personalit\u00e0, lo spirito di indipendenza, la libert\u00e0 dei bambini. Due madri di famiglia gli rispondevano sottolineando i vantaggi del grembiulino: economia, praticit\u00e0, igiene, impossibilit\u00e0 (per le bambine specialmente di fare sfoggio di vanit\u00e0. Voglio entrare anch\u2019io nel \u201ccombattimento\u201d.<\/p>\n<p>Sono armatissimo, perch\u00e9 ho chiesto l\u2019opinione dei maestri che conoscevo. &#8220;Se non ci fosse il grembiulino i bambini poveri avrebbero l\u2019umiliazione di mostrare le loro toppe nei pantaloni ai bambini ricchi, vestiti come figurini&#8221;. Questo ragionamento non mi convince.\u00a0La povert\u00e0 va abolita, non nascosta. Bambini con le toppe nei pantaloni non dovrebbero essercene pi\u00f9, ecco tutto. Un altro maestro mi ha detto: &#8220;Il grembiulino aiuta la disciplina. Che cosa ne diresti di un esercito senza divisa, un soldato col maglione rosso, un caporale con il gil\u00e8 a fiorellini?&#8221;. Nemmeno questo ragionamento mi convince: la scuola non \u00e8 una caserma.<\/p>\n<p>E sulla disciplina bisogna intendersi bene: secondo me una classe non \u00e8 veramente disciplinata quando ascolta immobile e impassibile le spiegazioni del maestro, pena un brutto voto in condotta, ma quando sta facendo una cosa interessante, cos\u00ec interessante che a nessuno viene in mente di guardare dalla finestra, o di tirare le trecce alle bambine, o di leggere un fumetto sotto il banco. Un grembiule o magari una bella tuta da lavoro, mi sembra indispensabile se si fa giardinaggio, se si usa la macchina per stampare (molte scuole al usano), se si fanno pitture con grandi pennelli, per non sporcarsi. Cio\u00e8. Accetto il grembiule dove e quando \u00e8 utile e necessario. Come simbolo di uguaglianza, disciplina, eccetera non lo capisco. Il fiocco, poi, d\u00e0 proprio fastidio.<\/p>\n<p>In certe scuole lo fanno portare lungo lungo, largo largo. Prima si vede il fiocco poi il bambino che c\u2019\u00e8 dietro. Ma forse in quelle scuole li fanno scrivere col fiocco invece che con la penna. Senza offesa per nessuno, ho detto la mia. Se non siete d\u2019accordo non tiratemi le pietre: tiratemi i collettini bianchi, che fanno meno male&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre notizie su <a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/\">QUI LA PAGINA FACEBOOK\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il grembiule non \u00e8 disciplina e uguaglianza&#8221; &#8211; di Gianni Rodari, 1968 \u201cHo seguito su un grande giornale una piccola polemica. Questa parola deriva dal greco \u201cpolemos\u201d, che voleva dire \u201ccombattimento\u201d. Ma per fortuna le polemiche giornalisti che si fanno senza bombe atomiche, con la penna o con la macchina per scrivere. 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