{"id":102574,"date":"2025-08-08T11:11:51","date_gmt":"2025-08-08T09:11:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=102574"},"modified":"2025-08-08T11:11:51","modified_gmt":"2025-08-08T09:11:51","slug":"valditara-no-al-cellulare-in-classe-scuolazoo-inutile-proibire-meglio-integrare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2025\/08\/08\/valditara-no-al-cellulare-in-classe-scuolazoo-inutile-proibire-meglio-integrare\/","title":{"rendered":"Valditara: no al cellulare in classe. ScuolaZoo: inutile proibire, meglio integrare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Intervista a <em>Tommaso Tedesco<\/em> &#8211; Head of content di ScuolaZoo\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>di Vincenzo Scarpellino<\/em><\/p>\n<p><em>Questa volta il Ministro Valditara ci \u00e8 andato gi\u00f9 duro: \u201cPer il prossimo anno scolastico (&#8230;) vorremmo vietare l\u2019uso del cellulare anche per le scuole superiori\u201d. Detto fatto: il 16 giugno scorso \u00e8 stata pubblicata la Circolare che proibisce l\u2019uso dei cellulari in classe anche alle scuole secondarie&#8230; <\/em><\/p>\n<p><em>Quindi, dopo le scuole primarie e le scuole medie ora tocca a Licei, Tecnici e Professionali, insomma al meglio della giovent\u00f9 italiana. L\u2019argomento \u00e8 scottante e noi di OggiScuola decidiamo di parlarne (non prima di aver riposto il cellulare, ovviamente&#8230;) con <strong>Tommaso Tedesco &#8211; Head of content<\/strong> di <strong>ScuolaZoo<\/strong>, la pi\u00f9 grande community studentesca online in Italia con oltre 5 milioni di follower\u00a0 che, da tempo, costituisce un osservatorio privilegiato sul mondo degli studenti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong>Che ne pensa dell\u2019iniziativa del Ministro Valditara?<\/strong><\/p>\n<p>Sono convinto che il proibizionismo non funzioni. Non ha funzionato storicamente in altri ambiti, e non \u00e8 chiaro perch\u00e9 dovrebbe funzionare adesso. Vietare l\u2019uso del cellulare tout court non affronta la vera questione: l\u2019educazione al suo uso consapevole.<\/p>\n<p><strong>La community \u00e8 gi\u00e0 in fermento? <\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente s\u00ec. Gli studenti ci scrivono, commentano, si confrontano (come in questo post <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DK-NxBqoTnV\/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==\">Instagram<\/a>). E in tanti percepiscono un approccio che non li coinvolge e che li blocca. Abbiamo raccolto centinaia di voci che dicono tutte la stessa cosa, con toni diversi ma una linea comune: il vero problema non \u00e8 lo smartphone, ma una scuola che troppo spesso dimentica di evolversi, che non ascolta i bisogni veri dei ragazzi. Insomma, le nuove generazioni non vogliono essere esclusi dalle decisioni che le riguardano.<\/p>\n<p><strong>Che segnali sta raccogliendo?<\/strong><\/p>\n<p>Da un lato c\u2019\u00e8 chi riconosce che lo smartphone pu\u00f2 distrarre. Dall\u2019altro c\u2019\u00e8 anche chi \u00e8 consapevole che con lo smartphone si pu\u00f2 imparare, comunicare, esprimersi. Il punto non \u00e8 lo strumento, ma come lo si usa. Chi non vuole seguire la lezione, non la segue comunque. E il divieto viene percepito come un\u2019imposizione, non come una scelta condivisa o motivata in modo chiaro. E allora cosa serve? Serve offrire occasioni strutturate in cui i ragazzi possano riscoprire il valore del tempo e dello stare insieme. Un esempio sono gli Offline Days che abbiamo lanciato a maggio e a giugno, quattro giorni tra natura, sport ed esperienze analogiche. Due weekend di full detox dalla tecnologia! I dati del nostro Osservatorio sullo slow-living, condotto insieme a TheFork, parlano chiaro: l\u201982% dei giovani ha gi\u00e0 fatto o vorrebbe fare digital detox e l\u201986% crede che rallentare faccia bene alla salute mentale. I ragazzi non rifiutano di \u201cstare senza cellulare\u201d ma rifiutano l\u2019imposizione cieca, il divieto senza educazione.<\/p>\n<p><strong>Il Ministro dell\u2019Istruzione austriaco, Christoph Wiederkehr, ha affermato che: \u201cil cellulare \u00e8 un killer della concentrazione\u201d. Troppo drastico?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una frase ad effetto, ma il tema \u00e8 pi\u00f9 complesso di cos\u00ec.\u00a0 La concentrazione si pu\u00f2 perdere anche in una lezione noiosa o in un\u2019aula che non stimola. Il punto non \u00e8 eliminare il telefono, ma rendere la scuola un luogo in cui la concentrazione avvenga in maniera naturale.<\/p>\n<p><strong>Anche lo Psichiatra Paolo Crepet \u00e8 contrario all\u2019utilizzo degli smartphone a scuola&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Eppure ci sono esperienze e casi, come quella di H-Farm, dove la tecnologia \u00e8 integrata fin dalle elementari e con successo. Quindi non \u00e8 una questione di s\u00ec o no, ma di come e perch\u00e9.\u00a0 \u00a0La tecnologia, se bene integrata, pu\u00f2 portare a risultati sorprendenti.<\/p>\n<p><strong>Per non parlare delle famiglie, anch\u2019esse per la grande maggioranza contrarie.<\/strong><\/p>\n<p>Servirebbe un patto scuola\u2011famiglia che dia senso all\u2019uso dello smartphone. Delle linee guida condivise.<\/p>\n<p><strong>Invece, un gruppo di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Birmingham ha pubblicato su \u201c<em>The Lancet<\/em>\u201d una ricerca che dimostra che il divieto di utilizzo del cellulare non porta automaticamente a migliorare voti, salute mentale e comportamento dei ragazzi. Ed anche diversi docenti sono contrari al divieto perch\u00e9 cos\u00ec non possono utilizzare le app didattiche. Insomma, come se ne esce?<\/p>\n<p><\/strong>Con una parola: integrazione. La tecnologia deve saper accompagnare la didattica, sono due cose che possono convivere. Noi di ScuolaZoo usiamo ad esempio Kahoot! e altre app educative, e abbiamo ideato dei video didattici su Spotify, Youtube e TikTok chiamati \u201cNoccioline\u201d. Se i ragazzi li guardano a casa per imparare divertendosi, perch\u00e9 non possono farlo anche in aula?<\/p>\n<p><strong>Secondo Lei e la Sua community<em>, <\/em>gli insegnanti sono preparati all\u2019uso integrato dei dispositivi mobili in aula? <\/strong><\/p>\n<p>Alcuni s\u00ec, molti no. Non per mancanza di volont\u00e0, ma per mancanza di formazione. Serve un investimento strutturale per formare i docenti: non possiamo pensare di parlare di futuro senza formare chi ci deve portare l\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Veniamo a ScuolaZoo. Per i pochi che non conoscono la community, di cosa si tratta?<\/strong><\/p>\n<p>ScuolaZoo \u00e8 la pi\u00f9 grande community studentesca in Italia, con oltre 5 milioni di follower. \u00c8 una testata giornalistica, un tour operator, un rappresentante degli studenti. ScuolaZoo \u00e8 anche un diario: se lo smartphone sparisce dai banchi, tornano in mano altri oggetti pi\u00f9 personali, che da semplice agenda diventa di nuovo spazio di espressione, un pezzo di identit\u00e0\u2026 da scarabocchiare, scrivere, conservare. Un ritorno al cartaceo che molti vivono quasi come una forma di resistenza creativa. Ma ScuolaZoo \u00e8 soprattutto un <strong>media network di ascolto e di dialogo costante con la GenZ<\/strong>, un osservatorio privilegiato sulla societ\u00e0 che cambia. Stare a cos\u00ec stretto contatto con le nuove generazioni per noi significa anticipare i trend, capire i nuovi linguaggi, accettare la sfida della comunicazione giorno dopo giorno.<\/p>\n<p><strong>Ci spiega a noi poveri appartenenti alla Generazione X e Millennials chi sono quelli della GenZ e come comunicare con loro?<\/strong><\/p>\n<p>Sono una generazione iperconnessa ma anche affamata di autenticit\u00e0. Se vuoi entrare in relazione con loro\u2026 devi ascoltarli davvero, non solo parlare loro dall\u2019alto o imitare superficialmente il loro modo di parlare.<\/p>\n<p><strong>Molti studenti sono dei fulmini con i social e i loro linguaggi, ma se si tratta di scrivere l\u2019oggetto di una mail vanno in crisi di panico: cosa non va?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un problema di contesto. La scuola spesso non trasmette le competenze digitali utili per il mondo del lavoro. Serve pi\u00f9 educazione digitale, perch\u00e9 anche scrivere una e-mail richiede competenze che probabilmente non sono state trasmesse.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 i messaggi scritti su WhatsApp somigliano a codici fiscali?<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 i ragazzi sono veloci, pratici, non perdono tempo. \u00c8 il loro registro: spetta a noi decifrarlo e spiegare loro le circostanze in cui sarebbe meglio utilizzare registri pi\u00f9 formali.<\/p>\n<p><em>Noi di OggiScuola ringraziamo e salutiamo Tommaso Tedesco che, con questa intervista, ci ha fornito alcuni spunti critici per un dibattito sull\u2019uso dello smartphone in classe che si preannuncia, come avrete capito, piuttosto acceso. <\/em><\/p>\n<p><em>E abbiamo colto l\u2019occasione anche per\u00a0 conoscere meglio, attraverso la community di ScuolaZoo, il mondo della GenZ, un mondo variegato, ricco di linguaggi e modi di essere che noi Millennials dobbiamo ancora imparare a comprendere nella sua complessit\u00e0 (o semplicit\u00e0?). <\/em><\/p>\n<p><em>Non ci resta che dire: \u201cil dibattito \u00e8 aperto\u201d; ora tocca a voi: inviateci le vostre idee, opinioni e critiche.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Tommaso Tedesco &#8211; Head of content di ScuolaZoo\u00a0 di Vincenzo Scarpellino Questa volta il Ministro Valditara ci \u00e8 andato gi\u00f9 duro: \u201cPer il prossimo anno scolastico (&#8230;) vorremmo vietare l\u2019uso del cellulare anche per le scuole superiori\u201d. 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