{"id":101178,"date":"2024-05-26T11:56:10","date_gmt":"2024-05-26T09:56:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=101178"},"modified":"2024-05-26T11:56:10","modified_gmt":"2024-05-26T09:56:10","slug":"educare-allattenzione-verso-se-stessi-e-gli-altri-antidoto-alla-noncuranza-e-alla-violenza-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2024\/05\/26\/educare-allattenzione-verso-se-stessi-e-gli-altri-antidoto-alla-noncuranza-e-alla-violenza-a-scuola\/","title":{"rendered":"Educare all&#8217;attenzione verso s\u00e9 stessi e gli altri: antidoto alla noncuranza e alla violenza a scuola"},"content":{"rendered":"<p>I crescenti episodi di violenza nelle scuole verso i professori, non possono lasciarci indifferenti. Ne parliamo con il prof. Massimo di Roberto, docente di pedagogia presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi Suor Orsola Benincasa, psicoterapeuta, con una lunga esperienza sul campo come insegnante e educatore.<\/p>\n<p><em>Il Ministero registra un aumento esorbitante delle aggressioni verso gli insegnanti; non mancano episodi di violenza verso i dirigenti scolastici e il personale della scuola. Talvolta gli stessi genitori tendono a sminuire e giustificare i propri figli e nei casi peggiori reagiscono con ulteriore aggressivit\u00e0. <\/em><\/p>\n<p><strong>Prof. Di Roberto, come spiega questa crescente violenza contro gli insegnanti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un problema complesso che va letto con un approccio sistemico che consideri tutti gli attori coinvolti: docenti, alunni, genitori, sistema scuola e cambiamenti sociali.<\/p>\n<p>Cominciamo da noi insegnanti. Come docenti, pur non generalizzando n\u00e9 stigmatizzando nessuno, si avverte negli ultimi anni la \u201cfatica dell\u2019educare\u201d. In realt\u00e0, questa fatica riguarda tutte le figure adulte di riferimento e quindi anche i genitori stessi.<\/p>\n<p>Stiamo diventando \u201cadulti poco significativi\u201d ovverosia tendiamo a metterci in un angolo, a lasciar fare, lasciar correre, per quieto vivere. Zagrebelsky, parla per l\u2019appunto, di una societ\u00e0 \u201csenza adulti\u201d[1]. Da un lato adulti che vogliono rimanere giovani evitando ad ogni costo l\u2019et\u00e0 della maturit\u00e0 e diventando di fatto eterni adolescenti; dall\u2019altro lato, ragazzi che giocano a fare gli adulti pur rimanendo infantili e impauriti dall\u2019affrontare il naturale e sano conflitto generazionale come tensione per la crescita e il cambiamento.<\/p>\n<p><em>Dobbiamo sporcarci le mani, come un buon contadino che vanga e semina la sua terra, pur sapendo dei numerosi ostacoli che possono compromettere il raccolto.<\/em> Cos\u00ec un educatore, genitore e insegnante che sia, deve svolgere il suo ruolo e non mettersi n\u00e9 farsi mettere nell\u2019angolo, essendo disposti a mettere in discussione, quando occorre, il proprio operato e rischiare in prima persona anche il mancato raccolto. Tuttavia, \u00e8 indispensabile seminare ed entrare in relazione autentica con i nostri ragazzi.<\/p>\n<p><strong>Secondo lei, come mai i genitori rincasano la dose o tendono a giustificare i propri figli?<\/strong><\/p>\n<p>Anche per i genitori \u00e8 faticoso mettere in discussione il proprio operato, accettare le difficolt\u00e0 del proprio figlio. La famiglia, appesantita dalle sfide degli ultimi anni, \u00e8 pi\u00f9 frammentata. I genitori sentono la difficolt\u00e0 di svolgere questo ruolo, tenere testa ai propri figli, essere un modello educativo. Si tende a delegare e a trattare i nostri figli come eterni bambini da accontentare ad ogni costo, quasi timorosi a dire <em>quei famosi NO che in realt\u00e0 sono proprio ci\u00f2 che i ragazzi cercano, i famosi confini che aiutano a ritrovare la bussola nelle tempeste e nella confusione presente nella nostra societ\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 facile mettere gli insegnanti sul banco degli imputati, piuttosto che affrontare le proprie responsabilit\u00e0 e mancanze. Poi, come evidenziava lo psicanalista Winnicot[2], <strong>l\u2019adolescente ha bisogno di diventare adulto attraverso la vittoria contro un altro adulto<\/strong>. I genitori si troveranno in ogni caso ad essere attaccati dai figli, e il loro ruolo \u00e8 quello di resistere e di sopravvivere a questi attacchi. <strong>\u00c8 \u00a0il gioco della vita, dei ruoli, la fase dello scontro e della differenziazione deve esserci affinch\u00e9 ci sia uno sviluppo sano.<\/strong><\/p>\n<p>Oggi tutto sembra dovuto, scontato, si \u00e8 generato un senso di onnipotenza nei giovani e la frustrazione del limite. \u00c8 necessario che gli adulti rimangano sulle loro posizioni, delimitando cos\u00ec lo spazio concettuale degli adolescenti. Se invece gli adulti rinunciano a loro ruolo, <strong>se nascondono e dissimulano il conflitto<\/strong>, tolgono all\u2019adolescente il punto di riferimento contro cui lottare per affermare s\u00e9 stessi, e conseguentemente trasferiscono la responsabilit\u00e0 agli adolescenti che non sono in grado di assumerla. <strong>Il ruolo della responsabilit\u00e0 deve necessariamente essere esercitato dagli adulti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La sua lunga esperienza nella scuola e con i giovani, da varie angolazioni, le fa intravedere scenari risolutivi? <\/strong><\/p>\n<p>La scuola, come agenzia educativa, ha senz\u2019altro le sue lacune e criticit\u00e0 da migliorare. Una scuola innovativa non significa un limbo dantesco privo di regole e di confini; faremmo del male ai nostri ragazzi, al loro futuro.<\/p>\n<p>La scuola deve accogliere senz\u2019altro ma al contempo supportare gli insegnanti, riconoscendo l\u2019autorevolezza del ruolo. La scuola ha la responsabilit\u00e0 di mettere i limiti, le famose regole tanto criticate e tanto necessarie. <strong>Mettere dei limiti, dei confini, ai ragazzi \u00e8 un atto di responsabilit\u00e0 verso la loro crescita<\/strong>.<\/p>\n<p>Involontariamente, la scuola fa da specchio alle mancanze dei genitori che, se privi di consapevolezza, si sentono giudicati e agiscono con reattivit\u00e0. Lo stesso vale per gli insegnanti che spesso si sentono giudicati e incompresi. Si arriva cos\u00ec spesso allo scontro o quanto meno all\u2019incomunicabilit\u00e0 tre le parti.<\/p>\n<p><strong>Si deve puntare all\u2019alleanza educativa tra genitori, docenti e scuola<\/strong>.<\/p>\n<p>La scuola deve fare da tramite e scegliere le parole e i modi pi\u00f9 adatti per comunicare con i genitori e con i ragazzi.<\/p>\n<p>Siamo esseri interdipendenti e relazionali, abbiamo bisogno dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Dobbiamo tornare a costruire il futuro con le nostre mani, <strong>costruire il tempo dell\u2019ascolto e del dialogo con pazienza e gentilezza<\/strong><\/p>\n<p>I ragazzi hanno un disperato bisogno di approvazione e di essere visti. Sono fragili poich\u00e9 non si pu\u00f2 crescere senza \u00a0punti di riferimento, senza ideali, senza sogni. Devono ritrovare il senso della vita e il coraggio di viverla. <strong>Accettare i limiti, imparare a tollerare le frustrazioni e saper attendere<\/strong>. Sapere sbagliare \u00e8 legittimo e il rischio \u00e8 l\u2019essenza stessa della vita.<\/p>\n<p>Quindi pi\u00f9 che di affettivit\u00e0 e di medicalizzazione, parlerei di <strong>bisogno di dialogo e comunicazione<\/strong>, pi\u00f9 che di empatia parlerei di attenzione. <strong>Educare all\u2019attenzione a s\u00e9 stessi e agli altri<\/strong>, attenzione verso i propri bisogni, le proprie emozioni, e al rispetto di quelle altrui, questo a mio parere, \u00e8 l\u2019antidoto alla noncuranza e all\u2019indifferenza che sta attraversando la scuola e la societ\u00e0 nel suo complesso.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 consentir\u00e0 di <strong>liberare energie e creativit\u00e0 <\/strong>personali e collettive per rigenerare i sistemi scolastici, fucine di risanamento della societ\u00e0 tutta.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Teresa La Marca<\/em><\/p>\n[1] \u201cSenza adulti\u201d, Gustavo Zagrebelsky, 2016<\/p>\n[2] \u201cGioco e Realt\u00e0\u201d di Donald Winnicott, 1971<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I crescenti episodi di violenza nelle scuole verso i professori, non possono lasciarci indifferenti. 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