{"id":104141,"date":"2026-10-29T22:41:46","date_gmt":"2026-10-29T21:41:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=104141"},"modified":"2026-10-29T22:41:46","modified_gmt":"2026-10-29T21:41:46","slug":"guspini-dario-ianes-rilancia-la-sfida-dellinclusione-costruire-comunita-capaci-di-accogliere-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2026\/10\/29\/guspini-dario-ianes-rilancia-la-sfida-dellinclusione-costruire-comunita-capaci-di-accogliere-tutti\/","title":{"rendered":"Guspini, Dario Ianes rilancia la sfida dell&#8217;inclusione: \u00abCostruire comunit\u00e0 capaci di accogliere tutti\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>GUSPINI, 29 ottobre 2026<\/strong> \u2013 Ripensare la scuola, trasformare gli ambienti educativi e costruire comunit\u00e0 capaci di valorizzare le differenze. \u00c8 la sfida rilanciata a Guspini durante il convegno <em>\u201cDirezioni comuni\u201d<\/em>, che ha visto la partecipazione di Dario Ianes, tra i principali riferimenti italiani nel campo della pedagogia speciale e dell&#8217;inclusione scolastica.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro, ospitato al Teatro Murgia e promosso dal Centro per le Famiglie del PLUS Guspini insieme alla Cooperativa Sociale La Clessidra, ha coinvolto esperti, professionisti dell&#8217;educazione, operatori sociali, rappresentanti delle istituzioni e famiglie.<\/p>\n<p>Al centro della giornata una domanda che riguarda non soltanto la scuola, ma l&#8217;intera societ\u00e0: come costruire ambienti nei quali ogni persona possa partecipare realmente alla vita collettiva, superando le barriere che limitano le opportunit\u00e0 di apprendimento, relazione e autonomia?<\/p>\n<p>Il confronto ha messo in evidenza la necessit\u00e0 di passare da un modello che chiede alle persone di adattarsi ai contesti esistenti a una prospettiva che interviene sugli ambienti, sulle pratiche educative e sull&#8217;organizzazione dei servizi.<\/p>\n<h4>Dario Ianes: l&#8217;inclusione parte dal cambiamento dei contesti<\/h4>\n<p>Il contributo di Dario Ianes ha rappresentato uno dei momenti centrali del convegno, riportando l&#8217;attenzione sul significato dell&#8217;inclusione e sulle trasformazioni necessarie per renderla una pratica quotidiana.<\/p>\n<p>Per lungo tempo, gli interventi educativi si sono concentrati soprattutto sul sostegno alle persone con disabilit\u00e0 o con bisogni educativi speciali, con l&#8217;obiettivo di favorire il loro adattamento a contesti gi\u00e0 strutturati.<\/p>\n<p>La prospettiva inclusiva invita invece a interrogarsi sul funzionamento degli ambienti stessi: come sono organizzate le attivit\u00e0? Quali possibilit\u00e0 di partecipazione vengono offerte? Gli spazi, le relazioni e le metodologie didattiche consentono a tutti di apprendere e contribuire?<\/p>\n<p>La questione non riguarda soltanto la disponibilit\u00e0 di strumenti compensativi, sostegni individualizzati o risorse professionali. Richiede anche un ripensamento delle pratiche didattiche, dell&#8217;organizzazione scolastica e delle modalit\u00e0 attraverso le quali vengono riconosciute e valorizzate le differenze.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, l&#8217;inclusione non pu\u00f2 essere affidata esclusivamente agli insegnanti di sostegno o agli specialisti. \u00c8 una responsabilit\u00e0 condivisa che coinvolge docenti, dirigenti scolastici, famiglie, servizi territoriali e istituzioni.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 costruire un sistema educativo nel quale la diversit\u00e0 non rappresenti un&#8217;eccezione da gestire, ma una componente ordinaria della vita collettiva.<\/p>\n<h4>Pibiri e Moi: il ruolo del territorio nella cultura dell&#8217;inclusione<\/h4>\n<p>Il convegno ha evidenziato anche il contributo delle realt\u00e0 sociali locali nella promozione di una cultura dell&#8217;inclusione.<\/p>\n<p>In questo percorso si inserisce l&#8217;impegno di Dimitri Pibiri, presidente della Cooperativa Sociale La Clessidra, e di Andrea Moi, coordinatore del Centro per le Famiglie del PLUS Guspini, impegnati nella realizzazione di un&#8217;occasione di confronto tra competenze scientifiche, esperienze professionali e vissuti quotidiani.<\/p>\n<p>Iniziative di questo tipo consentono di ampliare il dibattito oltre gli ambienti specialistici, coinvolgendo direttamente cittadini e famiglie e favorendo una maggiore consapevolezza sui temi educativi e sociali.<\/p>\n<p>Il Centro per le Famiglie assume, in questo quadro, una funzione che va oltre il sostegno alla genitorialit\u00e0. Si configura come uno spazio di ascolto, orientamento e partecipazione, capace di favorire il dialogo tra persone, servizi e istituzioni.<\/p>\n<p>La costruzione di una comunit\u00e0 inclusiva passa anche da queste occasioni di incontro, nelle quali \u00e8 possibile condividere esperienze, riconoscere bisogni e individuare risposte pi\u00f9 coordinate.<\/p>\n<h4>Diego Palma: la presenza non basta, serve una partecipazione reale<\/h4>\n<p>Un altro tema centrale \u00e8 stato affrontato da Diego Palma con l&#8217;intervento <em>\u201cTra gioco e attenzione. La presenza che sostiene i primi apprendimenti\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La riflessione ha posto l&#8217;accento sulla differenza tra essere fisicamente presenti in un ambiente educativo e avere la possibilit\u00e0 di parteciparvi in modo significativo.<\/p>\n<p>Uno studente pu\u00f2 trovarsi in classe senza riuscire a interagire, scegliere, contribuire alle attivit\u00e0 o sviluppare relazioni. Per questo, la qualit\u00e0 di un percorso inclusivo non pu\u00f2 essere valutata soltanto sulla base della presenza, ma deve considerare le opportunit\u00e0 concrete offerte a ciascuna persona.<\/p>\n<p>Gioco, ascolto e relazione diventano elementi importanti per sostenere i primi apprendimenti e riconoscere le diverse modalit\u00e0 attraverso le quali bambini e ragazzi manifestano attenzione, autonomia e capacit\u00e0 di partecipazione.<\/p>\n<p>Anche il concetto di autonomia richiede uno sguardo pi\u00f9 ampio: essere autonomi non significa necessariamente svolgere ogni attivit\u00e0 senza aiuto, ma poter esprimere preferenze, compiere scelte e utilizzare i sostegni necessari per prendere parte alla vita quotidiana.<\/p>\n<p>Nel suo contributo, Palma ha richiamato anche il volume di prossima pubblicazione per Erickson, scritto insieme a Maddalena Giocondo, dal titolo <em>\u201cCostruiamo abbastanza mondo\u201d<\/em>, con la prefazione di Dario Ianes e Stefano Porcu.<\/p>\n<p>Una domanda che invita gli adulti a interrogarsi sulla capacit\u00e0 di creare opportunit\u00e0 concrete di crescita, relazione e autodeterminazione per le nuove generazioni.<\/p>\n<h4>Scuola, servizi sociali e professionisti: la forza del lavoro di rete<\/h4>\n<p>Il programma ha dato spazio a diverse prospettive professionali, mostrando quanto la qualit\u00e0 dei percorsi inclusivi dipenda dalla collaborazione tra competenze differenti.<\/p>\n<p>Stefano Porcu, psicologo, psicoterapeuta e pedagogista, ha affrontato il tema del disagio scolastico e dello sviluppo delle competenze trasversali, richiamando l&#8217;importanza della dimensione educativa nella prevenzione delle difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Danilo Littarru, psicologo clinico, ha approfondito il ruolo della peer education, soffermandosi sulle potenzialit\u00e0 delle relazioni tra pari nella promozione della partecipazione e del protagonismo.<\/p>\n<p>Antonella La Gaetana, assistente sociale, ha invece posto l&#8217;attenzione sulle sinergie tra scuola, servizi sociali e istituzioni, considerate fondamentali per evitare la frammentazione degli interventi e assicurare continuit\u00e0 ai percorsi di accompagnamento.<\/p>\n<p>Dai diversi contributi \u00e8 emerso un elemento comune: la complessit\u00e0 dei bisogni educativi e sociali richiede risposte coordinate, capaci di mettere in relazione professionalit\u00e0, risorse e conoscenze.<\/p>\n<p>Nessun intervento isolato pu\u00f2 rispondere a tutte le esigenze di una persona. Il lavoro di rete permette invece di costruire percorsi pi\u00f9 coerenti, accessibili e attenti alle specificit\u00e0 individuali.<\/p>\n<p>La collaborazione tra scuola, famiglie e servizi diventa cos\u00ec una condizione essenziale per trasformare i principi dell&#8217;inclusione in esperienze concrete.<\/p>\n<h4>Johanne Cesarano modera il confronto con il pubblico<\/h4>\n<p>A moderare il dibattito conclusivo \u00e8 stata Johanne Cesarano, di GiULiA Giornaliste, che ha accompagnato il dialogo tra relatori e partecipanti.<\/p>\n<p>La parte finale dell&#8217;incontro ha consentito di approfondire i temi emersi durante la giornata, collegandoli alle esperienze delle famiglie e degli operatori.<\/p>\n<p>Le domande del pubblico hanno contribuito a mantenere il confronto ancorato alle situazioni quotidiane, facendo emergere interrogativi e prospettive legati alla scuola, ai servizi e alle possibilit\u00e0 effettive di partecipazione.<\/p>\n<p>Il dialogo tra competenze differenti ha restituito il significato del titolo <em>\u201cDirezioni comuni\u201d<\/em>: riconoscere la pluralit\u00e0 dei punti di vista e delle responsabilit\u00e0, individuando obiettivi condivisi per costruire risposte pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n<h4>Guspini, il messaggio del convegno: l&#8217;inclusione riguarda tutti<\/h4>\n<p>L&#8217;incontro al Teatro Murgia ha riportato al centro del dibattito una questione decisiva per il futuro delle politiche educative e sociali: l&#8217;inclusione non pu\u00f2 essere ridotta a un insieme di interventi rivolti a singole categorie di persone, ma richiede una trasformazione pi\u00f9 ampia degli ambienti e delle relazioni.<\/p>\n<p>Scuola, famiglie, servizi e istituzioni sono chiamati a collaborare per creare condizioni nelle quali ciascuno possa apprendere, scegliere, partecipare e contribuire alla vita della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il filo conduttore emerso dai contributi di Dario Ianes, Diego Palma e degli altri professionisti intervenuti a Guspini: non basta garantire la presenza delle persone nei luoghi dell&#8217;educazione e della socialit\u00e0, se non vengono offerte opportunit\u00e0 reali di partecipazione.<\/p>\n<p>La domanda <em>\u201cCostruiamo abbastanza mondo?\u201d<\/em>, richiamata da Palma, sintetizza la responsabilit\u00e0 degli adulti e delle istituzioni nel creare contesti capaci di accogliere le differenze e valorizzare le potenzialit\u00e0 di ciascuno.<\/p>\n<p>Il convegno promosso dal Centro per le Famiglie del PLUS Guspini e dalla Cooperativa Sociale La Clessidra ha offerto un&#8217;occasione per mettere in relazione ricerca, competenze professionali ed esperienze territoriali.<\/p>\n<p>La sfida che emerge \u00e8 trasformare il confronto in pratiche quotidiane: ambienti educativi pi\u00f9 accessibili, relazioni significative e servizi capaci di lavorare insieme.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 una comunit\u00e0 inclusiva non \u00e8 quella che si limita ad accogliere le persone, ma quella che consente a ciascuno di esserne parte attiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">di <strong><em>Redazione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GUSPINI, 29 ottobre 2026 \u2013 Ripensare la scuola, trasformare gli ambienti educativi e costruire comunit\u00e0 capaci di valorizzare le differenze. \u00c8 la sfida rilanciata a Guspini durante il convegno \u201cDirezioni comuni\u201d, che ha visto la partecipazione di Dario Ianes, tra i principali riferimenti italiani nel campo della pedagogia speciale e dell&#8217;inclusione scolastica. 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