{"id":100649,"date":"2024-02-05T18:20:19","date_gmt":"2024-02-05T17:20:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=100649"},"modified":"2024-02-05T18:20:19","modified_gmt":"2024-02-05T17:20:19","slug":"una-proposta-di-riforma-della-scuola-italiana-per-bloccarne-limplosione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2024\/02\/05\/una-proposta-di-riforma-della-scuola-italiana-per-bloccarne-limplosione\/","title":{"rendered":"Una proposta di riforma della scuola italiana per bloccarne l\u2019implosione"},"content":{"rendered":"<p>La scuola italiana sta implodendo principalmente per l\u2019inadeguatezza della<br \/>\ngovernance, come procedura funzionale alla crescita di un\u2019istituzione, e della leadership,<br \/>\ncome strategia per il perseguimento di obiettivi condivisi, ad ogni livello. In Italia, anche<br \/>\nla lingua \u00e8 messa ai margini con le stupidaggini dei made in Italy, degli open day e cos\u00ec<br \/>\nvia. La lingua inglese, imposta dalla democrazia totalitaria degli Stati Uniti per un<br \/>\ncontrollo sui Paesi europei, dovrebbe, pure in Italia, essere impiegata soltanto per<br \/>\ncomunicare con quelli che non conoscono quella italiana. Non \u00e8 pensabile che la lingua<br \/>\nitaliana, la quarta maggiormente adottata a livello mondiale, in Italia, venga, invece,<br \/>\ntrascurata. Perci\u00f2, nella scuola italiana serve una rivoluzionaria e coraggiosa riforma,<br \/>\ncome \u00e8 avvenuto, nel 1959, negli Stati Uniti con la Conferenza di Woods Hole,<br \/>\ncoordinata da Jerome Bruner. Gi\u00e0 negli anni Novanta del Novecento la scuola italiana<br \/>\nincomincia ad implodere. Con il comma 16 dell\u2019art. 21 della Legge n. 59\/1997 e il<br \/>\nrelativo D.lgs. n. 59\/1998, l\u2019istituzione scolastica italiana viene immersa nel processo<br \/>\ndi aziendalizzazione neoliberista, producendo un forte appiattimento e, in generale, il<br \/>\nprocesso di ilotizzazione del personale. La quarta rivoluzione industriale e la societ\u00e0<br \/>\ncomplessa esigono l\u2019effettiva autonomia non solo didattica e organizzativa ma anche di<br \/>\nricerca, sperimentazione e sviluppo delle istituzioni scolastiche. Solo in tal modo i livelli<br \/>\nessenziali di prestazione potrebbero essere perseguiti e raggiunti. Il pensiero di ogni<br \/>\ncittadino, all\u2019interno delle societ\u00e0 complesse, deve essere fluido, flessibile e critico per<br \/>\nacquisire una cultura all\u2019altezza dei tempi e poter rispondere adeguatamente alle<br \/>\ngigantesche sfide odierne. Oggi, in verit\u00e0, la quarta rivoluzione industriale si \u00e8 ormai<br \/>\naffermata e la scuola italiana ancora non riesce a diventarne consapevole.<\/p>\n<p>Chi \u00e8, perci\u00f2, destinato alla governance delle istituzioni scolastiche, nella societ\u00e0 di<br \/>\noggi, complessa e liquida, dovrebbe possedere moltissime competenze (normativa<br \/>\nriferita al sistema educativo di istruzione e di formazione e agli ordinamenti degli studi<br \/>\nin Italia con particolare attenzione ai processi di riforma in atto; modalit\u00e0 di conduzione<br \/>\ndelle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realt\u00e0 delle istituzioni<br \/>\nscolastiche ed educative statali; processi di programmazione, gestione e valutazione<br \/>\ndelle istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alla predisposizione e gestione<br \/>\ndel Piano triennale dell\u2019offerta formativa, all\u2019elaborazione del Rapporto di<br \/>\nautovalutazione e del Piano di miglioramento, nel quadro dell\u2019autonomia delle<br \/>\nistituzioni scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio; organizzazione<br \/>\ndegli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all\u2019inclusione scolastica,<br \/>\nall\u2019innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica; organizzazione del<br \/>\nlavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realt\u00e0 del personale<br \/>\nscolastico; valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei<br \/>\nsistemi e dei processi scolastici; elementi di diritto civile e amministrativo, con<br \/>\nparticolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilit\u00e0 tipiche del<br \/>\ndirigente scolastico, nonch\u00e9 di diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro<br \/>\nla Pubblica amministrazione e in danno di minorenni; contabilit\u00e0 di Stato, con<br \/>\nparticolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni<br \/>\nscolastiche ed educative statali e relative aziende speciali; sistemi educativi dei Paesi<br \/>\ndell\u2019Unione europea; elementi essenziali in campo socio-psico-pedagogico). Il possesso<br \/>\ndi tali competenze sono indispensabili per affrontare le numerose sfide che le istituzioni<br \/>\nscolastiche quotidianamente sono costrette a risolvere. Oggi, la societ\u00e0 vive la quarta<br \/>\nrivoluzione industriale (digitale o meglio di interconnessione e di convergenza tra la<br \/>\nrobotica, la genomica, l\u2019intelligenza artificiale e le neuroscienze), e, in essa, si realizza<br \/>\npienamente la centralit\u00e0 non solo dell\u2019aziendalizzazione di ogni istituzione ma anche<br \/>\ndella soggettiva imprenditorialit\u00e0, attraverso il diventare ognuno imprenditore di se<br \/>\nstesso e perfetto consumatore, destinati a sostituire i lavoratori delle precedenti<br \/>\nrivoluzioni industriali.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 attuale \u00e8 caratterizzata soprattutto dai processi di imprevedibilit\u00e0, di<br \/>\nvelocit\u00e0 e di impatto immediato su tutte le discipline e su tutte le organizzazioni del<br \/>\nlavoro. Gli effetti imprevedibili e immediati sui saperi e sul mercato del lavoro non si<br \/>\nriesce, ancora, a comprendere e definire. Quello che \u00e8 chiaro \u00e8 che alcune professionalit\u00e0<br \/>\nsono destinate a scomparire. Bisogna, perci\u00f2, predisporsi, a sostituirle. La sostituzione<br \/>\ndi una professionalit\u00e0 con un\u2019altra \u00e8 stata storicamente normale nelle altre rivoluzioni<br \/>\nindustriali. Nella prima rivoluzione industriale agli artigiani sono subentrati gli operai;<br \/>\nnella seconda e nella terza gli impiegati e i consumatori sostituiscono gradualmente il<br \/>\nproletariato.<\/p>\n<p>In un tale contesto, per l\u2019incompetenza e l\u2019insipienza politica che a cascata si<br \/>\nespande all\u2019intera societ\u00e0, la scuola italiana \u00e8 quasi implosa e i Dirigenti scolastici non<br \/>\npossono pi\u00f9, per la complessit\u00e0 delle sfide quotidiane, governarne i processi. La societ\u00e0<br \/>\nattuale, complessa e in continua trasformazione, ha bisogno di pi\u00f9 istruzione e<br \/>\nformazione, per comprenderne i processi e governarli. La governance della scuola,<br \/>\nsoggiogata inconsapevolmente dalla democrazia totalitaria che governa l&#8217;Occidente,<br \/>\nimmagina, invece, di ridurre i tempi dell&#8217;istruzione e di fornire meno conoscenze e<br \/>\ncompetenze alle future generazioni. Il senso della vergogna \u00e8, cos\u00ec. il minimo che si pu\u00f2<br \/>\nprovare. Sulla scuola bisogna intervenire con una riforma epocale attraverso una<br \/>\nrivoluzione dal basso. Servirebbe riorganizzare la scuola in 2 cicli d\u2019istruzione dai 2 ai<br \/>\n18 anni. Un primo ciclo di 8 anni che dovrebbe comprendere la scuola dell\u2019infanzia dai<br \/>\n2 ai 5 anni (3 anni) e primaria (5 anni); il secondo ciclo di 8 anni che dovrebbe includere<br \/>\nla scuola secondaria di primo grado obbligatoria di 5 anni, di cui 3 dell\u2019attuale scuola<br \/>\nsecondaria di primo grado e 2 del primo biennio della scuola secondaria di secondo<br \/>\ngrado con elementi di filosofia, letteratura greca e latina, radici della civilt\u00e0 occidentale<br \/>\n(i giovani a 12 anni hanno ormai acquisito un pensiero ipotetico\/deduttivo -) e la scuola<br \/>\nsecondaria di secondo grado (3 anni, di cui 2 anni del secondo biennio e 1 anno del<br \/>\nquinto anno della scuola secondaria di secondo grado). In tal modo non solo<br \/>\nl\u2019obbligatoriet\u00e0 e la certificazione delle competenze coinciderebbero e avrebbero<br \/>\nun\u2019intrinseca e logica conseguenza, ma anche i giovani italiani, come quelli di altri paesi<br \/>\ndell&#8217;Unione europea, potrebbero affrontare un anno prima l&#8217;esame di Stato\/maturit\u00e0.<br \/>\nBisognerebbe, poi, abolire i carrozzoni ministeriali (i Dirigenti scolastici, i responsabili<br \/>\ne gli Uffici degli ambiti scolastici territoriali), creando un diretto collegamento delle reti<br \/>\ndi scuole con gli USR e i Dipartimenti generali del Ministero della pubblica istruzione.<\/p>\n<p>L\u2019autonomia delle istituzioni scolastiche e l\u2019asfissia dirigenziale sono una<br \/>\ncontraddizione in termini. Sarebbe necessario introdurre, a tal proposito, l\u2019elezione<br \/>\ndiretta e democratica di un coordinatore scolastico da parte del collegio dei docenti,<br \/>\nperch\u00e9 la scuola dell\u2019autonomia esige democrazia e partecipazione. Nello stesso tempo<br \/>\nrafforzare e fortificare, per qualit\u00e0 professionali e competenze, il profilo del Direttore<br \/>\ndei servizi generali e amministrativi (laurea in economia aziendale, giurisprudenza o<br \/>\nequipollenti) per la governance giuridica-amministrativa delle scuole. Solo in tal modo<br \/>\nsi potrebbero invertire le proposte dell\u2019accorpamento delle istituzioni scolastiche,<br \/>\nfinalizzate, nel compromettere ogni forma di didattica e nel sottrarre sedi di scuole alle<br \/>\npiccole comunit\u00e0, al risparmio economico. Si riconoscerebbe anche lo status delle<br \/>\nscuole a rischio e di quelle di eccellenza. Si dovrebbe, poi, valorizzare massimamente<br \/>\nil ruolo dei docenti sia riconoscendo l\u2019insegnamento come una professione logorante e<br \/>\nusurante sia equiparando i diritti e i doveri degli insegnanti italiani a quelli europei<br \/>\n(compresi orario di lavoro e stipendio &#8211; in Germania, ad esempio, a fine carriera, i<br \/>\ndocenti percepiscono 80.378 euro annuali; invece, in Italia, a fine carriera, ne<br \/>\npercepiscono annualmente appena 34.052 -). A proposito dei docenti si dovrebbe anche<br \/>\nprovvedere a dar vita a corsi specifici di specializzazione per gli insegnamenti STEM<br \/>\nper ovviare agli errori, commessi negli anni Sessanta e Settanta del Novecento,<br \/>\nnell\u2019immettere in ruolo soggetti non in possesso di profili adeguati all\u2019insegnamento di<br \/>\ntali discipline. La scuola italiana, ancora oggi, specialmente nei Licei, ne sta pagando le<br \/>\nconseguenze. Tra le altre cose, per far acquisire alla scuola italiana una certa centralit\u00e0<br \/>\ne prospettarne un futuro, \u00e8 necessario: considerare gli allievi come soggetti di diritto e<br \/>\ndi doveri verso il mondo sociale e immaginare la scuola come un bene pubblico e<br \/>\ncondiviso. La scuola, in tutte le societ\u00e0 democratiche, svolge, infatti, una funzione<br \/>\nsociale; far acquisire alle scuole la funzione di palestra della democrazia per costruire,<br \/>\nattraverso una cittadinanza attiva, una societ\u00e0 aperta e interculturale; abolire il<br \/>\nfinanziamento delle scuole paritarie e private, rispettando l\u2019art. 33 della Costituzione<br \/>\nche recita: \u201cEnti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza<br \/>\noneri per lo Stato\u201d. Negli ultimi dieci anni i fondi destinati dallo Stato alle scuole private<br \/>\nsi sono, invece, moltiplicati (nel 2012 &#8211; 286 milioni, nel 2022 &#8211; 626 milioni, quest\u2019anno,<br \/>\nnella Finanziaria, sono previsti ulteriori 50 milioni di euro per le scuole paritarie<br \/>\ndell\u2019infanzia). Gli allievi che intendono liberamente usufruirne dovrebbero con rette<br \/>\nmensili pagarsi tale insegnamento; valorizzare e non abolire i titoli di studio. Il mercato<br \/>\ne i poteri forti aspirano ad abolire i titoli di studio per emarginare le classi sociali pi\u00f9<br \/>\ndeboli; introdurre nella scuola primaria insegnanti per aree disciplinari. Non \u00e8<br \/>\numanamente immaginabile che un solo insegnante possa svolgere il ruolo di tuttologo;<br \/>\nprevedere che ogni docente di una classe di concorso (ad esempio A-12 \u2013 Materie<br \/>\nletterarie e Storia) sia, dopo che la scuola si sia dato un rigoroso ed equilibrato<br \/>\nregolamento, assegnato a un\u2019aula. Gli studenti dovrebbero, in tal modo, scegliere<br \/>\nresponsabilmente e liberamente l\u2019aula da frequentare. Il docente sarebbe, cos\u00ec, costretto<br \/>\na formarsi e qualificarsi continuamente; aspirare a un Ministero dell\u2019istruzione che si<br \/>\nconverta in un Dicastero delle future generazioni per una crescita intelligente,<br \/>\ndemocratica, inclusiva e pubblica.<\/p>\n<p>Con riferimento alla scuola, il diritto amministrativo prefigura che l\u2019interesse<br \/>\npubblico deve manifestarsi tramite il diritto vissuto non come fine ma come strumento.<br \/>\nQuesto \u00e8 un principio che nella seconda Repubblica \u00e8 stato smontato meticolosamente.<br \/>\nTrasformare, poi, la scuola in azienda ha l\u2019indiscutibile significato di forgiare le strutture<br \/>\nche hanno come fine predominante l\u2019attuazione, in contrapposizione alla \u201cproduzione\u201d<br \/>\ndi un sapere critico, del profitto economico. Ci\u00f2 avverrebbe, inoltre, in un sistema di<br \/>\nspietata concorrenza ed emarginando, in tal modo, socialmente, economicamente e<br \/>\nculturalmente i soggetti pi\u00f9 deboli e svantaggiati. La scuola, nella storia, \u00e8 stata, al<br \/>\ncontrario, caratterizzata da una traiettoria e da un percorso lineare di democratizzazione<br \/>\ndell\u2019educazione, dell&#8217;istruzione e della formazione, mettendo, al proprio interno, in<br \/>\nmoto i processi di: educazione universale (nel Seicento, pedagogia di Amos Comenio);<br \/>\nscolarizzazione (illuminismo, Rivoluzione francese e istruzione pubblica con<br \/>\nCondorcet); tendenza all\u2019innalzamento dell\u2019obbligo scolastico (legge Gabrio Casati, in<br \/>\nItalia, nel 1859, e cos\u00ec via); orientamento all\u2019unificazione dei sistemi educativi e<br \/>\nformativi (riforma dei programmi \u201cBrocca\u201d, in Italia, 1992\/1993); disponibilit\u00e0<br \/>\nall\u2019individualizzazione e personalizzazione dell\u2019insegnamento e dell\u2019apprendimento<br \/>\n(riforma Moratti, in Italia, nel 2003); educazione permanente e inclusione (strategia di<br \/>\nLisbona, nel 2000, Europa\/2020, nel 2010, Agenda 2030, nel 2015).<\/p>\n<p>Con l\u2019istruzione permanente e l\u2019inclusione, il processo di democratizzazione<br \/>\ndell\u2019educazione, dell&#8217;istruzione e della formazione entra nella fase della massima<br \/>\nespansione e realizzazione. La scuola deve, dunque, essere un concreto luogo di<br \/>\nformazione ricorrente e continua di tutti i cittadini, affinch\u00e9 acquisiscano conoscenze<br \/>\nadeguate ad interpretare la complessit\u00e0 della societ\u00e0 e a conseguire le competenze, atte<br \/>\na governarne, in maniera autonoma e responsabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Pietro Boccia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola italiana sta implodendo principalmente per l\u2019inadeguatezza della governance, come procedura funzionale alla crescita di un\u2019istituzione, e della leadership, come strategia per il perseguimento di obiettivi condivisi, ad ogni livello. In Italia, anche la lingua \u00e8 messa ai margini con le stupidaggini dei made in Italy, degli open day e cos\u00ec via. La lingua &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":100653,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[15602,34860,9,11,34861,34862,1],"tags":[242,53,39383,760,39382,10358,536,10277,582],"class_list":["post-100649","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","category-copertina","category-notizie-dal-web","category-opinioni","category-primo-piano","category-ultime","category-uncategorized","tag-dirigente-scolastico","tag-docenti","tag-i-lettori-scrivono","tag-oggiscuola","tag-pietro-boccia","tag-riforma-della-scuola","tag-scuola","tag-scuola-italiana","tag-studenti"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/I-lettori-scrivono-in-redazione.jpg?fit=628%2C396&ssl=1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100649"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100649"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100649\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":100650,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100649\/revisions\/100650"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}