{"id":100075,"date":"2023-11-22T17:11:36","date_gmt":"2023-11-22T16:11:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=100075"},"modified":"2023-11-22T17:11:36","modified_gmt":"2023-11-22T16:11:36","slug":"la-sfida-della-mobilita-intercompartimentale-il-nuovo-volto-dellinsegnamento-e-le-sue-implicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2023\/11\/22\/la-sfida-della-mobilita-intercompartimentale-il-nuovo-volto-dellinsegnamento-e-le-sue-implicazioni\/","title":{"rendered":"La sfida della mobilit\u00e0 intercompartimentale: il nuovo volto dell\u2019Insegnamento e le sue implicazioni"},"content":{"rendered":"<p>Lavorare a scuola \u00e8 usurante. Il disagio dei docenti \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente rispetto a un mestiere che \u00e8 profondamente cambiato e continua a modificarsi ogni anno con un notevole aggravio di lavoro.<\/p>\n<p>Lo dimostrano anche alcuni sondaggi effettuati di recente sull\u2019argomento.<\/p>\n<p>La professione non \u00e8 pi\u00f9 la stessa, risultando radicalmente differente a quella di alcuni lustri fa e soprattutto rispetto alle aspettative di molti insegnanti.<\/p>\n<p>A tale quadro occorre aggiungere altri aspetti: genitori e allievi aggressivi, che talvolta mettono a repentaglio l\u2019incolumit\u00e0 del docente, come si evince dalle cronache locali; il registro elettronico che ha trasformato un atto semplice in un continuo rischio di errore, soggetto a un collegamento internet non sempre stabile; la burocrazia gigantesca e asfissiante che \u00e8 diventata un lavoro nel lavoro e di fatto assorbe molte ore dei docenti durante la propria giornata; le riunioni che si moltiplicano ogni anno e che portano i docenti a una presenza pi\u00f9 consistente nella scuola, senza nemmeno il riconoscimento di un buono pasto, assegnato alle altre categorie.<\/p>\n<p>A queste incombenze vanno comunque aggiunti i compiti tipici della docenza, come la stesura e la correzione di verifiche per classi sempre pi\u00f9 numerose, la preparazione delle lezioni e gli aggiornamenti che vengono sempre pi\u00f9 richiesti alla professione, il pi\u00f9 delle volte intorno ai soliti argomenti.<\/p>\n<p>Le famose 18 ore <strong><u>alla secondaria e 24 alla primaria<\/u><\/strong> sono pertanto la classica punta dell\u2019iceberg della mole quotidiana di lavoro, non riconosciuto, a cui i docenti sono sottoposti.<\/p>\n<p>Ci sono per\u00f2 altri aspetti da sottolineare. La digitalizzazione compulsiva porta gli stessi docenti a dovere modificare in continuazione il proprio metodo di insegnamento rischiando di sgomitare con lo stesso art.33 della nostra Costituzione.<\/p>\n<p>Non bisogna dimenticare inoltre che la categoria risulta soggetta a un forte rischio burnout, come hanno evidenziato da molto tempo gli studi dell\u2019esimio Dottor Vittorio Lodolo D\u2019Oria, pioniere degli studi sulle malattie professionali degli insegnanti in Italia. Tali teorie diventano drammaticamente attuali con l\u2019incremento e la burocratizzazione dell\u2019insegnamento.<\/p>\n<p>Infine la legge 107\/2015, cosiddetta della \u201cBuona scuola\u201d, <strong><u>ha legittimato\u00a0 un<\/u><\/strong><strong><u>\u2019asimmetria di potere tra i Ds e i docenti<\/u><\/strong>, di fatto contribuendo ad \u201caziendalizzare\u201d sempre di pi\u00f9 il nostro lavoro con le chiare conseguenze che ne derivano.<\/p>\n<p>Alla luce di queste considerazioni, non si pu\u00f2 pensare di tenere questi ritmi fino alle soglie richieste attualmente dall\u2019accesso alla pensione.<\/p>\n<p>Occorre notare che i lavoratori della Scuola sono gli unici a non poter usufruire della possibilit\u00e0 di transitare verso un altro ramo della P.A., e questo risulta una discriminante importante tra i lavoratori del Pubblico Impiego, anche perch\u00e9 il personale docente della Scuola risulta ormai in gran parte laureato, e pu\u00f2 portare, comunque, il suo prezioso contributo di esperienza dentro un altro ramo della P.A.<\/p>\n<p>Il blocco della mobilit\u00e0 intercompartimentale era stata stabilito da dalla legge\u00a0 311\/2004 \u201cIn vigenza di disposizioni che stabiliscono un regime di limitazione delle assunzioni a tempo indeterminato\u2026\u201d in occasione del blocco del turnover presso le altre amministrazioni dello Stato, dove la scuola sembrava meno soggetta a subire<\/p>\n<p>tale condizioni. Questa situazione veniva ricordata dall\u2019Usr Puglia nel 2017, in risposta ad alcuni docenti che<\/p>\n<p>avevano fatto richiesta di nulla osta per il passaggio ad altra amministrazione.<\/p>\n<p>L\u2019Usr Friuli Venezia Giulia con una nota del 2018 ricordava che in merito all\u2019argomento\u201c la procedura non risulta<\/p>\n<p>ancora realizzabile, in quanto non sono mai stati definiti i criteri generali per l\u2019attuazione di quanto previsto dal<\/p>\n<p>comma 1 dell\u2019art.30 del DLgs n. 165\/2001.\u201d<\/p>\n<p>Inoltre la legge 107\/2015 al comma 133 ha previsto il passaggio alla Mobilit\u00e0 intercompartimentale del personale<\/p>\n<p>della scuola, ancorch\u00e9 in posizione di comando, distacco, o fuori ruolo, e pi\u00f9 di recente lo stesso PNRR chiede<\/p>\n<p>agli Stati di favorire la mobilit\u00e0 tra i diversi rami della P.A.<\/p>\n<p>Le cose per\u00f2 sono radicalmente cambiate di recente.<\/p>\n<p>La P. A. a partire dal 2019, <u>ha bandito migliaia di nuovi posti di lavoro, superando il blocco del turnover alla base <\/u><\/p>\n<p><u>del divieto imposto ai docenti<\/u>. Pertanto le limitazioni suddette non hanno pi\u00f9 alcuna ragione di essere, essendo<\/p>\n<p>smentite dai fatti.<\/p>\n<p>Il gruppo \u201cMobilit\u00e0 intercompartimentale docenti\u201d, quindi, ai sensi dell\u2019art.3 Costituzione e non solo, previa<\/p>\n<p>richiesta dell\u2019interessato\/a e almeno a parit\u00e0 di condizioni economiche, invita a superare la questione, se<\/p>\n<p>necessario con un intervento del decisore politico, e richiede gi\u00e0 a partire dal prossimo contratto di Mobilit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>Il passaggio verso altro ramo della P.A.;<\/li>\n<li>la possibilit\u00e0 di accedere all\u2019eventuale carenza di posti emergenti dagli uffici del MIM, quali dipendenti dello stesso Ministero, senza bandire un concorso esterno.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In subordine richiede:<\/p>\n<ul>\n<li>il passaggio ad ATA senza interruzione della propria carriera economica o alcuna cristallizzazione della stessa;<\/li>\n<li>la richiesta di mobilit\u00e0 semplice per i docenti di ruolo che possa avvenire ogni anno, come nel resto della P.A., senza il vincolo triennale;<\/li>\n<li>lo stop alla burocratizzazione della Scuola.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: right;\">Antonio\u00a0 De Cristofaro<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Gruppo Mobilit\u00e0 intercompartimentale docenti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lavorare a scuola \u00e8 usurante. 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