{"id":62060,"date":"2019-09-11T10:54:39","date_gmt":"2019-09-11T08:54:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=62060"},"modified":"2019-09-11T14:59:42","modified_gmt":"2019-09-11T12:59:42","slug":"noi-i-bimbi-che-guardavano-la-melevisione-l11-settembre-del-2001-cosa-siamo-diventati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/11\/noi-i-bimbi-che-guardavano-la-melevisione-l11-settembre-del-2001-cosa-siamo-diventati\/","title":{"rendered":"Noi, i bimbi che guardavano la Melevisione l&#8217;11 settembre del 2001: ecco cosa siamo diventati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Accipigna, scivolizia, blumele, sputapallin.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, non \u00e8 un esperimento di futurismo linguistico e neanche il tema di un analfabeta. E&#8217; parte di un lessico che risulta familiare solo a chi, nato a cavallo tra la fine degli anni &#8217;80 e gli anni &#8217;90 come chi scrive, conosce perfettamente<strong> il linguaggio della Melevisione<\/strong>. Un programma per ragazzi in onda su Rai3 in fascia pomeridiana dal 18 gennaio 1999 al 6 settembre 2010.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanti di quelli che all&#8217;epoca erano bambini, per una bizzarra coincidenza, erano sintonizzati sulle avventure di<a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/2019\/01\/18\/io-tonio-della-melevisione-ho-58-anni-e-un-compagno-che-amo-quando-dicevano-che-ero-morto-di-overdose_a_23645995\/\"> Tonio Cartonio<\/a> e delle altre creature del Fantabosco anche in un giorno del tutto particolare. Una data che ha spaccato nettamente la storia del mondo in un prima e in un dopo: l&#8217;11 settembre del 2001.<\/p>\n<h2>11 settembre, la giornata<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Eravamo in tanti<\/strong>, quel marted\u00ec pomeriggio, seduti sui nostri divani a guardare tutti gli eroi della Melevisione. Da Lupo Lucio a Ronfo, dalla folletta Linfa a principe Giglio e la sua amata principessa Odessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Poi all&#8217;improvviso il crack<\/strong>: via la Melevisione, edizione straordinaria dei Tg su tutte le reti, immagini di una delle Torri Gemelle di New York gi\u00e0 fumante, poco dopo lo schianto sull&#8217;altra torre e infine il collasso di entrambe le<em> Twin Towers<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per tutto il pomeriggio<\/strong>, mentre la tragedia si consuma sugli schermi di tutto il mondo, tornano alla mente le immagini del <em>World Trade Center<\/em> quando era ancora intatto. Specialmente a coloro, come chi scrive, che sulle maestose torri di New York c&#8217;erano stati qualche mese prima, ancora bambini, per un viaggio con mamma e pap\u00e0.<\/p>\n<h2>Il volo pindarico<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I giorni successivi<\/strong>, per noi piccoli spettatori della Melevisione, sono un volo pindarico in un mondo che neanche immaginavamo: quello degli adulti, quello dello scontro, quello della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Casualmente<\/strong>, proprio in quel periodo a scuola elementare ci fanno studiare quello che si chiama &#8220;schema logico&#8221;. Una struttura su cui si basa &#8211; in teoria &#8211; il modo in cui si scrivono anche articoli di giornale, con fatti, cause e conseguenze. <strong>Elementi legati tra loro e bisognosi di essere raccontati<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale occasione migliore dell&#8217;11 settembre per inquadrare le cose attraverso lo schema logico appena imparato? Ed eccola l\u00ec, la maestra pronta a schematizzare alla lavagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fatti<\/strong>: c&#8217;\u00e8 stato un attacco terroristico contro gli Stati Uniti d&#8217;America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cause<\/strong>: esiste un&#8217;organizzazione chiamata al-Qaeda che ce l&#8217;ha a morte con Stati Uniti ed Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conseguenze<\/strong>: gli Usa attaccano militarmente prima l&#8217;Afghanistan, dove &#8211; dicono &#8211; si nasconde il capo dei terroristi Osama Bin Laden, ma anche l&#8217;Iraq, un paese dove si annidano collaboratori di al-Qaeda e armi di distruzione di massa nelle mani del dittatore Saddam Hussein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Piccoli, ma non per questo fessi,<\/strong> capiamo che c&#8217;\u00e8 qualcosa che non torna in questo schema, ma come se nulla fosse &#8211; appena la vita riprende in modo pi\u00f9 o meno normale &#8211; torniamo beati a guardare la Melevisione nelle pause tra un problema di geometria e gli esercizi di inglese.<\/p>\n<figure id=\"attachment_47909\" aria-describedby=\"caption-attachment-47909\" style=\"width: 582px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-47909\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/11-settembre-300x188.jpg?resize=582%2C365\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"365\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-47909\" class=\"wp-caption-text\">11 settembre 2001: un attimo prima dello schianto del secondo aereo<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Tutto cambia<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma la vita non \u00e8 pi\u00f9 la stessa<\/strong>, non lo \u00e8 pi\u00f9 stata la stessa da allora. Veniamo costretti a diventare grandi, a barcamenarci tra gli adulti che si dividono tra i fan di Oriana Fallaci e dello <strong>&#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221;<\/strong>, e i pochi che invece &#8211; seguendo Tiziano Terzani &#8211; vedono nell&#8217;11 settembre <strong>una grande, enorme possibilit\u00e0<\/strong>. Quella di rivedere\u00a0<em>in toto<\/em>\u00a0il modo in cui noi &#8211; europei ed occidentali &#8211; ci rapportiamo al resto del mondo, depredandone le ricchezze e sostenendo alla bisogna dittatori e organizzazioni militari confacenti ai nostri bisogni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Capiamo poco di tutto questo<\/strong>, bisogna ammetterlo. Ma almeno una cosa, anzi una parola, entra nella nostra vita per non uscirne mai pi\u00f9:<strong> &#8220;sicurezza&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Noi, i bimbi di &#8220;Citt\u00e0 laggi\u00f9&#8221;,<\/strong> pian piano cresciamo, allontanandoci inesorabilmente dalla Melevisione (e dalla televisione stessa, scalzata da internet). Ma quella parola \u00e8 ancora l\u00ec, mangiucchiata e risputata periodicamente da politici e personaggi noti:<strong> &#8220;sicurezza&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<h2>Ritorno all&#8217;11 settembre<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Passa la scuola media<\/strong>, passano le superiori &#8211; tra amicizie ancora oggi pi\u00f9 vive che mai e preoccupazioni &#8211; e gli esami di maturit\u00e0. Alla fine arriva l&#8217;universit\u00e0, la prima occasione, per chi scrive, di tornare a quel maledetto marted\u00ec pomeriggio davanti alla Melevisione, per tentare di capire &#8211; a distanza di dieci anni &#8211; cosa \u00e8 successo davvero a New York e nel mondo l&#8217;11 settembre del 2001. Questa volta, per\u00f2, con lo sguardo dell&#8217;altro, di quello che viene considerato il carnefice e il terrorista. Da qui, per chi scrive, l&#8217;idea di studiare l&#8217;arabo e l&#8217;Islam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Poi la scoperta del grande inganno<\/strong>, di due paesi &#8211; l&#8217;Iraq e l&#8217;Afghanistan &#8211; devastati inutilmente dalla guerra, dei venti delle primavere arabe che sferzano il Mediterraneo. Da l\u00ec la presa di coscienza che, nuovo sangue sta per essere versato, in Siria e in Libia soprattutto.<\/p>\n<h3>Sicurezza<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oggi<\/strong>, nello stato di campagna elettorale permanente in cui i social hanno lanciato il modo di fare politica, quella parola continua a torna con insistenza: sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Sembra chiaro che<\/strong>, nonostante le voci dissonanti ancora vive, alla fine abbiamo scelto lo &#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221;, contrapponendo violenza alla violenza, piuttosto che preoccuparci delle cause profonde che la generano. Oriana Fallaci ha sconfitto Tiziano Terzani, e per la Melevisione &#8211; simbolo di bellezza e spensieratezza &#8211; non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 spazio di fronte al terrore indotto e alla tanto agognata necessit\u00e0 di &#8220;sicurezza&#8221;. Una &#8220;sicurezza&#8221; che, evidentemente, stiamo confondendo con la pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggi qui altre notizie su <a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguici anche sulla nostra pagina social <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a> e sul profilo ufficiale <a href=\"https:\/\/twitter.com\/oggiscuola\">Twitter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accipigna, scivolizia, blumele, sputapallin. No, non \u00e8 un esperimento di futurismo linguistico e neanche il tema di un analfabeta. E&#8217; parte di un lessico che risulta familiare solo a chi, nato a cavallo tra la fine degli anni &#8217;80 e gli anni &#8217;90 come chi scrive, conosce perfettamente il linguaggio della Melevisione. 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