{"id":101088,"date":"2024-05-10T09:52:21","date_gmt":"2024-05-10T07:52:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=101088"},"modified":"2024-05-10T09:55:09","modified_gmt":"2024-05-10T07:55:09","slug":"sciopero-del-9-maggio-i-sindacati-dicono-no-a-prove-invalsi-autonomia-differenziata-e-precariato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2024\/05\/10\/sciopero-del-9-maggio-i-sindacati-dicono-no-a-prove-invalsi-autonomia-differenziata-e-precariato\/","title":{"rendered":"Sciopero del 9 maggio: I sindacati dicono no a prove INVALSI, autonomia differenziata e precariato"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto ieri a Napoli e in tutta Italia lo sciopero relativo al comparto istruzione promosso da Cobas Scuola Sardegna, Unicobas scuola e universit\u00e0, Usb PI e Cobas-Comitati di Base della Scuola, FISI Scuola. Coinvolto il personale Docente, ATA, Educativo e Dirigente a tempo determinato e indeterminato.<\/p>\n<p>A Napoli il presidio si \u00e8 svolto davanti all\u2019Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.<\/p>\n<p><strong>Ci sono timori di una deriva involutiva della scuola italiana?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cInnanzitutto, afferma Ciro Silvestri, segretario generale della FISI, siamo qui anche per riaffermare il diritto allo sciopero davanti ai cittadini e alle istituzioni che spesso disattendono l\u2019obbligo di pubblicizzarlo. \u00c8, a mio avvisto, l\u2019ultimo strumento di opposizione pacifica nella disponibilit\u00e0 dei lavoratori. Bisogna ritornare ad un impegno diretto di ogni lavoratore per salvaguardare i valori democratici di cui noi tutti siamo i garanti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le istanze principali manifestate dai sindacati? <\/strong><\/p>\n<p><strong>1. NO ALL\u2019AUTONOMIA DIFFERENZIATA<\/strong> I sindacati aderenti allo sciopero hanno a cuore in primis il futuro di una scuola nazionale per tutti senza divari tra Nord e Sud e tra classi sociali. Per questo ritengono deleteria l\u2019autonomia differenziata che spacca il paese in due creando diseguaglianze sociali e riaprendo antiche ferite e meccanismi di assistenzialismo e privatizzazione forzata fini a s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019autonomia differenziata, se realizzata, porterebbe alla frantumazione del sistema unitario di istruzione e subordinerebbe l\u2019organizzazione scolastica a scelte politiche ed economiche ad essa esterne ed estranee. Tutte le materie, oggi di competenza esclusiva dello Stato o in parte divise tra Stato e Regioni, passerebbero a queste ultime, con la creazione di 20 sistemi scolastici diversi\u201d, questo quanto dichiarato, in una nota riportata da Ansa, Piero Bernocchi, portavoce nazionale Confederazione Cobas.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019autonomia differenziata, afferma la prof.ssa Antonia Esposito, referente FISI comparto scuola, aumenter\u00e0 la sottomissione della scuola alle aziende private, sempre pi\u00f9 incombenti, snaturando cos\u00ec il servizio pubblico e la determinante funzione sociale ed educativa della Scuola per il progresso della societ\u00e0\u201d<\/p>\n<p><strong>2. NO AI TEST INVALSI E ALLA DIGITALIZZAZIONE FORZATA<\/strong> Il Cobas Sardegna evidenzia nei suoi comunicati la necessit\u00e0 di opporsi ai test INVALSI, la \u201cdelirante didattica delle competenze addestrative\u201d, contro la scuola della digitalizzazione selvaggia e lo sperpero dei denari del PNRR, il \u201ctutoraggio\u201d degli insegnanti.<\/p>\n<p>La prof.ssa Marcella Raiola, attivista del Tavolo Nazionale contro l\u2019Autonomia Differenziata, evidenzia il passaggio degli INVALSI da \u201ctest di rilevamento a campione a vero e proprio strumento di meccanizzazione dell\u2019apprendimento e di profilazione degli studenti\u201d. \u201cI test INVALSI sono strumenti non oggettivi che riducono e appiattiscono la complessit\u00e0 della valutazione degli studenti e del sistema scuola nel suo complesso.<\/p>\n<p>Al contempo vanno a schedare e catalogare gli studenti in particolare nel momento in cui i risultati dei test vengono inseriti nel curriculum di ciascun alunno. Ci\u00f2 costituisce una violazione anche della privacy degli alunni e un elemento di discriminazione soprattutto per i ragazzi pi\u00f9 fragili\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl mondo della scuola, nonostante la crisi degli ultimi anni, rimane il luogo fondamentale di ogni Stato Democratico e, dunque, un bene da difendere con assoluta fermezza. Come docenti, sindacati e genitori abbiamo una grossa responsabilit\u00e0, non possiamo stare a guardare. Come insegnanti ed educatori dovremmo preservare la nostra libert\u00e0 di insegnamento e il carattere intellettuale della nostra professione. \u00c8 assolutamente necessario che tutti facciano qualcosa per impedire il capovolgimento di un paradigma fondamentale: \u201cla tecnologia al servizio dell\u2019uomo e non viceversa\u201d, afferma ancora Ciro Silvestri, segretario generale della FISI. Si riferisce al tema della digitalizzazione forzata che trova espressione nel Piano Scuola 4.0, promosso dal Ministero dell\u2019Istruzione, nell\u2019ambito delle linee di investimento del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).<\/p>\n<p>Si tratta, specifica ancora Antonia Esposito della FISI, \u201cdi soldi in prestito che dovremo restituire senza nemmeno poter decidere come spenderli\u201d. L\u2019innovazione non passa per la digitalizzazione forzata che rappresenta solo una scusa per colonizzare la scuola e privarla della sua funzione originaria e vitale.<\/p>\n<p><strong>3. NO AL PRECARIATO<\/strong> \u00c8 necessario salvaguardare la dignit\u00e0 umana dei lavoratori e degli insegnanti precari. \u201cIl precariato svilisce la professionalit\u00e0 dei docenti e danneggia la qualit\u00e0 della scuola pubblica\u201d.<\/p>\n<p>La cultura non pu\u00f2 essere precaria e soggetta a condizioni.<\/p>\n<p>I sindacati aderenti allo sciopero si battono quindi per l\u2019immissione in ruolo di tutti i precari che hanno tre anni di servizio e per la riconversione delle fabbriche di armi e la fine del loro commercio con investimenti di tali risorse nelle urgenti necessit\u00e0 sociali.<\/p>\n<p>Non solo insegnanti, ma anche studenti, genitori, cittadini, tutti dovrebbero partecipare ad un dibattito costruttivo che individui la rotta della scuola oggi: nessuno pu\u00f2 sostituirsi alla societ\u00e0 civile, ignorarne i valori e i diritti fondamentali, per fini lontani dagli alti scopi educativi della scuola.<\/p>\n<p>I cittadini, i lavoratori, gli studenti dovrebbero contribuire a delineare il proprio presente e futuro e non essere spettatori passivi e fruitori di visioni della societ\u00e0 precostituite e imposte dall\u2019alto verso finalit\u00e0 estranee alla scuola e allo sviluppo culturale e umano dei ragazzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto ieri a Napoli e in tutta Italia lo sciopero relativo al comparto istruzione promosso da Cobas Scuola Sardegna, Unicobas scuola e universit\u00e0, Usb PI e Cobas-Comitati di Base della Scuola, FISI Scuola. 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