{"id":58293,"date":"2019-06-29T12:01:27","date_gmt":"2019-06-29T10:01:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=58293"},"modified":"2019-06-29T12:01:27","modified_gmt":"2019-06-29T10:01:27","slug":"la-scuola-italiana-non-sa-trattenere-gli-studenti-piu-deboli-alte-percentuali-di-abbandono-al-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/06\/29\/la-scuola-italiana-non-sa-trattenere-gli-studenti-piu-deboli-alte-percentuali-di-abbandono-al-sud\/","title":{"rendered":"La scuola italiana non sa trattenere gli studenti pi\u00f9 deboli: alte percentuali di abbandono al Sud"},"content":{"rendered":"<p>Altro che la scuola di tutti, nessuno escluso: quella del Belpaese sembra sempre pi\u00f9 una scuola pubblica per \u00e9lite, che non sa trattare come dovrebbe chi \u00e8 pi\u00f9 in difficolt\u00e0. Come gli allievi iscritti in aree difficili, i giovani con disabilit\u00e0 e che non sono italiani. A confermarlo \u00e8 l\u2019ultimo\u00a0<em>Country Report sull\u2019Italia elaborato dalla Commissione europea<\/em>, sul quale Anief ha realizzato un focus e dal quale emerge che\u00a0nonostante i recenti miglioramenti nella qualit\u00e0 dell&#8217;istruzione scolastica, le ampie e persistenti disparit\u00e0 regionali nei risultati dell&#8217;apprendimento continuano a destare grande preoccupazione.<\/p>\n<p>Marcello Pacifico (Anief): Se gli investimenti sono modesti \u2013 considerando che con l\u2019ultima legge di Bilancio \u00e8 stata anticipata\u00a0una riduzione progressiva nel prossimo ventennio di investimenti rispetto al Pil, con il\u00a0punto pi\u00f9 basso previsto nel 2040, quando si scender\u00e0 dal 3,9% al 3,1%, mentre l\u2019Ocse oscilla sul 5% &#8211;\u00a0e gli organici del personale rimangono legati alle mere iscrizioni, anzich\u00e9 alle difficolt\u00e0 locali oggettive e alla tipologia di utenza, sempre pi\u00f9 non italiana, per non parlare del sistema del sostegno ai disabili, che lascia volutamente precario un docente ogni tre e\u00a0paga tutti la met\u00e0 dei colleghi europei, il risultato non pu\u00f2 che essere quello di una societ\u00e0 egoista che lascia indietro proprio chi \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 sfortunato.<\/p>\n<p>La dispersione scolastica italiana non \u00e8 solo maggiore rispetto agli altri Paesi, molto lontano dalla\u00a0Strategia Europa 2020 che lo poneva al 10%, anzich\u00e9 oltre il 14% che si ravvisa nel nostro Paese.\u00a0Ora si scopre che a figurare in alto numero tra chi \u00e8 destinato a diventare Neet ci sono i giovani del Sud, tanti giovani disabili e stranieri.<\/p>\n<h3>IL PROBLEMA DEL MERIDIONE<\/h3>\n<p>In base ad uno studio di livello nazionale nel 2018 \u2013 dice l\u2019UE &#8211; il numero di persone con risultati insufficienti \u00e8 decisamente\u00a0maggiore al Sud rispetto al Nord\u00a0(nel grado 8: 45 % contro 28 % in italiano, 67 % contro 27-30 % in inglese, 54-56 % contro 28-32 % in matematica). Dal\u00a0<em>Country Report<\/em>\u00a0risulta che \u201csoprattutto al Sud le differenze significative nei risultati tra e all&#8217;interno delle scuole potrebbero indicare una tendenza a raggruppare gli studenti in base alla loro capacit\u00e0. Il Sud e le isole registrano inoltre i tassi pi\u00f9 elevati di abbandono scolastico (rispettivamente 17,3 % e 21 % rispetto al dato nazionale del 14 % e alla media UE del 10,6 %)\u201d.<\/p>\n<h3>STUDENTI CON SOSTEGNO E STRANIERI<\/h3>\n<p>La discriminazione tocca, con effetti ancora pi\u00f9 pesanti, gli alunni con seri problemi di apprendimento: \u201cIl tasso di\u00a0abbandono scolastico delle persone con disabilit\u00e0\u00a0\u00e8 superiore alla media dell&#8217;UE (30,2 % contro 23,6 %)\u201d, sottolinea la Commissione Ue. C\u2019\u00e8 poi il problema dei\u00a0troppi alunni stranieri che lasciano i banchi prima del tempo: \u201cIl livello di istruzione conseguito dagli studenti non italiani \u00e8 notevolmente inferiore a quello degli italiani. Gli studenti non italiani \u2013 scrive ancora la Commissione UE &#8211; rappresentavano il 9,4 % della popolazione scolastica nell&#8217;anno scolastico 2016\/2017. La maggioranza (61 %) \u00e8 nata in Italia. Rispetto agli studenti italiani, quelli stranieri presentano un rischio pi\u00f9 elevato di ripetenza (31,3 % contro 10 %) e di abbandono scolastico (30,1 % contro 12 %)\u201d.<\/p>\n<h3>I MOTIVI<\/h3>\n<p>Sulle motivazioni di questi dati poco edificanti, la stessa Commissione europea mette in risalto due problematiche. La prima \u00e8 che \u201ci risultati dell&#8217;apprendimento potrebbero essere influenzati negativamente dalla\u00a0gestione degli insegnanti e dalle loro condizioni di lavoro\u201d. La seconda motivazione \u00e8 legata agli investimenti modesti riservati al sistema scuola e formazione: \u201cil livello di spesa pubblica in proporzione al PIL\u201d dell\u2019Italia, infatti, si colloca \u201ctra i pi\u00f9 bassi dell&#8217;UE (3,9 % per l&#8217;Italia e 4,7 % per l&#8217;UE nel 2016)\u201d.<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>Country Report<\/em>\u00a0sull\u2019Italia si sofferma anche sul fatto che \u201csinora non \u00e8 stata adottata n\u00e9 discussa alcuna azione politica per ridurre le differenze nel livello di istruzione tra gli studenti italiani\u201d. E non \u00e8 solo un problema di finanziamenti, anche se rimane tra i principali. Perch\u00e9 per superare la didattica per le \u00e9lite, \u201csottrarre, assumere efficacemente e motivare gli insegnanti \u00e8 fondamentale\u201d.<\/p>\n<h3>NON LO DICE SOLO L\u2019UE<\/h3>\n<p>Quella di assumere docenti \u00e8 una cosa che Anief sottolinea da tempo, soprattutto perch\u00e9 ci sono decine di migliaia di insegnanti gi\u00e0 individuati, formati e abilitati che attendono solo di essere assunti a tempo indeterminato. Tra l\u2019altro, per coprire un\u2019enorme quantit\u00e0 di posti che nel frattempo si \u00e8 venuta a liberare e che lascia vacanti, determinando una sequela di problemi organizzativi e didattici.<\/p>\n<p>Anief ricorda che anche la Corte dei Conti, ad inizio giugno, con il\u00a0Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica, all\u2019interno del paragrafo \u201cL\u2019istruzione e le riforme in itinere\u201d, ha realizzato una lucida analisi sui problemi della scuola pubblica italiana, derivante dalle pessime politiche di gestione degli ultimi decenni. E alla base del decadimento del sistema d\u2019istruzione nazionale, oltre ai bassi investimenti, la Corte ha ravvisato proprio il tasso di abbandono scolastico, che rimane ancora al di sopra della media europea, con i livelli di apprendimento degli studenti e degli adulti su competenze chiave e le competenze di base che risultano invece inferiori.<\/p>\n<h3>LA POSIZIONE DEL PRESIDENTE ANIEF<\/h3>\n<p>\u201cQuesto modo di gestione della scuola in Italia \u2013 commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief \u2013, gi\u00e0 contrassegnato da un personale\u00a0precario addirittura in crescita,\u00a0\u00e8 l\u2019esatto opposto di quello che riporta l\u2019articolo 34 della\u00a0Costituzione italiana, nella parte in cui osserva che \u2018la scuola \u00e8 aperta a tutti\u2019 e \u2018i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi\u2019\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNel nostro Paese &#8211; continua Pacifico &#8211; non solo non si arriva alla laurea, visto che sempre la Commissione europea ci dice che nel 2017 abbiamo fatto registrare uno dei tassi di istruzione terziaria pi\u00f9 basso dell&#8217;Ue per i giovani di et\u00e0 compresa tra i 30 e i 34 anni, con appena il 26,9 % a fronte di una media Ue del 39,9 %, ma si arriva a tagliare fuori dal sistema prima dei 16 anni una quantit\u00e0 industriale di giovani: al Sud, in pratica, abbandona i banchi troppo presto un ragazzo su cinque, a fronte della media europea di uno ogni dieci\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSe poi a questo \u2013 conclude il sindacalista Anief \u2013 sommiamo l\u2019alta percentuale di studenti disabili e stranieri che si disperdono senza arrivare nemmeno al diploma di maturit\u00e0, \u00e8 chiaro che possiamo parlare di un sistema che non sempre riesce a seguire proprio i ragazzi con difficolt\u00e0 e che avrebbero pi\u00f9 bisogno di aiuto. Sottraendo loro quella cultura e quella formazione che potevano invece garantire la chiave d\u2019accesso e di riscatto nella societ\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Altro che la scuola di tutti, nessuno escluso: quella del Belpaese sembra sempre pi\u00f9 una scuola pubblica per \u00e9lite, che non sa trattare come dovrebbe chi \u00e8 pi\u00f9 in difficolt\u00e0. Come gli allievi iscritti in aree difficili, i giovani con disabilit\u00e0 e che non sono italiani. 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