{"id":53355,"date":"2019-04-11T15:55:53","date_gmt":"2019-04-11T13:55:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=53355"},"modified":"2019-04-11T15:55:53","modified_gmt":"2019-04-11T13:55:53","slug":"litalia-e-quintultima-in-europa-per-spesa-in-istruzione-e-allarme-poverta-educativa-ed-economica-i-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/04\/11\/litalia-e-quintultima-in-europa-per-spesa-in-istruzione-e-allarme-poverta-educativa-ed-economica-i-dati\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia \u00e8 quintultima in Europa per spesa in\u00a0istruzione: \u00e8 allarme povert\u00e0 educativa ed economica. I DATI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Istruzione e povert\u00e0 reale ed educativa sono elementi strettamente correlati. Sono i minori a essere i pi\u00f9 colpiti dalla povert\u00e0 assoluta. Nel 2005 era assolutamente povero il 3,9% dei minori di 18 anni, un decennio dopo la percentuale di bambini e adolescenti in povert\u00e0 \u00e8 triplicata, attualmente supera il 12%. \u00c8 quanto emerge dal secondo Rapporto sulla povert\u00e0 educativa minorile in Italia, presentato ieri a Roma nel Centro Congressi Universit\u00e0 Sapienza e organizzato da Con i Bambini.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Divario generazionale<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Questa crescita -si legge nel report- ha allargato il divario tra le generazioni. Nell&#8217;Italia di oggi pi\u00f9 una persona \u00e8 giovane, pi\u00f9 \u00e8 probabile che si trovi in povert\u00e0 assoluta&#8221;. L&#8217;Italia ha quindi un problema con la povert\u00e0 minorile e giovanile. Che non riguarda solo la condizione economica attuale, ma soprattutto il futuro, la possibilit\u00e0 -anche per chi nasce in una famiglia povera- di avere a disposizione gli strumenti per sottrarsi da adulto alla marginalit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Il Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile \u00e8 uno degli strumenti pi\u00f9 innovativi nel campo della lotta alla povert\u00e0 attivi nel nostro Paese -ha spiegato a margine dell&#8217;incontro Giuseppe Guzzetti presidente dell&#8217;Associazione delle Fondazioni e Casse di Risparmio (Acri). \u00c8 nato grazie a un accordo fra Fondazioni di origine bancaria, Governo e Forum Nazionale del Terzo settore. Coinvolge l&#8217;intera comunit\u00e0 educante. Scuola, terzo settore, enti locali e famiglie e sta attivando le migliori energie nello sforzo comune per combattere un&#8217;emergenza che deve essere una priorit\u00e0. Il secondo Rapporto di Openpolis e Con i Bambini contribuir\u00e0 ad accendere i riflettori sulla tematica e a evidenziarne l&#8217;impatto&#8221;.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Famiglie pi\u00f9 povere e meno scolarizzate<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risvolto del problema \u00e8 soprattutto educativo. Le famiglie pi\u00f9 povere sono generalmente quelle con minore scolarizzazione. L&#8217;incidenza della povert\u00e0 assoluta \u00e8 infatti pi\u00f9 che doppia nei nuclei familiari dove la persona di riferimento non ha il diploma. Contrastare la povert\u00e0 nella fascia pi\u00f9 giovane della popolazione &#8220;significa &#8211; secondo il rapporto &#8211; offrire a tutti i bambini e gli adolescenti, a prescindere dal reddito dei genitori, uguali opportunit\u00e0 educative. Infatti, rispetto alla media europea, l&#8217;Italia tende a investire meno in istruzione&#8221;. &#8220;Abbiamo voluto focalizzare l&#8217;attenzione sulla presenza e accessibilit\u00e0 dei servizi per i minori nel nostro Paese. Il lavoro dell&#8217;Osservatorio Openpolis-Con i Bambini \u00e8 molto importante per due ordini di motivi -ha spiegato Carlo Borgomeo, presidente dell&#8217;impresa sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte la conoscenza sempre pi\u00f9 approfondita e puntuale del fenomeno della povert\u00e0 educativa \u00e8 indispensabile per orientare le attivit\u00e0 promosse dal Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile, dall&#8217;altra contribuisce in modo decisivo all&#8217;azione di &#8216;advocacy&#8217;, che resta un obiettivo centrale della nostra iniziativa. Aggredire in modo puntuale e organico il fenomeno della povert\u00e0 educativa minorile, non riguarda solo la sfera dei diritti, ma anche il tema dello sviluppo del Paese&#8221;. Per decenni l&#8217;asilo nido \u00e8 stato considerato solo nella sua funzione sociale, di assistenza alla famiglia. \u00c8 una acquisizione pi\u00f9 recente il suo ruolo educativo: \u00e8 infatti nella primissima infanzia che si gettano le basi di tutti gli apprendimenti futuri. Perci\u00f2 il contrasto alla povert\u00e0 educativa non pu\u00f2 prescindere dall&#8217;estensione di questo servizio.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Asili nido e servizi per l&#8217;infanzia: Italia fanalino di coda<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2002 l&#8217;Ue ha stabilito come &#8220;obiettivo per gli stati membri di arrivare almeno a 33 posti in asili nido o servizi prima infanzia per i bambini con meno di 3 anni. Rispetto a questo obiettivo l&#8217;Italia \u00e8 ancora indietro. In termini assoluti, a fronte di una platea potenziale di 1,5 milioni di bambini, sono circa 350 mila i posti disponibili (di cui il 90% in asili nido, mentre la parte restante in servizi integrativi). Un elemento da non sottovalutare \u00e8 che sulla copertura degli asili nido incide un vistoso calo della popolazione tra 0 e 2 anni, -16,70% di bambini con meno di tre anni tra 2011 al 2018. Nello stesso periodo la popolazione complessiva \u00e8 rimasta stabile sui 60 milioni di abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le disuguaglianze educative ed economiche spesso si sommano ad altre di tipo territoriale, come pu\u00f2 avvenire nelle aree interne. Il problema maggiore dei comuni che si trovano in queste zone \u00e8 la scarsit\u00e0 dei servizi sul territorio e la difficolt\u00e0 di raggiungere i centri in cui sono presenti, dati i lunghi tempi di percorrenza. Distanza e carenza di servizi hanno condannato le aree interne a una progressiva marginalit\u00e0, a partire dalla met\u00e0 del secolo scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si isola la tendenza demografica dei soli giovani in et\u00e0 per andare a scuola (6-18 anni), ci accorgiamo di una profonda disparit\u00e0 tra i centri e le aree pi\u00f9 periferiche del paese. Nei comuni polo e cintura, per quanto faticosamente, il numero di ragazzi tra 6 e 18 anni tutto sommato tiene. Mentre \u00e8 nell&#8217;Italia interna, quella dei comuni intermedi, periferici e ultraperiferici, che la popolazione in et\u00e0 per la scuola sta calando in modo pi\u00f9 consistente.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Livello educativo trasmesso dai genitori: ascensore sociale rotto<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un Paese &#8220;dove l&#8217;ascensore sociale \u00e8 rotto e due terzi dei bambini con i genitori senza diploma resta con lo stesso livello d&#8217;istruzione, \u00e8 indispensabile un forte investimento sull&#8217;educazione, intesa in senso lato, dalla scuola ai servizi rivolti ai minori -ha commentato Vincenzo Smaldore, responsabile editoriale Openpolis- Purtroppo l&#8217;Italia \u00e8 quintultima in Europa per spesa in\u00a0istruzione, con appena il 3,9% del Pil. Molto al di sotto della media europea del 4,7%&#8221;. Un quadro generale preoccupante, che al suo interno contiene numerose ulteriori criticit\u00e0, come le differenze fra le aree del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Profonde disuguaglianze &#8211; ha proseguito Smaldore- ci sono fra Centro e Periferia e fra Nord e Sud. Le 5 regioni che offrono meno posti in asilo nido sono tutte del Mezzogiorno, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Campania. Fra comuni pi\u00f9 connessi e aree interne (esempio: 10,3% dei ragazzi tra 14 e 18 anni residenti in Italia vive in un comune interno senza scuola superiore statale)&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;I dati sono allarmanti e troppo forti sono le disparit\u00e0 nell&#8217;accesso ai servizi educativi per bambini e ragazzi -ha dichiarato Stefano Tassinari del coordinamento nazionale del Forum del Terzo Settore- Una educazione di qualit\u00e0 \u00e8 un diritto fondamentale e la prima strategia di azione efficace contro la crescita esponenziale delle diseguaglianze e della povert\u00e0. \u00c8 necessario un piano di contrasto alla povert\u00e0 educativa che convochi le nostre comunit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Mobilit\u00e0, strutture e qualit\u00e0 educativa: i problemi dell&#8217;istruzione<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le principali questioni ci sono l&#8217;elevata mobilit\u00e0 degli insegnanti, che fa venir meno la continuit\u00e0 didattica per ragazze e ragazzi. Oltre a strutture sottodimensionate o difficilmente raggiungibili, difficolt\u00e0 di accedere a scuole, dove i livelli di apprendimento e la qualit\u00e0 educativa sono equivalenti a quelle dei centri maggiori aggravano ancora di pi\u00f9 le con dizioni dei ragazzi che vivono in quelle aree. &#8220;La povert\u00e0 educativa minorile \u00e8 spesso causa ed effetto di quella economica&#8221; ha precisato infine Stefano Buffagni. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e presidente Comitato Indirizzo Strategico del Fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal Rapporto emerge un quadro impietoso e disarmante dell&#8217;Italia, dove la scarsa mobilit\u00e0 sociale in atto in questi anni si ripercuote principalmente nella crescita dei bambini. Scuole e asili sono, devono essere, la base per ricucire il Paese. &#8220;Il Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile \u00e8 uno strumento necessario per intervenire in quella fetta di povert\u00e0. Che riguarda i pi\u00f9 piccoli e le loro famiglie -ha quindi concluso- \u00c8 compito nostro, della politica, delle istituzioni mettere in campo azioni concrete per combattere qualsiasi forma di povert\u00e0, a partire dai minori. Per questo il sostegno del governo al Fondo non poteva e non pu\u00f2 mancare e, aggiungo, non mancher\u00e0 mai&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggi altre notizie su <a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguici su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a> e <a href=\"https:\/\/twitter.com\/oggiscuola\">Twitter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Istruzione e povert\u00e0 reale ed educativa sono elementi strettamente correlati. Sono i minori a essere i pi\u00f9 colpiti dalla povert\u00e0 assoluta. 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