{"id":52255,"date":"2019-03-27T20:27:12","date_gmt":"2019-03-27T19:27:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=52255"},"modified":"2019-03-27T20:27:12","modified_gmt":"2019-03-27T19:27:12","slug":"non-si-puo-affrontare-la-scuola-senza-il-carico-dei-compiti-a-casa-il-contro-manifesto-di-giorgio-luppi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/03\/27\/non-si-puo-affrontare-la-scuola-senza-il-carico-dei-compiti-a-casa-il-contro-manifesto-di-giorgio-luppi\/","title":{"rendered":"Non si pu\u00f2 affrontare la scuola senza il carico dei compiti a casa. Il contro-manifesto di Giorgio Luppi"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Riceviamo e pubblichiamo la lettera del prof Giorgio Luppi indirizzata alla associazione Basta Compiti<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8220;Egregi signori, ho avuto modo di assistere ad una delle vostre assemblee pubbliche e di seguire la vostra pagina Facebook e mi permetto di esprimere alcune considerazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se ho ben capito voi sostenete che nella scuola dell&#8217;obbligo i compiti a casa siano non sono inutili ma addirittura dannosi. La scuola dell&#8217;obbligo si estende dal primo anno della primaria al secondo anno delle superiori, un arco di tempo di dieci anni, durante i quali i bambini diventano ragazzi e il loro modo di essere cambia radicalmente cos\u00ec come cambiano gli argomenti e l&#8217;impegno richiesti a scuola. Generalizzare ed estendere a tutto questo arco temporale le vostre considerazioni mi sembra non realistico.<\/span><\/p>\n<h3>IL CARICO DI COMPITI A CASA<\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se \u00e8 vero che talvolta nella scuola primaria il carico dei compiti a casa, specialmente nelle scuole a tempo pieno, pu\u00f2 essere eccessivo, \u00e8 altrettanto vero che non si pu\u00f2 affrontare una scuola superiore senza pensare di applicarsi anche a casa. Fra il troppo ed il niente esistono infinite possibilit\u00e0 e sicuramente ne esiste pi\u00f9 di una che rappresenta un giusto equilibrio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il processo di apprendimento \u00e8 denso di soddisfazioni ma lungo e faticoso, e, in gran parte, individuale. Non credo sia possibile apprendere senza fatica, affrontando in prima persona le difficolt\u00e0 che nuovi argomenti possono presentare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cito l&#8217;insegnante di matematica delle medie dei miei figli all&#8217;assemblea di presentazione: \u201cla matematica non si impara a scuola ma a casa facendo esercizi\u201d. Parole sacre, che non valgono solo per la matematica e che condivido pienamente.<\/span><\/p>\n<h3>L&#8217;ESPERIMENTO<\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Proviamo a fare un esperimento: sostituiamo la parola \u201ccompiti\u201d con la parola \u201cesercizi\u201d. Nessuno ha mai provato a suonare uno strumento musicale, a stare in equilibrio sui pattini, a centrare una porta con un pallone, \u00a0a parlare una lingua straniera, a risolvere una equazione, o un problema di fisica senza prima aver studiato la teoria e provato ad applicarla con esercizi? Pi\u00f9 esercizi si svolgono e pi\u00f9 si diventa abili, si accumula esperienza e di conseguenza migliora la padronanza della materia. Non \u00e8 possibile raggiungere competenze accettabili senza la pratica e l&#8217;esercizio, per non parlare dell&#8217;eccellenza, che richiede applicazione costante e continuativa. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Vanno benissimo sia lo studio che le esercitazioni a coppie o di gruppo ma ritengo che un momento in solitudine con un problema da risolvere o un teorema da dimostrare ed un foglio bianco ed una matita davanti siano indispensabili per mettere alla prova le proprie competenze e verificare quanto si \u00e8 appreso. Chi non lo ha mai fatto non credo sappia cosa vuol dire studiare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo la vostra teoria tutti quelli che ora esercitano le professioni di medico, di avvocato di ingegnere o che insegnano nelle scuole e nelle universit\u00e0 e che hanno studiato con metodi tradizionali e che per raggiungere tali risultati si sono impegnati con tanti esercizi hanno sbagliato tutto? Se devo farmi operare da un chirurgo spero che abbia fatto davvero tanti esercizi e compiti a casa.<\/span><\/p>\n<h3><strong>In conclusione ritengo che la giusta quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di compiti a casa sia un mezzo indispensabile per supportare un processo di apprendimento davvero completo e soddisfacente pertanto propongo il mio contro-manifesto:<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>\n<h3><b> sono inutili:<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">le nozioni ingurgitate attraverso lo studio domestico per essere rigettate, a comando (interrogazioni, verifiche\u2026), hanno durata brevissima; non \u201cinsegnano\u201d, non lasciano il \u201csegno\u201d \u2013 dopo pochi mesi restano solo labili tracce della faticosa applicazione; \u00a0<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Vero, \u00e8 necessario avere il tempo per assimilare e metabolizzare le nozioni, e la giusta quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di esercizi \u00e8 indispensabile per farle proprie<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>\n<h3><b> sono dannosi:<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">procurano disagi, sofferenze soprattutto agli studenti gi\u00e0 in difficolt\u00e0, suscitando odio per la scuola e repulsione per la cultura, oltre alla certezza, per molti studenti \u201cdiversamente dotati\u201d, della propria \u00abnaturale\u00bb inabilit\u00e0 allo studio; <\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Come pu\u00f2 fare uno studente in difficolt\u00e0 a migliorare senza esercitarsi? La soddisfazione di risolvere un problema o un esercizio non pu\u00f2 che aumentare l&#8217;autostima e la sicurezza nelle proprie competenze. Non confondiamo il disagio con la fatica, non c&#8217;\u00e8 dubbio: studiare e&#8217; faticoso e lo sar\u00e0 sempre.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>\n<h3><b> sono discriminanti:<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">avvantaggiano gli studenti avvantaggiati, quelli che hanno genitori premurosi e istruiti, e penalizzano chi vive in ambienti deprivati, aggravando, anzich\u00e9 \u201ccompensare\u201d, l\u2019ingiustizia gi\u00e0 sofferta, e costituiscono una delle ragioni, pi\u00f9 gravi, dell\u2019abbandono scolastico; \u00a0<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Quindi togliamo anche a quelli che potrebbero esercitarsi l&#8217;opportunit\u00e0 di farlo e livelliamo tutti verso il basso. Costringiamo tutti i genitori premurosi e istruiti a diventare assenti e ignoranti. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>\n<h3><b> sono onerosi:<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">spesso costringono i genitori a pagare lezioni private, se ne hanno la possibilit\u00e0 economica (ulteriore discriminazione), perch\u00e9 i figli facciano ci\u00f2 che evidentemente non sono in grado di fare \u2013 un \u201caffare\u201d da milioni di euro, per di pi\u00f9 in nero; <\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Cerchiamo piuttosto di offrire recuperi gratuiti gestiti dagli stessi insegnanti e di far emergere il nero<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>\n<h3><b> sono prevaricanti:<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">ledono il \u201cdiritto al riposo e allo svago\u201d (sancito dall\u2019Articolo 24 della dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo), e quello scolastico \u00e8 un \u201clavoro\u201d oneroso, spesso alienante \u2013 si danno compiti anche nelle classi a tempo pieno, dopo 8 ore di scuola, persino nei week end; <\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Se diritto al riposo e allo svago significa ore davanti a videogames o allo smartphone, penso sia meglio fare i compiti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li>\n<h3><b> sono impropri:<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">costringono i genitori a sostituire i docenti; senza averne le competenze professionali, nel compito pi\u00f9 importante, quello di insegnare a imparare (spesso devono sostituire anche i figli, facendo loro i compiti a casa); <\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Affermazione contraddittoria: se i genitori non hanno le competenze come possono fare loro i compiti? Un genitore quindi non pu\u00f2 insegnare ad imparare a suo figlio? Non pu\u00f2 trasmettergli le sue competenze, se \u00e8 in grado di farlo?<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li>\n<h3><b> sono limitanti:<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">lo svolgimento di fondamentali attivit\u00e0 formative che la scuola non offre (musica, sport\u2026) e che richiedono tempo, energie, impegno sono limitate o impedite dai compiti a casa; \u00a0<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Quindi impegnare tempo, energia e denaro per la musica e lo sport va bene ma per la scuola no?<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li>\n<h3><b> sono stressanti:<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">molta parte dei conflitti, dei litigi (le urla, i pianti, le punizioni\u2026) che avvengono tra genitori e figli riguardano lo svolgimento, meglio il tardivo o il mancato svolgimento dei compiti, quando sarebbe invece essenziale disporre di tempo libero da trascorrere insieme, serenamente; \u00a0<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Sono stressanti se affrontati nel modo sbagliato: anche condividere col proprio figlio un momento educativo pu\u00f2 essere appagante e di crescita per entrambi<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li>\n<h3><b> sono assurdi:<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">si danno persino i \u201ccompiti per le vacanze\u201d: un ossimoro, un assurdo logico (e pedagogico), giacch\u00e9 le vacanze sono tali, o dovrebbero esserlo, proprio perch\u00e9 liberano dagli affanni feriali e invece si trasformano in un supplizio, creando stress, sofferenza, insofferenza;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; In tre mesi di vacanze \u00e8 molto facile dimenticare quanto si \u00e8 appreso durante l&#8217;anno scolastico, senza un minimo di esercizio bisogna ripartire da zero.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"10\">\n<li>\n<h3><b> sono malsani:<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">portare ogni giorno zaini pesantissimi, colmi di quadernoni e libri di testo, \u00e8 nocivo per la salute, per l\u2019integrit\u00e0 fisica soprattutto dei pi\u00f9 piccoli, come dimostrato da numerose ricerche mediche. <\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; Cosa c&#8217;entra il peso dello zaino da portare a scuola con i compiti da fare a casa? \u00a0In ogni caso esistono alternative ai libri di testo, effettivamente troppo pesanti, vedi per esempio: www.bookinprogress.org<\/span><\/p>\n<h3><strong>E, per finire, una citazione dalla scrittrice Paola Mastracola:<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo studio \u00e8, ancora, inevitabile. Per quanto gli insegnanti si producano in performance sempre pi\u00f9 accattivanti; i saperi si esternalizzino; le scuole si dotino di LIM, DVD, app, wi-fi e bluetooth; per quanto limiamo asperit\u00e0 e livelliamo strade azzerando ogni sorta di difficolt\u00e0; per quanto puntiamo al saper fare e alle competenze e al <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">problem solving<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, e non pi\u00f9 al sapere; ebbene, c\u2019\u00e8 sempre un momento in cui lo studente deve mettersi a studiare: piazzarsi seduto, aprire un benedettissimo libro, e starci sopra parecchio, e anche parecchio concentrato e attento. Che sia una semplice verifica, un\u2019interrogazione virtuale, un esonero all\u2019universit\u00e0, un test di ammissione per la Normale di Pisa o l\u2019assunzione presso una ditta di surgelati, a un certo punto della vita i ragazzi dovranno dimostrare di sapere qualcosa. Quindi dovranno, bene o male, poco o tanto, studiare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non abbiamo ancora inventato sistemi alternativi, grazie ai quali evitare lo studio, questo spiacevole disagio, questo disturbo, percorso a ostacoli, noiosissimo impiccio che intralcia, deprime, sporca leggermente il meraviglioso luna park che pensiamo debba essere la vita. A un certo punto dobbiamo scendere dalla giostra dei cavallini e studiare: intollerabile! Non ci piace per niente.&#8221;<\/span><\/p>\n<p><strong>Buono studio a tutti, Giorgio Luppi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo la lettera del prof Giorgio Luppi indirizzata alla associazione Basta Compiti &#8220;Egregi signori, ho avuto modo di assistere ad una delle vostre assemblee pubbliche e di seguire la vostra pagina Facebook e mi permetto di esprimere alcune considerazioni. 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