{"id":59272,"date":"2019-07-16T14:47:43","date_gmt":"2019-07-16T12:47:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=59272"},"modified":"2019-07-16T14:47:43","modified_gmt":"2019-07-16T12:47:43","slug":"siamo-tornati-analfabeti-boselli-io-maestro-e-ds-dico-che-i-nostri-studenti-sanno-leggere-capire-e-criticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/07\/16\/siamo-tornati-analfabeti-boselli-io-maestro-e-ds-dico-che-i-nostri-studenti-sanno-leggere-capire-e-criticare\/","title":{"rendered":"Siamo tornati analfabeti? Boselli: &#8220;Io, maestro e Ds, dico che i nostri studenti sanno leggere, capire e criticare&#8221;"},"content":{"rendered":"<h3><strong>di Gabriele Boselli<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019articolo di Silvia Ronchey \u201cPerch\u00e9 siamo tornati analfabeti\u201d sulla Repubblica del 12 Luglio contiene un durissimo attacco alla scuola italiana. Vi si sostiene che questa sia la principale<br \/>\nresponsabile della dealfabetizzazione contemporanea. Questa \u00e8 invero riscontrabile, ma \u00e8 effetto (e di ritorno concausa) di fattori di ben altro ordine di potenza e qui solo accennabili: la dittatura dell\u2019economico, la miseria intellettuale di buona parte del politico, la riduzione del campo e del raggio intenzionale del soggetto tardomoderno, il trionfo del non-pensiero o twitter-pensiero prodotto e veicolato dai media elettronici. Nascosta ma di notevole forza di appesantimento la matrice inerente alla struttura intima della lingua inglese \u2013con le sue inevitabili semplificazioni- sottostante alle logiche economiche nonch\u00e9 a tutta la letteratura giornalistica e a parte di quella accademica.<\/p>\n<h3>I DATI INVALSI<\/h3>\n<p>Detto, ci\u00f2, il Nostro sbaglia nel configurare le dimensioni del fenomeno e soprattutto nel tristemente consueto addebitarne la colpa alla scuola postsessantottina; sbaglia soprattutto per basarsi principalmente sui dati INVALSI, il famigerato istituto nazionale per la valutazione noto per la falsificazione oggettivistica del reale attraverso test. I dati Invalsi non rispecchiano lo stato delle cose ma solo la parte riscontrabile attraverso i test, ovvero quella inerente al pensiero convergente, senza \u2013necessariamente dato il mezzo usato- alcuna presa in considerazione di quanto la scuola produce nel suo sviluppare il pensiero critico e creativo.<\/p>\n<h3>DOCENTI E DS<\/h3>\n<p>I nostri insegnanti e dirigenti scolastici non sono \u2013a parte qualche poveraccio- \u201cindifesi, non rispettati, demotivati\u201d anche se i media cos\u00ec amano dipingerli. Sono solitamente di alto valore culturale e didattico, amano le discipline che insegnano e vogliono bene ai loro alunni, anche a quelli che non corrispondono. Certamente una parte di loro \u2013quelli entrati in servizio senza concorso o per pronuncia di irresponsabili TAR o CdS o per semplice diritto di stagionatura nelle graduatorie permanenti- non \u00e8 all&#8217;altezza del compito. Tuttavia sono pochi e danneggiano soprattutto l\u2019autorappresentazione della scuola e l\u2019immagine pubblica.<\/p>\n<h3>GLI STUDENTI<\/h3>\n<p>Per la mia lunga esperienza di maestro elementare, dirigente e ispettore scolastico posso dire che i nostri studenti sanno mediamente non solo leggere ma capire benissimo e criticare quel che vien loro dato da leggere. Anche al Sud. Il problema \u00e8 semmai che leggono poco, distratti come molti sono dai media elettronici e insidiati dal pensiero a sintassi ipersemplificata che questi diffondono.<br \/>\nVi \u00e8 poi il problema, comune ad altre amministrazioni dello Stato \u2013escluse per fortuna le forze armate -dell\u2019invecchiamento della forza docente e dirigente a causa della riduzione<br \/>\ndel turnover degli ultimi quindici anni. Ci si pu\u00f2 consolare dell\u2019articolo della Ronchey leggendo nella pagina successiva di Repubblica la recensione di una professoressa, Annarita Briganti, al testo Il latino? Serve a dirci chi siamo. Anche se il latino ci fu rubato dai politici, abbiamo continuato a pensare con le matrici di pensiero di quella lingua. Gli amici dell\u2019INVALSI pensino pure in inglese.<\/p>\n<h3>GLI ANNI SETTANTA<\/h3>\n<p>Qualche parola sugli anni settanta. L\u2019attacco Ronchey colpisce anche il \u201968 e quel che ne segu\u00ec. Questo periodo rappresent\u00f2 per noi giovani di allora e per la storia culturale e scolastica d\u2019Italia e d\u2019Europa un anno scardinante e cardinale: i cardini sono il necessario ancoraggio del movimento ma anche le condizioni di possibilit\u00e0 di ogni evoluzione. Leggevamo molto e scrivevamo molto, specie su ciclostile; formavamo controcorsi. Ricordo con orgoglio un affollato controcorso di Metafisica, spaziante da Gorgia ad Heidegger, organizzato da noi studenti nella facolt\u00e0 di Magistero di Urbino.<\/p>\n<div class=\"bdaia-post-title\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggi qui altre notizie su <a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguici anche sulla nostra pagina social <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a> e sul profilo ufficiale <a href=\"https:\/\/twitter.com\/oggiscuola\">Twitter<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gabriele Boselli L\u2019articolo di Silvia Ronchey \u201cPerch\u00e9 siamo tornati analfabeti\u201d sulla Repubblica del 12 Luglio contiene un durissimo attacco alla scuola italiana. Vi si sostiene che questa sia la principale responsabile della dealfabetizzazione contemporanea. 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