{"id":103433,"date":"2026-04-27T16:19:08","date_gmt":"2026-04-27T14:19:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=103433"},"modified":"2026-04-27T16:19:08","modified_gmt":"2026-04-27T14:19:08","slug":"promessi-sposi-scuola-riforma-quarto-anno-dibattito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2026\/04\/27\/promessi-sposi-scuola-riforma-quarto-anno-dibattito\/","title":{"rendered":"I Promessi Sposi e la scuola italiana.  Dal romanzo di Manzoni alle nuove Indicazioni Nazionali: storia, norma e dibattito di una riforma che divide"},"content":{"rendered":"<p>I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni rappresentano da oltre un secolo uno dei pilastri irrinunciabili dei programmi di italiano nelle scuole superiori italiane. La recente bozza di Indicazioni Nazionali per i licei, elaborata dalla Commissione ministeriale presieduta dalla pedagogista Loredana Perla per conto del Ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito guidato dal Prof. Giuseppe Valditara, propone lo spostamento del capolavoro manzoniano dal biennio al quarto anno. La misura ha generato un ampio dibattito culturale, pedagogico e politico. Il presente articolo ripercorre le origini dell&#8217;opera, la sua storia scolastica dall&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia ad oggi e analizza le ragioni e le criticit\u00e0 della proposta riformatrice.<\/p>\n<h2><strong>L&#8217;opera e il suo autore: Alessandro Manzoni e la genesi dei Promessi Sposi\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>Alessandro Manzoni (Milano, 7 marzo 1785 \u2013 22 maggio 1873) \u00e8 universalmente riconosciuto come uno dei massimi scrittori della letteratura italiana dell&#8217;Ottocento. Figura centrale del <strong>Romanticismo italiano<\/strong>, Manzoni intrecci\u00f2 la propria produzione letteraria con un profondo impegno religioso cattolico e con la causa risorgimentale, contribuendo in modo determinante alla formazione di una coscienza nazionale italiana.<\/p>\n<p>L&#8217;idea del romanzo risale al <strong>24 aprile 1821<\/strong>, quando Manzoni avvi\u00f2 la prima stesura di quella che inizialmente intitol\u00f2 <strong>Fermo e Lucia<\/strong>. I lavori furono interrotti e ripresi pi\u00f9 volte: la seconda redazione, denominata <strong>Gli Sposi Promessi<\/strong>, \u00e8 databile tra il 1823 e il 1825. La versione definitiva del romanzo, <strong>I Promessi Sposi<\/strong>, fu pubblicata in prima edizione tra il <strong>1825 e il 1827<\/strong> e poi rielaborata nella cosiddetta <strong>&#8220;ventisettana&#8221;<\/strong>, ovvero la seconda edizione definitiva del 1840, che Manzoni sottopose a un&#8217;accurata revisione linguistica in senso toscano-fiorentino, nel quadro del suo impegno per l&#8217;unificazione della lingua italiana.<\/p>\n<p>Il romanzo narra le vicende di <strong>Renzo Tramaglino e Lucia Mondella<\/strong>, due giovani promessi sposi della Lombardia del Seicento, ostacolati nelle nozze dal nobile <strong>don Rodrigo<\/strong>. L&#8217;opera affresca con straordinaria profondit\u00e0 la societ\u00e0 del tempo \u2013 l&#8217;oppressione spagnola, la pestilenza del 1630, le carestie, il sistema del potere \u2013 intrecciando la vicenda privata dei protagonisti con la grande Storia, in una visione cristiana e provvidenzialistica della realt\u00e0.<\/p>\n<h2><strong>L&#8217;ingresso nella scuola italiana: dalla fine dell&#8217;Ottocento al Novecento\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>Il legame tra i <strong>Promessi Sposi<\/strong> e l&#8217;istituzione scolastica non \u00e8 casuale n\u00e9 recente: esso affonda le radici nel processo stesso di costruzione dello Stato unitario italiano. A partire dagli <strong>anni Settanta dell&#8217;Ottocento<\/strong>, il romanzo cominci\u00f2 a fare ingresso nelle antologie scolastiche e nelle grammatiche, venendo progressivamente adottato come strumento privilegiato per l&#8217;insegnamento della lingua italiana alle giovani generazioni.<\/p>\n<p>Con i <strong>Programmi ministeriali del 1888<\/strong>, il romanzo di Manzoni ottenne il pieno riconoscimento istituzionale, diventando lettura obbligatoria nelle scuole superiori. La scelta era motivata da una duplice esigenza: da un lato, <strong>diffondere una lingua nazionale unitaria<\/strong> in un Paese reduce da secoli di frammentazione politica e dialettale; dall&#8217;altro, <strong>formare l&#8217;identit\u00e0 civile e morale<\/strong> dei nuovi cittadini italiani attraverso i valori e i tipi psicologici tratteggiati da Manzoni.<\/p>\n<p>La collocazione tradizionale al <strong>biennio delle scuole superiori<\/strong> \u2013 tipicamente in seconda \u2013 si \u00e8 consolidata nel corso del Novecento, resistendo alle numerose riforme dei programmi scolastici che si sono succedute. Per oltre un secolo, i Promessi Sposi hanno rappresentato il testo-cardine dell&#8217;italiano nel primo ciclo delle superiori, accompagnando generazioni di studenti italiani nel loro primo contatto con la grande letteratura.<\/p>\n<p>Non mancarono, tuttavia, voci critiche. Gi\u00e0 a partire dagli anni Sessanta e Settanta del Novecento, pedagogisti e docenti iniziarono a segnalare la <strong>difficolt\u00e0 linguistica e concettuale<\/strong> del testo per studenti quattordicenni, nonch\u00e9 il rischio che l&#8217;imposizione scolastica si trasformasse in un ostacolo al godimento autentico dell&#8217;opera. Lo scrittore siciliano <strong>Andrea Camilleri<\/strong> confess\u00f2 di aver dovuto aspettare i trent&#8217;anni per scoprire &#8220;uno scrittore vivo, coinvolgente, ironico, spietato a volte&#8221;, del tutto diverso dall&#8217;immagine scolastica del &#8220;melenso moralista frequentatore di sacrestie&#8221;.<\/p>\n<h2><strong>La proposta della Commissione Perla e le nuove Indicazioni Nazionali\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>Il Ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito, guidato dal <strong>Prof. Giuseppe Valditara<\/strong>, ha affidato alla <strong>Commissione ministeriale presieduta dalla pedagogista Loredana Perla<\/strong> l&#8217;elaborazione di nuove Indicazioni Nazionali per i licei, destinate a entrare in vigore a partire dall&#8217;<strong>anno scolastico 2026\/2027<\/strong>. La bozza del documento \u00e8 stata pubblicata e aperta a una fase di consultazione pubblica, nel corso della quale sono stati coinvolti anche i rappresentanti delle Consulte studentesche.<\/p>\n<p>Il punto pi\u00f9 dibattuto della riforma riguarda proprio i <strong>Promessi Sposi<\/strong>: la proposta prevede lo spostamento del romanzo manzoniano <strong>dal biennio al quarto anno<\/strong>. Nei primi due anni, i docenti avranno la facolt\u00e0 di proporre letture alternative \u2013 almeno tre libri di vario genere, attingendo a un&#8217;ampia lista che spazia da Pasolini ad Agatha Christie \u2013 con l&#8217;obiettivo di stimolare il piacere della lettura attraverso testi linguisticamente pi\u00f9 accessibili e vicini alla sensibilit\u00e0 degli adolescenti odierni.<\/p>\n<p>La nota ministeriale motiva la scelta ricordando che i Promessi Sposi entrarono nei programmi scolastici nell&#8217;Ottocento come <strong>&#8220;classico contemporaneo&#8221;<\/strong>: una qualifica che oggi il testo non possiede pi\u00f9. La proposta \u00e8 dunque di restituire al romanzo la sua naturale collocazione storico-letteraria, affrontandolo nel quarto anno, quando il programma tratta sistematicamente l&#8217;Ottocento.<\/p>\n<p>Analoga logica ispira la revisione relativa alla <strong>Divina Commedia<\/strong>: lo studio della Commedia dantesca verrebbe concentrato tra il terzo e il quarto anno, liberando il quinto anno per la <strong>letteratura del Novecento e della contemporaneit\u00e0<\/strong>, spesso sacrificata nelle programmazioni attuali per mancanza di tempo.<\/p>\n<h2><strong>La posizione del Ministro Valditara: perplessit\u00e0 e prudenza istituzionale\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>In modo inusuale rispetto alla prassi ministeriale, il titolare del MIM ha preso le distanze \u2013 almeno parzialmente \u2013 dalla proposta elaborata dalla Commissione da lui stesso nominata. In una dichiarazione pubblica, il Ministro Valditara ha affermato:<\/p>\n<p><em>&#8220;\u00c8 una proposta della Commissione, ha una sua ragionevolezza ma ho qualche perplessit\u00e0 perch\u00e9 ritengo che i Promessi Sposi di Manzoni siano particolarmente formativi anche per un giovane di 14\/15 anni. Penso sia prematuro dare per scontata questa innovazione.&#8221;<\/em><\/p>\n<h2><strong>Il dibattito culturale e pedagogico\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>La proposta ha scatenato un vivace dibattito sui principali organi di stampa nazionali e nel mondo dell&#8217;istruzione. Le posizioni si dividono sostanzialmente in due fronti.<\/p>\n<p><strong>Favorevoli alla riforma<\/strong>: numerosi docenti e pedagogisti segnalano che i Promessi Sposi, nella prassi didattica attuale, non venivano gi\u00e0 praticamente letti integralmente. La lettura si era da tempo ridotta a una <strong>selezione antologica per &#8220;highlights&#8221;<\/strong>, con effetti controproducenti: instillare negli studenti quindicenni un&#8217;avversione duratura verso l&#8217;opera, impedire una lettura autentica, e indurre la convinzione di averla letta attraverso il riassunto. Spostare Manzoni al quarto anno, quando il contesto storico-culturale dell&#8217;Ottocento \u00e8 gi\u00e0 noto agli studenti, permetterebbe una fruizione pi\u00f9 consapevole e profonda del testo.<\/p>\n<p><strong>Contrari alla riforma<\/strong>: intellettuali, filologi e molti insegnanti di lettere sottolineano il rischio di una progressiva <strong>marginalizzazione dei classici<\/strong> a favore di testi pi\u00f9 fruibili ma di minor spessore culturale. La presenza dei Promessi Sposi nel biennio non era soltanto funzionale all&#8217;apprendimento: essa assolveva a un compito di <strong>formazione identitaria<\/strong>, mettendo i giovani a contatto con i &#8220;tipi psicologici&#8221; della nazione \u2013 don Abbondio, Renzo, Lucia, l&#8217;Innominato \u2013 che hanno costruito l&#8217;immaginario collettivo italiano per oltre un secolo.<\/p>\n<h2><strong>Profili normativi: le Indicazioni Nazionali nel sistema scolastico italiano\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>Dal punto di vista giuridico-normativo, le <strong>Indicazioni Nazionali<\/strong> costituiscono lo strumento attraverso cui il Ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito \u2013 nell&#8217;esercizio delle proprie prerogative di indirizzo, ai sensi del <strong>D.Lgs. 297\/1994<\/strong> e delle norme successive in materia di autonomia scolastica \u2013 definisce i contenuti fondamentali dei percorsi didattici. Esse non hanno la natura di atti regolamentari vincolanti al pari di un decreto ministeriale, ma costituiscono <strong>linee guida curricolari<\/strong> che le istituzioni scolastiche autonome sono tenute a rispettare nella definizione dei propri Piani dell&#8217;Offerta Formativa (PTOF).<\/p>\n<p>La procedura attualmente in corso prevede una fase di <strong>consultazione pubblica<\/strong> prima dell&#8217;adozione ufficiale del testo. Questa fase coinvolge i rappresentanti del mondo dell&#8217;istruzione, gli organi collegiali e \u2013 per la prima volta \u2013 anche i rappresentanti delle <strong>Consulte studentesche<\/strong>. L&#8217;adozione definitiva avverr\u00e0 con provvedimento ministeriale e avr\u00e0 efficacia a partire dall&#8217;anno scolastico <strong>2026\/2027<\/strong>.<\/p>\n<p>Occorre precisare che la proposta non comporta l&#8217;<strong>eliminazione<\/strong> dei Promessi Sposi dai programmi scolastici: si tratta di una <strong>ricollocazione temporale<\/strong> nel percorso quinquennale. Il romanzo rimarrebbe materia di studio nel quarto anno, in connessione con l&#8217;insegnamento della storia letteraria dell&#8217;Ottocento, in una logica di maggiore coerenza storico-culturale.<\/p>\n<h2><strong>Tra tradizione e innovazione, il futuro di Manzoni nella scuola\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p>La vicenda dei Promessi Sposi e della scuola italiana \u00e8, in fondo, la storia di un rapporto lungo e complesso tra un capolavoro letterario e un&#8217;istituzione che ne ha fatto, nel tempo, un simbolo dell&#8217;identit\u00e0 nazionale. La proposta di riforma non cancella questo rapporto: lo rimette in discussione, chiedendo alla scuola di affrontare Manzoni in modo pi\u00f9 consapevole e contestualizzato.<\/p>\n<p>Il dibattito aperto dalla bozza delle nuove Indicazioni Nazionali \u00e8 prezioso, indipendentemente dal suo esito. Esso richiama l&#8217;attenzione su una <strong>questione irrisolta<\/strong> del sistema scolastico italiano: come si insegna davvero la grande letteratura? Come si trasforma uno <strong>&#8220;obbligo curricolare&#8221;<\/strong> in un incontro autentico con un testo fondamentale? La risposta non sta necessariamente nella collocazione del romanzo al primo o al quarto anno, ma nel modo in cui i docenti \u2013 sostenuti da un&#8217;adeguata formazione e da programmi coerenti \u2013 sapranno guidare i ragazzi dentro i quarantadue capitoli del pi\u00f9 grande romanzo italiano di tutti i tempi.<\/p>\n<p>Il procedimento normativo \u00e8 ancora in corso. La parola finale spetta al Ministro, all&#8217;esito della consultazione. Ma il dibattito che ne \u00e8 emerso ricorda a tutti \u2013 istituzioni, docenti, studenti e famiglie \u2013 che la scuola non \u00e8 solo un luogo di trasmissione del sapere: \u00e8 lo spazio in cui si costruisce, ogni giorno, l&#8217;identit\u00e0 culturale di un Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Avv. Giuseppe Versace del foro di Bologna<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni rappresentano da oltre un secolo uno dei pilastri irrinunciabili dei programmi di italiano nelle scuole superiori italiane. 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