{"id":104071,"date":"2026-10-19T15:36:46","date_gmt":"2026-10-19T13:36:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=104071"},"modified":"2026-10-19T15:36:46","modified_gmt":"2026-10-19T13:36:46","slug":"belpietro-e-il-docente-precario-mario-borrata-valditara-intervenga-dritto-e-rovescio-inviti-i-docenti-a-replicare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2026\/10\/19\/belpietro-e-il-docente-precario-mario-borrata-valditara-intervenga-dritto-e-rovescio-inviti-i-docenti-a-replicare\/","title":{"rendered":"Belpietro e il docente precario, Mario Borrata: \u00abValditara intervenga. Dritto e Rovescio inviti i docenti a replicare\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dichiarazioni di Mario Borrata, docente<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA 34 anni si deve rimboccare le maniche e andare a lavorare\u00bb. \u00c8 la frase che Maurizio Belpietro ha rivolto a un insegnante precario durante la puntata dell\u20198 ottobre di Dritto e Rovescio, su Retequattro. Il docente stava parlando delle difficolt\u00e0 di vivere del proprio lavoro e del costo della vita; il confronto toccava anche la sua partecipazione alle proteste. Ma quelle parole hanno sollevato una questione che va oltre la discussione televisiva: il riconoscimento del lavoro di chi insegna. Sull\u2019episodio interviene Mario Borrata, docente, che chiede una presa di posizione pubblica del ministro e uno spazio di replica per gli insegnanti.<\/p>\n<p>\u00abSi possono contestare le idee di quel giovane, il suo impegno politico e perfino il modo in cui protesta. \u00c8 il diritto di chiunque partecipi a un dibattito. Non si pu\u00f2, per\u00f2, rispondere a un insegnante dicendogli di andare a lavorare come se la sua professione fosse un passatempo. Un docente precario lavora gi\u00e0. E quel lavoro merita lo stesso rispetto che si pretende per qualsiasi altra professione\u00bb, dichiara Borrata.<\/p>\n<p>Il primo appello \u00e8 rivolto al ministro dell\u2019Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. \u00abDi fronte a parole che rischiano di delegittimare pubblicamente i docenti, il ministro deve intervenire e difenderne la dignit\u00e0 professionale. Non gli chiedo di censurare un giornalista, n\u00e9 di schierarsi in una polemica televisiva. Gli chiedo di affermare un principio semplice: chi lavora nella scuola pubblica non pu\u00f2 essere liquidato come una persona che non ha voglia di lavorare\u00bb, sottolinea Borrata.<\/p>\n<p>Dietro una cattedra, osserva il docente, ci sono anni di universit\u00e0, studio, formazione e selezione. Ci sono lauree, concorsi, graduatorie e continui aggiornamenti. Ci sono supplenze accettate lontano da casa, trasferimenti improvvisi, affitti da sostenere e contratti che finiscono a giugno. E ci sono lezioni da preparare, compiti da correggere, progetti da seguire, studenti da ascoltare e famiglie con cui confrontarsi. Tutto questo \u00e8 lavoro, anche quando non si vede in televisione.<\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 poi una contraddizione troppo spesso ignorata: gli insegnanti non ricevono automaticamente finanziamenti pubblici per costruirsi una carriera. Al contrario, molti investono somme considerevoli di tasca propria per acquisire i titoli richiesti dallo stesso sistema scolastico. Non chiedono un regalo allo Stato: pagano per formarsi e per essere messi nelle condizioni di svolgere un servizio pubblico\u00bb, prosegue Borrata.<\/p>\n<p>Basta guardare ai percorsi abilitanti: quelli da 60 crediti possono costare fino a 2.500 euro, ai quali pu\u00f2 aggiungersi il contributo per la prova finale. E poi i master, i corsi universitari, i materiali di studio, gli spostamenti per sostenere le prove e le spese quotidiane di chi lavora fuori sede. Le cifre cambiano da persona a persona e non tutte le spese sono obbligatorie, ma una parte significativa del costo della qualificazione ricade direttamente sui docenti.<\/p>\n<p>Quando si parla di risorse pubbliche occorre, per\u00f2, distinguere. Gli stipendi degli insegnanti sono pagati dallo Stato perch\u00e9 l\u2019istruzione pubblica \u00e8 un servizio essenziale; esistono anche specifiche misure di sostegno alla formazione. Questo non significa che ai precari venga finanziato automaticamente il percorso per ottenere un posto. Sono loro a versare contributi alle universit\u00e0, ad acquistare servizi formativi e, come gli altri lavoratori, a pagare imposte e contributi. In molti casi investono nel sistema educativo prima ancora di ottenere la stabilit\u00e0 che dovrebbe accompagnare il loro lavoro.<\/p>\n<p>Accanto all\u2019appello al ministro, Borrata rivolge una richiesta precisa alla redazione di Dritto e Rovescio: \u00abInvitate nella stessa trasmissione un gruppo di insegnanti, precari e di ruolo, e permettete loro di replicare direttamente a Maurizio Belpietro. Non un intervento di pochi secondi, non una telefonata interrotta, non l\u2019ennesimo scambio di battute. Vogliamo un confronto vero, con tempi adeguati e con il giornalista presente in studio\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abBelpietro abbia la possibilit\u00e0 di sostenere le proprie opinioni; i docenti, nello stesso studio, quella di rispondere. Si ascolti chi ha pagato l\u2019abilitazione, chi affronta concorsi e trasferimenti, chi insegna da anni senza sapere dove sar\u00e0 il settembre successivo. Sono esperienze concrete che meritano uno spazio adeguato, non pochi secondi tra una polemica e l\u2019altra\u00bb, aggiunge il docente.<\/p>\n<p>Per Borrata \u00e8 soprattutto una questione di contraddittorio. \u00abSe una trasmissione pu\u00f2 mettere in discussione pubblicamente il lavoro degli insegnanti, deve anche consentire agli insegnanti di spiegare quel lavoro davanti allo stesso pubblico\u00bb. Il rischio, altrimenti, \u00e8 che la scuola diventi un argomento su cui tutti prendono la parola, mentre chi vive le aule ogni giorno resta ai margini della discussione.<\/p>\n<p>Un confronto serio dovrebbe partire da domande concrete: quanto costa diventare insegnante? Perch\u00e9 chi ha gi\u00e0 studiato e lavorato deve spendere ancora per abilitarsi? Perch\u00e9 tanti precari cambiano scuola ogni anno, interrompendo anche la continuit\u00e0 didattica? E perch\u00e9 uno stipendio non basta sempre a pagare un affitto o a progettare una casa? Sono queste, secondo Borrata, le domande che meritano una prima serata.<\/p>\n<p>Alla politica spetta poi un compito che nessuna polemica televisiva pu\u00f2 sostituire: rendere pi\u00f9 accessibili i percorsi abilitanti, ridurre l\u2019incertezza del reclutamento, stabilizzare dove possibile gli organici e valorizzare economicamente la professione. \u00abDifendere la dignit\u00e0 degli insegnanti significa anche affrontare le condizioni materiali in cui lavorano. Le dichiarazioni sono importanti; le decisioni che cambiano la vita delle persone lo sono ancora di pi\u00f9\u00bb, osserva Borrata.<\/p>\n<p>\u00abIo, da docente, penso ai colleghi che arrivano in classe dopo ore di viaggio, a chi investe i risparmi in un titolo, a chi prepara una lezione di sera dopo aver cercato una nuova sistemazione per l\u2019anno scolastico successivo. Penso soprattutto agli studenti, che hanno bisogno di insegnanti preparati, rispettati e messi nelle condizioni di restare\u00bb, racconta Borrata.<\/p>\n<p>\u00abRidicolizzare il lavoro di un docente non colpisce soltanto una categoria: indebolisce il modo in cui il Paese guarda alla propria scuola. \u00c8 per questo che non intendo lasciare queste parole senza una risposta\u00bb, aggiunge, ribadendo l\u2019importanza di riconoscere il valore sociale dell\u2019insegnamento.<\/p>\n<p>La conclusione di Borrata \u00e8 un appello diretto: \u00abIl ministro Valditara intervenga a difesa della dignit\u00e0 degli insegnanti. Dritto e Rovescio inviti docenti in studio, davanti a Belpietro, e garantisca loro una possibilit\u00e0 autentica di replica. Un insegnante precario non ha bisogno di sentirsi dire di andare a lavorare: lavora gi\u00e0, studia, paga, contribuisce e tiene in piedi ogni giorno un pezzo di scuola pubblica. Prima di impartirgli lezioni di impegno, sarebbe il caso di ascoltarlo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">di <em>Redazione<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dichiarazioni di Mario Borrata, docente \u00abA 34 anni si deve rimboccare le maniche e andare a lavorare\u00bb. \u00c8 la frase che Maurizio Belpietro ha rivolto a un insegnante precario durante la puntata dell\u20198 ottobre di Dritto e Rovescio, su Retequattro. 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