{"id":57131,"date":"2019-06-11T15:00:21","date_gmt":"2019-06-11T13:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=57131"},"modified":"2019-06-11T15:00:21","modified_gmt":"2019-06-11T13:00:21","slug":"bassi-investimenti-troppi-abbandoni-supplentite-e-disparita-regionale-la-foto-nera-della-corte-dei-conti-sulla-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/06\/11\/bassi-investimenti-troppi-abbandoni-supplentite-e-disparita-regionale-la-foto-nera-della-corte-dei-conti-sulla-scuola\/","title":{"rendered":"Bassi investimenti, troppi abbandoni, supplentite e disparit\u00e0 regionale: la foto nera della Corte dei Conti sulla Scuola"},"content":{"rendered":"<p>Nel\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corteconti.it\/export\/sites\/portalecdc\/_documenti\/controllo\/sezioni_riunite\/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo\/2019\/rapporto_coordinamento_fp_2019.pdf\">Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica<\/a>, all\u2019interno del paragrafo \u201cL\u2019istruzione e le riforme in itinere\u201d, si riscontra una lucida analisi sui problemi della scuola pubblica italiana. Derivante dalle pessime politiche di gestione degli ultimi decenni.<\/p>\n<h3>IL DECADIMENTO<\/h3>\n<p>Alla base del decadimento del sistema d\u2019istruzione nazionale ci sono i tagli ai bassi investimenti, il tasso di abbandono scolastico. Che rimane ancora al di sopra della media europea. Con i livelli di apprendimento degli studenti e degli adulti su competenze chiave e le competenze di base che risultano invece inferiori. Permangono ampie disparit\u00e0 regionali anche per il post-diploma.<\/p>\n<p>Marcello Pacifico (Anief): I nostri governanti dovrebbero riflettere sulla richiesta esplicita da parte di un organo cos\u00ec importante sulla necessit\u00e0 di potenziare le risorse per un settore che fa acqua da tutte le parti. Non \u00e8 possibile pensare di rilanciare un settore mantenendo un spesa rispetto al Pil cos\u00ec ridotta. E, anzi, prevedendo, come ha fatto il Governo in carica, una riduzione progressiva nel prossimo ventennio, con il <a href=\"https:\/\/www.anief.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=22654:spesa-in-calo-fino-al-2040-lo-dice-il-def-dal-3-9-del-2010-al-3-1-del-2040&amp;catid=252&amp;Itemid=1019\">punto pi\u00f9 basso previsto nel 2040<\/a>, quando si scender\u00e0 dal 3,9% al 3,1%, mentre l\u2019Ocse si stabilizza al 5%.<\/p>\n<h3>LA CORTE DEI CONTI<\/h3>\n<p>La Corte di Conti non si nasconde e illustra con schiettezza i tanti limiti del nostro sistema d\u2019istruzione. \u201cLa crisi economica iniziata nel 2008 \u2013 si legge nel Rapporto annuale &#8211; ha prodotto un consistente impatto sui bilanci degli Stati europei. Con il risultato, evidenziato anche dall\u2019OCSE nel suo ultimo rapporto <em><a href=\"https:\/\/www.oecd-ilibrary.org\/education\/education-at-a-glance-2018_eag-2018-en\">Education at a glance 2018<\/a><\/em>, di una sensibile contrazione della percentuale di spesa pubblica dedicata all&#8217;istruzione. Un profilo, questo, particolarmente sensibile per l\u2019Italia che registra una percentuale di spesa per l\u2019intero sistema (dalla primaria alla terziaria) pari al 3,9 per cento del Pil a fronte del 5 per cento della media OCSE e del 4,6 per cento della media europea. Inferiore alla media OCSE risulta anche il livello della spesa per studente; divario che, tuttavia, si rivela pi\u00f9 limitato nella scuola primaria ed aumenta con i livelli di istruzione\u201d.<\/p>\n<h3>CRESCE IL PRECARIATO<\/h3>\n<p>Allo scarso impegno economico, poi, si associa quello organizzativo e strategico. Sempre la Corte dei Conti ha ricordato che \u201ca fronte della progressiva entrata in vigore della revisione degli ordinamenti, meno incisivi sono risultati gli effetti conseguenti alla\u00a0riorganizzazione della rete scolastica e al ridimensionamento degli organici, che si \u00e8 tradotto, sostanzialmente, in una flessione del personale docente di ruolo e in una crescita del, meno oneroso,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.anief.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=23258:precari-corte-dei-conti-ecco-perche-abbiamo-numeri-record&amp;catid=252&amp;Itemid=1019\">personale docente non di ruolo\u201d, che infatti a settembre toccher\u00e0 livelli record<\/a>.<\/p>\n<h3>IL POTENZIAMENTO DELL\u2019AUTONOMIA<\/h3>\n<p>L\u2019organo di rilievo costituzionale ha quindi rammentato che l\u2019intento che si celava nella \u201clegge n. 107 del 2015\u201d era quello di \u201cdare piena attuazione all&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche. In tale direzione hanno assunto rilievo, in primo luogo, le disposizioni volte ad ampliare l\u2019offerta formativa delle istituzioni scolastiche e a programmarne le attivit\u00e0 attraverso l\u2019adozione di un Piano triennale, cui si \u00e8 affiancata l\u2019istituzione del c.d. organico dell\u2019autonomia e la previsione, per far fronte ad ulteriori esigenze, di un ulteriore contingente di posti (c.d. organico di fatto) fissato annualmente.<\/p>\n<p>Tali misure hanno consentito, a decorrere dall\u2019anno scolastico 2016-2017, il rispetto degli obiettivi di contenimento dei posti comuni dell\u2019organico del personale docente, mentre \u00e8 risultato ancora elevato lo scostamento dei posti di sostegno. Nell&#8217;ambito del personale tecnico-amministrativo, la difficile tenuta degli obiettivi ha trovato conferma negli anni scolastici successivi ove, in fase di adeguamento dell\u2019organico di fatto a quello di diritto, sono stati istituiti, rispetto al contingente massimo stabilito, ulteriori posti per i diversi profili professionali\u201d.<\/p>\n<h3>MANCANO SOLDI<\/h3>\n<p>Nel rapporto, quindi, si ricorda che il \u201cpiano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato per l\u2019anno scolastico 2015\/2016 e gli ulteriori interventi negli anni successivi\u201d adottati \u201channo consentito, nell\u2019ultimo triennio, una consistente crescita del personale docente di ruolo, malgrado la forte dinamica delle cessazioni intervenute negli ultimi esercizi.<\/p>\n<p>Meno incisivi rispetto alle aspettative sono risultati, invece, gli effetti sul ricorso al personale a tempo determinato e sulla consistenza delle graduatorie ad esaurimento\u201d. Secondo gli economisti di Stato, quindi, richiede \u201cun ulteriore potenziamento, anche sotto il profilo finanziario, il pur ampio ventaglio delle iniziative avviate nel corso della passata legislatura\u201d.<\/p>\n<h3>ALTERNANZA RIVISTA PER RISPARMIARE<\/h3>\n<p>La Corte di Conti getta quindi la maschera sulle motivazioni che hanno portato a dimezzare le esperienze aziendali degli studenti del triennio finale della secondaria. \u201cIn controtendenza \u2013 scrive &#8211; appare il ridimensionamento dell\u2019istituto dell\u2019alternanza scuola-lavoro\u00a0operato dalla legge 145 del 2019 che, rispondendo ad immediate necessit\u00e0 di contenimento della spesa, ha ridotto drasticamente l\u2019orario complessivo da destinare ai relativi percorsi rinviando gli interventi, pur necessari, finalizzati a rendere i percorsi il pi\u00f9 possibile coerenti con il percorso di apprendimento degli studenti\u201d.<\/p>\n<h3>TROPPI ALUNNI LASCIANO SCUOLA PRIMA DEL TEMPO<\/h3>\n<p>Infine, nel rapporto annuale si ricorda che \u201cnonostante i miglioramenti nella qualit\u00e0 della istruzione scolastica e gli sforzi. Anche finanziari. Avviati nell\u2019ultimo triennio, continuano a presentarsi criticit\u00e0. Gi\u00e0 da tempo evidenziate atteso che: il tasso di abbandono scolastico. Pur avvicinandosi alla soglia definita nella Strategia Europa 2020. Rimane ancora al di sopra della media europea. I livelli di apprendimento degli studenti e degli adulti rimangano al di sotto dei valori europei per quanto riguarda le competenze chiave. E le competenze di base. Persistono ampie disparit\u00e0 regionali sia nei livelli di apprendimento sia nella situazione occupazionale degli studenti diplomati\u201d.<\/p>\n<h3>L\u2019ANALISI DEL PRESIDENTE ANIEF<\/h3>\n<p>Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, \u201ccon questo andare, fatto di investimenti scarsi, addirittura in progressivo calo, e mancato supporto ai nostri giovani. Per il dopo-maturit\u00e0 non dobbiamo lamentarci se poi le ultime percentuali dei Paesi membri dell\u2019UE ci dicono che a fronte di una media europea del 40,7%. In Italia \u00e8 in possesso della laurea appena il 27,8% dei giovani in fascia d\u2019et\u00e0 30-34 anni. Mentre a livello scolastico sarebbe fondamentale andare a rivedere i percorsi formativi, anticipando a 5 anni di et\u00e0 l\u2019avvio.<\/p>\n<p>Con un anno ponte infanzia-primaria, prorogando nel contempo sino alla maturit\u00e0 l\u2019obbligo formativo. In modo da ridurre la dispersione e potenziando l\u2019orientamento post diploma, oggi relegato a dei progetti affidati alla buona volont\u00e0 delle scuole secondarie. Sul fronte degli organici, invece, nessuna autonomia potr\u00e0 realizzarsi senza una piena trasformazione dell\u2019organico di fatto in organico di diritto. Per il precariato, addirittura in crescita, le soluzioni prospettate dall\u2019attuale ministro dell\u2019Istruzione appaiono insufficienti perch\u00e9 andranno solo a sanare. In media. La situazione professionale di un precario ogni tre\u201d, conclude Pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggi qui altre notizie su <a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguici anche sulla nostra pagina social <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a> e sul profilo ufficiale <a href=\"https:\/\/twitter.com\/oggiscuola\">Twitter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel\u00a0Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica, all\u2019interno del paragrafo \u201cL\u2019istruzione e le riforme in itinere\u201d, si riscontra una lucida analisi sui problemi della scuola pubblica italiana. Derivante dalle pessime politiche di gestione degli ultimi decenni. 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