{"id":104159,"date":"2026-11-04T11:02:35","date_gmt":"2026-11-04T10:02:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=104159"},"modified":"2026-11-04T11:02:35","modified_gmt":"2026-11-04T10:02:35","slug":"scuola-dal-2027-28-meno-cattedre-la-complessita-delle-classi-non-si-misura-sul-numero-degli-alunni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2026\/11\/04\/scuola-dal-2027-28-meno-cattedre-la-complessita-delle-classi-non-si-misura-sul-numero-degli-alunni\/","title":{"rendered":"Scuola, dal 2027\/28 meno cattedre: \u00abLa complessit\u00e0 delle classi non si misura sul numero degli alunni\u00bb"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\"><em>4 novembre 2026\u00a0 Roma<\/em><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Meno nascite, meno alunni, meno cattedre. \u00c8 la traiettoria che le ultime manovre finanziarie sembrano indicare per la scuola italiana, con una riduzione sistematica degli organici a partire dall\u2019anno scolastico 2027\/2028. Una linea che, secondo <strong>Daniela Nicol\u00f2, portavoce di Community Uniti per INDIRE<\/strong>, rischia di trascurare un fattore decisivo: la composizione reale delle classi.<\/p>\n<h4 dir=\"ltr\" aria-level=\"5\">Il nodo: classi pi\u00f9 piccole, ma pi\u00f9 complesse<\/h4>\n<p dir=\"ltr\">Per Nicol\u00f2 la logica dei tagli lineari tratta l\u2019istruzione pubblica come una qualunque amministrazione, dove a un calo delle pratiche corrisponde una riduzione del personale. Un\u2019aula, per\u00f2, \u00abnon gestisce pratiche, forma persone\u00bb. Una classe di quindici alunni, sostiene, pu\u00f2 risultare oggi pi\u00f9 impegnativa di una di trenta di vent\u2019anni fa, perch\u00e9 \u00e8 cambiata la natura dei bisogni.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Due i fronti indicati:<\/p>\n<ul dir=\"ltr\">\n<li><strong>BES e DSA.<\/strong> Piani didattici personalizzati, dislessie, deficit di attenzione e fragilit\u00e0 emotive richiedono una continua rimodulazione della didattica. Il docente non svolge pi\u00f9 un\u2019unica lezione, ma costruisce percorsi differenziati nella stessa ora.<\/li>\n<li><strong>Alunni neo-arrivati in Italia (NAI).<\/strong> L\u2019alfabetizzazione di studenti che non parlano italiano richiede risorse dedicate. Senza investimenti strutturali, avverte la portavoce, l\u2019inclusione pu\u00f2 ridursi a una formula: ragazzi isolati in fondo all\u2019aula e una scuola che diventa \u00abparcheggio al caldo\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p dir=\"ltr\">Da qui il richiamo al principio di equit\u00e0, che \u00abnon \u00e8 dare a tutti la stessa cosa, ma dare di pi\u00f9 a chi ha meno\u00bb. Calcolare gli organici sulla media aritmetica degli iscritti, afferma Nicol\u00f2, significa svuotare il principio costituzionale dell\u2019inclusione.<\/p>\n<h4 dir=\"ltr\" aria-level=\"5\">Concorsi e tagli: un paradosso<\/h4>\n<p dir=\"ltr\">Il sistema, osserva Community Uniti per INDIRE, procede su due binari opposti. Da un lato l\u2019amministrazione bandisce concorsi per rispettare i vincoli europei sulla stabilizzazione e coprire il turnover. Dall\u2019altro \u00e8 costretta a ridurre le quote di organico dell\u2019autonomia e i posti di potenziamento.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">A reggere l\u2019urto, secondo la portavoce, \u00e8 la capacit\u00e0 di adattamento dei docenti, che per\u00f2 comporta un costo umano elevato: logorio quotidiano e difficolt\u00e0 affrontate spesso in solitudine.<\/p>\n<h4 dir=\"ltr\" aria-level=\"5\">Sostegno e ATA tra i pi\u00f9 colpiti<\/h4>\n<p dir=\"ltr\">Le conseguenze ricadono in particolare su sostegno e personale ATA:<\/p>\n<ul dir=\"ltr\">\n<li><strong>Docenti di sostegno.<\/strong> Contitolari della classe sulla carta, vengono utilizzati nella pratica come \u00abjolly\u00bb per coprire le supplenze improvvise, a causa della carenza complessiva di organico.<\/li>\n<li><strong>Segreterie.<\/strong> Il personale amministrativo \u00e8 ridotto all\u2019osso, mentre crescono i carichi burocratici legati ai progetti europei.<\/li>\n<li><strong>Collaboratori scolastici.<\/strong> Devono garantire la sorveglianza di plessi molto estesi con unit\u00e0 dimezzate.<\/li>\n<\/ul>\n<h4 dir=\"ltr\" aria-level=\"5\">Denatalit\u00e0 e precariato: il cortocircuito<\/h4>\n<p dir=\"ltr\">Nicol\u00f2 sposta poi il ragionamento sulle cause del calo demografico, richiamato come giustificazione tecnica dei tagli. La denatalit\u00e0, sostiene, \u00e8 legata alla mancanza di prospettive stabili e all\u2019impossibilit\u00e0 di pianificare il futuro, condizioni che toccano da vicino una parte consistente della categoria. Migliaia di insegnanti vivono per anni tra supplenze annuali, contratti a termine, percorsi di abilitazione, graduatorie instabili e sedi lontane e costose, e molti rinunciano o rimandano la scelta di avere figli.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il paradosso, conclude la portavoce, \u00e8 che il sistema chiede a lavoratori precari di occuparsi ogni giorno dei figli della societ\u00e0, privandoli delle tutele minime per averne di propri.<\/p>\n<h4 dir=\"ltr\" aria-level=\"5\">\u00abUna societ\u00e0 al ribasso\u00bb<\/h4>\n<p dir=\"ltr\">Il messaggio finale \u00e8 un monito sul piano economico e sociale: i tagli all\u2019istruzione sarebbero \u00abun lusso che il futuro del Paese non pu\u00f2 permettersi\u00bb. Risparmiare con la logica della calcolatrice, sostiene Nicol\u00f2, equivale a progettare consapevolmente una societ\u00e0 al ribasso. Da qui la domanda che chiude l\u2019intervento: \u00abConviene?\u00bb<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: right;\"><em>di <strong>Redazione\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>4 novembre 2026\u00a0 Roma Meno nascite, meno alunni, meno cattedre. \u00c8 la traiettoria che le ultime manovre finanziarie sembrano indicare per la scuola italiana, con una riduzione sistematica degli organici a partire dall\u2019anno scolastico 2027\/2028. 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