{"id":53241,"date":"2019-04-10T11:08:25","date_gmt":"2019-04-10T09:08:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=53241"},"modified":"2019-04-11T08:00:34","modified_gmt":"2019-04-11T06:00:34","slug":"tubercolosi-a-scuola-lesperta-non-e-una-malattia-scomparsa-ma-dimenticata-ecco-i-ceppi-di-cui-preoccuparsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/04\/10\/tubercolosi-a-scuola-lesperta-non-e-una-malattia-scomparsa-ma-dimenticata-ecco-i-ceppi-di-cui-preoccuparsi\/","title":{"rendered":"Tubercolosi a scuola, l&#8217;esperta: &#8220;Non \u00e8 una malattia scomparsa, ma dimenticata. Ecco i ceppi di cui preoccuparsi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;La tubercolosi e&#8217; uno dei pi\u00f9 urgenti problemi sanitari globali. Specialmente a causa della preoccupante diffusione di ceppi resistenti agli antibiotici che rischiano di prendere il sopravvento&#8221;. Lo ha detto all&#8217;AGI Giovanni Maga, direttore del laboratorio di Virologia Molecolare presso l&#8217;Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia.<\/p>\n<h3>NON E&#8217; UNA MALATTIA SCOMPARSA<\/h3>\n<p>&#8220;Non e&#8217; una malattia scomparsa, ma dimenticata&#8221;, ribadisce. I ceppi resistenti che preoccupano sono di due tipi. &#8220;I ceppi multi resistenti o Mdr-Tb, ancora sensibili ad alcuni, ma pochi, antibiotici e quelli estremamente resistenti o Xdr-Tb, per il cui trattamento ci sono ad oggi pochissime opzioni disponibili&#8221;, spiega Maga. Per fortuna non e&#8217; il caso della scuola di Treviso, dove 21 bambini sono stati contagiati (senza ammalarsi) da una maestra che aveva sperimentato una riattivazione dell&#8217;infezione latente, avendo contratto il batterio probabilmente molti anni prima.<\/p>\n<h3>LE PERSONE ANZIANE<\/h3>\n<p>&#8220;Questo avviene soprattutto nelle persone anziane &#8211; spiega l&#8217;esperto &#8211; a causa dell&#8217;indebolimento delle difese immunitarie, ma altre condizioni possono facilitare la riattivazione del batterio: infezione da virus HIV, malattie croniche come il diabete, fumo e, naturalmente, la malnutrizione. In effetti, la tubercolosi e&#8217; una delle malattie piu&#8217; diffuse nelle regioni pi\u00f9&#8217; povere, in particolare nel Sud-Est asiatico, nell&#8217;area del Pacifico Occidentale e in Africa&#8221;. Nel nostro paese l&#8217;incidenza e&#8217; bassa e in diminuzione. &#8220;Non c&#8217;e&#8217; un allarme tubercolosi in Italia, ma e&#8217; bene ricordare che si tratta di una malattia insidiosa e comunque presente&#8221;, conclude Maga.<\/p>\n<h3>IN ITALIA<\/h3>\n<p>In Italia ogni anno si verificano circa 4mila casi di tubercolosi, soprattutto tra persone anziane o immunodepresse. Si tratta di un&#8217;infezione causata dal batterio Mycobacterium tubercolosis o bacillo di Koch (dal nome del famoso microbiologo tedesco che lo scopri&#8217; alla fine del XIX secolo). Secondo i dati pi\u00f9&#8217; recenti pubblicati in un documento congiunto Ecdc-Oms Europa, nel nostro paese l&#8217;incidenza e&#8217; bassa ed e&#8217; in diminuzione. Si e&#8217; passati da 22,5 casi su 100mila abitanti nel 1995 a 6,5 casi su 100mila nel 2017, con un tasso di mortalit\u00e0 dello 0,7 su 100mila abitanti. Il 66 per cento dei casi notificati nel 2017 si e&#8217; verificato in persone di origine straniera, che spesso avevano contratto la malattia nei paesi d&#8217;origine.<\/p>\n<h3>NEL MONDO<\/h3>\n<p>Nel mondo, invece, l&#8217;Oms stima 10 milioni di infetti e 1,6 milioni di morti ogni anno. Ma si tratta comunque di una sottostima perch\u00e9 si riferisce alle persone con infezione manifesta. In realt\u00e0&#8217;, nella maggior parte dei casi il bacillo puo&#8217; entrare nel nostro corpo, ma il sistema immunitario e&#8217; in grado di controllarlo, rendendo quindi l&#8217;infezione silente. Si stima che un quarto della popolazione mondiale sia infetto senza manifestare mai la malattia. In questa forma latente la tubercolosi non e&#8217; infettiva. Tuttavia, nel corso della vita il 10-15 per cento delle persone con infezione latente potranno sviluppare la malattia, come sembra sia successo all&#8217;insegnante di Treviso.<\/p>\n<h3>LA FORMA DELLA MALATTIA<\/h3>\n<p>La forma della malattia pi\u00f9 frequente e&#8217; quella che attacca i polmoni, organo d&#8217;elezione per la proliferazione del batterio, causando una forma di polmonite che pu\u00f2 decorrere con sintomi lievi anche per mesi, per poi aggravarsi con esiti spesso fatali. Essendo un&#8217;infezione batterica, e&#8217; possibile curarla con una combinazione di specifici antibiotici, ma il trattamento e&#8217; molto lungo. Un&#8217;ulteriore complicazione e&#8217; dovuta alla diffusione sempre piu&#8217; ampia di ceppi batterici resistenti. Esiste un vaccino, basato sul ceppo batterico attenuato BCG, ma che ha efficacia limitata e viene utilizzato soprattutto per proteggere i bambini dei paesi con piu&#8217; elevata incidenza della malattia.<\/p>\n<h3>LA TRASMISSIONE<\/h3>\n<p>La tubercolosi si trasmette per via aerea, attraverso le secrezioni emesse con i colpi di tosse e la saliva. Ma solo da una persona che abbia un&#8217;infezione attiva e una carica batterica elevata (l&#8217;infezione latente ricordiamo non e&#8217; infettiva). E&#8217; disponibile un&#8217;efficace profilassi per persone che possano essere venute in contatto con un malato, basata sull&#8217;assunzione del farmaco d&#8217;elezione, l&#8217;isoniazide, per un certo periodo. E&#8217; questa la misura messa in atto nella scuola di Treviso. I sintomi piu&#8217; comuni sono tosse persistente (piu&#8217; di 3 settimane), accompagnata da dolore al torace, febbre, malessere e debolezza persistente, improvvisa perdita di peso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La tubercolosi e&#8217; uno dei pi\u00f9 urgenti problemi sanitari globali. Specialmente a causa della preoccupante diffusione di ceppi resistenti agli antibiotici che rischiano di prendere il sopravvento&#8221;. Lo ha detto all&#8217;AGI Giovanni Maga, direttore del laboratorio di Virologia Molecolare presso l&#8217;Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia. 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