L’esperta: “Se il bambino chiama mamma e papà per nome non c’è da preoccuparsi”

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Dott.ssa Antonella Sagone per Pampers.it

Può capitare che alle prime parole un bambino, che già da tempo aveva appreso a dire mamma e papà, inizi a chiamare i genitori con il nome di battesimo.

Questo può disorientare, e alcuni genitori si crucciano pensando che il bambino stia in un certo senso perdendo il senso della relazione filiale. Quasi trattando i genitori da amici invece che come mamma e papà.

Non c’è invece da dare a questo comportamento del bambino un significato particolare dal punto di vista affettivo. Si tratta piuttosto di fenomeni che accompagnano una fase di grande sperimentazione del linguaggio.

Quando incomincia ad avere maggiore disinvoltura nell’uso delle parole, il bambino è affascinato dai diversi modi in cui gli adulti intorno a lui chiamano una cosa o una persona che pure è sempre la stessa. Così la stessa persona può essere per lui la mamma, per qualcun altro la zia, e per le amiche o la nonna invece è «Maria». E chi parla con lui di sua madre, la chiama «La mamma», con l’articolo. La nonna viene dalla sua mamma chiamata “mamma”, e così via. Tutto questo è molto interessante e il bambino lo sperimenta in prima persona, provando a usare queste parole, guardando se anche questi nuovi nomi “funzionano”.

Ulteriori elementi di confusione e curiosità per il bambino fra i due e i tre anni riguardano ad esempio l’uso dei pronomi personali. La mamma di cui sopra, che si chiama anche Maria, quando parla di se stessa dice «io» e quando lui le parla può chiamarla «tu». Che confusione! Da qui nasce il caso di quella bambina che si infuriava ogni volta che la mamma la imboccava, gridando: «DA TE!!» Ma è quello che sto facendo, si diceva la mamma, finché non ha capito che lei stessa diceva quelle parole quando incoraggiava la bimba a fare da sola, e così sua figlia le ripeteva tali e quali, non avendo ancora compreso come funzionavano i pronomi personali…

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