{"id":50662,"date":"2019-03-04T10:15:34","date_gmt":"2019-03-04T09:15:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=50662"},"modified":"2019-06-27T16:14:24","modified_gmt":"2019-06-27T14:14:24","slug":"sinopoli-flc-cgil-lautonomia-e-unidea-sciagurata-non-solo-per-la-scuola-ma-per-litalia-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/03\/04\/sinopoli-flc-cgil-lautonomia-e-unidea-sciagurata-non-solo-per-la-scuola-ma-per-litalia-lintervista\/","title":{"rendered":"Sinopoli (FLC CGIL): &#8220;L&#8217;autonomia \u00e8 un&#8217;idea sciagurata non solo per la scuola, ma per l&#8217;Italia&#8221;. L&#8217;INTERVISTA"},"content":{"rendered":"<p>Parola ai sindacati. Prosegue con Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL Scuola, la rassegna di interviste ai sindacalisti italiani sul tema istruzione. Quattro domande uguali per tutti per rispondere al personale della scuola. L&#8217;intervista a Francesco Sinopoli<\/p>\n<h3>Diplomati Magistrale. Dopo la sentenza gemella del CdS si attende la Cassazione il 12 marzo. Quale secondo il sindacato \u00e8 la soluzione pi\u00f9 idonea per le maestre?<\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Indire un concorso riservato, con una procedura agile, sia per i diplomati magistrali che per i laureati in scienze della formazione primaria. Senza porre lo sbarramento del servizio. Noi abbiamo bisogno di chiudere i conti con il passato e di coprire in maniera stabile tutte le cattedre vuote con personale adeguatamente formato e gi\u00e0 in servizio da anni come maestro\/a. In molte citt\u00e0 del nord senza i diplomati magistrali le scuole primarie non potrebbero funzionare. Aver previsto un concorso straordinario riservato a chi ha maturato almeno 24 mesi di servizio \u00e8 stata una misura a met\u00e0, poco coraggiosa.<\/span><\/p>\n<h3><strong>Terza Fascia. Dopo le promesse del Senatore Pittoni ora si d\u00e0 il contentino dei punti extra al concorso. Si poteva optare per una soluzione diversa per chi ha decenni di precariato alle spalle?<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Certo si poteva fare e si deve fare. L\u2019emendamento Pittoni \u00e8 una non soluzione. Con questo non vogliamo dire che sia sbagliato valorizzare l\u2019esperienza maturata, ma il personale precario che \u00e8 in possesso dei titoli previsti per insegnare (abilitazione) e dell\u2019esperienza professionale maturata sul campo (3 anni di servizio) ha diritto ad una procedura semplificata, quella che noi abbiamo chiamato \u201cfase transitoria\u201c, che si concluda gi\u00e0 il 1 settembre 2019. Questa nostra proposta serve a tenere insieme le giuste aspettative delle famiglie che reclamano continuit\u00e0 didattica e regolarit\u00e0 del servizio scolastico e gli interessi dei docenti precari che confidano in una stabilit\u00e0 come legittima valorizzazione professionale.<\/span><\/p>\n<h3><strong>Classi pollaio. Si torna a discutere alla Camera sull&#8217;annoso problema, ma a monte mancano le risorse finanziarie. E&#8217; ancora il caso di parlarne?\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 necessario eliminare le classi pollaio, per la qualit\u00e0 della didattica, per il benessere degli alunni e per l\u2019esercizio della professione docente. Questa misura ha bisogno di essere accompagnata da altre azioni perch\u00e9 sviluppi davvero e fino in fondo i suoi effetti: devono essere contestualmente previste le risorse da stanziare per ampliare gli organici, perch\u00e9 diversamente il provvedimento sar\u00e0 destinato a rimanere nella sfera delle intenzioni grazie al collaudato gioco di sempre, che \u00e8 quello di prevedere un plafond di spesa da non superare cosicch\u00e9, in definitiva, il tetto massimo di alunni per classe, pur stabilito sulla carta, sar\u00e0 superato. \u00a0Oppure, bene che vada, senza le necessarie risorse prestabilite per tempo, si entra poi nel regime delle classi in deroga e cio\u00e8 in organico di fatto con connessa assunzione di personale precario: la conseguenza sar\u00e0 non solo la creazione di ulteriore precariato, ma anche la mancanza di continuit\u00e0 didattica che \u00e8 una delle cause principali della dispersione scolastica. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma non basta: la parzialit\u00e0 del provvedimento potr\u00e0 essere superata solo se si dar\u00e0 corso anche al ripristino delle condizioni preesistenti al 2008 (l\u2019anno dell\u2019avvio delle classi pollaio), e cio\u00e8 l\u2019ampliamento del tempo pieno (scuola primaria) e del tempo prolungato (scuola secondaria di primo grado), la restituzione delle ore di laboratorio e del curriculum tagliate nella scuola superiore. Senza dimenticare il personale ATA che ha subito un taglio di circa 50.000 unit\u00e0 di personale e la cui insufficienza determina il fenomeno dei plessi e dei piani delle scuole prive di sorveglianza e della connessa sicurezza.<\/span><\/p>\n<h3><strong>Autonomia scolastica. La regionalizzazione aumenta il divario tra Nord e Sud oppure la scuola \u00e8 pronta alla tanto amata proposta del Governo?<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La cosiddetta autonomia differenziata che \u00e8 contenuta nel cosiddetto \u201ccontratto del governo del cambiamento\u201d \u00e8 un\u2019idea sciagurata non solo per la scuola, ma per il Paese intero. Tralasciamo qui di parlare della millantata attuazione della Costituzione che non \u00e8 la sua applicazione, bens\u00ec una deviazione dalla Costituzione. In materia scolastica e di istruzione, le bozze fatte circolare e da noi conosciute (perch\u00e9 inspiegabilmente faticano a diventare documenti ufficiali) dicono una cosa semplice e terribile: la scuola diventa regionale, il personale viene assunto e pagato dalle regioni, i concorsi si bandiscono su base regionale, perfino la valutazione del sistema far\u00e0 capo alle regioni. E\u2019 la fine del diritto all\u2019istruzione come diritto sociale individuale da esercitare in maniera uguale indipendentemente dal luogo in cui si risiede. La fine dell\u2019uguale diritto all\u2019apprendimento perch\u00e9 a stipendi diversi non possono che corrispondere diritti diversi. E\u2019 la fine della libert\u00e0 di insegnamento che, se oggi \u00e8 tutelata dalla cornice nazionale, domani subir\u00e0 il controllo regionale. Con tutto ci\u00f2 \u00e8 la fine della coesione sociale e dell\u2019unit\u00e0 culturale del Paese, di cui la scuola \u00e8 il primo presidio.<\/span><\/p>\n<h3>L&#8217;IDEA DI AUTONOMIA<\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La nostra idea di autonomia, che \u00e8 fondata sui principi della nostra Costituzione, \u00e8 ben altra: garanzia del diritto all\u2019istruzione per ogni alunno in maniera uguale in ogni angolo del Paese attraverso la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazione in materia di istruzione (che, ad oggi, non sono stati individuati), legge di principi nazionale per un\u2019autonomia regolata e basata sulla leale collaborazione, intesa come intervento dello stato a supporto delle aree pi\u00f9 svantaggiate. Per questo ci batteremo con ogni mezzo consentito dalla lotta e dal confronto democratico contro l\u2019idea di autonomia perseguita fraudolentemente da questo governo. Per questo facciamo parte di un vasto fronte che abbiamo contribuito a costruire in questi mesi, costituito, oltre che dalla FLC Cgil, dagli \u00a0altri sindacati confederali e autonomi e da molte associazioni professionali scolastiche e studentesche. In questo momento, stiamo raccogliendo le firme su di un documento di contrasto all\u2019autonomia differenziata predicata dal Governo. E invitiamo chiunque abbia a cuore le sorti della scuola pubblica come primario mezzo di promozione sociale a firmarlo. Ma diciamo sin da subito che come FLC Cgil non escludiamo nessun altro mezzo di mobilitazione, anche lo sciopero. Se le forze politiche oggi al Governo non recedono da questa idea pericolosa per i diritti e per il futuro del Paese.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parola ai sindacati. Prosegue con Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL Scuola, la rassegna di interviste ai sindacalisti italiani sul tema istruzione. 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