{"id":54255,"date":"2019-04-29T17:03:52","date_gmt":"2019-04-29T15:03:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=54255"},"modified":"2019-04-29T17:03:52","modified_gmt":"2019-04-29T15:03:52","slug":"interrogazioni-programmate-zero-note-e-niente-bocciature-la-filosofia-del-prof-che-non-vuole-essere-un-generale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/04\/29\/interrogazioni-programmate-zero-note-e-niente-bocciature-la-filosofia-del-prof-che-non-vuole-essere-un-generale\/","title":{"rendered":"Interrogazioni programmate, zero note e niente bocciature: la filosofia del prof che non vuole essere un generale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il suo nome \u00e8 Fabio Cocco, 48 anni, prof di Italiano, Storia e Geografia alla scuola secondaria di primo grado &#8220;De Amicis&#8221; di Quartu (Cagliari). La sua \u00e8 un&#8217;esperienza didattica innovativa e, per certi versi, rivoluzionaria. La racconta L&#8217;Unione Sarda in un <a href=\"https:\/\/www.unionesarda.it\/articolo\/news-sardegna\/provincia-cagliari\/2019\/04\/27\/quartu-la-filosofia-del-professore-che-non-boccia-educo-senza-ess-136-872514.html\">articolo<\/a> interamente dedicato al prof. Cocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pilastri del suo metodo d&#8217;insegnamento sono sostanzialmente tre: interrogazioni programmate, percorsi personalizzati e colloqui costanti con i genitori. Si tratta di una strategia che &#8211; spiega la testata locale &#8211; ha ridotto drasticamente le bocciature e fatto lievitare le iscrizioni nella scuola, passando dai 78 alunni del 2015 ai 360 del 2019. Numeri abbastanza significativi se si considera la stazza del paese in questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Noi siamo abituati a una scuola vista come una via di mezzo tra un ospedale psichiatrico e un riformatorio &#8211; argomenta Cocco &#8211; Che sia l\u00ec per dare regole e basta. Io non dico che le regole non ci debbano essere ma per farle recepire bisogna condividerle, far s\u00ec che i ragazzi siano consapevoli del loro percorso di crescita&#8221;. Da qui l&#8217;immagine del docente-generale, una prassi che andrebbe superata secondo il docente sardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui anche l&#8217;idea di eliminare le note disciplinari dal registro. &#8220;Avere una collezione di provvedimenti disciplinari spesso pu\u00f2 arrivare a dare l&#8217;effetto opposto&#8221; spiega Cocco. &#8220;Nel senso che, tra virgolette, ci si pu\u00f2 vantare di essere quello che ha avuto pi\u00f9 note&#8221;. Anzich\u00e8 usare le classiche note sul registro, quindi, Cocco propone percorsi personalizzati. &#8220;L&#8217;organizzazione stessa della scuola \u00e8 pensata proprio per andare incontro a questi bisogni. Abbiamo prima di tutto ridotto il tempo scuola: il sabato stanno tutti a casa e durante la settimana non si seguono pi\u00f9 di tre discipline per volta, con tre pause di 15 minuti dopo ogni lezione. In questo modo si tiene vivo l&#8217;interesse senza sovraccaricare&#8221;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_54264\" aria-describedby=\"caption-attachment-54264\" style=\"width: 753px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-54264\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Cocco-300x178.png?resize=753%2C447\" alt=\"\" width=\"753\" height=\"447\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-54264\" class=\"wp-caption-text\">Il prof Fabio Cocco. Ph: Unione Sarda<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come funzionano invece le interrogazioni programmate? E&#8217; presto detto. &#8220;Io faccio un calendario delle interrogazioni &#8211; chiarisce il prof -in modo che gli studenti abbiano il tempo di prepararsi. Ci\u00f2 significa pi\u00f9 tranquillit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di mettersi in pari con il programma&#8221;. Alla base di questo principio c&#8217;\u00e8 una concezione radicalmente nuova del profitto. &#8220;La verifica non \u00e8 il giudizio divino &#8211; insiste Cocco &#8211; cos\u00ec come la classe non \u00e8 un formicaio: c&#8217;\u00e8 chi ha la possibilit\u00e0 di raggiungere dieci, chi meno. Ognuno ha caratteristiche e traguardi diversi. Individualizzare significa includere&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per non parlare della bocciatura, una pratica che &#8211; secondo il prof Cocco &#8211; implica un rischio molto pericoloso. &#8220;Che senso ha bocciare? Alla fine diventa quasi un giudizio sulla personalit\u00e0. Negli ultimi quattro anni le non ammissioni sono scese a meno dell&#8217;un per cento e hanno riguardo per lo pi\u00f9 chi per un motivo o per l&#8217;altro, non frequentava. Se i ragazzi frequentano, io ho il dovere di recuperarli in qualsiasi modo. &#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; la frequenza, dunque, a fare la differenza nel metodo didattico del docente sardo. Ma anche &#8211; e forse pi\u00f9 di tutto &#8211; il rapporto tra scuola e famiglie. &#8220;Noi abbiamo contatti continui&#8221; racconta Cocco in riferimento ai genitori dei discenti.\u00a0 &#8220;Uno studente senegalese che \u00e8 arrivato da noi che non sapeva niente d&#8217;italiano e che scriveva soltanto in arabo adesso frequenta con successo la seconda superiore e ancora siamo rimasti in contatto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il suo nome \u00e8 Fabio Cocco, 48 anni, prof di Italiano, Storia e Geografia alla scuola secondaria di primo grado &#8220;De Amicis&#8221; di Quartu (Cagliari). La sua \u00e8 un&#8217;esperienza didattica innovativa e, per certi versi, rivoluzionaria. La racconta L&#8217;Unione Sarda in un articolo interamente dedicato al prof. Cocco. 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