{"id":59271,"date":"2019-11-16T16:15:56","date_gmt":"2019-11-16T15:15:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=59271"},"modified":"2019-11-15T18:44:04","modified_gmt":"2019-11-15T17:44:04","slug":"dsa-in-aumento-castelbianco-un-problema-da-affrontare-con-la-didattica-non-clinicizzando-i-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/11\/16\/dsa-in-aumento-castelbianco-un-problema-da-affrontare-con-la-didattica-non-clinicizzando-i-bambini\/","title":{"rendered":"Dsa in aumento. Castelbianco: &#8220;Un problema da affrontare con la didattica, non clinicizzando i bambini&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Un ragazzo su tre in Italia non comprende quello che legge e molti di pi\u00f9 hanno difficolt\u00e0 nella lettura pur comprendendo. Restiamo perplessi che c&#8217;\u00e8 voluto l&#8217;Invalsi per ufficializzare una situazione che in questi ultimi 20 anni e&#8217; andata sempre piu&#8217; peggiorando: in Emilia Romagna hanno dichiarato che l&#8217;6% dei bambini sono dislessici&#8221;. Commenta cosi&#8217; Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva e direttore dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) i risultati delle prove 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorride poi amaramente sul tema &#8216;dislessia&#8217;. &#8220;Si diceva che 30 anni fa i nostri insegnanti &#8211; il fiore all&#8217;occhiello della scuola italiana &#8211; non sapevano riconoscere il bambino dislessico. Affermazione che danneggiava la professionalit\u00e0 di una categoria molto valida. A quell&#8217;epoca avevamo molti meno casi di difficolt\u00e0 di apprendimento- sottolinea l&#8217;esperto- ed era un fatto reale. Ora, invece, troviamo in una classe fino a 9 certificazioni di difficolt\u00e0 di apprendimento che poi si autodeterminano. Ovvero, su 24 bambini 1\/3 ha difficolt\u00e0&#8221;. Da cosa \u00e8 dipeso?<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Castelbianco: &#8220;Didattica incapace di innovarsi, troppo spazio al mondo sanitario&#8221;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Una societ\u00e0 che cambia deve modificare anche l&#8217;insegnamento, le modalit\u00e0 pedagogiche e didattiche. Di fronte all&#8217;incapacit\u00e0 di operare questo cambiamento, abbiamo aperto la scuola al mondo sanitario che ha deresponsabilizzato noi adulti, genitori, docenti ed esperti, per indicare il bambino come portatore di un problema. \u00c8 stato un modo per delegare la responsabilit\u00e0 ai bambini, un leitmotiv inaccettabile&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paradosso, secondo lo psicoterapeuta dell&#8217;et\u00e0 evolutiva, \u00e8 che &#8220;accanto a questi bambini con un disturbo dell&#8217;apprendimento che nessuno prima vedeva (cosa che non \u00e8 vera) &#8211; addirittura sembrano nati tutti con questo disturbo &#8211; si \u00e8 aggiunto un altro 20% con un problema di salute mentale. Fermiamoci a ragionare- consiglia Castelbianco- perch\u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 aumentato in maniera esponenziale \u00e8 il disagio generale nell&#8217;infanzia. Un disagio che si manifesta in modo diverso nelle sintomatologie e nei comportamenti. Se non impareremo a dividere la valutazione globale del bambino da quella del sintomo rincorreremo sempre i numeri&#8221;.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">I bambini di oggi non sono pi\u00f9 intelligenti di quelli di una volta<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castelbianco prosegue: &#8220;Dovremmo chiederci perch\u00e8 i bambini vanno cos\u00ec male se tutti dicono &#8211; ma anche questo non e&#8217; vero &#8211; che i minori di oggi sono pi\u00f9 intelligenti di quelli di 30 anni fa? L&#8217;unica intelligenza in pi\u00f9 \u00e8 quella iconica- spiega lo psicoterapeuta- in grado di agire sul telefonino e sul Web. Tuttavia non \u00e8 un&#8217;intelligenza di pensiero, \u00e8 piuttosto percettivo-pratica. La vera crescita della persona \u00e8 data, invece, dalla capacit\u00e0 di approfondire teoricamente. Per approfondire il mondo teorico bisogna avere un pensiero- continua il direttore dell&#8217;IdO- e quindi un linguaggio da poter utilizzare come strumento. Se i bambini non leggono, o non capiscono quello che c&#8217;\u00e8 scritto, \u00e8 difficile poi farli crescere in modo teorico, capaci di avere un pensiero profondo, divergente, che sappia soffermarsi su nozioni pi\u00f9 complesse per ricavarne non solo delle sensazioni, ma elaborazioni e costrutti&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla base dell&#8217;apprendimento ci sono 2 ingredienti: &#8220;La motivazione e una proposta adeguata al bambino e alla sua et\u00e0. Se una persona non e&#8217; motivata non apprende. Un bambino con un basso tono dell&#8217;umore, ad esempio, non sara&#8217; motivato e non avr\u00e0 la volont\u00e0 di apprendere, di certo per\u00f2 non \u00f2 dislessico. I bambini ansiosi e ansiosissimi vivono dei blocchi di fronte agli apprendimenti, anche della semplice lettura. Negli adulti li chiamiamo attacchi di panico, nei bambini sono dei blocchi- chiarisce lo psicologo- il risultato \u00e8 lo stesso, entrambi non riescono ad andare avanti. Da una parte abbiamo bambini che riescono a scrivere molto bene ma non sanno rispondere verbalmente all&#8217;interrogazione, e dall&#8217;altra bambini che rispondono verbalmente ma poi lasciano il foglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggi altre notizie su <a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguici anche sulla nostra pagina social <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a> e sul profilo ufficiale <a href=\"https:\/\/twitter.com\/oggiscuola\">Twitter<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Un ragazzo su tre in Italia non comprende quello che legge e molti di pi\u00f9 hanno difficolt\u00e0 nella lettura pur comprendendo. 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