{"id":52092,"date":"2019-03-25T20:40:41","date_gmt":"2019-03-25T19:40:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=52092"},"modified":"2019-06-27T16:13:31","modified_gmt":"2019-06-27T14:13:31","slug":"isabella-milani-non-esiste-la-didattica-perfetta-ma-esiste-quella-sbagliata-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/03\/25\/isabella-milani-non-esiste-la-didattica-perfetta-ma-esiste-quella-sbagliata-lintervista\/","title":{"rendered":"Isabella Milani: &#8220;Non esiste la didattica perfetta ma esiste quella sbagliata&#8221;. L&#8217;INTERVISTA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Isabella Milani, esperta del rapporto fra Scuola, Societ\u00e0 ed educazione \u00e8 autrice di <strong>\u201cL\u2019arte di insegnare<\/strong>\u201d e <strong>\u201cMaleducati o educati male?\u201d<\/strong>, entrambi pubblicati da <em>Vallardi<\/em>. Il suo sito \u00e8 <strong><a href=\"http:\/\/professoressamilani.it\/\">Isabella Milani online<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Sempre pi\u00f9 spesso si propongono metodologie didattiche nuove, che spesso provengono da altri Paesi. Tutta questa innovazione \u00e8 necessaria? <\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Troppo spesso si lanciano novit\u00e0 che nella pratica sono inattuabili o che a volte non sono neanche novit\u00e0. Tutte le riflessioni didattiche sono utili, fermo restando il fatto che devono essere pensate per il tipo di scuola e di societ\u00e0 in cui si vive. \u00a0Ogni governo che cambia si mette in mente di riformare la Scuola, imponendo \u201cnovit\u00e0\u201d e nuova terminologia, che spesso non \u00e8 altro che la rifrittura di idee vecchie. \u00a0Non esiste la \u201cdidattica perfetta\u201d, valida per tutte le situazioni, per tutti gli insegnanti e per tutti gli alunni. Ma esiste la \u201c<strong>didattica sbagliata<\/strong>\u201d, che \u00e8 quella che viene proposta (e spesso imposta da chi governa) <strong>senza tenere in alcun conto n\u00e9 la tipologia di scuola, n\u00e9 l\u2019ambiente socioculturale in cui gli insegnanti operano, n\u00e9 le risorse umane ed economiche<\/strong>, spesso carenti o mal distribuite. La \u201cdidattica sbagliata\u201d \u00e8 quella di ogni docente che pretende di insegnare allo stesso modo per tutta la carriera e con tutte le classi. Nessun insegnante dovrebbe ripetere ogni anno invariate lo stesso metodo didattico, pensando che esista solo una possibilit\u00e0 (quella che ha imparato all\u2019inizio della carriera, o quella che gli viene proposta o imposta come soluzione per tutti i problemi). <strong>Non esistono due ragazzi uguali, n\u00e9 due classi uguali<\/strong>. Come pu\u00f2 esistere un modo di insegnare o una lezione uguale per tutti? Ogni insegnante deve mettersi in discussione ogni anno: questa \u00e8 la vera innovazione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 allora, secondo te, la \u201clezione ideale\u201d? \u00a0<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi. La \u201clezione ideale\u201d \u00e8 quella che parte dallo studio della classe nell\u2019insieme e dai singoli alunni in particolare che abbiamo davanti. Non per riempire le scartoffie che ci vengono chieste, ma proprio per <strong>capire lo stato di salute educativo e culturale dei bambini e dei ragazzi<\/strong> e per somministrare le medicine pi\u00f9 efficaci a curare, o gli integratori pi\u00f9 utili a mantenere o migliorare lo stato di salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E siccome gli alunni sono sempre diversi, <strong>la nostra didattica deve cercare i bisogni per poi individuare le strategie migliori<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201clezione ideale\u201d \u00e8 quella che <strong>sa immaginare le domande che gli alunni potrebbero farci<\/strong>, prima che venga loro voglia di farcele, e imposta il discorso in modo da incuriosirli, da interessarli e infine da spingerli a fare quelle domande. Proporre le risposte senza far venire loro il desiderio di sapere \u00e8 una strada poco proficua e molto spesso destinata all\u2019insuccesso.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Telecamere in classe. Sei favorevole? <\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono contrarissima all\u2019idea delle telecamere perch\u00e9 parte dal presupposto che ogni insegnante &#8211; nessuno escluso &#8211; pu\u00f2 essere una persona violenta, e questo \u00e8 intollerabile. Mettere le telecamere significherebbe <strong>togliere definitivamente agli insegnanti ogni considerazione sociale<\/strong>. L\u2019insegnamento \u00e8 un lavoro che consiste nell\u2019occuparsi degli alunni e nel tutelare la loro sicurezza psicofisica. Ed \u00e8 questo che gli insegnanti fanno. A parte l\u2019assurdit\u00e0 dell\u2019idea stessa: in Italia sono quasi 3milioni e mezzo gli alunni che frequentano la scuola dell\u2019infanzia e la scuola primaria, e di questi pi\u00f9 di 110mila sono bambini con disabilit\u00e0. Solo considerando le scuole statali. Sottraete a questi numeri i casi di insegnanti violenti e bambini fatti oggetto di violenza nelle scuole statali, e vi restano quanti insegnanti e quanti bambini non hanno bisogno di telecamere. E noi dovremmo installare in tutte le classi una telecamera? Lo trovo ingiusto e assurdo. Trovo pi\u00f9 logico che si diffonda l\u2019idea che tutti gli insegnanti e soprattutto i dirigenti devono essere ritenuti responsabili penalmente dei reati che avvengono nella scuola di appartenenza: <strong>non \u00e8 possibile che nessuno senta urlare insegnanti e bambini<\/strong>, che non senta piangere, che non colga nessuna parola violenta. \u201cNon lo sapevo\u201d non pu\u00f2 essere una giustificazione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il rapporto scuola-famiglia appare sempre pi\u00f9 compromesso. C&#8217;\u00e8 ancora un modo per salvarlo?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto insegnanti genitori \u00e8 molto difficile perch\u00e9 <strong>la societ\u00e0 porta i genitori a non fidarsi degli insegnanti<\/strong>, e a educare i figli in un modo molto diverso da quello che serve per studiare e impegnarsi. Ho scritto tutto un libro su questo, \u201c<strong><em>Maleducati o educati male?<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggi altre notizie su <a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguici su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a> e <a href=\"https:\/\/twitter.com\/oggiscuola\">Twitter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Isabella Milani, esperta del rapporto fra Scuola, Societ\u00e0 ed educazione \u00e8 autrice di \u201cL\u2019arte di insegnare\u201d e \u201cMaleducati o educati male?\u201d, entrambi pubblicati da Vallardi. Il suo sito \u00e8 Isabella Milani online. \u00a0 Sempre pi\u00f9 spesso si propongono metodologie didattiche nuove, che spesso provengono da altri Paesi. Tutta questa innovazione \u00e8 necessaria? 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