{"id":11154,"date":"2019-12-05T10:04:29","date_gmt":"2019-12-05T09:04:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=11154"},"modified":"2019-12-05T17:14:17","modified_gmt":"2019-12-05T16:14:17","slug":"scuola-ernesto-galli-della-loggia-ormai-promozione-generalizzata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/12\/05\/scuola-ernesto-galli-della-loggia-ormai-promozione-generalizzata\/","title":{"rendered":"Scuola, Ernesto Galli della Loggia: &#8220;Ormai promozione generalizzata&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"chapter clearfix\">\n<p class=\"chapter-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Se tutti gli studenti avessero i voti che meritano non verrebbe promosso pi\u00f9 del 20 per cento\u00bb. Spetta a un professore di un istituto tecnico commerciale pugliese il merito di aver ancora una volta portato alla ribalta nel modo pi\u00f9 clamoroso, con queste parole (Corriere, 23 aprile), la grande menzogna su cui si regge da anni il sistema dell\u2019istruzione italiano: le promozioni d\u2019ufficio. Proprio perch\u00e9 il suddetto professore non stava al gioco, e viceversa dava ai suoi studenti i voti che meritavano, il dirigente della scuola dove insegnava lo ha sospeso a suo tempo dal servizio: sanzione disciplinare che adesso, dopo ben cinque anni, il giudice del lavoro di Lecce ha per\u00f2 annullato dandogli ragione. Le cose in effetti stanno cos\u00ec: nelle scuole italiane la bocciatura \u00e8 di fatto bandita, cos\u00ec come \u00e8 bandito ogni autentico criterio di selezione e quindi di reale accertamento del merito. Gli abbandoni scolastici beninteso ci sono (ad esempio negli istituti tecnico-professionali), ma hanno una spiegazione di altro genere, perlopi\u00f9 legata alla condizione socio-culturale dell\u2019ambiente familiare. Di fatto, dunque, chi nel nostro Paese inizia il corso di studi \u00e8 pressoch\u00e9 matematicamente sicuro di arrivare al traguardo. E infatti gli esami di diploma finale fanno regolarmente segnare percentuali di promossi che da anni sfiorano il cento per cento (in che senso possa essere considerato tecnicamente un \u00abesame\u00bb una prova che d\u00e0 abitualmente risultati simili resta per me un mistero).<\/em><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\" style=\"text-align: justify;\">A parlare \u00e8 <strong>Ernesto Galli della Loggia<\/strong> che, sul Corriere online, affronta il delicato problema della promozione a tutti i costi. Nell&#8217;editoriale spiega: &#8220;<em>Le cause sono molte. Di gran lunga la principale \u00e8 l\u2019ideologia fondata sulla categoria di \u00abinclusione\u00bb che da decenni domina la nostra istituzione scolastica. Cio\u00e8 l\u2019idea che compito della scuola, anche dopo il percorso dell\u2019obbligo, non sia quello di impartire conoscenze e accertare il grado del loro effettivo apprendimento, bens\u00ec soprattutto quello di \u00abnon lasciare nessuno indietro\u00bb. Che detto in parole povere significa appunto <strong>procedere alla fine a una promozione generalizzata e indiscriminata<\/strong>. Da decenni, poi, \u00e8 venuta crescendo nella scuola una tendenza che chiamerei all\u2019\u00abuniversalismo\u00bb (che \u00e8 l\u2019altra faccia della cosiddetta \u00abautonomia\u00bb), in base alla quale <strong>la scuola stessa \u00e8 stata sollecitata a proiettarsi all\u2019esterno o comunque fuori dall\u2019ambito suo proprio, verso una miriade di attivit\u00e0, di iniziative, di interessi<\/strong> \u2014 connotati di una valenza che in vario modo finisce per essere sempre quella del \u00abpoliticamente edificante\u00bb \u2014 della quale quella che va sotto il nome di \u00abscuola-lavoro\u00bb \u00e8 senz\u2019altro la pi\u00f9 significativa. E che inevitabilmente finiscono per condizionare il giudizio anche sul profitto vero e proprio dell\u2019alunno<\/em>&#8220;.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">&#8220;<em>Nella scuola italiana<\/em> &#8211; continua &#8211; <em>dunque, la promozione del maggior numero possibile di alunni ha finito per avere un valore assolutamente strategico. Essa<strong> \u00e8 un vero pilastro dell\u2019edificio scolastico<\/strong>. Ma come arrivarci in concreto? Non \u00e8 difficile. Nel nostro sistema scolastico infatti non \u00e8 il singolo docente ad assegnare i voti di fine anno che decidono il destino dello studente. I professori hanno in pratica un semplice diritto di proposta, ma chi poi decide \u00e8 il consiglio di classe a maggioranza. Consiglio presieduto ovviamente dal dirigente scolastico il quale, per le ragioni dette sopra, ha tutto l\u2019interesse alla, diciamo cos\u00ec, massima benevolenza; nonch\u00e9 l\u2019autorit\u00e0 per dar libero corso alla medesima. Con il consenso alla fine, per\u00f2, degli stessi docenti, i quali, se il numero degli studenti diminuisce troppo, potrebbero veder messo in pericolo il loro posto. Avviene dunque una sorta di profana transustanziazione: le pi\u00f9 catastrofiche insufficienze si tramutano in sufficienze, gli alunni pi\u00f9 svogliati in bravi ragazzi, i pi\u00f9 accidentati itinerari scolastici diventano tranquilli passaggi all\u2019anno successivo. E cos\u00ec via fino all\u2019immancabile successo del diploma finale<\/em>&#8220;.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma, a questo punto, si chiede Galli della Loggia, a che serve un sistema strutturato in questo modo?. &#8220;<em>Serve a una cosa soprattutto: a sollevare da ogni responsabilit\u00e0 i partiti e la classe politica, in particolare chi governa; a liberarli dai problemi, dalle proteste e dalle accuse, dalle rivendicazioni, che per due, tre decenni li hanno tormentati ogni volta che in un modo o nell\u2019altro c\u2019entrava l\u2019istruzione. Rinunciando a istituire una scuola che seleziona in base al merito \u2014 e dunque, inevitabilmente, che boccia (una parola poco simpatica, ma un altro modo e un\u2019altra parola, ahim\u00e8, ancora non sono stati inventati) \u2014 essi riescono a dare a credere, specie alla parte meno avvertita dell\u2019opinione pubblica, che ormai esiste finalmente una scuola davvero democratica. La quale, cio\u00e8, riuscendo a tener conto delle esigenze anche dei pi\u00f9 sfavoriti, porta in pratica tutti gli iscritti al positivo compimento degli studi. E dando a credere che si \u00e8 cos\u00ec realizzata anche la pi\u00f9 importante funzione dell\u2019istruzione nelle societ\u00e0 democratiche: quella di rompere i vincoli dell\u2019appartenenza di classe per nascita, assicurando invece l\u2019ascesa sociale dei capaci e meritevoli; che insomma la scuola \u00e8 veramente l\u2019ascensore sociale del Paese&#8221;<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"chapter-paragraph\">tratto dall&#8217;editoriale per il <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/17_aprile_29\/scuole-italiane-8a069fae-2c4d-11e7-a45f-5318c0275c1e.shtml\">Corriere della Sera<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Se tutti gli studenti avessero i voti che meritano non verrebbe promosso pi\u00f9 del 20 per cento\u00bb. 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