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“La filastrocca della ‘Q'”: la Quaresima e il quartiere. Arriva Pasqua tra canti e fiori, quattro rondini…

La filastrocca della “Q” Un quadretto malandato, un quaderno squinternato; una squadra ed un quadrello, quanto, quale, quasi, quello. L’aquilotto e l’aquilone, la questura e la questione, la Quaresima e il quartiere, un quintale di querele. Arriva Pasqua tra canti e fiori, quattro rondini, ai tepori del buon sole, sotto i tetti fanno liete i lor nidietti. Liquirizia dolce amara, …

“Sonetto di primavera”: la poesia di Umberto Saba da portare in classe per la bella stagione

primavera

Primavera, il Sonetto di Umberto Saba “Città paesi e culmini lontani sorridon lieti al sol di primavera. Torna serena la natia riviera. Sono pieni di canti il mare e i piani. Io solo qui di desideri vani t’esalto, mia inesperta anima altera; poi stanco mi riduco in sulla sera alla mia stanza, e incerto del domani. Là seggo sovra il …

Imparare la geografia giocando. Ecco la filastrocca per insegnare ai bimbi i nomi delle Alpi

Ormai è un dato abbastanza noto ai più: la geografia è la bestia nera tra le materie insegnate nella scuola italiana e nell’università italiana. Basti pensare che, rispondendo ad un’indagine effettuata nel 2017 da Skuola.net, solo il 48% degli studenti – dalle medie all’università – dichiara di saper rispondere bene a qualsiasi domanda, un altro 30% zoppicherebbe un po’, mentre …

Il barattolo delle coccole: ecco un’idea originale da portare in classe per la festa del papà

Il 19 marzo è vicino e come ogni anno le maestre sono alle prese con l’organizzazione del lavoretto per la festa del papà. Ecco un’idea che potrebbe piacere ai vostri alunni e ai loro genitori: il barattolo delle coccole. Il procedimento per realizzarlo: Prendete un barattolo di vetro con coperchio e dipingete sul davanti una cravatta. Prendete tanti piccoli cartoncini …

“Sono nata il 21 a primavera”: la poesia più bella di Alda Merini da leggere e imparare in classe

Sono nata il ventuno a primavera Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta. Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera. Alda Merini  Leggi altre notizie su OggiScuola Seguici su Facebook e Twitter

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