{"id":100028,"date":"2023-11-17T10:16:52","date_gmt":"2023-11-17T09:16:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=100028"},"modified":"2023-11-17T10:16:52","modified_gmt":"2023-11-17T09:16:52","slug":"dalla-caverna-di-platone-la-lezione-che-restituisce-valore-alla-scuola-intervista-al-prof-roberto-cherubino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2023\/11\/17\/dalla-caverna-di-platone-la-lezione-che-restituisce-valore-alla-scuola-intervista-al-prof-roberto-cherubino\/","title":{"rendered":"Dalla caverna di Platone la lezione che restituisce valore alla scuola. Intervista al prof. Roberto Cherubino"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201c<em>Esiste un solo bene la Conoscenza e un solo male l\u2019ignoranza<\/em>\u201d affermava Socrate nel V secolo a.C.<\/strong><\/p>\n<p>Pur non volendo entrare in una disquisizione filosofica, ci interessa comprendere quanto oggi sia attuale questa massima nel mondo della scuola. Ne parliamo con il prof. Roberto Cherubino, autore di un saggio che oltre a offrire un\u2019analisi critica dello status quo della scuola italiana, propone a ciascun lettore lo sviluppo di un percorso di riflessione critica e personale.<\/p>\n<h4><strong>Che peso ha la Conoscenza nella scuola di oggi?<\/strong><\/h4>\n<p>La Conoscenza dovrebbe essere ancora oggi alla base dei percorsi di apprendimento. La sua trasmissione \u00e8 probabilmente il miglior modo per infondere spirito critico negli studenti e formare donne e uomini liberi, artefici del loro destino, in grado di raggiungere autonomamente la comprensione reale e autentica del mondo che li circonda.<\/p>\n<p>Tuttavia, oggi la Conoscenza sembra essere passata in secondo piano. Da diversi lustri infatti le Conoscenze, intese come raggiungimento dei cosiddetti saperi alti, sono state brutalmente rimpiazzate dalle cosiddette competenze. <strong>Le Conoscenze sono per la vita, le competenze cambiano e si adeguano esclusivamente alle necessit\u00e0 del mercato e del mondo globalizzato.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 proprio questo il tallone di Achille che sta impoverendo la scuola italiana. Nel mio saggio (\u201c<em>Viale <\/em><em>Trastevere e la statua mancante: la devastazione della scuola pubblica democratica<\/em>\u201d), parlo di tutto il\u00a0percorso che lentamente ha introdotto il concetto di competenza nella scuola. Un concetto che nasce sostanzialmente nel mondo aziendale economico e produttivo, poi forzatamente introdotto nel mondo dell\u2019istruzione. In ambito europeo e di conseguenza italiano, si parte dalle competenze chiave del 2006, si prosegue con le indicazioni nazionali del 2012 e si approda con la \u201c<em>buona scuola\u2026<\/em>\u201d \u00a0nel 2015.\u00a0 Il passaggio ai giorni nostri \u00e8 avvenuto gradualmente introducendo un pericoloso dogma che sta progressivamente conducendo a uno svuotamento dei saperi che, a mio avviso, con il passar del tempo, non potr\u00e0 che portare a un vero e proprio svuotamento delle coscienze, passaggio che preceder\u00e0 una sorta di annichilimento culturale della societ\u00e0.<\/p>\n<h4><strong>Cosa \u00e8 accaduto alla scuola italiana?<\/strong><\/h4>\n<p>La visione neoliberista \u00e8 entrata nella scuola italiana con i suoi valori antidemocratici e al servizio della finanza e del mercato e ha allontanato la scuola dalla sua missione: lo sviluppo della persona, la formazione dell\u2019identit\u00e0 e di valori morali universalmente riconosciuti. La scuola non pu\u00f2 essere un\u2019azienda rivolta a soddisfare le richieste del mercato, i giovani non sono e non devono essere considerati automi da riempire acriticamente di contenuti, da omologare a protocolli calati dall\u2019alto per soddisfare le esigenze di attori terzi. Insegnare non \u00e8 e non deve essere un atto meramente burocratico.<\/p>\n<p>In altre parole, la scuola deve tornare ad essere <strong>il luogo della crescita umana e sociale<\/strong> delle nuove generazioni, capace di imprimere un segno nel loro sviluppo e infondere spirito critico e consapevolezza.<\/p>\n<p>Prima viene l\u2019essere umano e poi l\u2019interesse economico; la societ\u00e0 che non poggia le sue basi sull\u2019etica svanisce nella ricerca dell\u2019utile e del profitto, si disintegra.<\/p>\n<h4><strong>Nella didattica quotidiana, come cerca di trasferire lo spirito critico ai suoi alunni?<\/strong><\/h4>\n<p>Pur essendo docente di Arte, la prima lezione dell\u2019anno \u00e8 sempre e comunque il mito della \u201c<em>Caverna di Platone<\/em>\u201d. Rendere consapevoli i ragazzi delle ombre che ci circondano e ci confondono \u00e8 fondamentale per risvegliare in loro il senso critico e la passione per la Conoscenza.<\/p>\n<h4><strong>Quali sono oggi le ombre che offuscano la consapevolezza?<\/strong><\/h4>\n<p>Le ombre oggi, a mio avviso, sono le verit\u00e0 precostituite, impacchettate e trasmesse ai giovani. Una sorta di indottrinamento silenzioso che si traduce nel pensiero unico. Tali ombre allontanano dalla luce della conoscenza ovvero dalla comprensione della realt\u00e0. In particolare, i giovani incatenati alla realt\u00e0 virtuale sono ancora pi\u00f9 facilmente allontanati dalla verit\u00e0; immaginano, come gli schiavi descritti nella Caverna di Platone, che reali siano le ombre proiettate dai contenuti omologati e omologanti diffusi attraverso i social, le serie tv, la scuola progettificio, la didattica del fare orfana del sapere.<\/p>\n<p>Non possiamo restare inermi di fronte al dominio della tecnologia; il rischio concreto \u00e8 l\u2019inversione di un paradigma fondamentale della nostra esistenza: la tecnologia al servizio dell\u2019essere umano, non viceversa.<\/p>\n<p>La prospettiva, enunciata dal Piano Scuola 4.0, promosso dal Ministero dell\u2019Istruzione nell\u2019ambito delle linee di investimento del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), \u00e8 una scuola forzatamente tecnologica, con l\u2019utilizzo esclusivo della didattica digitale e di ambienti di apprendimento immersivi, dunque virtuali, basati sull\u2019intelligenza artificiale. A mio avviso il digitale dovrebbe essere uno strumento integrativo dell\u2019azione didattica a disposizione di docenti e studenti; non dovrebbe assolutamente diventare uno strumento sostitutivo e obbligatorio che addirittura non solo cancella la libert\u00e0 di insegnamento garantita costituzionalmente nonch\u00e9 la libert\u00e0 di apprendimento degli studenti, ma al tempo stesso mette in discussione il ruolo e la stessa esistenza degli insegnanti.<\/p>\n<p>Per non parlare del nuovo volto che sta assumendo quella che \u00e8 stata definita la disciplina trasversale per eccellenza. Mi riferisco all\u2019educazione civica (che non \u00e8 quella di una volta\u2026), ormai ridotta a sponsor ufficiale di Agenda 2030, quasi del tutto relegata alla trasmissione acritica di contenuti apparentemente evolutivi ma in realt\u00e0 tesi a creare il bravo cittadino rispettoso di qualsiasi regola imposta. Anche se sbagliata. Insomma, cos\u00ec facendo stiamo formando cittadini globali e digitali, in sostanza perfetti sudditi, ovvero l\u2019esatto contrario del cittadino consapevole. Chiediamoci: potrebbe essere questo l\u2019obiettivo da perseguire per realizzare il sogno di una societ\u00e0 altamente tecnologica e digitale basata sul controllo sociale, dunque in perfetto stile cinese che tanto piace al presidente esecutivo del WEF (World Economic Forum) che per conto dell\u2019Onu implementa Agenda 2030 su scala planetaria?<\/p>\n<h4><strong>Ci pu\u00f2 essere un Rinascimento della scuola di valore?<\/strong><\/h4>\n<p>Certamente, ma \u00e8 necessario ridare dignit\u00e0 all\u2019arte, alla bellezza e ai saperi alti: alla filosofia, alla storia, alla letteratura, alla religione, addirittura al latino e al greco per i pi\u00f9 audaci, insomma, alle materie umanistiche che non a caso si definiscono tali poich\u00e9 alla base della formazione dell\u2019essere umano. Senza per questo tralasciare tutto il resto, a partire dalle materie scientifiche. Tali saperi sono imprescindibili per una scuola autentica che mette veramente al centro l\u2019essere umano e non gli interessi della finanza globale, delle big tech e delle potentissime multinazionali.<\/p>\n<p>Un altro punto chiave fondamentale \u00e8 il riscatto morale degli insegnanti che devono riappropriarsi del proprio ruolo di educatori<span style=\"text-decoration: line-through;\">,<\/span> pur attingendo a metodologie pi\u00f9 moderne ma non demonizzando la trasmissione del sapere attraverso la lezione frontale.<\/p>\n<p>I docenti devono ritornare quindi a svolgere la <strong>funzione intellettuale<\/strong> che gli compete, magari ripartendo da Pier Paolo Pasolini e da \u201c<em>Il fascismo degli anti fascisti<\/em>\u201d; devono rivendicare a pieno titolo la libert\u00e0 di insegnamento, ridare dignit\u00e0 alla loro funzione cruciale per lo sviluppo di una societ\u00e0 viva e veramente democratica.<\/p>\n<p>Se necessario noi insegnanti possiamo ricorrere all\u2019opzione metodologica di minoranza prevista anche dall\u2019art. 1 comma 14, legge 107\/2015, che consente il <strong>rifiuto di una didattica di stato imposta dall\u2019alto.<\/strong><\/p>\n<p>In conclusione, invito i miei colleghi a prendere coscienza del punto di non ritorno verso cui ci stiamo dirigendo e di guardare al passato per ri-progettare il futuro. Qui non si tratta di fare una guerra tra fazioni, tra favorevoli e contrari, qui \u00e8 in gioco il futuro dell\u2019essere umano. Spero nessuno si astenga.<\/p>\n<p>Per approfondimenti sul saggio:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youcanprint.it\/viale-trastevere-e-la-statua-mancante\/b\/ee5e84af-5344-583a-a62a-6a9d75cbf3fd\">https:\/\/www.youcanprint.it\/viale-trastevere-e-la-statua-mancante\/b\/ee5e84af-5344-583a-a62a-6a9d75cbf3fd<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Teresa La Marca<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cEsiste un solo bene la Conoscenza e un solo male l\u2019ignoranza\u201d affermava Socrate nel V secolo a.C. Pur non volendo entrare in una disquisizione filosofica, ci interessa comprendere quanto oggi sia attuale questa massima nel mondo della scuola. Ne parliamo con il prof. 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