{"id":103834,"date":"2026-08-08T18:21:24","date_gmt":"2026-08-08T16:21:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=103834"},"modified":"2026-08-08T18:21:24","modified_gmt":"2026-08-08T16:21:24","slug":"educazione-sessuo-affettiva-scuola-legge-104-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2026\/08\/08\/educazione-sessuo-affettiva-scuola-legge-104-2026\/","title":{"rendered":"Se la scuola tace, educano i social: perch\u00e9 serve l\u2019educazione sessuo-affettiva"},"content":{"rendered":"<p><em>Dal 7 luglio \u00e8 in vigore la legge n. 104 del 2026 e ora una raccolta firme chiede un referendum abrogativo. La riflessione di un docente veronese: coinvolgere le famiglie \u00e8 indispensabile, ma rendere opzionali conoscenze su rispetto, consenso e prevenzione rischia di lasciare soli proprio gli studenti pi\u00f9 fragili.<\/em><\/p>\n<p><strong>di Mario Borrata<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 davvero bisogno di un\u2019autorizzazione scritta per parlare a scuola di corpo, relazioni, consenso e sessualit\u00e0? La domanda non \u00e8 pi\u00f9 teorica. Dal 7 luglio \u00e8 in vigore la legge 9 giugno 2026, n. 104, sul consenso informato in ambito scolastico; mentre scrivo, \u00e8 appena partita la raccolta di almeno 500.000 firme per un referendum che ne chiede l\u2019abrogazione integrale. \u00c8 un confronto che merita seriet\u00e0, perch\u00e9 riguarda il confine tra il ruolo delle famiglie, l\u2019autonomia della scuola e il diritto dei ragazzi a ricevere informazioni corrette.<\/p>\n<p>La legge prevede che, nelle scuole secondarie, la partecipazione alle attivit\u00e0 extracurricolari e a quelle di ampliamento dell\u2019offerta formativa su temi attinenti alla sessualit\u00e0 richieda il consenso preventivo scritto dei genitori, o dello studente se maggiorenne, dopo la visione dei materiali, degli obiettivi e degli eventuali esperti coinvolti. Se l\u2019adesione manca, lo studente non partecipa oppure riceve un\u2019attivit\u00e0 alternativa. Per la scuola dell\u2019infanzia e la primaria sono escluse le ulteriori attivit\u00e0 didattiche e progettuali su questi temi, ferme restando le Indicazioni nazionali.<\/p>\n<p>Informare le famiglie \u00e8 giusto. Rendere trasparenti materiali, finalit\u00e0 e competenze degli esperti \u00e8 doveroso. La scuola non deve agire alle spalle dei genitori e nessuno pu\u00f2 pensare di sostituirsi al loro compito educativo. Ma informare non \u00e8 la stessa cosa che attribuire un potere di esclusione su conoscenze che riguardano salute, sicurezza e dignit\u00e0. Il punto critico, a mio avviso, \u00e8 proprio qui: quando la collaborazione diventa autorizzazione, un diritto formativo comune rischia di trasformarsi in un\u2019opportunit\u00e0 facoltativa, diversa da famiglia a famiglia.<\/p>\n<p>L\u2019espressione \u201ctemi attinenti all\u2019ambito della sessualit\u00e0\u201d \u00e8 ampia, mentre nella vita reale della scuola il confine tra lezione curricolare, laboratorio interdisciplinare e ampliamento dell\u2019offerta formativa non \u00e8 sempre netto. Il rischio non \u00e8 soltanto il contenzioso: \u00e8 che, per prudenza, qualche scuola rinunci in partenza ad affrontare questioni complesse ma necessarie.<\/p>\n<p>Del resto, l\u2019educazione sessuo-affettiva \u00e8 gi\u00e0 dentro i libri che usiamo. \u00c8 in Freud, nella libido, nelle pulsioni e nel complesso di Edipo; \u00e8 nella Lisistrata di Aristofane, in Saffo, Catullo e Ovidio. Attraversa Paolo e Francesca, il Decameron, Angelica e Medoro, La Lupa, Il piacere, La coscienza di Zeno, Gli indifferenti, Ragazzi di vita e L\u2019isola di Arturo. Sono opere che parlano di desiderio, gelosia, potere, tradimento, identit\u00e0, libert\u00e0 e responsabilit\u00e0. Non leggerle in questa profondit\u00e0 significherebbe svuotarle della loro umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per l\u2019arte: la Nascita di Venere, il David e il Giudizio Universale, Apollo e Dafne, Amore e Psiche, Paolina Borghese o Il bacio di Klimt non sono immagini da coprire, ma occasioni per comprendere il corpo, il mito, il desiderio e perfino la sopraffazione. Vale per la storia, quando si studiano la condizione femminile, il patriarcato, gli stupri di guerra, le persecuzioni e le discriminazioni. Vale per le scienze, quando si parla di pubert\u00e0, apparato riproduttivo, gravidanza, prevenzione e infezioni sessualmente trasmissibili. La cultura non \u00e8 asessuata e la scuola non pu\u00f2 trattarla come un campo minato.<\/p>\n<p>Nel dibattito pubblico sono state evocate anche drag queen e attori pornografici nelle aule. Ma non risultano progetti nazionali, linee ministeriali o una pratica diffusa che affidino l\u2019educazione sessuo-affettiva alle drag queen. \u00c8 legittimo pretendere che ogni soggetto esterno abbia competenze adeguate, obiettivi chiari e materiali trasparenti; peraltro la legge prevede gi\u00e0 la deliberazione del collegio dei docenti e l\u2019approvazione del consiglio d\u2019istituto. Ma una politica educativa non dovrebbe essere costruita attorno a immagini estreme usate come se descrivessero la normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Che cosa dovrebbe essere, allora, l\u2019educazione sessuo-affettiva? Non una lezione su come vivere la propria intimit\u00e0 e non un invito ad anticipare esperienze. L\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 la definisce un percorso graduale, adeguato all\u2019et\u00e0 e fondato su informazioni scientifiche. Significa imparare a riconoscere i confini del proprio corpo, comprendere che un \u201cno\u201d va rispettato, distinguere l\u2019affetto dal possesso, gestire un rifiuto senza trasformarlo in rabbia, chiedere aiuto davanti a un abuso e sapere che condividere l\u2019immagine intima di un\u2019altra persona senza consenso \u00e8 una forma di violenza, non uno scherzo da chat.<\/p>\n<p>Serve a riconoscere il controllo travestito da gelosia, la pressione del gruppo, il ricatto emotivo, lo stalking e la violenza digitale. Serve a chi vive conflitti o silenzi in famiglia e non sa a quale adulto affidarsi; a chi subisce bullismo per il proprio corpo o per il modo in cui viene percepito; a chi cerca risposte sulla pubert\u00e0 e finisce per riceverle dalla pornografia, dagli algoritmi o da coetanei altrettanto disorientati. Serve anche a prevenire comportamenti sessuali a rischio, gravidanze indesiderate e infezioni, senza confondere la prevenzione con l\u2019incoraggiamento. Le evidenze richiamate da OMS e UNESCO mostrano infatti che programmi di qualit\u00e0 non anticipano l\u2019attivit\u00e0 sessuale e possono ridurre i comportamenti a rischio.<\/p>\n<p>Non sarebbe serio sostenere che qualche ora a scuola possa, da sola, fermare la violenza contro le donne o guarire ogni ferita affettiva. La prevenzione non \u00e8 una formula magica: \u00e8 un lavoro lungo che coinvolge famiglie, scuola, servizi, cultura e responsabilit\u00e0 individuale. Ma imparare presto che l\u2019amore non giustifica il controllo, che la paura non \u00e8 una prova d\u2019affetto e che il consenso pu\u00f2 essere ritirato \u00e8 una parte concreta di quel lavoro. Togliere questi strumenti non rende i ragazzi pi\u00f9 innocenti; li rende soltanto pi\u00f9 soli davanti a problemi che esistono gi\u00e0.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi una questione di uguaglianza. Non tutti i genitori hanno le stesse conoscenze, lo stesso tempo o la stessa serenit\u00e0 per affrontare questi temi. Non ogni mancato consenso nasconde un disagio, naturalmente; ma un sistema basato sull\u2019esclusione non pu\u00f2 sapere se sta lasciando fuori proprio il ragazzo che avrebbe pi\u00f9 bisogno di incontrare un adulto competente. La scuola non deve prendere il posto della famiglia: deve garantire che il silenzio di una famiglia non diventi il destino educativo di un figlio.<\/p>\n<p>Avrei preferito una scelta diversa: linee guida nazionali chiare, contenuti differenziati per et\u00e0, docenti formati, collaborazione con psicologi, consultori e professionisti qualificati, materiali accessibili alle famiglie, monitoraggio e risorse dedicate. La legge, invece, introduce nuovi passaggi, attivit\u00e0 alternative e verifiche, ma si chiude con una clausola di invarianza finanziaria. Chiede quindi alle scuole pi\u00f9 organizzazione senza attribuire nuovi fondi. Anche questo rischia di trasformare un tema educativo in un adempimento burocratico.<\/p>\n<p>Per queste ragioni considero la raccolta firme per il referendum una legittima occasione democratica per riaprire il confronto. Il quesito chiede di abrogare interamente la legge n. 104 del 2026. Sostenerlo non significa essere contro le famiglie: significa chiedere un equilibrio diverso, fondato su informazione preventiva, competenza e trasparenza, ma senza trasformare la formazione su salute, rispetto e sicurezza in un percorso a cui ciascuno accede solo se arriva una firma.<\/p>\n<p>Da docente penso che la scuola non debba dire ai ragazzi chi amare o come vivere la propria identit\u00e0. Deve per\u00f2 insegnare che nessuno pu\u00f2 possedere il corpo, la voce o la libert\u00e0 di un\u2019altra persona. Educare non \u00e8 indottrinare e tacere non \u00e8 neutralit\u00e0. Se la scuola arretra, il vuoto viene riempito dai social, dalla pornografia, dagli stereotipi e dalla violenza del gruppo. E questi cattivi maestri, a differenza della scuola, non mostrano prima i loro materiali e non chiedono il consenso a nessuno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 7 luglio \u00e8 in vigore la legge n. 104 del 2026 e ora una raccolta firme chiede un referendum abrogativo. La riflessione di un docente veronese: coinvolgere le famiglie \u00e8 indispensabile, ma rendere opzionali conoscenze su rispetto, consenso e prevenzione rischia di lasciare soli proprio gli studenti pi\u00f9 fragili. di Mario Borrata C\u2019\u00e8 davvero &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":103835,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[15602,34860,9,11,34861,34862,1],"tags":[41274,42007,42010,42008,760,42009,40587],"class_list":["post-103834","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","category-copertina","category-notizie-dal-web","category-opinioni","category-primo-piano","category-ultime","category-uncategorized","tag-consenso-informato-scuola","tag-educazione-sessuale-a-scuola","tag-educazione-sessuo-affettiva","tag-legge-104-2026","tag-oggiscuola","tag-referendum-legge-104","tag-scuola-e-famiglia"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Studenti-OggiScuola.jpg?fit=640%2C424&ssl=1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103834","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103834"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103834\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":103836,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103834\/revisions\/103836"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}