{"id":103955,"date":"2026-09-16T17:45:04","date_gmt":"2026-09-16T15:45:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=103955"},"modified":"2026-09-16T17:45:04","modified_gmt":"2026-09-16T15:45:04","slug":"assegnazione-docenti-classi-limiti-dirigente-tutele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2026\/09\/16\/assegnazione-docenti-classi-limiti-dirigente-tutele\/","title":{"rendered":"Legge 104 e Part-time al 50%: quali tutele hai nell&#8217;assegnazione delle classi?"},"content":{"rendered":"<p>Il potere di assegnazione delle classi ai docenti: limiti dirigenziali, diritti collegiali e strumenti di tutela<\/p>\n<p><strong>di Avv. Gianfranco Nunziata<\/strong>\u00a0<em>Foro di Salerno \u2013 esperto di diritto scolastico<\/em><\/p>\n<p>Il momento dell&#8217;assegnazione dei docenti alle classi, alle sezioni e ai plessi rappresenta, ogni anno, uno dei passaggi pi\u00f9 delicati della vita scolastica. \u00c8 anche uno degli ambiti nei quali pi\u00f9 frequentemente si genera contenzioso, perch\u00e9 qui si incontrano esigenze organizzative, tutela della continuit\u00e0 didattica, aspettative professionali dei docenti e limiti giuridici all&#8217;azione dirigenziale.<\/p>\n<p>L&#8217;idea, ancora diffusa, secondo cui il Dirigente Scolastico potrebbe &#8220;decidere tutto da solo&#8221; non trova conferma nell&#8217;ordinamento. Al contrario, il quadro normativo e giurisprudenziale dimostra che l&#8217;assegnazione delle classi \u00e8 s\u00ec atto gestionale del dirigente, ma \u00e8 un atto che deve formarsi\u00a0<strong>nel rispetto di una procedura vincolata<\/strong>, di criteri predeterminati e di obblighi di motivazione.<\/p>\n<h2><span lang=\"X-NONE\">1. <\/span><span lang=\"X-NONE\">Il Dirigente Scolastico pu\u00f2 decidere tutto da solo o ci sono dei limiti?<\/span><\/h2>\n<p>La risposta \u00e8 no.<\/p>\n<p>L&#8217;assegnazione dei docenti alle classi rientra certamente nei poteri organizzativi del Dirigente Scolastico, alla luce degli artt. 5 e 25 del D.Lgs. 165\/2001, nonch\u00e9 dell&#8217;art. 396 del D.Lgs. 297\/1994. Tuttavia, questi poteri non sono n\u00e9 assoluti n\u00e9 arbitrari.<\/p>\n<p>La disciplina di riferimento individua una precisa distribuzione di competenze:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">il\u00a0<strong>Consiglio di Istituto<\/strong>\u00a0fissa i\u00a0<strong>criteri generali<\/strong>\u00a0per la formazione delle classi e per l&#8217;assegnazione dei docenti;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">il\u00a0<strong>Collegio dei Docenti<\/strong>\u00a0formula le\u00a0<strong>proposte didattiche e tecniche<\/strong>\u00a0sull&#8217;assegnazione;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">il\u00a0<strong>Dirigente Scolastico<\/strong>\u00a0adotta il provvedimento finale, ma deve farlo sulla base di tali criteri e proposte.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il principio \u00e8 stato espresso in modo chiaro anche nella giurisprudenza della Cassazione del 2020: &#8220;l&#8217;assegnazione dei docenti alle classi deve essere effettuata applicando rigorosamente i criteri fissati dal Consiglio di istituto e tenendo nel debito conto il parere del Collegio dei docenti.&#8221;.<\/p>\n<p>Dunque, il dirigente non agisce con &#8220;atto di mero imperio&#8221;, ma con un atto di organizzazione che deve essere coerente con il procedimento collegiale e con i principi di correttezza e buona fede.<\/p>\n<h2><span lang=\"X-NONE\">2. La continuit\u00e0 didattica \u00e8 un diritto del docente o solo degli alunni?<\/span><\/h2>\n<p>La continuit\u00e0 didattica non \u00e8, in senso proprio, un diritto soggettivo assoluto del docente. \u00c8 soprattutto un\u00a0<strong>valore funzionale all<\/strong><strong>&#8216;<\/strong><strong>interesse degli alunni<\/strong>\u00a0e alla qualit\u00e0 del percorso educativo.<\/p>\n<p>Per questo motivo essa costituisce un criterio di forte rilievo, spesso prioritario, ma non inderogabile. Anche i regolamenti interni pi\u00f9 accurati chiariscono che la continuit\u00e0 \u00e8 importante, ma non assoluta: &#8220;La continuit\u00e0 didattica non costituisce criterio assoluto&#8230; pertanto non \u00e8 criterio strettamente vincolante.&#8221;.<\/p>\n<p>In termini pratici, ci\u00f2 significa che:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">il docente non pu\u00f2 pretendere automaticamente la conferma sulla stessa classe;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">il dirigente non pu\u00f2 per\u00f2 sacrificare la continuit\u00e0 in modo immotivato;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">ogni deroga deve essere sorretta da ragioni reali: esigenze organizzative, riequilibrio dei carichi, tutela del clima di classe, specifiche necessit\u00e0 didattiche, incompatibilit\u00e0 documentate, modifiche dell&#8217;organico.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La continuit\u00e0, quindi, non \u00e8 un &#8220;diritto di propriet\u00e0&#8221; del docente sulla classe, ma nemmeno un criterio meramente ornamentale.<\/p>\n<h2><span lang=\"X-NONE\">3. Quali regole deve seguire il Preside per non commettere un abuso?<\/span><\/h2>\n<p>Per evitare di incorrere in illegittimit\u00e0, il Dirigente Scolastico deve rispettare almeno quattro regole fondamentali.<\/p>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">a) Rispettare la sequenza procedimentale<\/span><\/h3>\n<p>Prima vengono deliberati i criteri dal Consiglio di Istituto, poi intervengono le proposte del Collegio dei Docenti, infine il dirigente dispone le assegnazioni.<\/p>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">b) Motivare gli scostamenti<\/span><\/h3>\n<p>Se il dirigente intende discostarsi dai criteri o dalle proposte collegiali, deve spiegare perch\u00e9. &#8220;Qualora il dirigente decida di discostarsi dai criteri definiti dal consiglio di istituto e dalle conseguenti proposte del collegio docenti, deve motivare adeguatamente la scelta effettuata, in riferimento ai presupposti di fatto e diritto che lo hanno spinto a discostarsi da quanto stabilito dagli organi collegiali.&#8221;.<\/p>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">c) Operare con trasparenza<\/span><\/h3>\n<p>La pubblicazione dei criteri, delle graduatorie interne rilevanti e del provvedimento finale \u00e8 essenziale anche sotto il profilo anticorruzione. Non a caso: &#8220;La Delibera ANAC n. 430 del 13 aprile 2016 include l&#8217;assegnazione dei docenti alle classi tra i processi a maggior rischio corruttivo all&#8217;interno delle istituzioni scolastiche.&#8221;.<\/p>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">d) Evitare finalit\u00e0 improprie<\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;assegnazione non pu\u00f2 essere usata come misura punitiva mascherata, n\u00e9 per isolare un docente, n\u00e9 per premiare altri al di fuori dei criteri approvati. L&#8217;atto, se discriminatorio, ritorsivo o immotivatamente penalizzante, \u00e8 esposto a censura giudiziale.<\/p>\n<h2><span lang=\"X-NONE\">4. Il punteggio in graduatoria d&#8217;istituto conta qualcosa nell&#8217;assegnazione delle classi?<\/span><\/h2>\n<p>S\u00ec, conta, ma non sempre nello stesso modo.<\/p>\n<p>Il punteggio della graduatoria interna d&#8217;istituto non attribuisce di per s\u00e9 un diritto assoluto a scegliere la &#8220;migliore&#8221; classe. Tuttavia, esso assume rilievo:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">nei casi di\u00a0<strong>concorrenza tra pi\u00f9 docenti<\/strong>\u00a0per la medesima assegnazione;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">nelle assegnazioni a\u00a0<strong>plessi o sedi situati in comuni diversi<\/strong>;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">quando i criteri adottati dalla scuola prevedano il richiamo espresso alla graduatoria.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Molti regolamenti scolastici, del resto, prevedono espressamente il ricorso alla graduatoria interna in caso di domande concorrenti.<\/p>\n<p>Quindi:\u00a0<strong>il punteggio non governa da solo l<\/strong><strong>&#8216;<\/strong><strong>assegnazione<\/strong>, ma \u00e8 uno dei criteri oggettivi che il dirigente deve considerare, soprattutto quando occorre stabilire priorit\u00e0 tra docenti in posizione comparabile.<\/p>\n<h2><span lang=\"X-NONE\">5. Chi ha la Legge 104 ha diritto a scegliere la classe o il plesso prima degli altri?<\/span><\/h2>\n<p>La risposta richiede una distinzione.<\/p>\n<p>La Legge 104\/1992 riconosce tutele forti nella scelta della\u00a0<strong>sede di servizio<\/strong>\u00a0e nella permanenza presso la sede, ma non si traduce automaticamente in un diritto incondizionato alla scelta della\u00a0<strong>specifica classe<\/strong>\u00a0o del\u00a0<strong>plesso interno<\/strong>\u00a0alla medesima istituzione scolastica.<\/p>\n<p>Pertanto:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">se si tratta di\u00a0<strong>scelta della sede scolastica o del comune<\/strong>, la tutela \u00e8 particolarmente intensa;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">se invece si tratta di\u00a0<strong>ripartizione interna tra classi, sezioni o plessi dello stesso istituto<\/strong>, il dirigente deve tenere in grande considerazione la situazione tutelata, ma resta tenuto a bilanciare con i criteri generali e con le esigenze organizzative.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ne consegue che il docente beneficiario di tutela ex Legge 104 non acquisisce, solo per questo, un potere assoluto di opzione sulla classe pi\u00f9 gradita; tuttavia una sua assegnazione logisticamente gravosa, irragionevole o incompatibile con le esigenze assistenziali richiede motivazione particolarmente accurata.<\/p>\n<h2><span lang=\"X-NONE\">6. Cosa succede se vengo assegnato a un plesso distaccato o periferico?<\/span><\/h2>\n<p>L&#8217;assegnazione a un plesso distaccato rientra nel potere organizzativo del dirigente, ma non \u00e8 una scelta libera da vincoli.<\/p>\n<p>Quando il plesso si trova in\u00a0<strong>comune diverso<\/strong>\u00a0rispetto alla sede di organico, assumono rilievo i criteri del contratto sulla mobilit\u00e0 e della contrattazione di istituto, con particolare attenzione a:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">continuit\u00e0 didattica;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">graduatoria interna;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">precedenze riconosciute dalla normativa e dal CCNI;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">modalit\u00e0 definite a livello di istituzione scolastica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un&#8217;assegnazione a sede periferica pu\u00f2 quindi essere legittima, ma diventa contestabile se:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">viola la graduatoria senza motivo;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">ignora precedenze o tutele specifiche;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">determina un aggravio irragionevole non spiegato;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">contraddice i criteri deliberati.<\/li>\n<\/ul>\n<h2><span lang=\"X-NONE\">7. Se ho un part-time come si deve regolare la scuola? Se \u00e8 un part-time al 50%, su quanti giorni e plessi posso lavorare?<\/span><\/h2>\n<p>Nel part-time il principio guida deve essere la\u00a0<strong>coerenza della prestazione ridotta con la finalit\u00e0 del rapporto a tempo parziale<\/strong>.<\/p>\n<p>Le fonti contrattuali sul lavoro a tempo parziale impongono che l&#8217;articolazione dell&#8217;orario sia ragionevole, non dispersiva e compatibile con la riduzione della prestazione.<\/p>\n<p>Per un part-time al 50%, in termini pratici:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">l&#8217;orario dovrebbe essere concentrato, di regola, su un numero contenuto di giorni;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">la frammentazione su troppi giorni contraddice la ratio stessa del part-time;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">la distribuzione su pi\u00f9 plessi va evitata, salvo comprovata necessit\u00e0 organizzativa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In particolare, imporre a un docente al 50% una prestazione spezzettata su numerosi giorni o su pi\u00f9 plessi lontani pu\u00f2 risultare sproporzionato e quindi contestabile sotto il profilo della ragionevolezza, della buona fede contrattuale e della corretta organizzazione del servizio.<\/p>\n<h2><span lang=\"X-NONE\">8. Come posso contestare un&#8217;assegnazione che ritengo ingiusta o illegittima?<\/span><\/h2>\n<p>Il docente ha a disposizione sia strumenti interni sia strumenti giudiziali.<\/p>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">a) Richiesta di accesso e motivazione<\/span><\/h3>\n<p>Prima di tutto \u00e8 opportuno chiedere formalmente:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">i criteri deliberati dal Consiglio di Istituto;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">le proposte del Collegio dei Docenti;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">la graduatoria interna, se rilevante;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">il provvedimento di assegnazione e la sua motivazione.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">b) Reclamo scritto<\/span><\/h3>\n<p>Secondo la prassi ricostruita dalla dottrina operativa, il docente pu\u00f2 proporre un reclamo scritto entro 15 giorni dalla notifica o pubblicazione, contestando i vizi dell&#8217;atto.<\/p>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">c) Ricorso al giudice del lavoro<\/span><\/h3>\n<p>In caso di mancato accoglimento, la controversia appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, trattandosi di atto datoriale nel pubblico impiego privatizzato.<\/p>\n<p>La Cassazione ha affermato un principio molto importante: &#8220;nel rapporto di pubblico impiego privatizzato la violazione delle regole procedimentali, che costituiscono specificazione dell&#8217;obbligo di correttezza e buona fede, pu\u00f2 essere denunciata dal dipendente ex se come ragione di illegittimit\u00e0 delle determinazioni assunte dal datore di lavoro&#8221;.<\/p>\n<p>Questo significa che il docente pu\u00f2 dolersi della violazione della procedura anche senza dover dimostrare, in termini assoluti, di avere un diritto soggettivo perfetto alla specifica classe richiesta.<\/p>\n<h2><span lang=\"X-NONE\">9.\u00a0<\/span>C<span lang=\"X-NONE\">hecklist di legittimit\u00e0, errori pi\u00f9 frequenti e difesa concreta del docente<\/span><\/h2>\n<p>Sul piano pratico, il contenzioso sull&#8217;assegnazione delle classi si concentra quasi sempre su alcuni vizi ricorrenti. \u00c8 utile allora disporre di una vera e propria\u00a0<strong>checklist di controllo<\/strong>.<\/p>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">A. Quando l&#8217;assegnazione \u00e8 sospetta di illegittimit\u00e0<\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;atto merita particolare verifica se ricorre anche uno solo dei seguenti elementi:<\/p>\n<ol start=\"1\" type=\"1\">\n<li class=\"v1MsoNormal\"><strong>mancano i criteri deliberati<\/strong>\u00a0dal Consiglio di Istituto oppure non risultano pubblicati;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\"><strong>il Collegio dei Docenti non \u00e8 stato coinvolto<\/strong>\u00a0o le sue proposte non sono state considerate;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\"><strong>la continuit\u00e0 didattica \u00e8 stata interrotta senza spiegazione<\/strong>;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\"><strong>la graduatoria interna \u00e8 stata ignorata<\/strong>\u00a0in situazioni di concorrenza o di assegnazione ai plessi esterni;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\"><strong>la motivazione \u00e8 assente, stereotipata o meramente apparente<\/strong>;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\"><strong>l&#8217;assegnazione appare punitiva o discriminatoria<\/strong>, specie se segue contrasti interni, segnalazioni o dissensi del docente;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\"><strong>il docente part-time viene spezzettato su troppi giorni o plessi<\/strong>, senza necessit\u00e0 chiaramente esplicitata.<\/li>\n<\/ol>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">B. Gli errori pi\u00f9 frequenti dei dirigenti scolastici<\/span><\/h3>\n<p>Dall&#8217;esperienza applicativa e dal contenzioso emergono alcuni errori tipici:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">assegnare le classi\u00a0<strong>prima dell&#8217;organico definitivo<\/strong>\u00a0o senza chiaro quadro delle disponibilit\u00e0;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">usare criteri non deliberati, o peggio,\u00a0<strong>criteri variabili da docente a docente<\/strong>;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">non verbalizzare adeguatamente le ragioni dello scostamento dai criteri;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">non lasciare traccia documentale delle richieste, preferenze, incompatibilit\u00e0 o osservazioni dei docenti;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">confondere il potere organizzativo con una libert\u00e0 assoluta di scelta, in contrasto con l&#8217;insegnamento della Cassazione.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">C. Quali documenti deve procurarsi il docente<\/span><\/h3>\n<p>Chi intende contestare efficacemente l&#8217;assegnazione dovrebbe acquisire subito:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">delibera del\u00a0<strong>Consiglio di Istituto<\/strong>\u00a0sui criteri;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">verbale o estratto del\u00a0<strong>Collegio dei Docenti<\/strong>\u00a0con proposte;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">provvedimento di assegnazione firmato dal dirigente;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">eventuale graduatoria interna d&#8217;istituto;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">comunicazioni interne, desiderata, richieste di cambio plesso o classe;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">documentazione relativa a part-time, Legge 104, precedenze, esigenze di salute o assistenza;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">eventuali prove di disparit\u00e0 di trattamento rispetto ad altri docenti.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><span lang=\"X-NONE\">D. La lezione della Cassazione 11548\/2020<\/span><\/h3>\n<p>La pronuncia del 2020 ha segnato un punto fermo: la lesione procedimentale non \u00e8 un vizio secondario, ma pu\u00f2 rendere illegittima l&#8217;intera assegnazione.<\/p>\n<p>Non a caso \u00e8 stato osservato che: &#8220;la assegnazione delle classi era stata disposta dal dirigente scolastico senza consultare gli organi scolastici&#8221;.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio questa omissione ad aver confermato che il dirigente non pu\u00f2 sostituire con una decisione solitaria il circuito di legalit\u00e0 interna costruito dagli organi collegiali.<\/p>\n<h2><span lang=\"X-NONE\">10. Conclusioni<\/span><\/h2>\n<p>La domanda da cui siamo partiti \u2014 se il Dirigente Scolastico possa decidere tutto da solo \u2014 trova quindi una risposta giuridicamente precisa:\u00a0<strong>no, non pu\u00f2<\/strong>.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 certamente organizzare il servizio e adottare il provvedimento finale, ma deve farlo:<\/p>\n<ul type=\"disc\">\n<li class=\"v1MsoNormal\">nel rispetto dei criteri del Consiglio di Istituto;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">tenendo conto delle proposte del Collegio dei Docenti;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">motivando gli eventuali scostamenti;<\/li>\n<li class=\"v1MsoNormal\">applicando i principi di correttezza, trasparenza, imparzialit\u00e0 e buona fede.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La continuit\u00e0 didattica tutela anzitutto gli alunni; il punteggio in graduatoria rileva in specifiche situazioni comparative; la Legge 104 non attribuisce automaticamente il diritto di scegliersi la classe, ma impone una valutazione attenta della posizione del docente; il part-time deve essere organizzato in modo non irragionevolmente gravoso; e l&#8217;assegnazione illegittima pu\u00f2 essere contestata con strumenti precisi, interni e giudiziali.<\/p>\n<p>In definitiva, la scuola dell&#8217;autonomia non \u00e8 la scuola della discrezionalit\u00e0 senza regole. \u00c8, al contrario, un&#8217;amministrazione complessa nella quale anche l&#8217;atto organizzativo apparentemente pi\u00f9 &#8220;interno&#8221;, come l&#8217;assegnazione delle classi, resta sottoposto al diritto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il potere di assegnazione delle classi ai docenti: limiti dirigenziali, diritti collegiali e strumenti di tutela di Avv. 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