{"id":103874,"date":"2026-08-21T18:23:36","date_gmt":"2026-08-21T16:23:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=103874"},"modified":"2026-08-21T18:23:36","modified_gmt":"2026-08-21T16:23:36","slug":"scuola-scarpellino-burocrazia-fondi-burnout-docenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2026\/08\/21\/scuola-scarpellino-burocrazia-fondi-burnout-docenti\/","title":{"rendered":"Burnout e burocrazia, la scuola \u00e8 al limite: Scarpellino chiede meno carte e pi\u00f9 risorse per docenti e ATA"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Il Segretario Generale di FederIstruzione mette nel mirino il modello organizzativo della scuola italiana: \u00abChi decide deve conoscere la scuola reale\u00bb. Il peso degli adempimenti alimenta il burnout dei docenti. E sulla gestione delle risorse emerge una domanda politica: quanto denaro arriva realmente alle classi e quanto viene assorbito da progetti, procedure e apparati amministrativi?<\/strong><\/p>\n<h2>Burnout e burocrazia: il problema \u00e8 dentro il modello organizzativo<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il burnout degli insegnanti non nasce nel vuoto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Nasce spesso dall&#8217;accumulo quotidiano di attivit\u00e0, responsabilit\u00e0 e adempimenti che finiscono per sottrarre tempo alla funzione principale della scuola: insegnare ed educare.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 una questione che oggi trova una conferma importante nei dati dell&#8217;OCSE.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Secondo <strong>TALIS 2024<\/strong>, il 56% degli insegnanti italiani indica l&#8217;eccessivo lavoro amministrativo come una fonte di stress. A seguire vengono il carico di correzione e valutazione e la gestione delle richieste dei genitori.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Numeri che riportano al centro una domanda che il personale scolastico pone da anni:<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>quanta parte del tempo e delle risorse della scuola viene effettivamente destinata alla didattica e quanta, invece, viene assorbita dalla macchina burocratica?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 su questo punto che interviene Antonio Scarpellino, Segretario Generale di FederIstruzione.<\/p>\n<h2>Scarpellino: il rischio \u00e8 una scuola progettata da chi non vive la scuola<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il ragionamento di Scarpellino parte da una critica precisa: <strong>non si pu\u00f2 governare efficacemente la scuola soltanto attraverso circolari, piattaforme, procedure e rendicontazioni se chi costruisce quelle procedure non conosce fino in fondo ci\u00f2 che accade quotidianamente nelle aule.<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il Segretario Generale di FederIstruzione ha gi\u00e0 denunciato pubblicamente la distanza tra i provvedimenti ministeriali e la realt\u00e0 vissuta nelle classi, criticando iniziative considerate troppo spesso &#8220;di facciata&#8221; e lontane dalle necessit\u00e0 concrete di docenti e scuole.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Da qui nasce il dubbio pi\u00f9 radicale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>La burocrazia serve davvero alla scuola oppure, in alcuni casi, serve soprattutto a giustificare l&#8217;esistenza della burocrazia stessa?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 una domanda scomoda.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Ma \u00e8 una domanda che il personale scolastico ha il diritto di porre.<\/p>\n<h2>Il paradosso dei burocrati che conoscono la scuola soltanto sulla carta<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il problema, secondo l&#8217;impostazione sostenuta da Scarpellino, non \u00e8 l&#8217;esistenza di una struttura amministrativa.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Una scuola pubblica ha bisogno di regole, controlli, trasparenza, rendicontazione e procedure.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il problema nasce quando <strong>la procedura prende il posto della sostanza<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Quando un progetto viene considerato riuscito perch\u00e9 \u00e8 stato correttamente rendicontato.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Quando un&#8217;attivit\u00e0 viene considerata efficace perch\u00e9 produce documentazione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Quando una piattaforma viene considerata innovativa perch\u00e9 \u00e8 stata attivata.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Quando un finanziamento viene considerato utilizzato perch\u00e9 \u00e8 stato formalmente impegnato.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">E soprattutto quando chi opera nelle strutture amministrative finisce per valutare la scuola sulla base dei documenti prodotti anzich\u00e9 sulla base dei risultati ottenuti dagli studenti.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 qui che emerge la critica pi\u00f9 dura di Scarpellino:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>non \u00e8 possibile costruire una buona politica scolastica senza conoscere la scuola reale.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La scuola reale non \u00e8 una piattaforma.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non \u00e8 un file Excel.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non \u00e8 una rendicontazione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 una classe.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono studenti con livelli di apprendimento diversi.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono docenti che devono gestire dinamiche educative, relazionali e psicologiche.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono famiglie.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono situazioni di disagio.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono studenti con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono conflitti da gestire.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono emergenze quotidiane.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Sono relazioni umane che nessun modello burocratico pu\u00f2 rappresentare completamente.<\/p>\n<h2>La domanda sui fondi: quante risorse arrivano davvero alla classe?<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Da questa critica nasce una seconda questione, ancora pi\u00f9 delicata.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Le risorse destinate alla scuola vengono utilizzate nella maniera pi\u00f9 efficace possibile?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La domanda non implica, e non deve implicare, che esista uno spreco generalizzato o che tutti i dirigenti scolastici gestiscano male le risorse.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non sarebbe corretto sostenerlo senza prove.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Ma \u00e8 assolutamente legittimo chiedere <strong>quale sia il rapporto tra risorse impiegate, adempimenti prodotti e risultati effettivamente ottenuti<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se milioni di euro vengono destinati a progetti, formazione, innovazione digitale, consulenze, piattaforme e attivit\u00e0 aggiuntive, la domanda successiva dovrebbe essere obbligatoria:<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>qual \u00e8 il beneficio concreto prodotto per gli studenti e per chi lavora nelle scuole?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">E ancora:<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>quanta parte della spesa raggiunge direttamente l&#8217;aula?<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Questa dovrebbe essere la vera rendicontazione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non soltanto:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\">&#8220;I fondi sono stati spesi?&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Ma:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>&#8220;Che cosa \u00e8 cambiato nella scuola grazie a quei fondi?&#8221;<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<h2>Il rischio del &#8220;spendere per non restituire&#8221;<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 qui che la critica di Scarpellino pu\u00f2 assumere una particolare forza politica.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Quando una scuola riceve risorse con vincoli temporali molto stringenti e deve rispettare procedure complesse per utilizzarle, il rischio teorico \u00e8 che la priorit\u00e0 diventi <strong>la capacit\u00e0 di spendere entro la scadenza<\/strong>, piuttosto che la capacit\u00e0 di spendere bene.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 un problema di governance.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Un dirigente scolastico sottoposto a obiettivi, scadenze, rendicontazioni e vincoli potrebbe trovarsi nella condizione di dover privilegiare la realizzazione formale di un progetto per evitare la perdita delle risorse.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Ma <strong>spendere un finanziamento non equivale automaticamente a investire bene<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La differenza \u00e8 sostanziale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Un progetto pu\u00f2 essere perfettamente rendicontato e contemporaneamente produrre un impatto didattico marginale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Al contrario, un intervento apparentemente semplice \u2014 un docente in pi\u00f9, un assistente amministrativo, una riduzione del numero degli alunni per classe, un servizio stabile di supporto agli studenti \u2014 pu\u00f2 avere un impatto molto maggiore sulla vita quotidiana della scuola.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 questa la prospettiva che dovrebbe essere messa al centro.<\/p>\n<h2>Non tutti i dirigenti sono uguali: il problema \u00e8 il sistema<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La critica non deve trasformarsi in un&#8217;accusa generalizzata ai dirigenti scolastici.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Molti dirigenti lavorano in condizioni difficili, con responsabilit\u00e0 crescenti, carichi amministrativi elevati e risorse limitate.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il problema \u00e8 piuttosto <strong>il modello di governance<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se il sistema premia soprattutto la capacit\u00e0 di produrre atti, rispettare scadenze e completare rendicontazioni, \u00e8 inevitabile che una parte delle energie organizzative venga indirizzata verso questi obiettivi.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se invece il sistema misurasse maggiormente:<\/p>\n<ul data-spread=\"false\">\n<li>miglioramento degli apprendimenti;<\/li>\n<li>riduzione della dispersione;<\/li>\n<li>inclusione;<\/li>\n<li>continuit\u00e0 didattica;<\/li>\n<li>benessere degli studenti;<\/li>\n<li>stabilit\u00e0 del personale;<\/li>\n<li>riduzione delle assenze;<\/li>\n<li>qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente di apprendimento;<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"isSelectedEnd\">la gestione delle risorse sarebbe orientata verso risultati diversi.<\/p>\n<h2>La burocrazia pu\u00f2 diventare una macchina autoreferenziale<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 questo il punto sul quale il personale scolastico dovrebbe aprire una discussione seria.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Una struttura burocratica nasce per aiutare l&#8217;organizzazione a funzionare.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Ma pu\u00f2 diventare autoreferenziale quando:<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>crea procedure \u2192 le scuole producono documenti \u2192 i documenti vengono controllati \u2192 vengono richiesti altri documenti \u2192 si finanziano attivit\u00e0 per produrre nuovi documenti \u2192 la nuova documentazione giustifica ulteriori procedure.<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il sistema rischia cos\u00ec di alimentarsi da solo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">E il paradosso \u00e8 che, mentre cresce la quantit\u00e0 di documentazione, <strong>non necessariamente cresce la qualit\u00e0 della didattica<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L&#8217;OCSE mostra che proprio il lavoro amministrativo \u00e8 la principale fonte di stress indicata dagli insegnanti nei sistemi analizzati da TALIS 2024.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il problema, quindi, non \u00e8 soltanto italiano.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Ma in Italia la questione assume un peso particolare perch\u00e9 si innesta su un sistema gi\u00e0 caratterizzato da forte complessit\u00e0 normativa e amministrativa.<\/p>\n<h1>La proposta di Scarpellino: prima la scuola, poi la burocrazia<\/h1>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Da questa impostazione pu\u00f2 nascere una proposta concreta.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Ogni nuovo progetto o finanziamento destinato alle scuole dovrebbe essere sottoposto a una preventiva valutazione di impatto burocratico e didattico.<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Due domande obbligatorie:<\/p>\n<h3>1. Quanto lavoro amministrativo aggiunge?<\/h3>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Prima di introdurre un progetto bisogna calcolare quante ore di lavoro comporter\u00e0 per:<\/p>\n<ul data-spread=\"false\">\n<li>docenti;<\/li>\n<li>ATA;<\/li>\n<li>DSGA;<\/li>\n<li>dirigenti;<\/li>\n<li>personale amministrativo.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>2. Quale beneficio produce per gli studenti?<\/h3>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Occorre individuare almeno un indicatore concreto:<\/p>\n<ul data-spread=\"false\">\n<li>apprendimento;<\/li>\n<li>inclusione;<\/li>\n<li>riduzione della dispersione;<\/li>\n<li>benessere;<\/li>\n<li>continuit\u00e0;<\/li>\n<li>orientamento;<\/li>\n<li>competenze;<\/li>\n<li>partecipazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se un progetto non \u00e8 in grado di dimostrare quale problema concreto intenda risolvere, <strong>non dovrebbe essere finanziato soltanto perch\u00e9 esiste una linea di finanziamento disponibile<\/strong>.<\/p>\n<h1>La regola del &#8220;prima il risultato, poi la rendicontazione&#8221;<\/h1>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La proposta potrebbe essere ancora pi\u00f9 radicale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Ogni finanziamento scolastico dovrebbe essere accompagnato da una <strong>scheda di impatto pubblico<\/strong> composta da tre elementi:<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Risorse assegnate \u2192 attivit\u00e0 realizzate \u2192 risultati ottenuti.<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non basta il secondo elemento.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 il terzo che deve diventare centrale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Una scuola non dovrebbe essere premiata perch\u00e9 ha speso il 100% delle risorse.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Dovrebbe essere valutata per ci\u00f2 che quelle risorse hanno prodotto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Questo permetterebbe anche di individuare le situazioni nelle quali il problema non \u00e8 la mancanza di fondi, ma <strong>la loro destinazione<\/strong>.<\/p>\n<h1>Fondi direttamente al personale e alla didattica<\/h1>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Secondo questa impostazione, una quota maggiore delle risorse dovrebbe essere indirizzata direttamente verso ci\u00f2 che incide sulla vita quotidiana delle scuole.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Priorit\u00e0:<\/p>\n<ol start=\"1\" data-spread=\"false\">\n<li><strong>organici aggiuntivi;<\/strong><\/li>\n<li><strong>stabilizzazione dei posti strutturalmente necessari;<\/strong><\/li>\n<li><strong>riduzione del numero degli alunni nelle classi pi\u00f9 complesse;<\/strong><\/li>\n<li><strong>personale ATA;<\/strong><\/li>\n<li><strong>sostegno e inclusione;<\/strong><\/li>\n<li><strong>supporto psicologico per studenti e personale;<\/strong><\/li>\n<li><strong>formazione realmente utile;<\/strong><\/li>\n<li><strong>strumenti didattici;<\/strong><\/li>\n<li><strong>infrastrutture scolastiche;<\/strong><\/li>\n<li><strong>semplificazione digitale.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L&#8217;ordine non \u00e8 casuale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Prima vengono le persone.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Poi gli strumenti.<\/p>\n<h2>Basta confondere innovazione con piattaforme<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Uno dei rischi della scuola contemporanea \u00e8 identificare l&#8217;innovazione con la tecnologia.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Una piattaforma non \u00e8 innovazione se aumenta il lavoro amministrativo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Un software non \u00e8 innovazione se obbliga il docente a inserire tre volte la stessa informazione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Un progetto non \u00e8 innovazione se produce soltanto una relazione finale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">L&#8217;innovazione \u00e8 tale se <strong>migliora concretamente l&#8217;esperienza educativa<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il criterio dovrebbe essere semplicissimo:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>se la tecnologia non restituisce tempo alla scuola, non \u00e8 vera semplificazione.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<h1>Il personale deve entrare nella progettazione delle riforme<\/h1>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La soluzione proposta da Scarpellino dovrebbe prevedere anche una modifica del metodo decisionale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Prima di introdurre una nuova procedura nazionale, il Ministero dovrebbe sperimentarla in un campione rappresentativo di istituti.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Docenti, ATA e dirigenti dovrebbero poter segnalare:<\/p>\n<ul data-spread=\"false\">\n<li>tempi necessari;<\/li>\n<li>criticit\u00e0;<\/li>\n<li>duplicazioni;<\/li>\n<li>costi;<\/li>\n<li>effetti sulla didattica;<\/li>\n<li>effetti sul carico di lavoro.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Solo dopo questa verifica la procedura dovrebbe diventare nazionale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>La scuola non pu\u00f2 continuare a essere il luogo nel quale vengono sperimentate riforme progettate altrove senza una verifica preventiva della loro sostenibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<h1>Il vero contrasto al burnout passa da qui<\/h1>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il burnout, dunque, non pu\u00f2 essere affrontato soltanto con servizi psicologici o corsi sulla gestione dello stress.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Bisogna intervenire sulle cause.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se il problema \u00e8 la burocrazia, si semplifica.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se il problema \u00e8 la carenza di personale, si assumono persone.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se il problema sono le classi eccessivamente complesse, si interviene sugli organici.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se il problema \u00e8 il precariato, si stabilizzano i posti strutturali.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se il problema \u00e8 la formazione inutile, si cambia il modello formativo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Se il problema \u00e8 una spesa poco efficace, si misura l&#8217;impatto.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 una filosofia completamente diversa.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Non chiedere al personale di adattarsi all&#8217;inefficienza. Adattare l&#8217;organizzazione alle esigenze della scuola.<\/strong><\/p>\n<h1>Scarpellino: &#8220;La scuola va ascoltata prima di essere regolata&#8221;<\/h1>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il punto di fondo dell&#8217;intervento di Antonio Scarpellino, Segretario Generale di FederIstruzione, pu\u00f2 essere sintetizzato proprio nella distanza tra <strong>scuola amministrata<\/strong> e <strong>scuola vissuta<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La prima ragiona per circolari, scadenze, piattaforme, procedure e rendicontazioni.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La seconda ragiona per studenti, classi, relazioni, apprendimenti, difficolt\u00e0, inclusione e persone.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La vera riforma dovrebbe ricucire questa distanza.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non significa eliminare i controlli.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Significa renderli intelligenti.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non significa eliminare la rendicontazione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Significa renderla proporzionata.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non significa eliminare i progetti.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Significa finanziare quelli che risolvono problemi reali.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Non significa accusare genericamente i dirigenti.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Significa costruire un sistema nel quale <strong>anche il dirigente sia valutato sulla qualit\u00e0 dei risultati e non soltanto sulla capacit\u00e0 di gestire procedure e risorse entro le scadenze<\/strong>.<\/p>\n<h1>La domanda che il Ministero dovrebbe porsi<\/h1>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Alla fine, la questione pu\u00f2 essere ricondotta a una sola domanda:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Se il 56% degli insegnanti indica il lavoro amministrativo come fonte di stress, perch\u00e9 continuiamo ad aggiungere procedure invece di eliminare quelle che non producono valore?<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 questa la domanda che dovrebbe accompagnare ogni nuova riforma.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">E soprattutto:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>quando vengono stanziati nuovi fondi per la scuola, quanto di quel denaro arriva effettivamente agli studenti, ai docenti e alle classi?<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Per Scarpellino e FederIstruzione, il futuro della scuola dovrebbe partire proprio da qui.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><strong>Meno burocrazia autoreferenziale. Pi\u00f9 risorse alle persone. Pi\u00f9 responsabilit\u00e0 sui risultati. Pi\u00f9 voce a chi nella scuola entra ogni mattina.<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Perch\u00e9 chi non conosce la scuola reale pu\u00f2 certamente scrivere una circolare.<\/p>\n<p>Ma <strong>chi sta ogni giorno dentro una classe sa se quella circolare funziona davvero<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Redazione<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Segretario Generale di FederIstruzione mette nel mirino il modello organizzativo della scuola italiana: \u00abChi decide deve conoscere la scuola reale\u00bb. Il peso degli adempimenti alimenta il burnout dei docenti. 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