{"id":59219,"date":"2020-08-16T18:00:16","date_gmt":"2020-08-16T16:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=59219"},"modified":"2020-08-16T18:53:39","modified_gmt":"2020-08-16T16:53:39","slug":"lavorare-per-gruppi-una-didattica-alternativa-o-complementare-alla-lezione-frontale-ecco-quando-e-come","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/08\/16\/lavorare-per-gruppi-una-didattica-alternativa-o-complementare-alla-lezione-frontale-ecco-quando-e-come\/","title":{"rendered":"Lavorare per gruppi: una didattica alternativa o complementare alla lezione frontale. Ecco come"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Vincenzo Scarpellino, pedagogista e formatore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lavorare con i gruppi e per gruppi significa proporre una didattica alternativa o complementare alla cosiddetta \u201clezione frontale\u201d ed \u00e8 un\u2019 attivit\u00e0 che pu\u00f2 produrre diversi risultati positivi non solo in termini di apprendimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attese riposte in una simile pratica, tuttavia, possono essere frustrate da variabili non sempre tenute nel debito conto, particolarmente quando:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>l\u2019approccio al gruppo \u00e8 nella fase iniziale;<\/li>\n<li>il gruppo \u00e8 strutturato da breve tempo;<\/li>\n<li>una classe o un insieme di ragazzi non ha mai lavorato (o lavorato poco) in gruppo;<\/li>\n<li>all\u2019interno della classe o sezione non si registra un ideale scambio relazionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successo di un gruppo in termini di conseguimento di obbiettivi prefissati \u00e8 dato soprattutto dal senso di <em>appartenenza<\/em> e dal grado di <em>affiatamento<\/em> tra i diversi componenti del gruppo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente che il senso di appartenenza, l\u2019affiatamento, la disponibilit\u00e0 alla <em>cooperazione<\/em> chiamano in causa dinamiche emotivo-affettive che l\u2019insegnante (o il formatore) deve comprendere, sviluppare e, per quanto possibile, regolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La promozione di un atteggiamento di ascolto e di rispetto dell\u2019altro e la mediazione dei conflitti permette, infatti, l\u2019emergere delle abilit\u00e0 e delle competenze di ognuno che poste al servizio del gruppo, conducono al conseguimento del risultato o, quanto meno, alla piena\u00a0 realizzazione delle fasi dell\u2019attivit\u00e0 proposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Semplificando<\/strong>, possiamo dire che quanto pi\u00f9 un componente \u201csente\u201d e condivide l\u2019appartenenza al gruppo, tanto pi\u00f9 il gruppo sar\u00e0 in grado di operare efficacemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>dinamica<\/em> di un gruppo, in genere, \u00e8 la seguente:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>chiusura<\/strong>, quando tra i partecipanti non vi \u00e8 conoscenza reciproca;<\/li>\n<li><strong>apertura<\/strong>, quando progressivamente ci si apre all\u2019altro e si desidera conoscerlo;<\/li>\n<li><strong>fiducia<\/strong>, quando il clima inizia ad essere disteso ed \u201camichevole\u201d;<\/li>\n<li><strong>convinzione<\/strong> e <strong>condivisione<\/strong>, quando vi \u00e8 una generale concordanza sull\u2019obbiettivo da raggiungere e sulle modalit\u00e0 per farlo;<\/li>\n<li>conseguimento del <strong>risultato<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Ma come sviluppare il senso di appartenenza al gruppo? Come promuovere la conoscenza e la relazione reciproca?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mezzo, spesso sottovalutato, \u00e8 proprio il gioco. Le attivit\u00e0 ludiche, infatti, costituiscono uno degli strumenti privilegiati per creare un clima favorevole alla \u201ccostruzione\u201d e alla \u201cmanutenzione\u201d dei gruppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giochi\/attivit\u00e0 possono essere proposti sia nella <em>fase di conoscenza<\/em> dei componenti del gruppo, sia come occasione per <em>ampliare le loro dinamiche relazionali<\/em> ed <em>accrescere<\/em> in questo modo il livello di coesione e motivazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra i giochi per conoscersi, \u201cLa finestra\u201d \u00e8 uno di quelli pi\u00f9 divertenti da proporre:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">si dispongono i partecipanti in due gruppi divisi da un telo tenuto da due persone, i partecipanti devono stare seduti in maniera tale da non poter vedere l\u2019altro gruppo. I due gruppi scelgono uno di loro da porre di fronte al telo. Quando il telo va gi\u00f9 il giocatore deve dire il nome di chi gli sta di fronte prima che lo faccia l\u2019avversario. Chi perde passa dalla parte dell\u2019avversario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mentre il classico \u201cPosti a sedere\u201d energizza e diverte il gruppo:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tutti girano attorno ad un cerchio di sedie che sono in numero inferiore di uno rispetto al numero dei partecipanti. L\u2019insegnante (o l\u2019animatore) decider\u00e0 man mano la velocit\u00e0 e la direzione con cui tutti devono girare attorno al cerchio. Ad un segnale prestabilito dell\u2019insegnante tutti devono sedersi: chi rimane senza sedia viene liberato ed il gioco prosegue eliminando un\u2019altra sedia. Il gioco termina quando rimane una sola sedia e quindi un solo vincitore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDue verit\u00e0 e una bugia\u201d, \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 ideale per <em>favorire l\u2019ascolto e la curiosit\u00e0 dell\u2019altro<\/em>, e la conoscenza di interessi ed esperienze personali. Ho avuto modo di sperimentarlo anche in moduli formativi per adulti e l\u2019efficacia \u00e8 sempre molto alta in termini di divertimento e di scoperta. E\u2019 un gioco che non richiede materiali, pu\u00f2 essere svolto sia in aula che all\u2019esterno, e pu\u00f2 coinvolgere fino a 20-30 persone.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Istruzioni:<\/strong><\/h3>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>chiedere ai partecipanti di presentarsi al gruppo e di dire due cose vere su se stessi ed una falsa.<\/li>\n<li>Chiedere ad un volontario di iniziare con le sue due verit\u00e0 e con una bugia, e chiedete di ripeterle al gruppo.<\/li>\n<li>Chi indovina qual \u00e8 la bugia, \u00e8 il prossimo a prendere la parola.<\/li>\n<li>Alcuni partecipanti avranno bisogno di spiegare pi\u00f9 nel dettaglio le cose vere su di loro: in base al tempo disponibile\u2026 fateglielo fare!<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste attivit\u00e0 sono spesso utilizzate in percorsi formativi extrascolastici: ma, opportunamente adattate al contesto, conservano la loro efficacia anche a scuola.<\/p>\n<div class=\"bdaia-post-title\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggi qui altre notizie su <a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguici anche sulla nostra pagina social <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a> e sul profilo ufficiale <a href=\"https:\/\/twitter.com\/oggiscuola\">Twitter<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo Scarpellino, pedagogista e formatore Lavorare con i gruppi e per gruppi significa proporre una didattica alternativa o complementare alla cosiddetta \u201clezione frontale\u201d ed \u00e8 un\u2019 attivit\u00e0 che pu\u00f2 produrre diversi risultati positivi non solo in termini di apprendimento. 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