{"id":62118,"date":"2020-09-23T10:58:10","date_gmt":"2020-09-23T08:58:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=62118"},"modified":"2020-09-23T19:07:16","modified_gmt":"2020-09-23T17:07:16","slug":"inserimento-a-scuola-qual-e-il-giusto-approccio-per-gli-insegnanti-i-consigli-degli-psicologi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/09\/23\/inserimento-a-scuola-qual-e-il-giusto-approccio-per-gli-insegnanti-i-consigli-degli-psicologi\/","title":{"rendered":"Inserimento a scuola: qual \u00e8 il giusto approccio per gli insegnanti? I consigli degli psicologi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Pronti? Partenza? Via! Ed ecco il piccolo finalmente catapultato a scuola! Tutto fila liscio, atterraggio perfetto per la gioia di mamma e pap\u00e0 che finalmente vedono il loro piccolo entrare ufficialmente nel \u201cmondo\u201d con la prima grande esperienza da solo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ahim\u00e8, non va quasi mai cos\u00ec! Per alcuni bambini il passaggio da casa a scuola \u00e8 un vero <strong>trauma<\/strong>, che dura qualche giorno o anche settimana. E ce ne vuole affinch\u00e8 riescano ad apprezzare il nuovo mondo che si spalanca davanti ai loro piccoli occhi lucidi. Ogni bambino (e ogni genitore) affronta a modo suo l\u2019inserimento a scuola. Chi ha gi\u00e0 frequentato l\u2019asilo nido parte \u2013 teoricamente \u2013 in vantaggio: si \u00e8 gi\u00e0 abituato all\u2019assenza di mamma e pap\u00e0 durante il giorno e alla presenza di maestre e compagni di gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la \u00abcrisi\u00bb prima o poi arriva, per grandi e piccini. Per i genitori troppo ansiosi, per i bimbi abituati a stare troppo attaccati alla mamma, al pap\u00e0 o ai nonni (caregivers). Ecco perch\u00e9 si \u00e8 resa necessaria <strong>l\u2019obbligatoriet\u00e0 <\/strong>del periodo di <strong>inserimento <\/strong>nella scuola, pensato proprio per agevolare il <strong>distacco <\/strong>dei bambini dalla famiglia, attraverso delle tappe abbastanza precise, seppure flessibili. Inizialmente c\u2019\u00e8 la compresenza del genitore-figlio, poi si richiede al bambino di restare per poche ore\u00a0 (massimo 2 a seconda di come risponde) senza genitori, aumentando via via il tempo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Scuola. Qual \u00e8 il compito degli insegnanti durante l\u2019inserimento?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante <strong>l\u2019inserimento a scuola<\/strong> dei bambini ciascuno ha il proprio compito. Quello primario delle <strong>maestre<\/strong> \u00e8 l\u2019<strong>accoglienza<\/strong>. Accogliere un bambino \u201cnuovo\u201d, al suo primo anno scolastico, significa per l\u2019insegnante <em>tener a mente il possibile mondo \u201cpsichico\u201d e di provenienza dei bambini o quello che finora \u00e8 potuto esser<\/em>e. Ogni bambino ha la sua modalit\u00e0 per esprimere le emozioni legate alla separazione e all&#8217;inizio di una nuova esperienza. Ci sono bambini gi\u00e0 abbastanza autonomi che seppure con \u201cmalinconia\u201d vivono il distacco come un\u2019opportunit\u00e0, sono propensi alla relazione con i nuovi adulti, gli insegnanti, e si lanciano in giochi e in relazione con i pari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri, invece, vivono questo momento con disperazione, diventando inconsolabili e spesso battaglieri attraverso manifestazioni comportamentali piuttosto accese (calci e pugni alla porta chiusa sono all\u2019ordine del giorno!). Sar\u00e0 fondamentale che le insegnanti trovino tempo da dedicare, anche breve, ad ogni bambino, in maniera specifica ed individuale. Bisogna innescare le basi per il successivo <em>patto d\u2019alleanza<\/em> tra docente e discente. Sostenere il piccolo nell\u2019inserimento \u00e8 un continuo e dinamico costruire la relazione: il bambino, a poco a poco assimiler\u00e0 che qualcuno si occupa di lui, che anche se il genitore non c\u2019\u00e8, non \u00e8 solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 necessario anche <strong>rassicurare<\/strong> e non rimproverare il bambino quando piange, facendogli capire che tra poco arriva la mamma a prenderlo o che verr\u00e0 accompagnato presto a casa con il bus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un po\u2019 di <strong>affetto<\/strong> non guasta: una carezza, un sorriso, il canto di una canzoncina insieme, prenderlo per qualche istante in braccio. Gesti grazie ai quali il bambino si sentir\u00e0 voluto bene e tenuto in mente.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Scuola: il ruolo dei DS<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente le <strong>disposizioni <\/strong>del Dirigente scolastico giocano un ruolo significativo a favore di questo tempo personalizzato, dedicato al singolo bambino. Mentre in alcune scuole l\u2019entrata dei piccoli al loro primo anno avviene in fasce differenti, in altre, purtroppo, si preferisce l\u2019ingresso di tutti i bambini contemporaneamente. Nelle diverse realt\u00e0 scolastiche, in cui possono trovarsi classi omogenee o eterogenee per et\u00e0, poter predisporre un <strong>piccolo gruppo<\/strong> permette al bambino di\u00a0 entrare in contatto con l\u2019altro in modo pi\u00f9 graduale e questo \u00e8 particolarmente significativo nei casi di inibizione o aggressivit\u00e0 e impulsivit\u00e0 in cui l\u2019aspetto relazionale \u00e8 compromesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 auspicabile che Il Dirigente, nella predisposizione del primo giorno di scuola, prenda in considerazione questo aspetto in modo da favorire nel bambino l\u2019apprendimento delle\u00a0 abilit\u00e0 sociali necessarie attraverso poche interazioni alla volta, dare la possibilit\u00e0 di\u00a0 conoscersi e riconoscere l\u2019altro in modo pi\u00f9 controllato. Allo stesso tempo, le insegnanti avranno una migliore gestione del gruppo con conseguente riduzione di fattori di stress.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Quale relazione potrebbero tenere gli insegnanti con i genitori e\/o accompagnatori (caregivers)?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parola d\u2019ordine: <strong>pazienza<\/strong>, tanta pazienza e diplomazia! Il rapporto con i genitori\/parenti \u00e8 il vero nodo da sciogliere per il benessere del bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ideale sarebbe avere la possibilit\u00e0 di un incontro prima dell\u2019inizio della scuola, solo con i genitori o rispettivi accompagnatori. Bisognerebbe spiegare, in un clima sereno e partecipe, che la partecipazione attiva dei genitori, soprattutto i primi giorni, determiner\u00e0 una maggiore sicurezza nel bambino che vivr\u00e0 il passaggio nel nuovo ambiente con pi\u00f9 fiducia, e sicuramente velocizzer\u00e0 il processo di \u201cinserimento a scuola\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bambino va accompagnato nell\u2019esplorazione del nuovo ambiente ma allo stesso tempo \u00e8 necessario lasciare spazio all\u2019agire autonomo per rafforzare e rendere il bambino consapevole delle proprie capacit\u00e0 che pu\u00f2 utilizzare anche fuori dall\u2019ambito familiare.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Spesso il cambiamento dei ritmi e la separazione da casa possono provocare regressioni nel comportamento e reazioni emotive negative anche intense (pianti, nervosismi..): \u00e8 importante non colpevolizzare il bambino ma riconoscere questi episodi come normali momenti di un processo caratterizzato, a volte, da diverse paure.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concretamente, gli insegnanti devono per\u00f2 ricordare e considerare per\u00a0 quanto possibile, che il ritmo lentissimo, auspicabile per l\u2019inserimento, spesso si scontra con un mondo organizzato del tutto diversamente, specialmente nel nostro paese. Se i genitori lavorano, come sempre pi\u00f9 spesso accade, l\u2019inserimento \u201csuper slow\u201d si tradurr\u00e0 solo in accompagnamenti ansiosi, ricerca affannosa di parenti che possano sostituirti, e dispiacere e frustrazione per non essere l\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I docenti dovrebbero aiutare i genitori, spiegando al piccolo che anche loro son dispiaciuti di non poter stare con lui, ad esempio attraverso frasi come: \u201cAnche alla mamma dispiace non vederti tutto il giorno. Per\u00f2 \u00e8 contenta perch\u00e9 starai\u00a0 in un posto bellissimo, dove ci sono tanti bambini come te, tanti giochi\u2026\u201d. Il genitore, per congedarsi, potrebbe stabilire un piccolo rituale rassicurante, da ripetere ogni giorno. Ad esempio, il bambino sta due minuti in braccio alla mamma, viene accompagnato alla porta,\u00a0 fa ciao con la manina, prende in consegna un suo oggetto con la promessa di restituirglielo al ritorno.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Bisognerebbe invitare i genitori a non cercare pretesti e non inventare bugie per allontanarsi<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si approfitta del momento in cui il bambino \u00e8 distratto per sgusciare fuori dalla porta, quando si accorger\u00e0 dell\u2019assenza si abbandoner\u00e0 a un pianto sconsolato. Si potrebbe sentire tradito e soprattutto si avr\u00e0 l\u2019effetto contrario: il bambino\u00a0 vorr\u00e0 evitare che i genitori scompaiano e rimarr\u00e0 ancora pi\u00f9 attaccato. Consigliate al genitore di salutare sempre il bambino e senza alcun tentennamento di andare anche se piange. In molti casi il suo pianto si calma dopo pochi minuti. Prolungare oltre i termini della ragionevolezza i riti del congedo non serve ad evitare i pianti. Anzi, al contrario, in genere li accentua e infonde nel piccolo la convinzione che non siete sicuri di quello che state facendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine con un sorriso, chiedete fiducia ai genitori. Se loro mostrano di aver fiducia nella maestra e di far riferimento a lei per tante cose, il bambino comincer\u00e0 a vedere la maestra di buon occhio. Questo \u00e8 un periodo cruciale per le maestre. Gli incontri all\u2019uscita di scuola sono un\u2019occasione per scambiare informazioni sul bambino relative al suo vissuto interiore, ai momenti pi\u00f9 piacevoli della giornata o di eventuali episodi negativi e la loro gestione. Senza limitare la comunicazione agli aspetti pi\u00f9 operativi (cosa ha mangiato o se ha dormito). In questo modo, il genitore vedr\u00e0 nell\u2019insegnante una persona che si occupa del bambino in modo globale e attento, rafforzando cos\u00ec il senso di sicurezza e di condivisione che poi sar\u00e0 trasmessa anche al piccolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante le prime settimane di scuola o anche dopo alcuni mesi di frequenza, genitori e, indirettamente, gli insegnanti, potrebbero notare nel bambino dei momenti di regressione passeggeri che segnalano inevitabilmente che qualcosa si \u00e8 mosso: il bambino sta facendo uno sforzo per crescere.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Mettere il bambino al centro dell\u2019azione educativa significa innanzitutto riconoscere l\u2019individualit\u00e0 di ciascuno, dare il giusto tempo<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evitate sempre il confronto con gli altri bambini. Far notare che gli altri hanno meno difficolt\u00e0 di lui lo farebbe sentire ancora pi\u00f9 solo con un suo \u201ceventuale\u201d problema.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201cpaura\u201d del primo giorno, la paura del primo incontro, riguarda i bambini cos\u00ec come gli adulti. Saremo in grado di coinvolgerli, di farli sentire a casa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci sono ricette magiche: spesso, anzi, quasi sempre, l\u2019<strong>azione educativa<\/strong> si caratterizza per <strong>l&#8217;imprevedibilit\u00e0 <\/strong>e la <strong>variabilit\u00e0 <\/strong>delle situazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo per\u00f2 individuare alcune caratteristiche che possono rendere questo passaggio positivo e sereno: la comunicazione empatica e di condivisione con la famiglia, la capacit\u00e0 di porsi in ascolto e di saper rispondere alle esigenze non solo fisiche dei nuovi piccoli, la capacit\u00e0 di riconoscere e saper condividere con il team educativo eventuali difficolt\u00e0 e loro gestione, la capacit\u00e0, infine, di predisporre un ambiente di apprendimento accogliente, stimolante e in grado di far emergere le potenzialit\u00e0 di ogni singolo bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pronti? Iniziamo!<\/p>\n<p><strong>Dott.ssa Melania Oliviero<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dott.ssa Stefania Romeo<\/strong><\/p>\n<p>GDL Nazionale Psicologia Scolastica<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"Cz0PrTQfNy\"><p><a href=\"https:\/\/gdlpsicologiascolastica.wordpress.com\/\">Home<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Home&#8221; &#8212; GdL Psicologia scolastica\" src=\"https:\/\/gdlpsicologiascolastica.wordpress.com\/embed\/#?secret=rLxluQXoOq#?secret=Cz0PrTQfNy\" data-secret=\"Cz0PrTQfNy\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggi qui altre notizie su <a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguici anche sulla nostra pagina social <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a> e sul profilo ufficiale <a href=\"https:\/\/twitter.com\/oggiscuola\">Twitter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pronti? 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