{"id":51466,"date":"2019-03-15T09:00:09","date_gmt":"2019-03-15T08:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=51466"},"modified":"2019-03-15T09:00:09","modified_gmt":"2019-03-15T08:00:09","slug":"precariato-e-record-in-diecimila-i-supplenti-chiamati-dai-presidi-fuori-graduatoria-e-non-abilitati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/03\/15\/precariato-e-record-in-diecimila-i-supplenti-chiamati-dai-presidi-fuori-graduatoria-e-non-abilitati\/","title":{"rendered":"Precariato, \u00e8 record. In diecimila i supplenti chiamati dai presidi fuori graduatoria e non abilitati"},"content":{"rendered":"<p>Sotto accusa il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Anief chiede un intervento urgente per evitare il boom di ricorsi risarcitori in tribunale.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di 150 mila contratti sono dati in supplenza, molto spesso a docenti non abilitati, ma anche a neo-laureati perch\u00e9 nelle graduatorie ad esaurimento, da cui si assume per il 50% dei posti in ruolo e si affidano in prima istanza le supplenze dagli ex provveditorati, non \u00e8 pi\u00f9 consentito l&#8217;inserimento dal 2012 al personale abilitato nonostante siano migliaia i docenti abilitati dallo Stato, e perch\u00e9 prendere una supplenza dalle graduatorie d&#8217;istituto, che non sono provinciali, diventa sempre pi\u00f9 un terno al lotto quando con le semplici dichiarazioni di messa a disposizione si pu\u00f2 presentare domanda in ogni scuola italiana e non nel numero imposto dal Ministero.<\/p>\n<p>Le scuole pubbliche italiane hanno estremo bisogno di insegnanti, per via dei tanti posti vuoti. Il Ministero dell\u2019Istruzione per\u00f2 non vuole affrontare il problema, inserendo nelle graduatorie provinciali i tanti docenti gi\u00e0 abilitati e organizzando corsi abilitanti per quelli che da pi\u00f9 di tre anni insegnano nelle nostre scuole. I presidi sono costretti a ricorrere alle domande di messe a disposizioni pervenute ai singoli istituti come ha riportato il quotidiano La Repubblica denunciando le quasi 11 mila supplenze, alcune annuali, che nell\u2019anno in corso sono state assegnate a \u201csupplenti fai da te\u201d che \u201cnon risultano iscritti in nessuna graduatoria ufficiale, n\u00e9 in quelle provinciali ad esaurimento n\u00e9 in quelle d\u2019istituto\u201d. L\u2019anno prossimo il fenomeno diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 marcato. Marcello Pacifico (Anief): Quota 100 e l&#8217;abolizione degli ambiti territoriali andranno a incidere sul gi\u00e0 consistente numero di posti vacanti e disponibili. E al ricorso ai supplenti inesperti, anche perch\u00e9 gli abilitati sono concentrati su pochi istituti, perch\u00e9 costretti a sceglierne non pi\u00f9 di 20. Bussetti prenda coscienza della gravit\u00e0 della situazione: riapra le GaE per tutti i docenti abilitati, organizzi nuovi corsi abilitanti e rivitalizzi quel doppio canale di reclutamento che ha cercato di tutelare i precari nel continuo abuso dei contratti a termine.<\/p>\n<p>In Italia ci sono sempre pi\u00f9 aspiranti docenti che lavorano \u201cin molti casi fino al 30 giugno, grazie al loro spirito di intraprendenza. Anche con la sola laurea\u201d, dopo avere presentato al dirigente scolastico una semplice \u201cmessa a disposizione\u201d: \u00e8 una condizione inusuale, che porta \u201cla scuola italiana indietro di 70 anni\u201d. Si sta in pratica vivendo \u201cla medesima situazione che si verificava nell\u2019immediato dopoguerra, quando bastava una semplice laurea o un diploma per essere assunto ad personam dal capo d\u2019istituto che spesso non sapeva, per carenza di insegnanti, a chi fare svolgere le lezioni quotidiane. E senza nessun concorso\u201d.<\/p>\n<h3>SEMPRE PEGGIO<\/h3>\n<p>\u201cAlla politica di smantellamento delle liste dei precari storici \u2013 scrive La Repubblica &#8211; sono state affiancate dal 2008, con la riforma Gelmini, almeno altre tre nuove riforme del reclutamento che per\u00f2 sono andate a rilento e sono state modificate a ogni cambio di governo. Col risultato che la scorsa estate un terzo circa delle 57mila cattedre messe a disposizione dal Miur per le annuali immissioni in ruolo sono andate deserte per mancanza di aspiranti iscritti nelle Gae e nelle graduatorie degli ultimi concorsi a cattedra. Un paradosso per un paese con un tasso di disoccupazione giovanile alle stelle. Cos\u00ec, agevolati da una serie di siti che favoriscono l\u2019incontro della domanda e della offerta, molti semplici laureati o inseriti nelle graduatoria di altre province si sono proposti ai singoli presidi e sono stati assunti\u201d.<\/p>\n<p>I supplenti in servizio nelle scuole italiane hanno raggiunto nel 2018\/19 la stratosferica cifra di 164mila unit\u00e0: quasi uno ogni cinque docenti in cattedra. E l\u2019anno prossimo andr\u00e0 peggio, visto che la situazione \u00e8 stata in questo ultimo periodo \u201caggravata ulteriormente dalle uscite con quota 100 che ha portato a 68mila le cattedre vacanti del prossimo anno scolastico\u201d. Ma anche \u201cperch\u00e9 i concorsi straordinari lanciati dal governo attuale e i percorsi immaginati dalla Buona scuola procedono a rilento per le difficolt\u00e0 che stanno incontrando gli Uffici scolastici regionali nel comporre le commissioni giudicatrici\u201d.<\/p>\n<h3>MARCELLO PACIFICO: EVITIAMO IL PEGGIO<\/h3>\n<p>\u201cSono anni che continuiamo a ripetere che occorre riaprire le GaE \u2013 ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief \u2013 e ripristinare un vero doppio canale di reclutamento: ora la situazione \u00e8 esplosa, tuttavia attuando una procedura normativa d\u2019urgenza che apra le graduatorie ad esaurimento ai precari abilitati e permetta lo scorrimento nei ruoli per il 50 per cento da quelle graduatorie, si potrebbe evitare il peggio in vista del prossimo anno. A rendere pi\u00f9 complicata la situazione saranno le esclusioni progressive dalle GaE delle maestre con diploma magistrale, dopo che i tribunali avranno adottato le indicazioni confermate dall\u2019assurda decisione presa in adunanza plenaria dal Consiglio di Stato che stavolta si \u00e8 superata, mettendo pure in dubbio la liceit\u00e0 dell\u2019abilitazione connessa al titolo conseguito prima del 2002\u201d.<\/p>\n<p>\u201cA incrementare i \u2018buchi\u2019 \u2013 continua Pacifico \u2013 sar\u00e0 anche l&#8217;abolizione degli ambiti territoriali, prevista dal governo, che andr\u00e0 ad incidere sul gi\u00e0 consistente numero di posti vacanti e disponibili. Cos\u00ec, i dirigenti scolastici avranno sempre pi\u00f9 esigenza di ricorrere a supplenti inesperti, anche perch\u00e9 gli abilitati sono concentrati su pochi istituti perch\u00e9 costretti a sceglierne non pi\u00f9 di 20. Cogliamo l\u2019occasione per invitare il Ministro dell\u2019Istruzione a prendere coscienza della gravit\u00e0 della situazione e ad adoperarsi con immediatezza sulle GaE, replicando quello che \u00e8 stato gi\u00e0 fatto nel 2008 e nel 2012, puntando tutto sul doppio canale, visto che i concorsi sono lontani dal concludersi, e organizzando dei corsi abilitanti per il personale di ruolo presso gli uffici scolastici territoriali, in modo da permettere i passaggi di ruolo secondo le quote annualmente previste nell&#8217;ultimo contratto sulla mobilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Bisogna consentire anche ai tanti precari con 36 mesi di servizio di conseguire l&#8217;abilitazione o di essere assunti direttamente dalle stesse graduatorie d&#8217;istituto da trasformare in provinciali.<\/p>\n<p><strong>COMUNICATO STAMPA ANIEF<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto accusa il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. 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