{"id":100318,"date":"2023-12-11T19:51:57","date_gmt":"2023-12-11T18:51:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=100318"},"modified":"2023-12-14T12:43:54","modified_gmt":"2023-12-14T11:43:54","slug":"una-riforma-della-scuola-in-chiave-ecologica-insegnare-a-guardare-il-mondo-con-gli-occhi-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2023\/12\/11\/una-riforma-della-scuola-in-chiave-ecologica-insegnare-a-guardare-il-mondo-con-gli-occhi-della-natura\/","title":{"rendered":"Una riforma della scuola in chiave ecologica: insegnare a guardare il mondo con gli occhi della Natura\u00a0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una riforma della scuola in chiave ecologica: <em>insegnare a guardare il mondo con gli occhi della Natura<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u201c\u2026<em>il contatto dell\u2019uomo con la natura \u00e8 perduto e con esso \u00e8 venuta meno quella profonda energia emotiva che questo contatto simbolico sprigionava\u201d, scriveva C.G. Jung. <\/em><\/p>\n<p>Ristabilire quest\u2019armonia tra uomo e natura \u00e8 essenziale per costruire percorsi autentici di ecologia ed educazione ambientale, a partire dalle nuove generazioni che stanno progressivamente perdendo questo contatto. <em>A tal fine occorre ripensare ai fondamenti stessi dell&#8217;Istruzione primaria e secondaria mirando ad un\u2019alfabetizzazione ecologica delle nuove generazioni. <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Come possiamo riprogettare una scuola ecologica che si fondi su questi presupposti<\/em><\/strong>? Su questo interrogativo si sono confrontati insegnanti, dirigenti scolastici, esperti, genitori e studenti nell\u2019ambito del convegno \u201c<strong>Per una riforma in chiave ecologica della scuola<\/strong>\u201d svoltosi a Roma sabato 2 dicembre presso l\u2019Aula Magna del Liceo Socrate di Roma.<\/p>\n<p>L\u2019evento ha inteso rappresentare uno dei momenti di un processo di progettazione partecipata che, al momento, ha condotto ad una <strong>lettera aperta <\/strong>indirizzata al Ministro dell\u2019Istruzione e ai dirigenti scolastici, docenti, genitori, studenti e alla societ\u00e0 civile tutta. La lettera sar\u00e0 inviata all\u2019inizio del 2024 ed \u00e8 ancora possibile aderire (in calce il link).<\/p>\n<p>Occorre, si pu\u00f2 leggere nella lettera, \u201cuna scuola dove si apprendano saperi e si sviluppino pratiche di lavoro con la natura e per la natura per concorrere alla resilienza del territorio; dove ogni studente e studentessa possa comprendere i termini e le cause della crisi ecologica e sociale in atto, elaborare pensieri ed emozioni al riguardo e diventare capace di immaginare e costruire nuovi strumenti per affrontarla. Una scuola che riconosca l\u2019ecologia come patrimonio culturale irrinunciabile\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro \u00e8 stato promosso dal coordinamento tra Associazioni per la decrescita, Associazione Lavoratori della Scuola, Teachers For Future, Fridays For Future e Movimento per la Decrescita Felice e dalla collaborazione con esponenti del mondo accademico.<\/p>\n<p>\u201c<em>Lo sforzo comune \u00e8 diretto ad una nuova visione basata su un\u2019ecologia profonda e integrale, rispettosa dei cicli rigenerativi della vita, dei beni comuni universali, della equa condivisione delle ricchezze e della dignit\u00e0 di ogni essere vivente, presente e futuro<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Molti gli spunti, le suggestioni, le proposte scaturite dal convegno per una scuola \u201cnon finalizzata ad addestrare \u201crisorse\u201d per il mercato del lavoro, ma alla formazione integrale della persona e a un\u2019educazione ecologica e sociale trasformatrice, caratterizzata da un approccio scientifico, letterario e artistico che, superando la parcellizzazione delle discipline, vada verso un sapere connettivo, capace di promuovere la conoscenza delle interrelazioni dell\u2019ecosistema e di generare una coscienza civica e critica consapevole della complessit\u00e0 delle sfide presenti\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 dal presupposto di <strong><em>superare ogni idea di separazione tra umanit\u00e0 e natura <\/em><\/strong>che nasce l\u2019esigenza di riappropriarsi di questo legame partendo dal riconoscimento della natura in noi e dei limiti da rispettare <strong><em>con consapevolezza e responsabilit\u00e0, ma senza nessun approccio colpevolizzante<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Per anni, spiega Federico Cal\u00f2 Carducci (Movimento per la Decrescita Felice), \u201cci hanno trasferito un\u2019immagine di separazione tra la natura e l\u2019essere umano; siamo arrivati ad un rapporto con la natura non pi\u00f9 diretto, spontaneo, immediato (im-mediata nel senso di non-mediata) ma, purtroppo fagocitata dalle regole dell\u2019economia e del mercato. Nei secoli la natura \u00e8 stata resa trattata alla stregua di una merce, che possiamo usare, modificare, plasmare, migliorare secondo le nostre esigenze. In virt\u00f9 di questa capacit\u00e0, l\u2019essere umano \u00e8 arrivato a percepirsi altro dalla natura, al di sopra di essa, migliore di essa. Prima di tutto c\u2019\u00e8 l\u2019essere umano e poi, dopo, anche la natura. Ma l\u2019essere umano non \u00e8 altro dalla natura, l\u2019essere umano \u00e8 natura, noi siamo natura. La natura \u00e8 il nostro corpo e il nostro corpo \u00e8 la natura\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019avidit\u00e0, la crescente spirale di accaparramento di beni materiali, il modello individualista e competitivo dell\u2019economia hanno dominato la vita in tutte le sfere: lavoro, scuola, gioco, tempo libero. Ecco allora che abbiamo bisogno anche di una svolta culturale in chiave sociale: dobbiamo capire che noi siamo relazioni. <em>Il primo esercizio consiste nell\u2019osservare il mondo non pi\u00f9 con gli occhi di un essere umano, ma con gli occhi della natura.<\/em> La natura \u00e8 maestra, \u00e8 esperta\u201d, afferma ancora Cal\u00f2 Carducci.<\/p>\n<p>Se a ci\u00f2 aggiungiamo la sempre pi\u00f9 pressante digitalizzazione della societ\u00e0 e della scuola, rischiamo di rinchiudere le relazioni fisiche ed emozionali in una dimensione virtuale, avulsa dalla realt\u00e0 ecosistemica che ci comprende.\u00a0 E, in tale direzione, evidenzia Renata Puleo (ALaS &#8211; Associazione Lavoratori Scuola) \u201cle forme invasive di digitalizzazione, non tengono conto dell\u2019impatto ecologico e sono funzionali all\u2019educazione del cittadino digitale globale\u201d. Sempre pi\u00f9 lontano, aggiungiamo, dalla sua essenza e quindi dalla Natura generatrice, riflesso della nostra umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Per passare dalle parole ai fatti, i promotori e sottoscrittori della lettera, propongono al Ministero e a tutte le componenti della scuola, la costruzione di curricula di Istituto che abbiano come cornice di riferimento l\u2019educazione ecologica, al fine di rendere la <em>scuola il luogo di una educazione trasformatrice nel senso dei valori costituzionali. <\/em><\/p>\n<p>Nella lettera aperta di propone al Ministero di: avviare un ripensamento dell\u2019intero impianto epistemologico delle discipline e il superamento della loro rigidit\u00e0 e settorializzazione in favore di un insegnamento sistemico; ridiscutere le Linee guida per l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica (adottate in applicazione della legge n. 92\/2019) implementando l\u2019insegnamento trasversale dell\u2019educazione ecologica; ricomporre l\u2019insegnamento delle 33 ore previste per ciascun anno di corso in un\u2019unica visione di educazione ecologica integrata al fine di valorizzare la dimensione unitaria e relazionale (ecologica, tecnologica, sociale e politica) della vita sul pianeta.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo tanto da imparare dalla Natura, evidenzia Laura Marchetti, prof.ssa di antropologia culturale e di didattica, e ritengo essenziale l\u2019elaborazione di una proposta finalizzata a ridefinire le Linee Guida per l\u2019educazione ambientale e la sua collocazione fra gli insegnamenti della scuola pubblica nazionale. Un\u2019educazione naturale come educazione alla complessit\u00e0 della Natura, ma anche alla naturalit\u00e0 umana\u201d.<\/p>\n<p>Rosa Tiziana Bruno, sociologa dell\u2019educazione, ritiene l\u2019educazione ecologica passo essenziale per giungere all\u2019<strong><em>ecosaggezza<\/em><\/strong>, ovvero \u201cuna nuova consapevolezza di se\u0301 e degli altri e della relazione che ci lega alla Terra e a tutti i viventi. Serve, afferma ancora la Bruno, un nuovo paradigma educativo, di tipo socio-relazionale, basato sulla combinazione fra principi etici e sviluppo cognitivo, che coinvolga scuole e famiglie, per promuovere azioni corrette, sostenute da buone forme di relazioni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCostruire i curricula attorno ai principi cardine di un\u2019educazione ecologica rappresenta un dovere oltre che l\u2019asse intorno a cui far ruotare una progettazione didattica aperta e innovativa, concorda Piero De Luca, dirigente Scolastico napoletano.<\/p>\n<p>Secondo Maria Elena Bertoli, insegnante (Ass. per la decrescita), \u201cecologia vuol dire fare pace con la natura. Fare educazione nonviolenta ed ecologica significa educare i ragazzi all&#8217;arte del dialogo, dell&#8217;ascolto, del rispetto, della semplicit\u00e0, della lentezza, della gentilezza, della convivialit\u00e0, \u2026\u201d.<\/p>\n<p>Lavinia Iovino di Fridays For Future, afferma infine che \u201c\u2026noi possiamo essere rinascita. Se noi vogliamo che le cose cambino e se ci impegniamo da ora e da noi, apporteremo un grande valore al cambiamento\u201d.<\/p>\n<p>La lettera e il convegno sono\u00a0<em>un primo passo di un percorso che auspica di coinvolgere quante pi\u00f9 soggetti possibili (esperti, dirigenti, insegnanti, genitori, studenti e cittadini) per avviare un confronto su una proposta\u00a0 di riforma in chiave ecologica dell\u2019impianto educativo della scuola italiana.<\/em><\/p>\n<p>Per sottoscrivere la lettera: <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3tUe5Xu\">https:\/\/bit.ly\/3tUe5Xu<\/a><\/p>\n<p>L\u2019elenco di tutti i firmatari \u00e8 disponibile a questo link: <a href=\"https:\/\/bit.ly\/47N5i8o\">https:\/\/bit.ly\/47N5i8o<\/a><\/p>\n<p>Per maggiori informazioni: <a href=\"mailto:alfabeti.ecologici@gmail.com\">alfabeti.ecologici@gmail.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u00a0<\/em><em>Teresa La Marca<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una riforma della scuola in chiave ecologica: insegnare a guardare il mondo con gli occhi della Natura \u201c\u2026il contatto dell\u2019uomo con la natura \u00e8 perduto e con esso \u00e8 venuta meno quella profonda energia emotiva che questo contatto simbolico sprigionava\u201d, scriveva C.G. 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