{"id":51446,"date":"2019-03-14T20:54:34","date_gmt":"2019-03-14T19:54:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=51446"},"modified":"2019-04-03T15:47:36","modified_gmt":"2019-04-03T13:47:36","slug":"castelbianco-i-ragazzi-covano-rabbia-sin-dallasilo-nido-portiamoli-a-scuola-anche-di-pomeriggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/03\/14\/castelbianco-i-ragazzi-covano-rabbia-sin-dallasilo-nido-portiamoli-a-scuola-anche-di-pomeriggio\/","title":{"rendered":"Castelbianco: &#8220;I ragazzi covano rabbia sin dall&#8217;asilo nido, portiamoli a scuola anche di pomeriggio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;In Italia ci muoviamo in una modalit\u00e0 diagnostica descrittiva, che prevede una verifica dei problemi che emergono ma raramente risale alle cause da cui originano. Se parliamo di cyberbullismo puntiamo il dito su internet, se citiamo il bullismo a scuola allora pensiamo a quello che si fa in classe. Questa \u00e8 una condotta miope, se non capiamo da dove nasce la violenza difficilmente potremo procedere. Finiamo solo per metterci sopra una toppa&#8221;. Parla chiaro Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell&#8217;Istituto di Ortofonologia(IdO) e psicoterapeuta dell&#8217;et\u00e0 evolutiva, udito in commissione parlamentare per l&#8217;Infanzia e l&#8217;Adolescenza questa mattina in merito all&#8217;indagine conoscitiva su bullismo e cyberbullismo.<\/p>\n<h3>L&#8217;IDO e il suo ruolo<\/h3>\n<p>Il lavoro dell&#8217;IdO con le scuole \u00e8 pluridecennale. Da questo bagaglio esperienziale emerge che lo stesso termine bullismo &#8220;non inquadra pi\u00f9 la realt\u00e0. E&#8217; una parola che impedisce di affrontare il problema. Se pensiamo al bullo &#8211; continua Castelbianco &#8211; ci riferiamo al prepotente che esercita la sua forza. \u00c8 uno stereotipo. L&#8217;aggressivit\u00e0 oggi \u00e8 presente nei bambini molto piccoli e nel tempo, se non viene gestita, si sviluppa e diventa violenza.<\/p>\n<p>Prima ero chiamato per andare nelle scuole superiori, adesso vado nelle materne e nei nidi. Ho avuto la fortuna di aver insegnato per 13 anni a 600 assistenti di nido e scuola materna ogni anno &#8211; racconta il direttore dell&#8217;IdO- e confermo che nelle materne troviamo bambini che, anche di ottimo livello sociale, danno calci e morsi. Com&#8217;\u00e8 possibile?- chiede lo psicologo- Con il Comune di Roma svolgemmo nei nidi comunali il progetto &#8216;Mancano gli abbracci&#8217;.<\/p>\n<h3>Radici profonde<\/h3>\n<p>I nostri operatori, che assistevano i pediatri, insegnarono il massaggio pediatrico agli educatori per favorire un contatto corporeo istituzionale con i bambini. Erano delle coccole e hanno abbassato l&#8217;aggressivit\u00e0 dei bambini. Il risultato fu che tutti i comportamenti inaccettabili sparirono. L&#8217;anno seguente- ricorda lo psicoterapeuta- i bambini che avevano partecipato al progetto erano molto pi\u00f9 sereni e sorridenti rispetto a quanti non vi avessero preso parte. Di questo dobbiamo parlare, se continuiamo a nominare tale fenomeno solo come bullismo diamo un&#8217;immagine singolare, riferita ad una persona, a un fenomeno che invece riguarda un problema sociale&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Da un lato ci sono i bambini che crescono assumendo una violenza che devono tirare fuori &#8211; precisa Castelbianco &#8211; dall&#8217;altro c&#8217;\u00e8 un modello sociale dominato dalla logica che chi \u00e8 pi\u00f9 forte abbia anche ragione. Crescendo questi bambini capiscono che per essere forti deve far parte di un gruppo e cos\u00ec nasce il branco. Per far parte del gruppo accettano qualunque cosa. Abbiamo un problema di solitudine&#8221;.<\/p>\n<h3>Un disagio che cresce<\/h3>\n<p>Le cause della violenza affondano le loro radici nei primissimi anni di vita. &#8220;Oggi non si vedono pi\u00f9 bambini per strada con il ciuccio, sono scomparsi. I dentisti ormai parlano di sempre pi\u00f9 bambini che soffrono di deglutizione atipica, ovvero spingono con la lingua sui denti. Cos&#8217;\u00e8 cambiato?- continua a chiedere il direttore dell&#8217;IdO durante l&#8217;audizione- vanno al nido a 6 mesi e invece di ciucciare il ciuccio o il pollice si ciucciano la lingua. \u00c8 un atto di autoconsolazione. L&#8217;asilo nido non \u00e8 la mamma e i bambini soffrono l&#8217;abbandono, qui comincia a nascere una forma di rabbia.<\/p>\n<p>I ragazzi delle scuole elementari, delle medie e poi delle superiori sono arrabbiati e la risposta che diamo \u00e8 sintomatica per non affrontare il problema e metterci sopra una toppa. Abbiamo imitato gli Stati Uniti e messo i bambini all&#8217;asilo a 6 mesi, ma adesso gli stessi americani stanno rivedendo questa logica e considerano piu&#8217; opportuno inserire al nido i bambini non prima dei 16-18 mesi&#8221;. Come procedere allora?<\/p>\n<h3>Il suicidio: problema enorme<\/h3>\n<p>Castelbianco porta un altro grande tema davanti alla commissione parlamentare: &#8220;Il suicidio o il tentativo di suicidio \u00e8 diventato un problema enorme e non se ne accorge nessuno. Si cerca sempre il colpevole, come se i genitori, i familiari o i docenti non fossero stati capaci di accorgersene. Loro non c&#8217;entrano nulla &#8211; ribadisce &#8211; quante violenze avvengono nella scuola e noi continuiamo a stupirci.<\/p>\n<p>Oltre a docenti dedicati agli studenti e al supporto di psicologi esperti, \u00e8 importante aprire la scuola il pomeriggio &#8211; consiglia lo psicoterapeuta- per seguire i ragazzi nella loro vita prima di diventare maggiorenni. Dobbiamo coinvolgerli in attivit\u00e0. I giovani non hanno pi\u00f9 centri di aggregazioni, hanno solo il cellulare&#8221;.<\/p>\n<h3>Una rabbia da combattere<\/h3>\n<p>Adottare un criterio evidence based &#8220;non risolve il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, perch\u00e8 questo fenomeno non presenta un aspetto clinico. I bambini sono arrabbiati e lo abbiamo dimostrato portando negli asili nido gli abbracci che abbassano la loro aggressivit\u00e0. Cercare criteri clinici non ci porter\u00e0 da nessuna parte- afferma Castelbianco- quello che manca \u00e8 l&#8217;equilibrio emotivo nei bambini e l&#8217;equilibrio di stabilita&#8217;, anche intellettiva, negli adulti che stanno con i bambini. Andare nello scientifico significa segmentare il problema e non trovare una soluzione.<\/p>\n<p>L&#8217;adulto deve essere presente per far crescere i minori in modo sano, ma gli adulti non ci sono a scuola, non ci sono in famiglia e non ci sono nei luoghi di aggregazione. \u00c8 un problema sociale determinato da noi adulti e noi cerchiamo un indicatore scientifico? Continuiamo a non accettare- conclude- che gli adulti non ci sono mai quando i ragazzi sono insieme&#8221;.<\/p>\n<p>Leggi altre notizie su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\/\">OggiScuola<\/a><\/p>\n<p>Seguici su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OggiScuolait-455191524664401\/?epa=SEARCH_BOX\">Facebook<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/oggiscuola\">Twitter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;In Italia ci muoviamo in una modalit\u00e0 diagnostica descrittiva, che prevede una verifica dei problemi che emergono ma raramente risale alle cause da cui originano. 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